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Milano. Caro Sindaco, non firmi la delibera che toglie il cane a chi vive di elemosina

EveryOne Group - Dom, 14/09/2014 - 18:48
Milano – Il Consiglio comunale milanese sta per votare il nuovo regolamento che riguarda gli animali. Sorprendente la norma che impedisce a coloro che sono costretti a vivere di elemosina di tenere con sé il proprio cane.

Una norma che colpisce soprattutto i Rom. Se le persone povere, che sopravvivono solo grazie alla questua, saranno sorprese in compagnia del loro amico a quattro zampe, quest'ultimo sarà sequestrato dalle autorità. 

Nessun provvedimento, invece, per chi costringe il cane a partecipare a battute di caccia, per chi lo addestra con tecniche che somigliano a torture, per chi lo tiene chiuso in casa tutto il giorno costringendolo a una totale segregazione o a diventare un giocattolo per i bambini, come se fosse un “pelouche vivente”. 

Roberto Malini


Ferrara, 14 settembre 2014

Sindaco Pisapia,

Le scrivo per aver letto di un'ordinanza che prevederebbe il sequestro dei cani dei mendicanti in quanto quest'ultimi li userebbero per ricevere questue più facilmente. Saprà meglio di me quante persone addestrano cani per scommesse, quanti li abbandonano e quanti li usano come “regalino” di Natale... saprà tanto altro in merito.

Io ho vicino a casa mia, a Ferrara, un discount dove staziona un mendicante che divide il pane o la mela o niente con il suo cane malandato. È l'unico alito umano che gli soffia vicino, è l'unico cuore che lo aspetta, è l'unico che lo sorregge e dà un senso alla sua vita. E come questo caso ce ne sono tanti. Non approvi quella delibera, Sindaco! Pur cento casi di abuso per ricevere elemosine non valgono a cancellare altre storie d'amore, dedizione e coraggio. Non lo faccia, Sindaco. Per se stesso anche, e per noi che la stimiamo (parlo di miei amici cari nelle Marche, Toscana e Umbria e Lazio) e crediamo in persone come lei. Perché ho scritto di farlo anche per lei? Perché l'amore va rispettato sempre, qualsiasi sia, perché è l'elemento fondante dell'umanità, dei popoli e della civiltà.

La prego, non si dimentichi di questa lettera e di me che l'ho scritta per stima nei suoi confronti

Patrizia Garofalo
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Poesia d'autore. Emily Dickinson. Where Ships of Purple - Dove Navi di Viola

EveryOne Group - Dom, 14/09/2014 - 18:44
13 Settembre 2014

Where Ships of Purple - gently toss -
On Seas of Daffodil -
Fantastic Sailors - mingle -
And then - the Wharf is still!

Emily Dickinson


Dove Navi di Viola - dolcemente traballano
Su Mari di Narcisi -
Fiabeschi Marinai - si confondono -
E poi - il Pontile è immobile!

(Traduzione di Roberto Malini)

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L’italiano che ha salvato l’arte dell’Olocausto

EveryOne Group - Dom, 14/09/2014 - 18:41
La storia straordinaria di un italiano, Roberto Malini, che viaggiando in mezzo mondo e con l’aiuto della rete, ha recuperato e donato al Museo della Shoah oltre 170 opere di artisti vittime dell’Olocausto



Milano, 14 settembre 2014. Nei giorni in cui Milano si anima anche per il festival internazionale di cultura ebraica “Jewish and the City”, fino a martedì 16 settembre, voglio raccontarvi la storia straordinaria di un italiano che, viaggiando in mezzo mondo e con l’aiuto della rete, è riuscito a recuperare (e a donare al Museo della Shoah a Roma) oltre 170 opere di artisti vittime dell’Olocausto.

Il protagonista si chiama Roberto Malini, abita a Treviglio, nella Bergamasca, e il suo impegno straordinario nasce da lontano, da quando, ragazzo, ascoltò a scuola le parole di una sopravvissuta dai campi di sterminio nazisti. Parole come queste della scrittrice Elisa Springer, tornata viva da Auschwitz: “Non dimenticate la tragedia dell’Olocausto e diventate testimoni di pace”. Di quell’invito perentorio, Roberto avrebbe fatto una delle sue ragioni di vita. Così, a partire dal 2000, ha ricostruito la storia degli artisti dell’Olocausto: insieme alle loro vite, ha raccolto dipinti, disegni e incisioni che testimoniano con i segni e i colori della memoria la cultura e lo sterminio di milioni di esseri umani.



«La prima opera in assoluto l’ho comprata nel 2000 a Parigi: raffigurava un rabbino e proveniva dal ghetto di Łódź; era firmata da David Weiss e datata 1939. Quel giorno presentavo in una galleria di Parigi un portfolio di 30 incisioni che avevo realizzato sui bambini ebrei deportati. L’inaugurazione della mostra coincise con la finale del campionato europeo di calcio Italia-Francia, e l’evento sportivo fece sì che si presentassero pochi curiosi, perlopiù esponenti della comunità ebraica francese. Uno di loro mi portò in dono questa opera che volli comunque pagare». Il resto l’hanno fatto i viaggi in mezzo mondo, nelle comunità ebraiche e nei principali musei, specialmente negli Stati Uniti e in Israele. Quando non viaggiava, Malini usava telefono e computer domestici. Così, amplificata dai messaggi in rete, si è concretizzata in poco più di un decennio l’«Operazione Salvataggio» di una vasta porzione di arte yiddish.



Malini proviene da una famiglia di antiche origini ebraiche: «Può darsi che sia rimasto qualcosa nel mio Dna. Il mio trisavolo era un Segala, cognome molto diffuso nel ghetto di Venezia nel ‘400, ma questo particolare l’ho scoperto solo dopo l’impegno preso con me stesso. Ho intrapreso il mio viaggio nella memoria sulle tracce degli artisti dell’Olocausto non solo per una curiosità storica, ma spinto dal sentimento, da un’identificazione con le vittime. Mi hanno fatto da bussola gli ammonimenti dei tanti testimoni che ho conosciuto e una frase del diario di Anna Frank: ‘Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane’».

Il risultato del progetto «Artisti dell’Olocausto» è una collezione di oltre 170 opere eseguite da alcuni delle migliaia di artisti che morirono nei lager e da sopravvissuti alla persecuzione. Uomini e donne che lavorarono tra privazioni, umiliazioni e tormenti nei campi di concentramento o nella clandestinità. Tutte opere che Malini ha donato al Museo nazionale della Shoah a Roma, ricevendo il plauso del governo italiano. Nel 2015 i dipinti costituiranno il nucleo di una mostra internazionale a Villa Torlonia, antica residenza romana di Mussolini, dove sarà istituita la collezione permanente. Quelle opere d’arte dei testimoni dell’Olocausto non ci restituiscono solo la tragedia di milioni di morti e di un mondo perduto, ma anche un’eredità di speranza.

«L’ultima volta che nel 2006, a Tel Aviv, ho parlato con Tamara Deuel, un’artista ebrea sopravvissuta alla Shoah», mi ha raccontato Malini, «mi disse a proposito della sua arte: ‘Dobbiamo trasmettere l’unione, il perdono, l’amore. L’arte rappresenta questi valori e i giovani dovrebbero capirne il significato, che non è solo quello di creare, ma soprattutto di tramandare’». E lui, Roberto, ha tramandato.

Post scriptum: le 170 opere sono in parte riprodotte nel mio nuovo libro Operazione Salvataggio. Le storie degli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre, e tutte e 170 nel sito della casa editrice Chiarelettere

Nelle foto: Roberto Malini, l’italiano che ha salvato l’arte dell’Olocausto, con una artista sopravvissuta ai lager, Tamara Deuel (Elaborazione artistica di Giacomo Giannella / Streamcolors); Jacob Vassover, “Fuga dal Pogrom”, circa 1960, olio su tela, cm. 25,5×36. Roma, Museo Nazionale della Shoah; Tamara Deuel, “Kaddish”, 2006, olio su cartone, cm. 35,5×47,5. Roma, Museo Nazionale della Shoah; copèertina del libro di Salvatore Giannella "Operazione salvataggio" (ChiareLettere).

Link correlati:
http://giannellachannel.info/2014/09/14/roberto-malini-italiano-salvato-arte-olocausto/
http://www.chiarelettere.it/operazionesalvataggio/

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Animali a Milano, pronto il nuovo regolamento comunale

EveryOne Group - Dom, 14/09/2014 - 03:56
Mai più aragoste vive nei ristoranti, sì ai cani (di piccola taglia) nelle chiese. Sequestro dell'animale per chi chiede l'elemosina. Malini: "Una norma punitiva per i Rom"



Milano, 13 Settembre 2014. E' pronta la bozza del nuovo regolamento per la tutela degli animali a Milano. Dopo il passaggio nei consigli di zona, a ottobre verrà approvata da Palazzo Marino. Ancora passibile di modifiche, dunque, ma probabilmente solo nei dettagli.
Tra le novità, l'ingresso degli animali nelle chiese.

I luoghi di culto sono infatti compresi tra i luoghi pubblici in cui sarà possibile fare entrare gli animali d'affezione. Insieme a bar, ristoranti, impianti sportivi e uffici pubblici. Ufficialmente la curia milanese non si è opposta e ha fatto sapere di confidare nel "buon senso" e nell'educazione di chi entra in chiesa con il proprio animale domestico. Purché (si legge nella bozza) sia di piccola taglia e non aggressivo. 

Tra gli impegni del comune, quello di non ospitare nel territorio milanese spettacoli di circo con animali, anche se la legge nazionale li permette. Ma anche quello di reinserire gli animali usati nei laboratori in cui si fa sperimentazione. E tra i divieti "spiccano" le aragoste, che non potranno più essere conservate vive nei ristoranti, e i pesci rossi, almeno in due negli acquari perché considerati animali sociali. Fa già discutere il sequestro dell'animale in caso di persone che chiedono l'elemosina in compagnia di un cane. Secondo Roberto Malini, co-presidente di Everyone Group, si tratta di una norma punitiva per le persone più povere, come i rom che sopravvivono soprattutto grazie alla questua. 

"Nessun provvedimento - commenta Malini - per chi invece costringe il cane a partecipare a battute di caccia, lo addestra con tecniche che somigliano a torture, per chi lo tiene chiuso in casa tutto il giorno costringendolo a una totale segregazione o a diventare un giocattolo per i bambini, come se fosse un peluche vivente".




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Milano: chi è povero e vive di elemosina non potrà più tenere il cane con sé

EveryOne Group - Sab, 13/09/2014 - 13:55
Milano, 13 settembre 2014. Il consiglio comunale milanese sta per votare il nuovo regolamento che riguarda gli animali. Sorprendente la norma che impedisce a coloro che sono costretti a vivere di elemosina di tenere con sé il proprio cane.

Una norma che colpisce soprattutto i Rom. Se le persone povere, che sopravvivono solo grazie alla questua, saranno sorprese in compagnia del loro amico a quattro zampe, quest'ultimo sarà sequestrato dalle autorità.

Nessun provvedimento, invece, per chi costringe il cane a partecipare a battute di caccia, per chi lo addestra con tecniche che somigliano a torture, per chi lo tiene chiuso in casa tutto il giorno costringendolo a una totale segregazione o a diventare un giocattolo per i bambini, come se fosse un "peluche vivente".



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È morto Edwin Chota, eroe dell'ambiente in Perù

EveryOne Group - Ven, 12/09/2014 - 21:36
Lima, 11 settembre 2014. L'1 settembre scorso quattro difensori dell'ambiente di etnia ashàninkas sono stati assassinati nella selva al confine fra Perù e Brasile. Una delle vittime è il celebre attivista peruviano Edwin Chota (54).

Edwin Chota era un leader, sempre in prima linea nelle azioni a difesa della foresta, più volte minacciato di morte dai criminali dediti alla deforestazione abusiva e dai narcos che trafficano in cocaina dal Perù al Brasile.

Nonostante la sua condizione di attivista a rischio, Chota non aveva alcun sostegno da parte delle autorità del Perù. 

Il presidente Ollanta Humala ha dichiarato che una commissione d'indagine avrà l'incarico di identificare gli assassini. Chota era una spina nel fianco anche per le autorità e i politici corrotti che favoriscono l'ottenimento da parte delle industrie del legno di concessioni per il taglio di alberi.





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Nazareno Giusti: Palatucci - Una vita da (ri)scoprire

EveryOne Group - Ven, 12/09/2014 - 21:35
Milano, 9 settembre 2014. Nazareno Giusti è l'autore di "Palatucci - Una vita da (ri)scoprire", un libro importante che fa luce - una luce veritiera - sulla figura di Palatucci, l'eroe di Fiume che salvò tanti ebrei nel periodo della Shoah, ma la cui memoria è stata, anche recentemente, oggetto di attacchi e calunnie amplificati a dismisura dalla superficialità dei media.

Il libro, che consiglio vivamente a tutti gli amici della memoria, contiene anche l'intervista che Nazareno Giusti mi ha fatto nel febbraio scorso ed è parzialmente apparsa su LoSchermo.it.




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Luanda : accès libre à Internet pour 30.000 usagers par jour

Afriquechos Magazine Interculturel - Mer, 10/09/2014 - 14:40

L'Angola vient de lancer, le 30 août dernier, un projet qui permettrait l'accès au réseau wifi gratuit pour 30.800 personnes. La première phase de ce plan consiste à garantir l'accès au réseau wifi gratuit dans 10 zones notamment dans les principaux parcs et les principales places publiques et lieux de grande affluence : Marco Historico do Cazenga, Largo da Independencia, Casa da Juventude da Viana, Parque Recreativo da Samba, Largo da FAPA, Largo das Escolas, Instituto Médio de Telecomunicacoes, Largo da Igreja Sao Domingos, Cidade Universitaria et Praça da Familia.

Chaque point Internet pourra garantir 60 accès simultanés soit près de 30.000 personnes connectées par jour à raison de 2 heures maximum de navigation par connexion. Piloté par le Ministère des Télécommunications et de l'information, le projet Angola Online tente d'estomper la fracture numérique entre Luanda et ce que l'on appelle les Digital Cities comme Toronto (Canada), Houston (USA) ou encore Kigali qui dispose du wifi gratuit dans les lieux publics depuis l'année dernière.

Le réseau Angola Online disposera d'un portail d'information et diffusion des actions sociales à travers ses contenus sur l'éducation. Malgré le niveau et le taux de développement faibles de ses industries technologiques, l'Angola ambitionne de généraliser l'accès à Internet afin d'offrir à ses citoyens le moyen d'accéder à l'information et au savoir dans un monde de plus en plus connecté.|Jossart Muanza (AEM)

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Beato Federico Ozanam

Milan Refugees - Lun, 08/09/2014 - 07:56

Beato Federico Ozanam

Cofondatore :

Società di San Vincenzo de' Paoli

 

F ederico, al secolo Frédéric Antoine, Ozanam nasce a Milano, quando il padre era ufficiale medico nell'esercito napoleonico, il 23 aprile 1813. Suo bisnonno, Jacques Ozanam (1640-1717), fu un importante matematico. All'età di 2 anni nel 1815, si trasferì con la famiglia, che aveva radici ebraiche, a Lione, dove ebbe inizio la sua formazione scolastica. Qui fu fortemente influenzato da uno dei suoi professori, l'abate Noirot, che lo introdusse al cattolicesimo. Nel 1831 pubblicò un pamphlet contro le idee di Henri de Saint-Simon, che attirò le attenzioni di Alphonse de Lamartine. L'anno seguente partì per Parigi per studiare Giurisprudenza; qui soggiornò presso la famiglia di André-Marie Ampère che gli fece conoscere François-René de Chateaubriand, Jean-Baptiste Henri Lacordaire, Charles Forbes René de Montalembert e altri intellettuali cattolici francesi. Durante il periodo degli studi collaborò a vari giornali, in particolare alla “Tribune Catholique”, che dal 1° novembre 1833 si chiamò “L'Univers”. In questo periodo organizzò numerose conferenze di Storia. In seguito alla domanda di un saint-simoniano, che gli chiese perché egli s'interessasse al passato, mentre c'erano molti poveri d'assistere, la sua vita si orientò verso l'assistenza ai più indigenti.   Così, nell'aprile del 1833, insieme ad alcuni amici, come lui parrocchiani della chiesa parigina di Saint-Etienne du Mont, prese la decisione di fondare una piccola società votata all'aiuto dei poveri, che prese il nome di “Conferenza di carità”. Nel 1835 la conferenza si mise sotto la protezione di San Vincenzo de' Paoli mutando la denominazione in “Società di San Vincenzo de' Paoli”, ancor oggi una delle maggiori organizzazioni cattoliche. Nel 1836 si laureò in Giurisprudenza e nel 1838 in Lettere con una tesi sulla filosofia in Dante Alighieri: “Il poeta”, così lo chiama, “del nostro presente come lo fu del suo tempo; il poeta della libertà, dell'Italia e del cristianesimo”. La sua tesi viene subito pubblicata anche in inglese, tedesco e italiano.   Nel giugno del 1841 si sposò con Amélie Soulacroix, originaria di Lione. Nel viaggio di nozze visitò l'Italia; da questo matrimonio nascerà una figlia, Maria, nel 1845. Nel 1844, dopo la morte di Charles-Claude Fauriel, fu nominato professore ordinario di letteratura straniera alla Sorbona ma, nonostante i numerosi impegni, non cessò le sue regolari visite ai poveri come membro della Compagnia di San Vincenzo. Durante la Rivoluzione del 1848, alla quale si oppose, tornò per un breve periodo al giornalismo, essendo tra i fondatori del giornale “Ere Nouvelle e di altri periodici.   La sua vita fu breve, muore a soli 40 anni, a Marsiglia, l'8 settembre 1853 ritornando dall'Italia, dove aveva invano cercato sollievo ai suoi mali. Le sue condizioni di salute negli ultimi anni di vita furono, infatti, molto precarie, ma egli si sacrificò fino all'estremo soprattutto nell'insegnamento universitario. L'accettazione della malattia sublimò la sua vita, quale consapevole offerta a Dio della rinuncia a tutto quanto avrebbe ancora potuto fare ed aumentò in una significativa sintesi il suo interessamento per la Società di San Vincenzo, che non venne mai meno, anzi in qualche modo si accrebbe con gli anni particolarmente in Italia durante il suo ultimo soggiorno.   La “Disquisitio de vita et actuositate Servi Dei F. Ozanam” a cura della Sacra Congregazione per le cause dei Santi, pubblicata a Roma nel 1980, il Decreto di riconoscimento del grado eroico delle virtù teologali e cardinali del 1993 ed il successivo riconoscimento del miracolo attribuito all'intercessione del Servo di Dio, hanno portato alla sua beatificazione a Parigi, il 22 agosto 1997, da parte di San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), in occasione della XII Giornata Mondiale della Gioventù.   La conoscenza di Ozanam della letteratura medievale, in particolar modo francese e italiana, e la maniera in cui descrisse l'organizzazione sociale e la vita quotidiana nel Medioevo, diedero alle sue opere una qualità eccezionale, che fa sì che esse mantengano la loro attualità a più di centocinquant'anni dalla loro pubblicazione.
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« Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo »

Milan Refugees - Lun, 08/09/2014 - 07:53
Natività della Beata Vergine Maria, festa Meditazione del giorno Beato Guerrico d'Igny (ca 1080-1157), abate cistercense Discorso 2 sulla Natività di Maria ; SC 202, 473 « Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo » Oggi, celebriamo la nascita della beata Vergine Madre dalla quale è nato colui che è la vita di tutti. Oggi è nata la Vergine da cui la salvezza di tutti ha voluto nascere, per dare la possibilità di rinascere alla vita a coloro che nascevano per morire. Oggi è nata la nostra nuova madre, che ha annientato la maledizione di Eva, nostra prima madre; così, per mezzo suo, ereditiamo ora la benedizione, noi che eravamo nati sotto l'antica maledizione dalla nostra prima madre. Sì, è proprio una madre nuova, colei che ha ridato giovinezza a figli invecchiati, colei che ha guarito il male della vecchiaia che si ereditava, come anche di tutte le altre forme di vecchiaia che gli si aggiungevano. Sì, è proprio una madre nuova, colei che partorisce mediante un prodigio mai visto, rimanendo vergine, colei che mette al mondo il creatore del mondo... Novità meravigliosa questa verginità feconda! Ma più meravigliosa ancora la novità del frutto da lei dato alla luce... Chiedi come una vergine ha generato il Salvatore? Come il fiore della vite diffonde il suo profumo. Molto tempo prima della nascita di Maria, lo Spirito che doveva abitare in lei... diceva nel suo nome: “Io come una vite, ho prodotto profumi graziosi” (Sir 24,17)... Come il fiore non viene alterato nel dare il suo profumo, così la purezza di Maria nel dare vita al Salvatore... E anche per te, se custodisci la perfezione della castità, non soltanto “esulterà il tuo cuore” (Sal 27,7), ma una santità che viene da Dio sboccerà in tutto il tuo essere. Il tuo sguardo non sarà più instabile né smarrito, bensì abbellito dal pudore...; tutta la tua persona sarà ornata dei fiori della grazia e della purezza.
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Domenica 07 SETTEMBRE 2014

Milan Refugees - Lun, 08/09/2014 - 07:52
Ore 8:45 presenti sul campo i Jolly Roger, Legio 1^Minerva ed i Ghost Force, per dare il via alla prima giocata della stagione 2014/2015. I game svolti sono stati maggiormente Attacco/Difesa, tutti caratterizzati da Lealta, rispetto e divertimento, dove i 35 operatori in campo si son cimentati dalle 9:00 fino alle 13di una spettacolare Domenica mattina. grazie ai Ghost ed alla Legio per aver contribuito alla riuscita dekll'ennesima Domenica Jolly.
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100 Thousand Poets for Change in Uganda e Sudan

EveryOne Group - Dom, 07/09/2014 - 17:22
Kampala / Karthoum / Milano, 7 settembre 2014. L'associazione per i diritti LGBT Rainbow Sudan di Karthoum e il St. Pauls Voice Centre di Kampala (Uganda) partecipano all'iniziativa 2014 del movimento globale di poesia "100 Thousand Poets for Change", in collaborazione con EveryOne Group.

Gli attivisti, i poeti e gli artisti gay del Sudan e dell'Uganda leggeranno due poesie di Roberto Malini che sono diventate nei due paesi veri e propri inni contro l'omofobia. A Kampala, il 15 settembre 2014, Patrick Leuben Mukajanga, leader del St. Pauls Voice Centre, leggerà la poesia "Un giorno senza vento" (A Day Without Wind), mentre i difensori dei diritti LGBT e i poeti ugandesi leggeranno "Siamo l'arcobaleno" (We are the Rainbow". Seguiranno, nei due reading, poesie di autori ugandesi, sudanesi e di altri paesi africani.

Un giorno senza vento
di Roberto Malini

A Patrick, nel giorno in cui la Corte Costituzionale dell'Uganda ha annullato la Legge anti-omosessualità, che il Parlamento aveva approvato il 20 dicembre 2013.

Una cattiva legge è un vento sinistro
che fa a brandelli le nostre anime,
ci strappa da terra
e ci scaglia in luogo sconosciuto.

Un luogo oltre i confini del diritto,
dove non siamo cittadini 
né profughi,
ma nemici 
e condannati.

Oggi, però, è un bel giorno, 
un giorno senza vento,
pieno di sole e coraggio,
pieno di gioia e speranza.

E' il giorno di chi ama 
e non sa odiare
e adesso tende le mani 
libere verso il cielo
danzando su strade 
piene di sole e coraggio
e cantando 
pieno di gioia e speranza.

La sua canzone dice che l'amore 
è più grande della legge
e che non c'è futuro
per nessuno
senza amore.

Non c'è futuro
per nessuno
senza amore.

***

A Day Without Wind
by Roberto Malini

For Patrick, on the day the Constitutional Court annulled the anti-homosexuality law that the Ugandan Parliament had approved on December 20, 2013. 

A bad law is an evil wind 
that shreds our souls, 
rips us from the ground 
and hurls us into an unknown place. 

A place beyond the confines of the law, 
where we are not citizens 
or refugees, 
but enemies,
the condemned. 

But today is a fine day, 
a day without wind, 
full of sunshine and courage,       
full of joy and hope.     

It is the day of lovers
who know no hate,
who stretch out their hands,
free now, to the sky 
dancing on the streets 
filled with light and courage,
and singing 
with joy and hope. 

Their song says love 
is greater than the law,
that there is no future 
for anyone 
without love. 

There is no future 
for anyone 
without love. 

***

Siamo l'arcobaleno
di Roberto Malini

Siamo l'arcobaleno,
siamo un ponte di luce,
un ponte indistruttibile
da una sponda all'altra
di tutti i fiumi
in tutti i paesi del mondo.

Siamo il ponte
che sostiene il peso di tutti
coloro che attraversano
il fiume della vita.

Siamo l'arcobaleno
fatto di pietre comuni
e di gemme preziose:
tanti colori sono il nostro vanto
e il nostro nome è Libertà.

***

We are the rainbow
di Roberto Malini

We are the rainbow,
we are a bridge of light,
an indestructible bridge
from one bank to another
of all rivers
of all countries of the world.
We are the bridge
that bears the weight 
of all those who cross
the river of life.
We are the rainbow
made of common stones
and precious stones:
many colours are our pride
and our name is Freedom



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Premio Juan Montalvo. Un riconoscimento all'eccellenza letteraria, culturale e civile

EveryOne Group - Dom, 07/09/2014 - 17:15
Milano, 4 settembre 2014. Il Consolato Generale dell’Ecuador a Milano e Il Centro Ecuadoriano d’Arte e Cultura a Milano, in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi Milano-Bicocca e il Dipartimento Organizzazioni Internazionali e Diplomatiche del Campus Universitario Ciels bandiscono ogni anno il Premio Letterario Internazionale “Juan Montalvo” di Poesia, Racconto e Fotografia ispirato al tema:

“Storie, geografie, paesaggi migranti e tutela dell’ambiente”. Possono partecipare cittadini da tutto il mondo. La giuria sceglierà dieci finalisti e successivamente un vincitore per sezione. Il Premio prevede inoltre la consegna delle seguenti targhe: Premio alla Cultura. Vuole dare visibilità agli operatori culturali e alle tante iniziative di valore presenti in Italia e all’estero, che testimoniano l’efficienza e la qualità dell’operato di realtà grandi e piccole per promuovere l’integrazione culturale attraverso la cultura e letteratura nel segno della fratellanza fra i popoli. Premio alla Carriera. Viene attribuito al professionista/personaggio pubblico che nel corso della propria carriera professionale abbia dimostrato qualità di eccellenza nello svolgere la professione delle relazioni pubbliche e della comunicazione in campo letterario, culturale e umanitario. Premio alle Relazioni Internazionali.



È un riconoscimento del settore particolarmente ambito, che designa il migliore intervento umanitario dell’anno ed è assegnato ad autorevoli organismi, per il costante impegno nella realizzazione degli ideali di pace, giustizia Sociale e dignità umana, nonché di altri risultati significativi nel campo delle relazioni internazionali tra popoli di nazioni e culture diverse. Premi speciali. Il Premio “Juan Montalvo” può assegnare riconoscimenti speciali a persone od organizzazioni che si siano distinte nel campo della cultura e contemporaneamente per il loro contributo all’integrazione e alla civiltà.

GIURIA

Poesia:
Roberto Malini (Presidente per la poesia italiana, inglese e francese);
Carmen Rivadeneira Bustos (Presidente per la poesia spagnola);
Ninnj di Stefano Busa, Michael Rothenberg, Maurizio Cucchi, Franco Loi, Davide Rondoni, Alessandro Quasimodo, Carmelo Consoli, Gianni Ianuale, Corrado Calabrò.

Racconto:
Hafez Haidar (Presidente per il racconto italiano, inglese e francese);
Daniele Gallo (Vicepresidente per il racconto italiano, inglese e francese);
Arturo Santos Ditto (Presidente per il racconto spagnolo);
Sveva Casati Modignani, Gianni Vattimo, Giuseppe Benelli, Rodolfo Vettorello, Roberto Sarra.

Fotografia:
Nicolò Leotta (Presidente);
Karla Yoselyn Cobeñas (Vicepresidente);
Dario Picciau, Giorgio Magarò, Don Alessandro Vavassori.

Presidente del Premio
Dr. Guaman Allende.

Presidente onorario
Dr. Narcisa Soria Valencia. 

Coordinatore Generale alla Cultura
Prof. Hafez Haidar.

Sito del Premio: www.integrazioneculturale.com

Nella foto di Steed Gamero, da sinistra: il Console Generale del Messico a Milano Marisela Morales, il Console Generale dell'Ecuador a Milano Narcisa Soria Valencia, Roberto Malini, Michael Rothenberg, Terri Carrion, Guaman Allende
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Monsù torna al lavoro.

Milan Refugees - Dom, 07/09/2014 - 15:58
E così monsù Travet torna al lavoro. E torna in un altro ufficio dove lo hanno trasferito e dove il lavoro è lavoro e tu devi dare tanto e tanto in prima linea. Monsù è per un verso inorgoglito ma è per altro verso dispiaciuto. Gli piaceva quell'approfondimento teorico di temi a lui cari. Ora non è più oggetto del suo lavoro. Lo hanno lasciato ad altri quelli certamente sì molto più vicini al cielo della politica. Ma Monsù ce la farà e supererà anche questa prova. Lui nella sua vita si è sempre tirato su le maniche ed ha fatto tutto da solo e confida che anche questa volta, mettendocela tutta, ci riuscirà. Auguri Monsù! Noi ti saremo accanto.  
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DIRITTO COMMERCIALE - FABIO

Milan Refugees - Dom, 07/09/2014 - 15:40
MATERIA DIRITTO COMMERCIALE N. 213 AUTORE: FABIO TITOLO: DISEGNI E MODELLI ED. 2012 PAGINE   17 È SOSTITUTIVO SI È SCRITTO AL PC È SUDDIVISO IN  CAPITOLI (SCHEMATICO) DISPONIBILITÀ DEL LIBRO  no NOTE PARTICOLARI  COMPRENDE I CAPP DAL 2 AL 15   2. disegni e modelli 3. novità 4. carattere individuale 5. liceità 6. la divulgazione 7. componenti di prodotti complessi 8. caratteristiche tecnicamente necessitate 9. durata a proroga della registrazione del diritto d’autore 10. il diritto alla registrazione 11. registrazione multipla 12. registrazione contemporanea 13. diritti derivanti dalla registrazione 14. la nullità 15. la tutela autoriale
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DIRITTO COMMERCIALE - DISPENSE2

Milan Refugees - Dom, 07/09/2014 - 15:24
MATERIA DIRITTO COMMERCIALE N. 214 AUTORE: - TITOLO: - ED. - PAGINE  14 È SOSTITUTIVO SI È SCRITTO AL PC È SUDDIVISO IN  - DISPONIBILITÀ DEL LIBRO  no NOTE PARTICOLARI  -   DIRITTO D’AUTORE 3 pag. MARCHIO-DITTA-INSEGNA 11 pag.
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DIRITTO PENALE - D'ASCOLA

Milan Refugees - Dom, 07/09/2014 - 15:20
MATERIA DIRITTO PENALE N. 215 AUTORE: D’ASCOLA TITOLO: IMPOVERIMENTO DELLA FATTISPECIE E RESPONSABILITA’ PENALE SENZA PROVE. STRUTTURE IN TRASFORMAZIONE DEL DIRITTO E DEL PROCESSO PENALE ED. 2012 PAGINE  33 È SOSTITUTIVO SI È SCRITTO AL PC È SUDDIVISO IN  CAPITOLI NOTE PARTICOLARI  il sunto non è stato elaborato da me, ma fornito da una ragazza..io mi sono occupata di sistemarlo, schematizzandolo quando ritenuto opportuno, e di integrarlo con altre info soprattutto per quanto riguarda i principi generali ed alcune nozioni chiave..   PRINCIPI GENERALI 4 pag. INTRODUZIONE 1 pag. CAP. 1 – L’IMPOVERIMENTO DELLA FATTISPECIE PER MANO DEL LEGISLATORE 13 pag. 1. reati di pericolo astratto o presunto 2. reati di sospetto 3. reati di quasi sospetto: in particolare l’usura presunta 4. il diritto penale del nemico come modello per legittimare l’impoverimento delle fattispecie penali CAP. 2 – L’IMPOVERIMENTO DELLA FATTISPECIE PENALE PER MANO DEL GIUDICE 8 pag. 1. il reato associativo come tipica ipotesi di impoverimento sinergico 2.1 la corruzione propria come esempio di impoverimento conflittuale di una fattispecie incriminatrice di parte speciale 2.1.1 bancarotta fraudolenta patrimoniale e condotta di distrazione 2.1.2 truffa e induzione in errore della vittima CAP. 3 – CONTROSPINTE LEGISLATIVE E BLINDATURA DELLA TIPICITA’ OFFENSIVA DELLA FATTISPECIE PENALE 2 pag. 1. reazioni della politica agli eccessi del potere giudiziario CONCLUSIONI 5 pag. Allarme sociale, diritto penale complesso e responsabilità senza prova Il contraddittorio
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Il ritorno dei Sadducei

Milan Refugees - Dom, 07/09/2014 - 13:13
Giuseppe Flavio distingue quattro partiti nella Palestina del I° secolo. I Sadducei, discendenti da Sadoc, gran sacerdote nel Tempio di Salomone: essi e i notabili sono la classe dirigente palestinese alleata dei Romani, dopo la scomparsa di Erode nel 4a.C.Vi sono poi i Farisei, classe media che raggruppa Leviti e popolo che essi istruiscono nella Legge.Si oppongono ai Sadducei e si considerano futura classe dirigente virtuosa. Gli Zeloti, nazionalisti che combattono i Romani e guardano alla ricca e influente comunità di Babilonia per aiuto. I Sicari sono il braccio armato degli Zeloti: essi, con un pugnale nascosto (la sica) uccidono i Giudei che collaborano con l'occupante. La guerra aperta contro Roma scoppia nel 66 con l'uccisione del Gran Sacerdote e con il massacro del presidio romano a custodia del Tempio. Segue l'intervento di Vespasiano e Tito, la distruzione delle fortificazioni di Erode e la scomparsa dei Sadducei. Questo è il punto che le fonti di divulgazione non chiariscono: i sacerdoti e le loro famiglie, eredi legittimi della gestione del Tempio perirono nella rivoluzione zelota o trovarono scampo e protezione presso gli alleati romani? e nell' Urbe rimasero per secoli sotto la protezione dello Stato della Chiesa, erede di Roma e dunque obbligato a difenderli? Ma nel 1870 lo Stato della Chiesa si ridusse al Vaticano e furono i Savoia che ereditarono il Ghetto. La politica di Vittorio Emanuele III, discendente da una dinastia millenaria che contava nella sua storia un papa ( Felice V, fondatore dell'Ordine di S.Maurizio e un arcivescovo di Canterbury) non era certo nuova a questioni religiose. Il Savoia poteva ben nutrire l'ambizione di ricostruire uno Stato giudaico, contrastando così la Gran Bretagna nel Med. Israele sarebbe sorta sotto protettorato italiano. Da qui la politica favorevole alla Comunità e all'immigrazione ebraica in Palestina mantenendo le frontiere aperte dal '20 al '40 ai profughi dall'est. (De Felice) e dando inizio alla costruzione di una flotta per il nuovo Stato. La guerra 40-45 da noi perduta mise fine alle nostre ambizioni e subentrò la soluzione USA. Da allora (1948) la regione non è stata pacificata. Trasportande in Israele gli Ebrei che vivevano felicemente nei paesi vicini da più di 1000 anni, Israele ha annullato la possibilità di mediazione con gli Arabi. Ha respinto l'Europa innalzando la Shoa a mito fondatore senza possibilità di verifiche per noi. La Comunità italiana guida un antifascismo militante sul quale si adagia la Sinistra, ma che si può capire solo se diretto a condizionare le antiche comunità italiane: pure sono essi, gli Ebrei di Roma, discendenti dei Sadducei , i legittimi eredi del Tempio.Costanza Caredio
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Chiellini diventa un caso, scontro tra Figc e Juventus

Milan Refugees - Sab, 06/09/2014 - 20:29
Il ritorno a casa di Giorgio Chiellini è diventato un vero e proprio caso. Indisponibile per la gara contro la Norvegia di martedì a Oslo, il difensore nel pomeriggio ha lasciato Coverciano per tornare a Torino, per la delusione di Oriali, che l'ha espressa in dichiarazioni che hanno portato ad una dura replica della Vecchia Signora. "Dopo le confuse vicende odierne relative al rilascio dalla convocazione in Nazionale di Giorgio Chiellini, la Juventus desidera ribadire il proprio impegno a collaborare con la Federazione Italiana Giuoco Calcio, come storicamente avviene da più di un secolo - si legge in una nota -. Il comunicato relativo al giocatore emesso venerdì sera e le allusive dichiarazioni del team manager, Gabriele Oriali, pronunciate oggi pomeriggio, non cambiano questo orientamento che, tuttavia, non può entrare in aperto contrasto nè con il buon senso, nè con le esigenze di recupero di un giocatore infortunato e non utilizzabile nella partita di qualificazione in Norvegia, momento conclusivo del ritiro della compagine Nazionale". Oriali perplesso E' dunque bufera a Coverciano per la partenza anticipata di Giorgio Chiellini. Il difensore, non in perfette condizioni fisiche, ha lasciato il ritiro per fare ritorno a Torino. Una decisione che ha sorpreso soprattutto Lele Oriali, team manager della Nazionale. "Dispiace che Chiellini sia dovuto andare via, c'è un nuovo ct, lui lo ha avuto per 3 anni, conoscendo le sue metodologie sarebbe potuto essere utile ai compagni. La Juve però ha cambiato idea e ha chiesto la presenza del giocatore a Torino, a noi non è restato che attenerci al regolamento - spiega l'ex dirigente dell'Inter - Spiegazioni ufficiali? Non le abbiamo chieste, non ce le hanno date. L'hanno rivoluto in sede, non so i motivi, forse per recuperarlo prima anche se qui in Nazionale ci sono medici e fisioterapisti molto bravi". All'orizzonte uno scontro Juve-Nazionale, con Antonio Conte ago della bilancia: "Tenere qui Chiellini non è stata una richiesta di Conte, l'idea era partita da tutti, ne aveva parlato anche il dott. Castellacci. Se questo dietrofront debba essere visto come una sorta di sgarbo della Juve a Conte? Questo traducetelo voi... Di certo il giocatore era dispiaciuto di non restare in ritiro e di non venire a Oslo con la squadra, ha grande attaccamento per la maglia azzurra, è un esempio come Buffon, De Rossi e Pirlo".

(mbocchio)

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