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Salviamo il piccolo Natnael, che muore a causa dell'indifferenza del mondo

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:59
Milano/Karthoum, 31 agosto 2014. Un ragazzino eritreo di 12 anni sta morendo in Sudan per una patologia renale che si potrebbe curare. L'UNHCR è purtroppo la chiave critica dell'intervento, ma - non sappiamo perché - non sta facendo nulla in Sudan, mentre il bambino perde le forze e muore un po' ogni giorno.

Abbiamo cercato di superare l'immobilismo di UNHCR attivando altri attori, ma senza l'intervento di UNHCR non si può fare niente e il bambino perderà la vita. Padre Mussie Zerai condensa questo terribile momento con poche, vere parole: "Cari amici di EveryOne Group, per questi casi bisogna che l'UNHCR in Sudan venga sollecitata a trovare un ospedale che si fa carico del problema e curare il bambino, nessuno gli darà il visto senza la collaborazione di UNHCR". Da parte nostra, non ci arrendiamo. Stiamo contattando istituzioni di tutto il mondo e prepariamo una campagna stampa. Il piccolo Natnael è figlio di questo mondo terribile, è figlio di questa umanità incapace di coltivare una grande e unica anima, è figlio nostro.

Non lo abbandoneremo, fino all'ultimo istante. Roberto Malini -Gruppo EveryOne - EveryOne Group




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Roberto Malini è il nuovo Presidente del Premio di Poesia italiana Juan Montalvo.

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:56
Milano, 31 agosto 2014. Il poeta e scrittore Roberto Malini, co-presidente del Gruppo EveryOne, è il nuovo Presidente del Premio di Poesia in lingua italiana Juan Montalvo, organizzato ogni anno presso il Salotto del Consolato Generale dell'Ecuador a Milano a cura del Consolato Generale  e dal Centro Ecuadoriano d'Arte e Cultura a Milano, in collaborazione con Il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi Milano-Bicocca e il Dipartimento Organizzazioni Internazionali e Diplomatiche del Campus Universitario Ciels.

Il Premio, giunto alla quarta edizione, si pone come un punto di riferimento importante per le letteratura, perché si pone al di fuori di ragionamenti politici o nepotistici e si propone di riconoscere il talento degli autori nonché di scoprire voci originali ed eccellenti non ancora emerse in un mondo dalle dinamiche assai complesse.

"I Premi letterari hanno senso solo se il loro fine è quello di indicare al pubblico gli autori di valore," precisa Roberto Malini, "per dare alla cultura un impulso ulteriore verso il progresso. Questa è la missione del Premio Juan Montalvo". I membri della giuria presieduta da Malini sono poeti di chiaro valore, chiamati a un compito fondamentale per la cultura, perché il talento è una ricchezza che riguarda l'intera società umana:



Ninnj di Stefano Busa, Michael Rothenberg, Maurizio Cucchi, Franco Loi, Davide Rondoni, Alessandro Quasimodo, Carmelo Consoli, Gianni Ianuale, Corrado Calabrò. Presidente per la Poesia in Spagnolo è Carmen Rivadeneira Bustos. La giuria del Premio Juan Montalvo per il Racconto è presieduta da Hafez Haidar e composta da: Daniele Gallo, Sveva Casati Modignani, Gianni Vattimo, Giuseppe Benelli, Rodolfo Vettorello, Roberto Sarra. Arturo Santos Ditto è il nuovo Presidente del Premio per il Racconto in Spagnolo. Nicolò Leotta è il Presidente del Premio Juan Montalvo per la Fotografia. Karla Yoselyn Cobeñas è Vicepresidente. La nuova giuria del Premio è così composta: Andrea Dynners, Chiara Maggioni, Enrique Sepulveda, Dario Picciau, Giorgio Magarò, Don Alessandro Vavassori. Presidente del Premio è Guaman Allende. Presidente onorario Narcisa Soria Valencia. Coordinatore Generale alla Cultura il Prof. Hafez Haidar.

Il Consolato Generale dell’Ecuador a Milano

Il Centro Ecuadoriano d’Arte e Cultura a Milano
In collaborazione con:

Il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi Milano-Bicocca

Il Dipartimento Organizzazioni Internazionali e Diplomatiche del Campus Universitario Ciels

Presentano la 4ª Edizione del Premio Letterario Fotografico Internazionale
“Juan Montalvo”
di Poesia, Racconti e Fotografia, inspirato a:
Storie, geografie e paesaggi migranti, e tutela dell'ambiente

Regolamento
1) La partecipazione al concorso è gratuita.
2) Sezione "A" Poesia. Sezione "B" Racconti. Sezione "C" Fotografia. Tutte le sezioni devono essere ispirate al tema proposto sopra.
3) Per partecipare, scaricare il modulo di iscrizione, compilarlo interamente, firmarlo, scannerizzare e inviarlo entro il 30 settembre 2014 a:premioletterarioga@hotmail.com con una poesia, un racconto (massimo 5 pagine WORD) o una fotografia (in formato JPG), editi o inediti, insieme ad un breve curriculum vitae.
4) Ogni candidato può partecipare a più sezioni.
5) Possono partecipare scrittori italiani e stranieri, residenti in Italia o all’estero, scrivendo in qualsiasi lingua.
6) Gli scritti o le immagini di contenuto offensivo od osceno verranno scartate a discrezione della giuria.
7) Il giudizio della giuria sarà inappellabile e insindacabile.
8) Saranno selezionati 10 partecipanti per ogni sezione.
9) I 30 autori selezionati saranno avvisati tramite e-mail prima del 15 ottobre 2014
10) Sarà stabilito il vincitore assoluto per ciascuna sezione.
11) Sarà pubblicato un libro in formato digitale dei 30 selezionati.
12) Gli autori selezionati cederanno i diritti in occasione della pubblicazione della loro opera e verranno opportunamente contattati per la firma del contratto di cessione.
13) La cerimonia di premiazione avrà luogo a Milano il 28 novembre, il luogo esatto verrà comunicato via e-mail a tutti selezionati.
14) I vincitori di ogni sezione riceveranno una scultura simbolo del premio e tutti i selezionati un attestato di merito.
15) I premi dovranno essere ritirati personalmente o da persona delegata.
16) Nessun rimborso per le spese di trasporto.

Giuria

POESÍA: 

Roberto Malini (Presidente per la poesia italiana, inglese e francese)
Carmen Rivadeneira Bustos (Presidente per la poesia spagnola)
Ninnj di Stefano Busa, Michael Rothenberg, Maurizio Cucchi, Franco Loi, Davide Rondoni, Alessandro Quasimodo, Carmelo Consoli, Gianni Ianuale, Corrado Calabrò.

RACCONTO:

Hafez Haidar (Presidente per il racconto italiano, inglese e francese)
Daniele Gallo (Vicepresidente per il racconto italiano, inglese e francese)
Arturo Santos Ditto (Presidente per il racconto spagnolo)
Sveva Casati Modignani, Gianni Vattimo, Giuseppe Benelli, Rodolfo Vettorello, Roberto Sarra. 

FOTOGRAFÍA:

Nicolò Leotta (Presidente)
Karla Yoselyn Cobeñas (Vicepresidente)
Andrea Dynners, Chiara Maggioni, Enrique Sepulveda, Dario Picciau, Giorgio Magarò, Don Alessandro Vavassori.

Presidente del Premio Guaman Allende.
Presidente onorario Narcisa Soria Valencia.
Coordinatore Generale alla Cultura Prof. Hafez Haidar.

Nella foto, Guaman Allende, Presidente del Premio e co-presidente, con Roberto Malini, del Premio Internazionale Milano per la Poesia, l'Arte e la Musica; Narcisa Soria Valencia, Console Generale dell'Ecuador a Milano e Presidente onorario del Premio Juan Montalvo; Arturo Santos Ditto, Presidente per i Racconto in Spagnolo; Roberto Malini, Presidente del Premio Juan Montalvo di Poesia in Italiano 

Link correlati:
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/premio-di-poesia-juan-montalvo-il-trevigliese-malini-e-presidente_1075899_11/
http://www.luccaindiretta.it/versilia/item/32053-roberto-malini-presidente-del-premio-di-poesia-juan-montalvo.html
http://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Eventi&Id=1342
http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=80259&idsezione=4




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Il codice di Riina

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:56
Milano, 31 agosto 2014. Salvatore Riina, che è costantemente aggiornato su quanto pubblicano i giornali, parla durante le ore d'aria nel carcere di Opera.

Sa perfettamente di essere intercettato e, come è logico che sia, diffonde messaggi in codice, chiama "nemici" gli amici e "amici" i nemici, semina confusione.



E' sconcertante, però, il fatto che i media pubblichino le sue dichiarazioni senza metterne in dubbio i contenuti e avallandole in toto, come se l'ex boss mafioso fosse realmente "spiato" segretamente dai magistrati e non consapevole di essere l'uomo più intercettato d'Italia. In questo clima, il crimine organizzato prospera e infatti nel 2014 segnerà nuovi record per quanto riguarda i suoi sporchi introiti.





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Donald Tusk nuovo Presidente del Consiglio d'Europa

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:54
Milano, 30 agosto 2014. Il polacco Donald Tusk (nella foto) è il nuovo Presidente del Consiglio d'Europa, formato dai premier dei 47 stati membri.

Gli abbiamo inviato le nostre felicitazioni, specificando che ci auguriamo che possa esserci di supporto nel nostro impegno per i Rom, i rifugiati e le altre minoranze discriminate e perseguitate. 




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In viaggio con Anne Frank presentato alla Casa del Cinema di Berlino

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:50
Milano, 30 agosto 2014. Il documentario In viaggio con Anne Frank (Anne Frank - bewegende Tage) di Roberto Malini e Dario Picciau, prodotto da Visions/Mediaset/ZDF, è stato presentato alla Casa del Cinema di Berlino, con le seguenti parole:

"Un documentario incredibile, che dovrebbe essere visto da ogni essere umano che vive nel nostro mondo. Grazie a quest'opera si può imparare a conoscere la realtà atroce della macchina nazista, le indicibili sofferenze e gli innumerevoli lutti che hanno sofferto le sue vittime. Anna Frank era poco più che una bambina, una giovane ragazza piena di dolcezza quando è morta e purtroppo il campo in cui era rinchiusa con la sorella Margot, Bergen-Belsen, è stato liberato solo dopo la morte delle due ragazze. Il documentario ci mostra cosa accadde attraverso immagini indimenticabili e le parole dei testimoni, parole che ci turbano nel profondo. Ricordare la frantumazione di un mondo, la sofferenza delle donne colpite come Anne dalla Shoah, l'orrore delle famiglie annientate ci risveglia. Non si riesce a vedere In viaggio con Anne Frank senza la pelle d'oca: è un'esperienza poderosa, ma indispensabile, soprattutto per chi ha già letto il Diario di Anne Frank".

Nei fotogrammi tratti dal film-documento, l'amica d'infanzia di Anne Frank, Hanneli Pick-Goslar e lo direttore di Yad Vashem Avner Shalev




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Funerali dell'attivista Ronald Muluka a Kampala

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:48
Kampala, 29 agosto 2014. Si è tenuto a Kampala, in Uganda, il funerale del giovane difensore dei diritti umani ugandese Ronald Muluka.
"Roni" è morto lo scorso 25 agosto per una malattia epatica. Patrick Leuben Mukajanga, direttore del St. Paul's Voice Centre di Kampala era presente al funerale in rappresentanza della sua associazione e di EveryOne Group, che ha commemorato Ronald con il massimo cordoglio e con un cesto di fiori: i colori dell'arcobaleno alle esequie di un fratello. Sappiamo quanto coraggio ci voglia, in un paese come l'Uganda, dove la discriminazione contro i gay è ancora forte e diffusa, per dire no al pregiudizio, aiutare i perseguitati e mettersi in gioco nel Gay Pride. Grazie Roni, del tuo impegno e del tuo esempio, che ci aiutano e ci aiuteranno sempre a credere in un domani di uguaglianza e libertà per tutti.

Nelle foto, Roni Muluka, alcuni momenti delle esequie, il cesto di fiori arcobaleno con cui St. Paul's Voice Center ed EveryOne Group hanno onorato il giovane difensore dei diritti umani.






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Il diritto... al campo

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:46
Qualsiasi essere umano dovrebbe avere, in un paese civile, il diritto inviolabile di edificare un riparo di fortuna, quando non sia in grado di vivere in una casa.

Chi si batte contro i "campi Rom" segue un pensiero irrazionale e intollerante oppure non è in buona fede. Chi definisce come "ghetti" i campi Rom non ha idea di cosa fossero i ghetti negli anni delle leggi razziali: luoghi di reclusione da cui si usciva solo per essere trasferiti verso i campi di lavoro coatto e quindi i luoghi di sterminio. 

Dai campi Rom si può uscire in qualsiasi momento, senza alcuna limitazione della libertà né degli obiettivi. La realtà è piuttosto semplice: chi non ha un'abitazione in cui riparare, costruisce una baracca. Tante baracche formano poi il cosiddetto "campo". E' un fenomeno spontaneo e una conseguenza diretta della povertà e dell'emarginazione, non una politica istituzionale. Ai governi e in particolare a quello italiano posiamo muovere tante accuse, ma non certo quella di voler confinare i Rom nei campi. Dobbiamo impegnarci per la libertà, l'eguaglianza e l'accesso al mercato del lavoro per tutte le minoranze.

Chi ha un lavoro, può dire subito addio al campo e affittare un appartamento. Le persone e le associazioni che costruiscono "percorsi di integrazione" per i Rom sono arroganti. Tutti i popoli e i gruppi sociali di minoranza hanno il diritto sacrosanto di essere liberi e di avere pari opportunità rispetto alla maggioranza. Chi sostituisce il proprio pensiero all'autodeterminazione dei popoli e dei gruppi sociali è nocivo al progresso civile.

Foto di Steed Gamero, Pesaro 2008
Link correlato:

http://www.dazebaonews.it/italia/societa/item/28524-l-italia-l-unione-europea-e-i-rom

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L'Italia, l'Unione europea e i Rom

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:45
Milano, 28 agosto 2014. Rom. Se parliamo di quelli indigenti e perseguitati - per esempio le numerose famiglie che peregrinano dalla Romania, dove sono colpite da esclusione sociale e intolleranza, in cerca di un paese che consenta loro di restare unite e sopravvivere - dobbiamo amaramente riconoscere che l'Unione europea li ha traditi e abbandonati.

Si realizzano rapporti di fine anno, conferenze, eventi culturali, pubblicazioni, documentari, film, ma non si mettono in atto piani di accoglienza. Nonostante queste famiglie non posseggano nulla e l'unico modo che hanno per continuare ad esistere, sia pure in condizioni estreme, è quello di rifugiarsi in edifici abbandonati e di costruire alloggi di fortuna in cui riparare, molte voci si levano per sostenere che la base della loro "integrazione" è... la chiusura dei "campi" (campi lo scrivo fra virgolette, perché di fatto sarebbero spazi indispensabili alla vita di chi vi si rifugia) e degli insediamenti cosiddetti abusivi. 
A questi "specialisti" (anche qui servono le virgolette, perché non sembrano rendersi conto delle condizioni di vita delle famiglie in questione) EveryOne Group - ma anche gli stessi Rom romeni - spiega che i campi non sono creati dalle istituzioni, ma sono aggregazioni spontanee di poveri. Quella dei "ghetti" è una favola inventata da chi si arricchisce sulla pelle degli emarginati. Si esce dai "campi" - senza alcun intervento associativo - con i pari diritti, con il lavoro. Chi non ha una casa, costruisce una baracca. E' la logica della sopravvivenza. Tante baracche fanno un "campo". Ma l'accesso all'istruzione e al lavoro consente a chi non ha una casa di affittarne - e magari poi acquistarne - una.

"Si impedisca la formazione di campi rom," tuonano i fautori di ben strani progetti di integrazione. Come fanno a ignorare che i campi dove sostare, quando si è poveri e senza riparo, non ci sono più: tutti i comuni italiani sgomberano l'umanità povera ed emarginata che percorre il nostro paese in preda alla disperazione. La sgomberano senza alcun rispetto dei diritti umani. Restano solo alcuni "campi" storici, che non sono ghetti perché nessuno è obbligato a restarvi, ma può uscirne quando vuole per entrare in una casa. Già: questo è un falso problema. Se piano piano gli abitanti accedessero al lavoro, i "campi" sparirebbero automaticamente. O magari accoglierebbero altri esseri umani che non hanno un posto dove stare e il "campo" sarebbe ancora una volta un luogo da cui partire per uscire a propria volta dalla povertà e dall'esclusione. Chi vuole eliminare i "campi" senza dare alternative a chi è povero è causa di drammi umanitari sempre più gravi. Ogni essere umano senza casa - di qualsiasi etnia - dovrebbe avere i diritto di fermarsi su un proprio "campo" e costruirsi una baracca o montare una tenda. Si chiama "diritto alla vita".

"Ma le istituzioni," spiegano i sedicenti "amici dei Rom", "non possono accettare i campi abusivi. Nessuno viene cacciato via. Si chiudono luoghi di degrado e si avviano percorsi di inclusione". Parole. Solo parole. Le istituzioni attuano una repressione totale e spietata. I percorsi di inserimento sono pochissimi e mal realizzati: servono ai politici per gettare fumo negli occhi all'Europa e alle associazioni non etiche per giustificare i fondi ricevuti. Il paragone con i ghetti non regge proprio, perché i Rom possono tranquillamente vivere in case, se dispongono dei necessari mezzi di sostentamento. Il campo è la scelta estrema di chi non ha altra possibilità di sopravvivenza. E' la mentalità dello sgombero che ha ridotto a 45 anni la speranza di vita media dei Rom in Italia. Non è umano né lecito allontanare da un riparo di fortuna chi non ha già la concreta possibilità di abitare in una casa.

Vi è chi, in buona fede, ritiene che i Rom siano tutti apolidi e per attuare progetti efficaci bisogna regolarizzare la loro posizione. Peccato che i Rom romeni, che in Italia sono una comunità molto numerosa, sono cittadini dell'Ue (come i bulgari, gli ungheresi ecc.), ma purtroppo ricevono lo stesso trattamento dalle istituzioni. A chi ritiene che le politiche sui Rom dovrebbero somigliare a quelle sui profughi, non si può che rispondere che anche i profughi in Italia se la passano molto male. I programmi concordati fra istituzioni e associazioni non vengono quasi mai rispettati, l'accoglienza è insufficiente e i fondi vengono sprecati malamente. Purtroppo il nostro paese è in una crisi di civiltà assai più grave di quella economica. E nasce una cultura dell'egoismo, del pregiudizio, del rifiuto... Per noi che operiamo a contatto con le minoranze perseguitate è sempre più difficile. 

Sono problematiche delicate, ma sono anche urgenze umanitarie tanto evidenti quanto ignorate da chi di dovere. Purtroppo non rappresentano priorità né nelle agende istituzionali né nei pensieri della gente comune. Di fronte alla burocrazia, alle autorità, alla magistratura i Rom sono vulnerabili e mai tutelati. Ogni risultato concreto nel campo della difesa dei diritti dei Rom va accolto con ottimismo e speranza. E' importante lavorare accanto ai Rom e non al posto loro. Le loro tradizioni e le loro volontà devono essere rispettate, anche quando contrastano con la nostra logica di difensori dei diritti umani. L'obiettivo deve essere la libertà e la parità, non l'assimilazione. Pochi, purtroppo, perseguono questo traguardo. Gli altri vogliono condurre le minoranze sulla stessa strada che ha portato le maggioranze in un tunnel di materialismo, avidità, intolleranza e in una crisi - forse irreversibile - di civiltà.

Foto di Steed Gamero (Roma, 8 giugno 2008)

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Rom: un futuro sempre più difficile

EveryOne Group - Dom, 31/08/2014 - 21:44
Milano, 27 agosto 2014. L'Unione europea e l'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani continuano a pubblicare Rapporti e ammonimenti perché abbia fine la discriminazione dei Rom. Tuttavia, le loro sono solo parole e... tanto denaro speso inutilmente in nome dei diritti umani.

Nella realtà, all'interno degli Stati membri dell'Ue, niente cambia e il popolo Rom è sempre più emarginato.
In Italia la comunità Rom subisce da tanti anni una terribile persecuzione. Le persone di questa etnia hanno una vita media, in questo paese, di 45 anni, a causa della povertà e della discriminazione che impedisce loro di vivere dignitosamente. Un genocidio! In questo momento noi difensori dei diritti umani possiamo solo denunciare gli abusi e soccorrere alcune famiglie in grave pericolo. Tuttavia, siamo soli e senza alcun sostegno istituzionale. Al contrario, siamo sottoposti a controlli e persecuzione politica. 
Ma veniamo alle ultime novità. Registriamo una serie di sgomberi a Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna. Sono azioni repressive che non tengono conto dei diritti umani. Le famiglie Rom sono espulse dalle città come avveniva nel Medio Evo. A Prato, in Toscana, assistiamo ad altri sgomberi che producono drammi umanitari. I Rom vengono anche denunciati per i soliti diversi reati inesistenti: occupazione di suolo pubblico, accattonaggio molesto, resistenza a pubblico ufficiale. Anche dai dintorni di Salerno abbiamo ricevuto segnalazioni di sgomberi senza alternative sociali. Ma non è finita. A PIsa e nei dintorni le forze dell'ordine danno una caccia inesorabile alle famiglie Rom, che non hanno più luoghi dove sostare. Purtroppo le organizzazioni umanitarie più vicine al governo, che poi sono quelle sostenute dalla solita multinazionale e dalla sua rete politica, non agiscono mai per opposi agli sgomberi, ma al contrario li sostengono, dichiarando poi di essere scandalizzate. Se le cose non cambieranno, non ci sarà alcuna speranza di vita per i Rom - quelli poveri ed esclusi - in Italia.

Foto di Steed Gamero

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The Ukraine's request to join the Atlantic Alliance and its consequences

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:31
The actions military tactics of Moscow on the territory of Ukraine, Kiev responds with an action of great political significance, which could be decisive for the fate of the contest, although in the long term. The intention of the Government of Ukraine is to take over the project in 2004, which then-President Viktor Yushchenko had started, for the country's entry into NATO. That accession would break all existing links with Moscow, as the Customs Union, seen by representatives of Kiev as a revival of the Soviet Union, where members give, in fact, part of their sovereignty to the Kremlin. The interruption of this report would put an end also to the claims of Putin to interfere in the internal politics of the country. If the law of NATO membership became law, for Ukraine would also be the end of the formal status of neutrality, which represents the country as a kind of ideal buffer state between the EU, and therefore the West and Russia . The first effect would be the restoration of a geopolitical area of contact between the two spheres of influence, as it was until the fall of the Berlin Wall, with the Atlantic Alliance, immediately adjacent to the Warsaw Pact. But most importantly, and this is the inherent nature of the move in the context of the conflict, would require NATO forces to intervene, since one of its members would be in a position to be under attack by a foreign country. The confirmation of NATO membership is not granted, the acceptance of Ukraine, the Atlantic Alliance would be obliged to intervene: a possibility that Obama steadfastly refuses, as well as Western countries. However, the intention of Ukraine represents a clear choice, Kiev is definitely away from a Russia perceived as too invasive, which is not forgiven the subtraction of the Crimea and the action of continuous disturbance in the struggle with the pro-Russian separatists, supported from Moscow. This step, then should herald accession to the European Union, repeatedly advocated by Western countries, first of all Germany. The future seems to be an expansion, since the limits of Russia's borders, both the EU and NATO. It is not clear what will regret more to Putin, if the subtraction of a possible economic ally or the presence on its borders back of the enemy, that NATO has always been identified with the USA. The decision of Ukraine, it will be brought to completion, because we need to also take into account the internal resistance, it could become a setback for the Kremlin leaders, such as to compromise the its international prestige, even in those areas outside the two blocks that follow the situation ended with the end of the eighties of the last century, just where Putin had tried new international acclaim; while on the floor inside of Russia will not be able to feed that nationalism, sometimes exasperated, which feeds the maintenance of the power of nomenclature which holds the Russian government in office. For global balance will mean a new period of confrontation between east and west, with a dynamic, this time no longer exclusive, but declined in a number of other issues of equal importance and level. For the United States it will be a challenge, but that will no longer be able to conduct yourself, for the many ways in which they are engaged. American diplomacy must be clever enough to involve all allies in a shared management of issues, which will report to NATO, most notably the EU, which will have to find, especially in foreign policy and that of the defense, a synthesis necessary to overcome too different visions, which have hitherto characterized the action. Certainly, for conceiving a purely static EU on economic matters, it will be a revolution and probably judge Ukraine's entry a bad investment.
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La solicitud de Ucrania de unirse a la Alianza Atlántica y sus consecuencias

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:28
Las acciones tácticas militares de Moscú en el territorio de Ucrania, Kiev responde con una acción de gran importancia política, que podría ser decisivo para la suerte del concurso, aunque en el largo plazo. La intención del Gobierno de Ucrania consiste en hacerse cargo del proyecto en 2004, que el entonces presidente Viktor Yushchenko había comenzado, por la entrada del país en la OTAN. Esa adhesión rompería todos los vínculos existentes con Moscú, como la Unión Aduanera, visto por los representantes de Kiev como un renacimiento de la Unión Soviética, donde los miembros dan, de hecho, parte de su soberanía al Kremlin. La interrupción de este informe pondría fin también a las pretensiones de Putin para interferir en la política interna del país. Si la ley de adhesión a la OTAN se convirtió en ley, para Ucrania también sería el fin de la condición formal de neutralidad, que representa al país como una especie de estado de almacenador intermediario ideal entre la UE, por lo que el Occidente y Rusia . El primer efecto sería la restauración de un área geopolítica de contacto entre las dos esferas de influencia, como lo fue hasta la caída del muro de Berlín, con la Alianza Atlántica, inmediatamente adyacente al Pacto de Varsovia. Pero lo más importante, y esta es la naturaleza inherente del movimiento en el contexto del conflicto, requeriría fuerzas de la OTAN para intervenir, ya que uno de sus miembros estarían en condiciones de ser atacado por un país extranjero. La confirmación de la adhesión a la OTAN no se concede, la aceptación de Ucrania, la Alianza Atlántica se vería obligado a intervenir: la posibilidad de que Obama se niega rotundamente, así como los países occidentales. Sin embargo, la intención de Ucrania representa una opción clara, Kiev es definitivamente lejos de una Rusia percibe como demasiado invasivo, que no se le perdona la sustracción de la guerra de Crimea y la acción de la perturbación continua en la lucha con los separatistas pro-rusas, con el apoyo de Moscú. Este paso, a continuación, debe anunciar la adhesión a la Unión Europea, repetidamente defendido por los países occidentales, en primer lugar Alemania. El futuro parece ser una expansión, ya que los límites de las fronteras de Rusia, la UE y la OTAN. No está claro lo que se arrepentirá más a Putin, si la sustracción de un posible aliado económico o la presencia en sus fronteras espalda del enemigo, que la OTAN siempre se ha identificado con el EE.UU.. La decisión de Ucrania, que se llevó a término, porque tenemos que tomar en cuenta también la resistencia interna, podría convertirse en un revés para los dirigentes del Kremlin, como para comprometer el prestigio internacional, incluso en esas áreas fuera de los dos bloques que siguen el situación terminó con el final de los años ochenta del siglo pasado, justo donde Putin había tratado nuevo reconocimiento internacional; mientras que en el suelo en el interior de Rusia no será capaz de alimentar el nacionalismo, a veces exasperado, que alimenta el mantenimiento del poder de la nomenclatura que tiene el gobierno ruso en el cargo. Para el equilibrio mundial significará un nuevo período de confrontación entre el este y el oeste, con una dinámica, esto ya no es exclusiva de tiempo, pero se negó en un número de otros asuntos de igual importancia y nivel. Para los Estados Unidos va a ser un desafío, pero que ya no será capaz de conducirse, por las muchas maneras en las que participan. La diplomacia estadounidense debe ser lo suficientemente inteligente como para involucrar a todos los aliados en una gestión compartida de las cuestiones, que informará a la OTAN, en particular la Unión Europea, que tendrá que encontrar, especialmente en política exterior y la de la defensa, una síntesis necesaria para superar demasiado diferentes visiones, que hasta ahora han caracterizado la acción. Ciertamente, para concebir una UE puramente estática en materia económica, será una revolución y probablemente juzgar la entrada de Ucrania una mala inversión.
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Ottobre 2014 scadenza Tasi, ma non per tutti

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:28
TASI Per gli immobili situati nei Comuni che non hanno pubblicato sul sito delle Finanze www.finanze.it le delibere Tasi entro la fine dello scorso mese di maggio, e che lo faranno entro il prossimo 18 settembre 2014, i contribuenti devono versare entro il 16 ottobre. Chi invece ha già versato l'acconto Tasi, sulla base delle delibere comunali pubblicate alla fine di maggio, non deve versare nulla entro il 16 ottobre 2014, ma dovrà versare il conguaglio entro il prossimo 16 dicembre 2014. I Comuni devono infatti deliberare le aliquote Tasi entro il prossimo 10 settembre al fine di ottenerne la pubblicazione sul sito delle Finanze entro il 18 settembre 2014. Nel caso in cui non vada a buon fine la pubblicazione entro quest'ultimo termine, i contribuenti sono tenuti a versare l'imposta in un'unica soluzione, entro il 16 dicembre 2014, con l'aliquota base dell'1 per mille.  IMU I termini di pagamento non sono cambiati e scadono il 16 giugno e il 16 dicembre. la somma dell'aliquota Tasi e dell'aliquota Imu non può superare l'aliquota massima Imu vigente per ciascuna tipologia immobiliare. Ad esempio, se l'Imu 2014 sui fabbricati locati è al 10 per mille, la Tasi sarà versata allo 0,6 per mille, per non superare il limite del 10,6 per mille. I Comuni non hanno alcun obbligo di prevedere agevolazioni Tasi per l'abitazione principale, pur avendone il diritto. Se, tuttavia, il Comune si avvale della libertà regolamentare di oltrepassare il tetto massimo della Tasi (2,5 per mille), cioè della somma dell'Imu e della Tasi (di regola, il 10,6 per mille) di un ulteriore 0,8 per mille, ha contestualmente obbligo di deliberare agevolazioni Tasi sull'abitazione principale. D’altro canto, le aliquote Imu devono essere deliberate entro il termine del bilancio di previsione, annunciato al 30 settembre 2014. Le delibere Imu devono inoltre essere pubblicate sul sito delle Finanze entro il 28 ottobre 2014. TARI Infine, le scadenze di pagamento della Tari sono interamente rimesse alle decisioni comunali. La scadenza per l'approvazione delle tariffe Tari 2014 è quella per l'approvazione del bilancio di previsione. L'invio degli F24 precompilati da parte dei Comuni ai contribuenti è stato introdotto solo per facilitare il pagamento. Tuttavia, ai fini della Tari, la maggior parte dei Comuni ha deliberato il pagamento su liquidazione d'ufficio; cioè ai soli fini di tale tassa, il contribuente deve pagare solo dopo aver ricevuto il modello di versamento comunale, mentre per le altre deve attivarsi autonomamente. www.amministrazioneonline.it    
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Der Ukraine Anfrage an die Atlantische Allianz und ihre Folgen kommen

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:27
Die Aktionen militärische Taktik von Moskau auf dem Territorium der Ukraine, Kiew reagiert mit einer Aktion von großer politischer Bedeutung, die entscheidend für das Schicksal des Wettbewerbs sein könnte, auch wenn die langfristige. Die Absicht der Regierung der Ukraine ist im Jahr 2004 auf das Projekt übernehmen, was der damalige Präsident Viktor Juschtschenko hatte für den Eintritt des Landes in die NATO begonnen. Dass der Beitritt würde alle bestehenden Verbindungen mit Moskau, wie die Zollunion, an der Vertreter von Kiew als eine Wiederbelebung der Sowjetunion, in denen die Mitglieder geben gesehen zu brechen, in der Tat, einen Teil ihrer Souveränität an den Kreml. Die Unterbrechung dieses Berichts würde das Ende auch auf die Ansprüche von Putin setzen, um in die Innenpolitik des Landes einzumischen. Wenn das Gesetz der NATO-Mitgliedschaft wurde Gesetz, für die Ukraine wäre auch das Ende der formalen Status der Neutralität, die das Land als eine Art ideale Pufferstaat zwischen der EU darstellt, und deshalb der Westen und Russland . Der erste Effekt wäre die Wiederherstellung einer geopolitischen Kontaktfläche zwischen den beiden Einflusssphären sein, da es bis zum Fall der Berliner Mauer, mit der Atlantischen Allianz, unmittelbar neben dem Warschauer Pakt war. Aber am wichtigsten ist, und das ist die Natur nach der Bewegung im Zusammenhang mit dem Konflikt, NATO-Streitkräfte erfordern würde, zu intervenieren, da eines ihrer Mitglieder wäre in der Lage, unter Beschuss von einem fremden Land zu sein. Die Bestätigung des NATO-Mitgliedschaft nicht erteilt wird, die Akzeptanz der Ukraine würde der Atlantischen Allianz verpflichtet, einzugreifen: die Möglichkeit, dass Obama weigert sich standhaft, ebenso wie die westlichen Länder. Die Absicht der Ukraine stellt aber eine klare Wahl, Kiew ist auf jeden Fall weg von einem Russland als zu invasiv, die nicht vergeben ist die Subtraktion der Krim und die Wirkung der kontinuierlichen Störung im Kampf mit den pro-russischen Separatisten wahrgenommen wird, unterstützt aus Moskau. Dieser Schritt, dann sollten den Beitritt zur Europäischen Union, immer wieder von westlichen Ländern vertreten, allen voran Deutschland einläuten. Die Zukunft scheint eine Erweiterung sein, da die Grenzen der russischen Grenzen, sowohl die EU und NATO. Es ist nicht klar, was mit Putin bedauern mehr, wenn die Subtraktion eines möglichen wirtschaftlichen Verbündeten oder die Anwesenheit an den Grenzen des Feindes zurück, dass die NATO schon immer mit den USA identifiziert. Die Entscheidung der Ukraine, wird es zum Abschluss gebracht werden, da müssen wir auch berücksichtigen, den inneren Widerstand zu nehmen, könnte es ein Rückschlag für die Kreml-Führer, wie die ihrer internationalen Prestige beeinträchtigen werden, auch in den Bereichen, außerhalb der beiden Blöcke, die folgen Situation endete mit dem Ende der achtziger Jahre des letzten Jahrhunderts, genau dort, wo Putin neue internationale Anerkennung versucht; während auf dem Boden im Inneren von Russland wird nicht in der Lage, dass der Nationalismus, manchmal verärgert, die die Aufrechterhaltung der Macht der Nomenklatur, die die russische Regierung im Amt hält Feeds zu ernähren. Für globale Gleichgewicht wird bedeuten, eine neue Periode der Konfrontation zwischen Ost und West, mit einer dynamischen, dieses Mal nicht mehr aus, sondern sank in einer Reihe von anderen Fragen von gleicher Bedeutung und Niveau. Für die Vereinigten Staaten wird es eine Herausforderung sein, aber das wird nicht mehr in der Lage, sich selbst zu führen, für die vielen Möglichkeiten, in denen sie tätig sind sein. Amerikanische Diplomatie muss klug genug, um alle Verbündeten in einer gemeinsamen Verwaltung von Fragen, die für die NATO berichten wird einzubeziehen, vor allem die EU, die haben wird, um zu finden, vor allem in der Außenpolitik und der Verteidigung, eine Synthese notwendig, zu überwinden auch verschiedene Visionen, die bisher charakterisiert die Aktion. Gewiss, für die Konzeption eines rein statischen EU in Wirtschaftsfragen, wird es eine Revolution geben und der Ukraine den Einstieg wahrscheinlich eine schlechte Investition zu beurteilen.
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La demande de l'Ukraine de rejoindre l'Alliance atlantique et de ses conséquences

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:27
Les actions tactiques militaires de Moscou sur le territoire de l'Ukraine, Kiev répond par une action de grande portée politique, qui pourrait être décisive pour le sort du concours, bien que dans le long terme. L'intention du gouvernement de l'Ukraine est de reprendre le projet en 2004, le président d'alors, Viktor Iouchtchenko, avait commencé, pour l'entrée dans l'OTAN du pays. Que l'adhésion serait rompre tous les liens existants avec Moscou, que l'Union douanière, vus par les représentants de Kiev comme une renaissance de l'Union soviétique, où les membres donnent, en effet, une partie de leur souveraineté au Kremlin. L'interruption de ce rapport mettrait fin également aux revendications de Poutine à interférer dans la politique intérieure du pays. Si la loi de l'adhésion à l'OTAN est entrée en vigueur, pour l'Ukraine serait également la fin de l'état formel de neutralité, qui représente le pays comme une sorte d'état tampon idéal entre l'Union européenne, et donc l'Occident et la Russie . Le premier effet serait le rétablissement d'une zone géopolitique de contact entre les deux sphères d'influence, comme c'était le cas jusqu'à la chute du mur de Berlin, avec l'Alliance atlantique, à proximité immédiate du Pacte de Varsovie. Mais le plus important, et c'est la nature même de la démarche dans le contexte du conflit, il faudrait forces de l'OTAN d'intervenir, puisque l'un de ses membres serait en mesure d'être attaqué par un pays étranger. La confirmation de l'adhésion à l'OTAN n'est pas accordé, l'acceptation de l'Ukraine, de l'Alliance atlantique serait obligé d'intervenir: la possibilité que Barack Obama refuse obstinément, ainsi que les pays occidentaux. Toutefois, l'intention de l'Ukraine représente un choix clair, Kiev est certainement loin d'une Russie perçue comme trop envahissante, qui n'est pas pardonné la soustraction de la Crimée et l'action de perturbation continue dans la lutte contre les séparatistes pro-russes, soutenu de Moscou. Cette étape, puis devrait annoncer l'adhésion à l'Union européenne, préconisé à plusieurs reprises par les pays occidentaux, tout d'abord en Allemagne. L'avenir semble être une expansion, depuis les limites des frontières de la Russie, l'UE et l'OTAN. Il n'est pas clair ce qui va regretter plus à Poutine, si la soustraction d'un possible allié économique ou la présence à ses frontières arrière de l'ennemi, que l'OTAN a toujours été identifié avec les Etats-Unis. La décision de l'Ukraine, il sera mené à son terme, parce que nous devons également prendre en compte la résistance interne, il pourrait devenir un revers pour les dirigeants du Kremlin, comme à compromettre le son prestige international, même dans les zones en dehors des deux blocs qui suivent la la situation a pris fin avec la fin des années quatre-vingt du siècle dernier, là où Poutine avait essayé nouvelle reconnaissance internationale; tandis que sur le sol à l'intérieur de la Russie ne sera pas en mesure de nourrir le nationalisme, parfois exaspéré, qui alimente le maintien du pouvoir de la nomenclature qui détient le gouvernement russe dans le bureau. Pour l'équilibre global se traduira par une nouvelle période de confrontation entre l'Est et l'Ouest, avec une dynamique, ce temps n'est plus exclusive, mais a diminué dans un certain nombre d'autres questions d'importance égale et niveau. Pour les États-Unis, il sera un défi, mais qui ne sera plus en mesure de vous conduire, pour les nombreuses façons dont ils sont engagés. La diplomatie américaine doit être assez intelligent pour impliquer tous les alliés dans une gestion partagée des enjeux, qui fera rapport à l'OTAN, notamment l'Union européenne, qui devra trouver, surtout en matière de politique étrangère et de la défense, une synthèse nécessaire pour surmonter trop différentes visions, qui ont jusqu'ici caractérisé l'action. Certes, pour concevoir une Union européenne purement statique sur les questions économiques, il sera une révolution et probablement juger l'entrée de l'Ukraine un mauvais investissement.
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A pedido da Ucrânia de aderir à Aliança Atlântica e suas conseqüências

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:26
As ações táticas militares de Moscovo sobre o território da Ucrânia, Kiev responde com uma ação de grande significado político, o que poderia ser decisiva para o destino da competição, embora a longo prazo. A intenção do Governo da Ucrânia é assumir o projeto em 2004, que o então presidente Viktor Yushchenko tinha começado, para a entrada do país na NATO. Que a adesão iria quebrar todos os laços existentes com Moscou, como a União Aduaneira, vistas por representantes de Kiev como um renascimento da União Soviética, onde os membros dão, de fato, parte da sua soberania para o Kremlin. A interrupção deste relatório poria fim também às reivindicações de Putin para interferir na política interna do país. Se a lei de adesão à OTAN tornou-se lei, para a Ucrânia, também seria o fim do estatuto formal de neutralidade, que representa o país como uma espécie de Estado-tampão ideal entre a UE e, portanto, o Ocidente ea Rússia . O primeiro efeito seria a restauração de uma área geopolítica de contato entre as duas esferas de influência, como era até a queda do Muro de Berlim, com a Aliança Atlântica, imediatamente adjacente ao Pacto de Varsóvia. Mas o mais importante, e esta é a natureza intrínseca do movimento no contexto do conflito, exigiria forças da OTAN a intervir, uma vez que um dos seus membros estaria em condições de ser atacada por um país estrangeiro. A confirmação da adesão à OTAN não for concedida, a aceitação da Ucrânia, a Aliança Atlântica seriam obrigados a intervir: uma possibilidade de que Obama se recusa firmemente, assim como os países ocidentais. No entanto, a intenção da Ucrânia representa uma escolha clara, Kiev é definitivamente longe de uma Rússia percebida como muito invasivo, o que não é perdoado a subtração da Crimeia ea ação de perturbação contínua na luta com os separatistas pró-russos, apoiado de Moscou. Esta etapa, em seguida, deve anunciar a adesão à União Europeia, repetidamente defendido pelos países ocidentais, em primeiro lugar na Alemanha. O futuro parece ser uma expansão, uma vez que os limites de fronteiras da Rússia, a UE ea NATO. Não está claro o que vai se arrepender mais a Putin, se a subtração de um possível aliado econômico ou a presença nas suas fronteiras de trás do inimigo, que a NATO sempre se identificou com os EUA. A decisão da Ucrânia, será levada a termo, porque precisamos de ter também em conta a resistência interna, que poderia se tornar um revés para os líderes do Kremlin, como comprometer o seu prestígio internacional, mesmo naquelas áreas fora dos dois blocos que seguem o situação terminou com o fim da década de oitenta do século passado, exatamente onde Putin havia tentado novo reconhecimento internacional; enquanto no chão dentro da Rússia não será capaz de alimentar o nacionalismo, às vezes exasperado, que alimenta a manutenção do poder de nomenclatura que detém o governo russo no cargo. Para o equilíbrio global vai significar um novo período de confronto entre leste e oeste, com uma dinâmica, desta vez não mais exclusivo, mas recusou-se em uma série de outras questões de igual importância e nível. Para os Estados Unidos, será um desafio, mas que não será mais capaz de conduzir-se, para as muitas maneiras em que estão envolvidos. A diplomacia americana deve ser inteligente o suficiente para envolver todos os aliados em uma gestão compartilhada de questões, que se reportará a NATO, principalmente a União Européia, que terá de encontrar, especialmente na política externa e de defesa, uma síntese necessária para vencer também diferentes visões, que até agora caracterizou a ação. Certamente, para conceber uma UE puramente estática em assuntos econômicos, será uma revolução e, provavelmente, julgar a entrada da Ucrânia um mau investimento.
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Запрос Украины присоединиться к альянсу и его последствия

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:25
Действия военная тактика Москвы на территории Украины, Киев реагирует с действием большого политического значения, которые могут иметь решающее значение для судьбы конкурса, хотя в долгосрочной перспективе. Намерение правительства Украины должен взять на себя проект в 2004 году, который начался тогдашний президент Виктор Ющенко, для вступления страны в НАТО. Это присоединение нарушит все существующие связи с Москвой, как Таможенного союза, видели представители Киеве как возрождение Советского Союза, где члены дают, на самом деле, часть своего суверенитета в Кремль. Прерывание этого отчета положит конец и к формуле Путина вмешиваться во внутреннюю политику страны. Если закон членству в НАТО стал законом, для Украины также будет конец формального статуса нейтралитета, которая представляет страну в качестве своего рода идеальной буферного государства между ЕС, и поэтому Запад и Россия . Первый эффект будет восстановление геополитической зоне контакта между двумя сферами влияния, как это было до падения Берлинской стены, с альянсом, в непосредственной близости от Варшавского договора. Но самое главное, и это заложено природой в движении в связи с конфликтом, потребует сил НАТО вмешаться, так как один из его членов будет в состоянии быть под атакой чужой стране. Подтверждение членства в НАТО не предоставляется, принятие Украины, альянс будет вынужден вмешаться: вероятность того, что Обама упорно отказывается, а также западные страны. Тем не менее, намерение Украины представляет собой четкий выбор, Киев, безусловно, от России воспринимается как слишком агрессивным, который не простил вычитание Крыму и действие непрерывного возмущения в борьбе с пророссийских сепаратистов, при поддержке из Москвы. Этот шаг, то должны предвещать вступления в Европейский Союз, неоднократно пользуется поддержкой западных стран, прежде всего Германии. Будущее кажется расширение, так как в пределах границ России, как в ЕС и НАТО. Пока не ясно, что будет сожалеть больше Путину, если вычитание возможного экономического союзника или наличие на ее границах тылу врага, что НАТО всегда были выявлены с США. Решение Украины, он будет доведен до конца, потому что мы должны также принимать во внимание внутреннее сопротивление, это может стать препятствием для кремлевских лидеров, таких как скомпрометировать ее международный престиж, даже в тех областях, за пределами двух блоков, которые следуют ситуация закончилась в конце восьмидесятых годов прошлого века, именно там, где Путин пытался новую международную известность; в то время как на полу внутри России не будет в состоянии прокормить, что национализм, иногда сердито, которая кормит поддержание власти номенклатуры, которая удерживает правительство России в офисе. Для глобального баланса будет означать новый период конфронтации между Востоком и Западом, с динамичным, на этот раз уже не эксклюзивный, но отказался в ряде других вопросов, одинаково важны и уровня. Для Соединенных Штатов это будет непростой задачей, но, что больше не будет в состоянии вести себя, для многих способов, в которых они занимаются. Американская дипломатия должна быть достаточно умны, чтобы привлечь все союзники в общей управления вопросов, которые будут отчитываться перед НАТО, в первую очередь ЕС, которые должны будут найти, особенно во внешней политике, и что из обороны, синтеза, необходимой для преодоления слишком разные видения, которые до сих пор характеризуется действие. Конечно, для зачатия чисто статический ЕС по экономическим вопросам, это будет революция и, вероятно, судить вступление Украины плохой инвестицией.
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烏克蘭要求加入大西洋聯盟及其後果

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:24
莫斯科對烏克蘭境內的行動戰術,基輔響應具有重大政治意義的行動,這可能是決定性的比賽的命運,雖然在長期的。烏克蘭政府的目的是接管該項目於2004年,當時的總統尤先科已經開始,為全國的加入北約。那加入會破壞與莫斯科的所有現有的聯繫,作為關稅同盟,看到基輔的代表,蘇聯,讓會員給的復興,實際上,部分主權克里姆林宮的。本報告的中斷將結束也對普京的主張在國家內部的政治干涉。如果北約成員國的法律成為法律,烏克蘭也將是中立的正式地位,代表國家作為歐盟之間的一種理想的緩衝狀態的結束,因此,西方和俄羅斯。首因效應是影響這兩個領域之間的接觸的地緣政治區域的恢復,因為它是,直到柏林牆倒塌,與大西洋聯盟,緊鄰華沙條約組織。但最重要的,這是在衝突的情況下,此舉的內在本質,將要求北約部隊進行干預,因為它的成員之一將是在一個位置受到攻擊外國。不批加入北約的確認,烏克蘭的驗收,大西洋聯盟將被迫進行干預:一種可能性,即奧巴馬堅持不肯,以及西方國家。然而,烏克蘭打算代表一個明確的選擇,基輔,絕對是遠離俄羅斯視為過於侵入性的,這是不能原諒的克里米亞減法和連續干擾與親俄分裂主義的鬥爭中的作用,支持從莫斯科。這一步,那麼應該預示著加入歐盟,西方國家一再倡導,首先德國。未來似乎是一個擴展的,因為俄羅斯的邊界的限制,歐盟和北約。目前還不清楚是什麼會後悔更普京,如果可能的經濟盟友的減法或在其邊界的存在回的敵人,北約一直被認定與美國。烏克蘭的決定,將提請完成,因為我們還需要考慮到內部電阻,它可能成為一個挫折克里姆林宮的領導人,如損害其國際威望,甚至在後續的兩個街區以外的地區形勢與上個世紀,就在那裡普京曾嘗試新的國際讚譽的八十年代末結束;而在俄羅斯內部的地板將無法養活民族主義,有時也被激怒,這飼料命名的權力,擁有俄羅斯政府辦公室的維護。對於全球平衡將意味著東西方對抗的新階段,具有動態的,這一次不再是獨家的,但在一些同等重要和水平等問題有所下降。對於美國將是一個挑戰,但將無法再進行自己,在他們所從事的許多方面。美國的外交政策必須足夠聰明,涉及的問題的共同管理,這將北約報告所有的盟友,最引人注目的是歐盟,它必須找到,尤其是在外交政策和防禦,要克服的綜合體過不同的看法,其中有迄今為止特點的動作。當然,對於在經濟問題上構思一個純靜態的歐盟,這將是一場革命,可能判斷烏克蘭進入一個糟糕的投資。
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大西洋同盟とその結果に参加するウクライナの要求

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:22
ウクライナの領土上のモスクワの行動の軍事戦術、キエフは長期的にはあるが、コンテストの運命に決定的かもしれない偉大な政治的意義の作用で応答します。ウクライナ政府の意図は、当時の社長ヴィクトルユシチェンコは、NATOへの国のエントリについて、開始していたこれは2004年にこのプロジェクトを引き継ぐことです。つまり、加盟メンバーが、実際には、クレムリンへの主権の一部を与えるソ連の復活としてキエフの代表者によって見関税同盟としてモスクワ、、と既存のすべてのリンクを壊す。このレポートの中断は、国の内政に干渉するプーチンの請求にも終止符を打つだろう。 NATO加盟の法律が成立した場合には、ウクライナのためにも、EUの間の理想的なバッファ状態の一種である国を表す中立性の形式的な地位、の終わりであること、したがって、西洋とロシアだろう。それはベルリンの壁の崩壊まであったように第1の効果は、大西洋同盟で、ワルシャワ条約機構にすぐ隣接影響の2球の間の接触の地政学面積の回復であろう。しかし、最も重要なのは、これが紛争の文脈で移動の固有の性質である、そのメンバーの一人が外国による攻撃を受けている立場にあることになるので、介入するNATO軍が必要となる。オバマ氏は断固として拒否した可能性だけでなく、欧米諸国を:NATO加盟の確認は、ウクライナの受け入れを許可されていない、大西洋同盟は介入する義務があるだろう。しかし、ウクライナの意図は明確な選択を表し、キエフは間違いなく離れてロシアからあまりに侵襲として認識されて、、クリミアの減算と親ロシア分離独立した闘争の継続的な妨害の行動を許してはサポートされていないモスクワから。このステップは、すべてのドイツの最初の繰り返し欧米諸国が提唱し、欧州連合(EU)への加盟を、告げるべきである。将来はロシアの国境の限界、EUとNATOの両方以来の拡張、であるように思われる。可能な経済同盟国、またはその境界上の存在の減算が後ろの敵の場合は、NATOは、常に米国と同一視されていることを、プーチンに多くを後悔するのかは明らかではない。ウクライナの決定は、それは私たちも考慮し、内部抵抗を取る必要があるため、それがさらに続く2つのブロック外の地域では、このような国際的な威信を損なうするようクレムリンの指導者のための後退になる可能性、完成に移動します状況はプーチンが新たな国際的な評価をしようとしただけで、前世紀の80年代末で終わった。内部のロシアの床にしながら、オフィスでロシア政府を保持している命名法の力の維持を供給するそのナショナリズム、時には憤慨し、供給することができません。グローバルバランスのために、ダイナミックで、この時間は、もはや排他的、東西間の対立の新たな時代を意味しませんが、同等に重要とレベルの他の問題の数が減少しました。米国にとっては課題となるが、それは、もはや彼らが従事している多くの方法のために、自分自身を行うことができなくなります。アメリカの外交がNATOに報告する課題の共有、管理、内のすべての同盟国が関与してくれなければならない、最も注目すべきEU、特に外交政策にと、防衛、克服するために必要な合成のものを見つけなければならないであろう持ってあまりにも異なるビジョンは、これまでのアクションを特徴とする。確かに、経済問題に純粋に静的なEUに妊娠のために、それは革命となり、おそらくウクライナのエントリ悪い投資判断。
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طلب أوكرانيا للانضمام إلى حلف شمال الأطلسي وعواقبه

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:21
الإجراءات التكتيكات العسكرية لموسكو على أراضي أوكرانيا، كييف يستجيب مع هذا العمل من أهمية سياسية كبيرة، والتي يمكن أن تكون حاسمة لمصير المسابقة، رغم أنه في المدى الطويل. نية حكومة أوكرانيا لتولي المشروع في عام 2004، أي بعد ذلك الرئيس فيكتور يوشينكو قد بدأت، على انضمام البلاد الى حلف شمال الاطلسي. ومن شأن ذلك أن الانضمام كسر جميع الروابط القائمة مع موسكو، والاتحاد الجمركي، وينظر ممثلو كييف لإحياء الاتحاد السوفياتي، حيث تعطي أعضاء، في الواقع، جزء من سيادتها للكرملين. ان انقطاع هذا التقرير يضع حدا أيضا لادعاءات بوتين للتدخل في السياسة الداخلية للبلاد. إذا أصبح قانون عضوية حلف شمال الاطلسي القانون، لأوكرانيا من شأنه أيضا أن يكون نهاية للوضع الرسمي الحياد، الذي يمثل البلاد كنوع من دولة عازلة مثالية بين الاتحاد الأوروبي، وبالتالي فإن الغرب وروسيا . إن الأثر الأول يكون استعادة منطقة الجيوسياسية للاتصال بين اثنين من مناطق النفوذ، كما كان حتى سقوط جدار برلين، مع الحلف الأطلسي، متاخم لحلف وارسو. ولكن الأهم من ذلك، وهذه هي طبيعة المتأصلة في التحرك في سياق الصراع، سيتطلب قوات حلف شمال الأطلسي للتدخل، لأن أحد أعضائها ستكون في وضع يمكنها من أن تكون تحت هجوم من قبل دولة أجنبية. لا يتم منح تأكيد عضوية الناتو، وقبول أوكرانيا وحلف شمال الأطلسي ستكون ملزمة للتدخل: احتمال أن أوباما يرفض بثبات، وكذلك الدول الغربية. ومع ذلك، فإن نية أوكرانيا تمثل خيارا واضحا، كييف هو بالتأكيد بعيدا عن روسيا تعتبر الغازية أيضا، الذي لا يغفر الطرح من شبه جزيرة القرم والعمل من الاضطراب المستمر في الصراع مع الانفصاليين الموالين لروسيا، بدعم من موسكو. هذه الخطوة، ثم يجب تبشر الانضمام إلى الاتحاد الأوروبي، ودعت مرارا وتكرارا من قبل الدول الغربية، أولا وقبل كل ألمانيا. يبدو أن المستقبل ليكون التوسع، منذ حدود حدود روسيا، كلا من الاتحاد الأوروبي وحلف شمال الأطلسي. وليس من الواضح ما سيندمون أكثر لبوتين، إن إزالة أرخص من حليف محتمل أو وجود على حدودها الخلفي من العدو أن الناتو كان دائما تحديدها مع الولايات المتحدة الأمريكية. قرار أوكرانيا، وسوف تعرض على الانتهاء، لأننا نحتاج أيضا إلى الأخذ في الاعتبار المقاومة الداخلية، يمكن أن تصبح انتكاسة لقادة الكرملين، مثل لتقديم تنازلات لهيبتها الدولية، وحتى في تلك المناطق خارج الكتلتين التي تتبع انتهى الوضع مع نهاية الثمانينات من القرن الماضي، فقط حيث بوتين قد حاول اشادة الدولي الجديد؛ وبينما على الأرض داخل روسيا لن تكون قادرة على إطعام أن القومية، غضب بعض الأحيان، والذي يغذي المحافظة على قوة التسميات التي تتولى الحكومة الروسية في منصبه. لتحقيق التوازن العالمي سوف يعني مرحلة جديدة من المواجهة بين الشرق والغرب، مع ديناميكية، وهذه المرة لم تعد حصرية، لكنه رفض في عدد من قضايا أخرى ذات أهمية متساوية ومستوى. بالنسبة للولايات المتحدة سيكون تحديا، ولكن ذلك لن يكون قادرا على إجراء نفسك، لالعديد من الطرق التي يشاركون فيها. يجب أن تكون الدبلوماسية الأمريكية ذكي بما فيه الكفاية لإشراك جميع الحلفاء في الإدارة المشتركة للقضايا، ويقدم تقريرا إلى الناتو، وأبرزها الاتحاد الأوروبي، والتي سيكون لها العثور عليها، خصوصا في السياسة الخارجية وأن الدفاع، توليفة الضروري للتغلب على رؤى مختلفة جدا، والتي تميزت حتى الآن العمل. بالتأكيد، لإنجاب الاتحاد الأوروبي ثابت بحتة بشأن المسائل الاقتصادية، سيكون ثورة وربما نحكم دخول أوكرانيا استثمارا سيئا.
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La richiesta dell'Ucraina di entrare nella NATO e le sue conseguenze

Milan Refugees - Ven, 29/08/2014 - 15:01
Alle azioni tattiche militari di Mosca sul territorio ucraino, Kiev risponde con una azione politica di grande rilevanza, che potrebbe essere decisiva per le sorti della contesa, anche se sul lungo periodo. L’intenzione del governo dell’Ucraina è quella di riprendere il progetto del 2004, che l’allora presidente Viktor Yushchenko aveva avviato, per l’ingresso del paese nella NATO. Una tale adesione interromperebbe tutti gli attuali legami con Mosca, come l’Unione doganale, vista dai rappresentanti di Kiev come una riedizione dell’Unione Sovietica, dove gli aderenti cedono, di fatto, parte della loro sovranità al Cremlino. L’interruzione di questo rapporto metterebbe fine anche alle pretese di Putin di interferire nella politica interna del paese. Se la legge di adesione alla NATO diventasse vigente, per l’Ucraina sarebbe anche la fine dell’attuale stato formale di neutralità, che rappresenta il paese come una sorta di ideale stato cuscinetto tra la UE, e quindi l’occidente, e la Russia. Il primo effetto geopolitico sarebbe il ripristino di una zona di contatto tra le due sfere di influenza, come è stato fino alla caduta del muro di Berlino, con l’Alleanza Atlantica, immediatamente contigua al Patto di Varsavia. Ma, soprattutto, ed è questa la natura intrinseca della mossa nel quadro del conflitto, obbligherebbe le forze NATO ad intervenire, giacché un suo membro sarebbe nella condizione di essere sotto attacco da un paese straniero. La conferma dell’adesione alla NATO non è scontata, con l’accettazione dell’Ucraina, l’Alleanza Atlantica sarebbe obbligata ad intervenire: una possibilità che Obama rifiuta fermamente, così come i paesi occidentali. Tuttavia l’intenzione dell’Ucraina rappresenta una chiara scelta di campo, Kiev si allontana definitivamente da una Russia percepita come troppo invasiva, a cui non viene perdonata la sottrazione della Crimea e l’azione di continuo disturbo nella contesa con i separatisti filorussi, sostenuti da Mosca. Questo passo, poi dovrebbe preludere all’adesione all’Unione Europea, più volte caldeggiata dai paesi occidentali, prima tra tutti la Germania. Il futuro sembra essere un allargamento, fin ai limiti dei confini russi, sia della UE, che della NATO. Non si comprende bene cosa potrà dispiacere più a Putin, se la sottrazione economica di un possibile alleato o la presenza sulle proprie frontiere del ritorno del nemico, quella NATO da sempre identificata con gli USA. La decisione ucraina, se sarà portata a compimento, giacché occorre tenere conto anche delle resistenze interne, potrebbe diventare una sconfitta per il leader del Cremlino, tale da compromettere definitivamente il suo prestigio internazionale, anche in quelle zone, fuori dai due blocchi che ricalcano la situazione terminata con la fine degli anni ottanta del secolo scorso, proprio dove Putin aveva cercato nuovi consensi internazionali; mentre sul piano interno della Russia non potrà che alimentare quel nazionalismo, talvolta esasperato , che alimenta il mantenimento del potere della nomenclatura che regge il governo russo in carica. Per gli equilibri mondiali significherà un nuovo periodo di confronto tra occidente ed oriente, con una dinamica, questa volta non più esclusiva, ma calata in diverse altre problematiche di uguale importanza e livello. Per gli Stati Uniti si tratterà di una bella sfida, ma che non saranno più in grado di condurre da soli, per i tanti fronti in cui sono impegnati. La diplomazia americana dovrà essere sufficientemente abile a coinvolgere tutti gli alleati in una gestione condivisa delle problematiche, che faranno capo alla NATO, prima fra tutte la UE, che dovrà trovare, soprattutto nella politica estera ed in quella di difesa, una sintesi necessaria a superare le visioni troppo differenti, che ne hanno contraddistinto fin qui l’azione. Certamente per che concepisce una UE prettamente statica sulla materia economica, si tratterà di una rivoluzione e probabilmente giudicherà l’ingresso dell’Ucraina un pessimo investimento.
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