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EveryOne Group e 100TPC accanto agli attivisti per i diritti LGBT in Uganda

EveryOne Group - Mer, 19/06/2013 - 18:37
Milano, 18 giugno 2013. EveryOne Group e i 100 Thousand Poets for Change lavorano con l'associazione di Kampala (Uganda) St. Paul's Voice Centre (SPAVOC), principale punto di riferimento per le istanze a tutela dei diritti LGBT nella nazione di mille persecuzioni, della famigerata Legge Anti-Gay, del martirio di David Kato Kisule.

Attualmente stiamo lavorando con i leader del gruppo, fra cui Patrick Leuben Mukajanga (direttore) ed Eddie Kato (fratello di David) per l'organizzazione del Gay Pride 2013 e per la commemorazione della morte di David Kato, il 26 gennaio 2014. Domani invieremo sei bandiere dell'orgoglio gay all'associazione, che - correndo gravi rischi - darà vita a un corteo per l'emancipazione di gay, lesbiche e transessuali in Uganda.

Successivamente (non appena avremo i mezzi per farlo) Morena La Rosa, Dario Picciau, Steed Gamero, Fabio Patronelli, Daniela Malini, Glenys Robinson e io ci recheremo nello stato africano per chiedere alle autorità politiche di rigettare i rigurgiti di omofobia e lavorare per il progresso civile dell'Uganda. 

Nelle foto, le bandiere arcobaleno, pronte per la spedizione in Uganda; Eddie Kato e altri attivisti; Patrick Leuben Mukajanga e altri attivisti durante la Conferenza sui Diritti Umani a Kampala, cui hanno partecipato rappresentanti dell'Ambasciata U.S.A., fra cui la funzionaria Danette Sullivan.











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L'album « Tout est accompli » de Cracks de Just Info plébiscité sur Africa n°1

Afriquechos Magazine Interculturel - Mer, 19/06/2013 - 07:24
Les musiciens, chanteurs et deux danseuses du groupe Les Cracks de Just Info

En 6 mois d'existence, l'orchestre Les Cracks de Just Info, composé de musiciens congolais de Brazzaville et de Kinshasa ainsi que des Gabonais, vient de mettre sur le marché son premier album de 9 titres intitulé Tout est accompli accompagné de 3 clips. Avec comme titres Il était temps, On va craquer, Histoire vraie, Déception planifiée, Rendez-vous manqué, Kadia Mpemba, Pourquoi moi, Tout est accompli, Papa Afous. Cet album a été au top du hit parade Kilimandjaro pendant plus d'un mois, ce qui lui a valu d'être primé par la Radio Africa N°1. Il a été enregistré à Brazzaville, puis mixé à Paris.

Selon son manager, cet album associe plusieurs styles : le coupé décalé, le zouk, la salsa tout en faisant la part belle à la rumba congolaise. Créé en décembre 2012, l'orchestre les Cracks de Just Info a son siège à Ewo, chef–lieu du Département de la Cuvette Ouest à 700 kilomètres de Brazzaville. L'objectif était alors de combler le vide qu'il y avait dans le domaine musical car pour agrémenter des manifestations ou offrir des spectacles aux mélomanes de la contrée et de ses environs les organisateurs allaient chercher des groupes à Kinshasa et à Brazzaville. Le groupe est composé de Waziya Fabien : chef d'orchestre et soliste, Bony Stone chef d'orchestre adjoint, accompagnateur, Standard, animateur et chanteur, Cédric : chanteur, Big Ben ; batteur, Fils Étoile ; chanteur, Fabrice Kadogo ; chanteur, Richi Parra : accompagnateur, Fils arabe, percussionniste, Ondongo : animateur. Ainsi que des danseuses : Arlette, Leticia, Flaure, Belle vie et Sisi Bomboko. Le management de cet ensemble musical est assuré par Dominique Asie et Pierre Clarisse Asie.

Pour revenir à cet album produit par Leprisque, il est sur le marché à Paris depuis le 8 mars chez Diego Music, à Château Rouge notamment. À Kinshasa, l'album est distribué chez Alamoule et chez Socrate Music et à Brazzaville chez Ndiaye, Mabele et Fula Ngenge, tandis qu'à Franceville au Gabon, c'est la Maison Galaxie qui en assure la distribution.|Herman Bangi Bayo (AEM)

Le groupe Les Cracks de Just Info
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Genova applaude i Ladri di Fuoco al Festival Internazionale di Poesia

EveryOne Group - Mar, 18/06/2013 - 17:16
Genova, 18 giugno 2013. Sono le 18.10 del 16 giugno 2013. Più di due ore di poesia e musica hanno appena emozionato un pubblico attento e partecipe, nell'antica e splendida Sala del Munizioniere a Palazzo Ducale, in apertura del Festival Internazionale di Poesia di Genova.

Eppure, gli spettatori non si alzano, ma battono le mani senza smettere mai, reclamando il bis dai protagonisti dell'evento "Ladri di Fuoco, Trafficanti di Sogni": i poeti Roberto Malini, Steed Gamero, Daniela Malini e Dario Picciau. Ed ecco il bis, con due canti di Saffo nella versione di Roberto Malini, letti dall'attrice Marcellina Ruocco, intervenuta nelle letture insieme alle giovani colleghe Silvia Olmi e Biancalice Sanna. I Ladri di Fuoco sono finalmente insieme sul palco, con le attrici e i musicisti che li hanno accompagnati e che hanno suonato brani di musica elettronica: Giacomo Grasso e il giovane Fulvio Masini.

La poesia, l'arte hanno ancora il potere di emozionare e coinvolgere il pubblico, quando si esprimono in un mix di cuore, talento e coraggio. Oggi abbiamo assistito a uno spettacolo davvero innovativo. I temi trattati, strettamente legati ai diritti umani hanno commosso tutti fin da subito, quando Roberto Malini ha iniziato la sua performance cantando nello stile del grande cabarettista degli anni 1930 Paul O'Montis - assassinato dai nazisti a Sachsenhausen perché omosessuale - il brano "Ramona", alternando doppi sensi e nonsense, espressioni in italiano, francese e tedesco. Poi il poeta, dopo aver parlato della persecuzione contro gli omosessuali durante l'Olocausto, ha interpretato la poesia inedita "L'amore secondo don Gallo", al termine della quale il pubblico è esploso in un'accorata ovazione. "Don Gallo," ha esclamato Malini, "ci hai lasciato da poco, ma ci manchi già. Il Vaticano qualche giorno fa ha parlato di una 'lobby gay' che richiama le 'lobby ebraiche' delle calunnie antisemite promosse dai nazisti. Duecentomila persone hanno sfilato a Parigi contro il matrimonio gay e un ragazzino si è buttato dalla finestra perché non sopportava più di subire insulti omofobi. Continua a illuminarci, don Gallo!".

Nel suo reading, l'autore della raccolta "Dichiarazione" (un libro che è già oggetto di episodi di censura culturale, come purtroppo accade spesso a questo poeta e difensore dei diritti umani) ha posto in rilievo la necessità di un impegno globale contro l'omofobia, che in molti paesi pone gay e lesbiche nel rischio di subire condanne detentive, tortura e anche il patibolo; altre poesie - nella cui interpretazione Malini alterna il recitato al cantato, sempre con maestria d'interprete e intensità emotiva - sottolineano attraverso contenuti spesso scioccanti la necessità di tutelare le minoranze etniche: rom, migranti dall'Africa e da altri paesi poveri, profughi. Don Gallo, nella poetica di Roberto Malini, appare come un profeta del nostro tempo, un modello per l'umanità. 
Alcuni spettatori, al termine della performance del poeta, avevano le lacrime agli occhi; un appassionato di poesia gli ha gridato con entusiasmo: "Sei magico!". Dopo la lettura di Roberto Malini, è iniziata quella del giovane poeta peruviano Steed Gamero. Sul quotidiano Il Secolo XIX era apparso un articolo dedicato alla performance "Ladri di Fuoco, Trafficanti di Sogni", con una bella foto di Steed, molto atteso dal pubblico.

Prima che il poeta, affiancato da due giovani attrici genovesi di talento: Silvia Olmi e Biancalice Sanna - iniziasse la sua performance, è stata annunciata una notizia freschissima da Camaiore, dove gli era stato assegnato il giorno precedente il Premio Letterario Camaiore - Proposta, il più importante riconoscimento riservato ai giovani poeti in Italia. La gente in sala ha riservato all'autore de "I ragazzi della Casa del Sole" un applauso pieno di calore e ammirazione. La lettura di Steed è stata coinvolgente, con la sua voce calda e l'alternarsi delle giovani voci femminili a raccontare in versi le vicende dei giovanissimi ospiti della Casa del Sole, paradigma di tutti gli istituti di accoglienza per minori "con problemi". La poesia "Metilfenidato", che denuncia l'abuso di questo psicofarmaco, che viene somministrato a centinaia di migliaia di adolescenti nel mondo, ha suscitato grande interesse. "Tanti adolescenti sono costretti ad assumere il metilfenidato," ha spiegato Gamero dopo la lettura, "per la cura di una sindrome che non esiste: Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.

E' una violazione incredibile dei diritti del fanciullo. Nel 2012, prima di morire, lo 'scopritore' di tale malattia, Leon Eisenberg, ammise pubblicamente che si tratta di una malattia fittizia, perché iperattività e sbalzi di attenzione sono normali nei bambini e nei ragazzi. Eppure si continua a dar loro il metilfenidato, che ha effetti collaterali devastanti". Le poesie di Steed Gamero, contemporanee e fresche portano una nuova brezza rinfrescante nel mondo della poesia! Al termine della performance di Steed Gamero è stato proiettato il video-poema "Makwan, lettera dal Paradiso", di Dario Picciau e Roberto Malini.

Un'opera d'arte intensa e drammatica, bellissima e traumatizzante, che  ricorda Makwan, ragazzo gay iraniano assassinato dalle autorità iraniane per la sua inclinazione (che in Iran è di per sé un crimine), e denuncia con parole e immagini indimenticabili la persecuzione degli omosessuali. Ed ecco Daniela Malini e i suoi versi che presentano l'amore e l'armonia del mondo naturale come antidoti alla violenza e alle discriminazioni. Una forma di salvezza dal buio, ancora nel nome di don Gallo. L'attrice Marcellina Ruocco, grande interprete, ha personalizzato le parole come se fossero riverberi della coscienza. 

Tutto accompagnato dai brani di musica elettronica di Giacomo Grasso e Fulvio Masini, che hanno cesellato il reading con interventi molto apprezzati dai presenti, che hanno battuto le mani lungamente, esprimendo il proprio consenso anche con esclamazioni di elogio. E dopo oltre due ore di vera poesia, ecco che i Ladri di Fuoco hanno dedicato le scintille 'rubate' al ricordo di don Andrea Gallo, accendendo una candela. "Questo è il fuoco che abbiamo dentro, don Gallo," ha detto nel microfono Roberto Malini, "ed è per te. Ti vogliamo bene, ci manchi tanto e non ti dimenticheremo mai". Così è terminato un evento di poesia d'autore, che ha ricevuto l'applauso dal cuore dei presenti e ha lasciato in ognuno il desiderio di contribuire al cambiamento necessario della società in cui viviamo. Grazie, Ladri di Fuoco!
Nelle foto di Fabio Patronelli, le performance di Roberto Malini, Steed Gamero (con Silvia Olmi e Biancalice Sanna), Dario Picciau (video-poema Makwan, realizzato con Roberto Malini), Daniela Malini (con Marcellina Ruocco). I Ladri di Fuoco accanto a Marcellina Ruocco che legge Saffo. I muusicisti Giacomo Grasso e Fulvio Masini.


















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Steed Gamero ha vinto il Premio Letterario Camaiore - Proposta

EveryOne Group - Lun, 17/06/2013 - 18:28
Genova, 17 giugno 2013. Sabato 15 maggio il giovane poeta peruviano Steed Gamero era appena arrivato a Genova, per le prove del reading dei "Ladri di Fuoco, Trafficanti di di Sogni", in calendario domenica, giornata di apertura del Festival Internazionale di Poesia di Genova 2013.
Daniela e io, fondatori di Lavinia Dickinson Editore, che amiamo definire "la più piccola casa editrice del mondo", apprendevamo la notizia: Steed, che vive da 14 anni in Italia, aveva appena vinto il Premio Letterario Camaiore - Proposta, ex aequo con Erminio Alberti. 

Steed ha sorriso: è un poeta che lavora per la poesia e i diritti umani, lontanissimo dalle vanità e dall'ostentazione che troppo spesso contraddistinguono chi pubblica poesia. Per costoro, vale ancora la definizione che propose lo scrittore scozzese Henry Mc Kenzie: "La vanità è dai tempi dei tempi la carta di riconoscimento dei poeti". 

Daniela e io, invece, abbiamo esultato manifestando la nostra felicità in modo tanto spontaneo quanto chiassoso. Lavinia Dickinson Editore non è solo "la più piccola casa editrice del mondo", ma anche quella che dà uno spazio di aggregazione ai giovani, che lavora perché la poesia vera - che spesso nasce nel disagio, nell'emarginazone e nella povertà e non nei nuovi salotti - possa esprimersi in tutta la sua bellezza e non venga soffocata sotto una coltre di ipocrisia, baratteria e perbenismo. Steed Gamero ha vinto il premio più importante che venga oggi riconosciuto, nel nostro paese, ai giovani poeti. L'ha ottenuto in virtù di un libro splendido, che rinnova il linguaggio della poesia, restituendole quella dignità, quel fascino che conquistano, ancora oggi, i giovani. Gli altri poeti premiati dalla giuria del Premio Letterario Camaiore, presieduta da Francesco Belluomini, insieme a Steed ed Erminio Alberti sono Homero Aridjis (Premio internazionale), Nenni Balestrini, Gillo Dorfles e Silvio Ramat (Premi speciali), Alessandro Fo (Menzione speciale).

I finalisti al Premio che sarà assegnato in settembre dalla giuria popolare sono Claudio Damiani, Caterina Davinio, Curzia Ferrari, Luigi Fontanella e Luigia Sorrentino. Complimenti alla giuria del Premio Letterario Camaiore, che ha avuto la sensibilità di riconoscere un libro che non sarà dimenticato. Quando abbiamo annunciato il successo di Steed al Premio Letterario Camaiore, il pubblico del Festival Internazionale di Poesia di Genova gli ha riservato un applauso interminabile. La bravura di Steed nell'arte poetica, la sua umiltà, la sua umanità ne fanno un beniamino di chi sogna il ritorno di una poesia che proprio le vanità hanno anestetizzato, se non ucciso. Una poesia che non è fatta solo di parole, versi e strofe, ma anche di vera sostanza umana, di vero spirito creativo e creatore, di veri eroi. Eroi le cui gesta il poeta racconta, sottraendole all'odio e all'oblio, avendo vissuto e sofferto accanto a loro, nel corso degli anni.

"Alcuni di questi eroi vulnerabili," scrivo nella prefazione, "non sono sopravvissuti all’odio che li circondava. È il caso di Emil Enea, ragazzino rom morto bruciato vivo a Milano dopo aver subito innumerevoli sgomberi, simbolo di tanti adolescenti emarginati che la società intollerante in cui viviamo reprime e allontana. Questa fragilità dell’esistenza umana sul confine tra l’infanzia e l’età adulta, la sicurezza e il pericolo, l’appartenenza e il rifiuto è sempre presente nei versi di Steed Gamero, autore che l’ex europarlamentare rom ungherese Viktória Mohácsi definì 'artista dei diritti umani'. E se vi è ancora una speranza che la spietata società dei nostri tempi recuperi la via della fratellanza e dei diritti umani, essa è riposta nell’esito della ribellione che avviene entro le paradigmatiche pareti della Casa del Sole: “I ragazzi spezzano / cuori e mattoni / infrangono diaframmi e vetrate / aprono brecce / nei muri...”.

Anche il reading di Steed, tratto dal libro che ha ricevuto l'importante riconoscimento, è stato applaudito da un pubblico entusiasta, che ha seguito con grande attenzione e partecipazione emotiva due ore di questa "nuova poesia" (con la musica elettronica ad hoc di Giacomo Grasso e Fulvio Masini e gli interventi delle attrici Marcellina Ruocco, Silvia Olmi e Biancalice Sanna, bravissime!), poesia che ha il proprio cuore pulsante nella piccola casa editrice genovese, dove i "poeti di strada" si incontrano e cercano di costruire un futuro diverso da questo presente che ci soffoca e ci avvelena, allontanandoci ogni giorno dalla bellezza, dalla speranza. Ecco una delle poesie da "I ragazzi della Casa del Sole": di Steed Gamero

Metà Ximena

Ximena sa che i numeri 
del suo futuro 
sono sigillati 
nel registro di classe.

Finire la scuola era l’unico modo... 

Corre.

Il corridoio 
sembra non finire 
mai.

Entra nello stanzino 
dei bidelli 
e si rannicchia 
in un angolo.

Le mani del diavolo 
o di Dio 
strappano in due 
il fotogramma
del suo presente.

Adesso 
metà di lei 
urla.

Nelle foto di Fabio Patronelli, Steed Gamero con le attrici Silvia Olmi e Biancalice Sanna durante l'evento di poesia e musica "Ladri di Fuoco, Trafficanti di Sogni"; la copertina del libro che ha ottenuto il prestigioso Premio Letterario Camaiore - Proposta, riservato alle opere prime

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Al Suq di Genova cinque poeti consegneranno un appello al ministro Kyenge

EveryOne Group - Ven, 14/06/2013 - 21:31
Genova, 14 giugno 2013. "Ladri di fuoco, trafficanti di sogni" è il tema delle quattro letture di poesia che si terranno domenica 16 giugno 2013 a Genova, nella splendida Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale, dalle 16.
Avvenimento nell'àmbito del Festival Internazionale di Poesia di Genova 2013. Protagonisti delle performance, dedicate alla memoria di don Andrea Gallo, saranno i poeti Roberto Malini, Steed Gamero (candidato al Premio Camaiore - Nuova Proposta 2013), Daniela Malini e Dario Picciau. Durante il pomeriggio di poesia, musica e diritti umani, verrà presentata un'importante novità: l'imminente uscita del libro di poesie della nigeriana Isoke Aikpitanyi, poetessa, scrittrice e attivista contro la tratta di donne dall'Africa. Al termine dell'evento, Isoke e i "Ladri di fuoco" (che sono, oltre che poeti, attivisti fondatori del Gruppo EveryOne) incontreranno Cécilie Kyenge, ministro per l'integrazione, durante i festeggiamenti per i 15 anni del Suq, il Festival multietnico appena iniziato, che proseguirà fino al 24 giugno al porto Antico. I poeti-difensori dei diritti umani e il ministro Kyenge spegneranno idealmente insieme le candeline della kermesse per "soffiare via il razzismo". Quindi Isoke Aikpitanyi e i protagonisti della performance del pomeriggio consegneranno al ministro Kyenge un appello (firmato anche da altri attivisti) affinché il governo metta in atto politiche più concrete contro la discriminazione che colpisce, in Italia, rom e migranti. "Siamo vicini al ministro per l'Integrazione," spiega il giovane Steed Gamero, "che subisce attacchi inqualificabili e una preoccupante emarginazione culturale, come noi poeti per i diritti umani: ne è un esempio Roberto Malini, che le stesse Nazioni Unite hanno definito nel loro rapporto sugli attivisti nel mondo 'perseguitato' per il suo impegno antirazzista. Vogliamo far sentire a Cécile Kyenge che le siamo accanto, che non è sola nel suo impegno per ristabilire tolleranza e uguaglianza, che anche noi devolviamo ogni giorno tante energie e corriamo tanti rischi per dedicarci alla tutela delle minoranze discriminate". 

Nelle foto, i "Ladri di Fuoco" che terranno la loro performance a Genova e consegneranno l'appello al ministro Cécile Kyenge; la lettera di appello per il ministro per l'Integrazione.



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Violenza da parte delle forze dell'ordine. Il caso Ilaria Cucchi

EveryOne Group - Ven, 14/06/2013 - 21:30
Roma, 14 giugno 2013. Il sindacato di polizia denuncia Ilaria Cucchi, colpevole di reclamare giustizia per il fratello assassinato. Ora che cosa accadrà?

Innanzitutto, le spese legali per le forze dell'ordine saranno a carico dello Stato, mentre la sfortunata sorella della vittima dovrà sostenere costi ingenti, probabilmente per numerose udienze nel corso di anni.

Inoltre, Ilaria rischia una pena detentiva per il reato di "diffamazione" a mezzo stampa, con relative aggravanti trattandosi di autorità. Nel frattempo, è stato mandato un segnale forte e chiaro per chi osa lamentarsi a causa del sangue innocente versato quando ci sono di mezzo le divise: "Attenzione, perché la musica sta cambiando e l'arma legale/giudiziaria l'abbiamo noi dalla parte del manico". 
Noi attivisti del Gruppo EveryOne abbiamo già fronteggiato questo atteggiamento, uscendone indenni solo grazie agli interventi dell'ONU, del Parlamento europeo, di FrontLine Defenders, degli Avvocati senza Frontiere e di oltre cento organizzazioni internazionali per i diritti umani.

Oltre che dei nostri legali. L'attacco istituzionale ci è costato migliaia e migliaia di euro, che nessuno ci ha rimborsato. E uno stress che non si può descrivere a parole. Ma non è ancora finita e ogni volta che ci troviamo di fronte ad agenti, ci accorgiamo di come essi non siano disposti ad ascoltare la nostra mediazione, ma usano toni imperiosi, prospettano denunce o l'arresto, non mutano atteggiamento quando si pongono con durezza di fronte a persone emarginate e vulnerabili. Riguardo ai nostri attivisti di etnia rom o stranieri, è ancora peggio, perché gli uomini in divisa a volte non si accontentano delle parole, come abbiamo scritto e documentato più volte. Chi scrive avrebbe potuto fare la fine del povero Federico Aldrovandi, nel 1976. Fermato da uomini in divisa a Rimini, mentre mi trovavo in compagnia di stranieri "giramondo", venni portato in questura - in guardina - insieme a un altro ragazzo, dove entrambi fummo spintonati, schiaffeggiati, insultati in modo volgare e costretti a denudarci completamente. Il nostro aguzzino ci fece poi appoggiare la mani al muro e piegarci, toccandoci nelle parti intime con un manganello.

Quando minacciò di andare oltre, ridacchiando come i cattivi dei film (mentre altri agenti entravano e uscivano), gli dissi che alla fine, però, doveva ucciderci, perché una volta fuori saremmo andati alla sede del quotidiano Il Resto del Carlino, dove avremmo chiesto di parlare con la redazione e riferito tutto quello che ci stava accadendo. Così ebbero fine gli abusi nei nostri confronti. Uscendo, un superiore ci disse che noi non saremmo stati denunciati (e per che cosa?) né schedati (e perché?), purché dimenticassimo l'episodio. Il mio compagno di sventura, una volta fuori, disse che non voleva denunciare l'episodio, perché aveva paura. Così restai solo e senza altro riscontro che i miei freschi ricordi.

L'episodio finì dunque nell'oblio. Ne rivivo la crudeltà, l'arroganza, la disumanità quando mi imbatto in persone - sempre straniere, povere o molto giovani - che mi riferiscono di aver subito episodi dello stesso tipo, episodi che non lasciamo mai perdere e che cerchiamo di denunciare sempre, prodigandoci contemporaneamente per salvaguardare le vittime dalla vasta gamma di possibili ritorsioni. La violenza da parte di chi dovrebbe "servire e proteggere" è vile e nasce da un connubio di ignoranza, baldanza e odio verso il prossimo. E' un mostro che infesta le società di tutte le nazioni, democratiche e non. Si avvale di una rete di protezioni che spesso raggiunge i vertici del potere. Tuttavia, anche se alla maniera di un Davide senza fionda contro un Golia enorme e senza scrupoli, bisogna fronteggiarla sempre.

Il caso Ilaria Cucchi:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/13/processo-cucchi-sindacato-di-polizia-coisp-denuncia-ilaria-sorella-di-stefano/625550/

Disegno di Tom Lacey

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28 giugno INAUGURAZIONE DI UNIPOP (Università Popolare di Sms)

Comitato di Solidarietà Abba - Ven, 14/06/2013 - 15:45
INAUGURAZIONE UNIPOP!a partire dalle 17.00 in Piazza Stuparich 18


> Translation Games!Gara di traduzioni letterarie a cura dei corsi di lingue di Unipop! Un gioco per tradurre brevi citazioni letterarie, per imparare qualche parola di arabo, italiano, spagnolo, inglese e per scoprire che collaborando tra lingue diverse, culture diverse, persone diverse (ognuna con le sue sensibilità e competenze) si può persino tradurre Shakespeare in arabo! 


> Presentazione del libro e mostra "Caina" di Corrado Magliani
Un indagine sulle case minime di Carrara, su come la speculazione abbia abbattuto delle case e delle storie, un indagine fotografica, di archivio e studio di carte e progetti per smascherare, attraverso i criteri utilizzati dalle istituzioni meccanismi di potere e sfruttamento.

 > Concerto di Musica classica all'apertoViolini, viole, bassi e contrabbassi ci accompagneranno in un suggestivo ed eccezionale concerto di musica classica, per una volta fuori dai teatri e in mezzo alla città, in particolare nel cuore di una esperienza solidale come lo Spazio del Mutuo Soccorso e in onore di un progetto di diffusione ne moltiplicazione della cultura come è l'Università Popolare.

Cos'è Unipop? 
Nello spazio del mutuo soccorso, nasce uni-pop, una universita' popolare.
Le scuole di lingue che a partire dall'esperienza della scuola di italiano Abba si sono moltiplicate con arabo, spagnolo, inglese. Le lezioni di recupero per studenti delle scuole superiori Un laboratorio di inchiesta e conricerca. Cicli di incontri di approfondimento teorico-politico. Corsi di danza, musica, teatro
Una invasione di poesia murale. Lezioni di autodifesa giuridico-legale
Laboratori di studio o autoproduzioni. Laboratori per bambini di educazione all'ecologia alla intercultura.Un luogo in cui condividere saperi per accrescerli, conoscere, per organizzare le vite e i conflitti.
Uno strumento di mutuo soccorso perche' il sapere serve a cooperare e a farlo prendendo una posizione (citando foucault).
Una occasione di socializzare saperi senza fondare poteri (citando primo moroni).Invitiamo tutti a partecipare alle assemblee pubbliche per immaginare, progettare, autorganizzare UniPop, un percorso costituente in cui raccogliere le idee e le energie, scegliere gli strumenti piu' efficaci da sperimentare e le forme di scambio di sapere basate sul mutuo soccorso che permettano al progetto di durare nel tempo, coinvolgere e crescere aggregando tanti e tante attorno a pratiche radicali di conflitto sociale e di ricerca autonoma dal bassoTutti i martedi' h. 18 appuntamento per la costituente dell'Unipop @ SMS_Milano lo Spazio del Mutuo Soccorso in piazza Stuparich 18.Continueremo ad organizzarci nei tre gruppi di discussione che sono cominciati fino ad ora!Scuole di lingua e laboratori di mediazione culturale: http://www.meetup.com/cantiere/messages/boards/thread/34530692Inchiesta e Autoformazione: http://www.meetup.com/cantiere/messages/boards/thread/34530662Laboratori e corsi audiovisuali: http://www.meetup.com/cantiere/messages/boards/thread/34530632- See more at: http://cantiere.org/art-04141/28-giugno-inaugurazione-unipop.html#sthash.4eO7Vhep.dpuf
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16 giugno ABBA CUP! Torneo di calcio antirazzista - Street edition

Comitato di Solidarietà Abba - Ven, 14/06/2013 - 15:41
Il torneo "ABBA CUP // Street Soccer/warm up verso la 6° edizione", organizzata dal Centro Sociale Cantiere e dal Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo, si svolegerà in Piazza Selinunte domenica 16 Giugno. Dalle 15.00 diverse squadre si sfideranno nel campetto a quattro per ricordare Abba e per raccontare quella Milano meticcia che combatte il razzismo e l'intolleranza. Un torneo di calcio non competitivo ma cooperativo e solidale, che non si giochi solo in campo ma che sia innanzitutto socialità diffusa, contaminazione, scambio ed ibridazione, dove i mille volti, i colori, le lingue e le culture si contaminano. Prendendo spunto dal Rugby dopo la partita ci sarà un vero e proprio terzo tempo, dove le squadre dovranno mettere da parte la rivalità e la competività che caratterizza lo sport per trasformare la serata in un momento di socializzazione a cui parteciperanno non solo i giocatori ma anche i tifosi e i simpatizzanti a ritmo di musica e sapori dal mondo.Per iscrivere la propria squadra basta contattare il Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo tramite email:   abbavive@gmail.com

GUARDA LA PAGINA DELLA SCORSA EDIZIONEhttp://cantiere.org/abba-cup-warm-up-verso-la-5-edizione.htmlBLOG POLISPORTIVA RUBIN CARTER: http://www.panweb.eu/rubincarterCOMITATO PER NON DIMENTICARE ABBAhttp://abbavive.blogspot.it/
L'ABBA CUPL' Abba cup è un torneo sportivo contro il razzismo per non dimenticare Abba. Sono passati quasi quattro anni da quel maledetto 14 settembre 2008, quando un ragazzo di 19 anni originario del Burkina Faso, "Abba" Abdoul Guibre, è stato ucciso a sprangate. Abba era uno dei moltissimi giovani che compongono quella soggettività nuova e meticcia  che scorre nelle vene della nostra metropoli e ne costituisce la ricchezza più grande. La verità fu subito chiara agli occhi di tutti: Abba è stato ammazzato per il colore della sua pelle.  Non dimenticare Abba, a quasi quattro anni di distanza, rimane necessario perchè non accada ancora, ma soprattutto per costruire un futuro migliore dal basso e l'abba cup è uno dei modi che abbiamo scelto per tenere vivo il ricordo di quello che è successo quella notte ma anche quell'indignazione verso le politiche razziste e securitarie, che ha spinto migliaia di persone in piazza in quei giorni.Questa iniziativa è nata da un'idea del "Comitato per non dimenticare Abba e fermare il razzismo" realizzata in collaborazione con l'associazione sportiva Rubin Carter e l'associazione sportiva Stella Rossa Rugby, come momento di coinvolgimento, rilancio e costruzione di giornate sportive all'insegna dell'antirazzismo, contro la xenofobia e per rivendicare diritti per tutti, anche quello di fare sport.
La scelta del nome che abbiamo dato al torneo non è assolutamente casuale: Abba è stato ucciso vigliaccamente per il colore della sua pelle. Noi riteniamo inaccettabile che a Milano, metropoli meticcia dell'Europa del nuovo millennio si muoia di razzismo e intolleranza e perciò vogliamo che la memoria di quell'episodio sia sempre viva e serva a diffondere anticorpi antirazzisti affinchè non accada mai più un omicidio razziale.
Crediamo che lo sport possa essere un forte strumento d'interazione tra le persone, attraverso cui costruire momenti di socialità, conoscenza reciproca e rispetto, che siano liberi e aperti a tutti. Tuttavia affinchè ciò accada non basta proclamarlo: è necessario costruire occasioni  di sport accessibile a tutti economicamente ma soprattutto veicolo di un messaggio di solidarietà e cooperazione che veda ogni differenza come una forza e una ricchezza e siano perciò importanti lezioni di antirazzismo.Costruire l'Abba Cup ha per noi molteplici obiettivi generali:- Promuovere una cultura antirazzista e raggiungere tante e tanti, soprattutto giovanissimi, tramite lo sport.
- Tenere viva la memoria di Abba in particolare, ma non esclusivamente, fra i giovani e sul territorio metropolitano
- Mettere in relazione tutte le soggettività che lavorano nel mondo dello sport e dell'antirazzismo e che possano, come facciamo noi, collaborare.
IL REGOLAMENTO DEL TORNEO di Gioco e di Comportamento in campo:• Il torneo prevede gironi da 4 squadre ciascuno.
• Si gioca in 4 compreso il portiere.
• I componenti delle squadre devono essere di età superiore ai 14 anni
• Partite da 2×10 = 20 minuti.• Le punizioni sono tutte dirette.
• Le sostituzioni sono libere.
• La rimessa laterale viene effettuata da terra (no goal).
• Il portiere può raccogliere con le mani i retropassaggi.
• Le squadre indossano quantomeno una maglietta dello stesso colore.
• Sono ammesse solo scarpe da ginnastica (no tacchetti).
• Sarà presente l'arbitro, ma cercherà di intervenire il meno possibile, per favorire l'autogestione della partita tra le due squadre in gioco.
• Si giocheranno 3 tempi:  due in campo e il TERZO TEMPO fuori, al termine del torneo, all'insegna della socialità e dello stare insieme.Ricordati sempre che "ABBA CUP" è un torneo di calcetto non competitivo e antirazzista, quindi è doveroso mantenere dentro e fuori dal campo un comportamento corretto, rispettoso verso tutti/e, all'insegna del divertimento e della socialità:• A discrezione dell'arbitro, al primo fallo cattivo ed intenzionale di una squadra, verrà espulso il giocatore responsabile.
• Al secondo fallo cattivo ed intenzionale di una squadra, verrà decretata la vittoria a tavolino della squadra avversaria.
• Se una partita viene interpretata in modo eccessivamente competitivo dalle due squadre in gioco, entrambe le squadre perderanno l'incontro.
• Se una squadra perde due partite a tavolino per comportamento antisportivo, verrà sospesa dal torneo.
• Non esitono ammonizioni, ma solo espulsioni, che hanno effetto per l'intera durata della partita.
• Non esisteranno vincitori ufficiali: tutte le squadre saranno premiate per la presenza e saranno caldamente invitate a partecipare al terzo tempo al termine del torneo.
COME ISCRIVERSIPer iscrivere la propria squadra basta contattare il Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo tramite email:  abbavive@gmail.comPuoi trovarci anche su Facebook alla pagina Abba Vive - Centro Sociale CantiereOppure puoi venire a trovarci al CS Cantiere dal martedì, mercoledì,giovedi, domenica dalle ore 16.00 alle ore 22.30, via Monte Rosa 84 - metro Lotto, bus 90/91/49/78 (MI), o tutti i giorni a SMS - Spazio del Mutuo Soccorso in p.zza Stuparich, 18.- See more at: http://cantiere.org/art-04134/abba-cup-calcio-contro-il-razzismo-street-edition-verso-la-6edizione.html#sthash.oHBlQlQm.dpuf
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Corsi estivi alla scuola di lingue "Abba Abdoul Guibre"

Comitato di Solidarietà Abba - Ven, 14/06/2013 - 15:39
Continuano per tutta l'estate i corsi della scuola "Abba Abdoul Guibre" presso Sms . Spazio del Mutuo Soccorso in piazza Stuparich 18!

qui il calendario dei corsi!

*martedì h. 18.30 ASSEMBLEA di UNIPOP (Università Popolare di Sms)

*mercoledì h. 18.30 SCUOLA DI ITALIANO PER MIGRANTI (classe di alfabetizzazione/A1 - classe A2/B1) 

*giovedì h. 18.30 CORSO DI SPAGNOLO (livello intermedio)

*giovedì h. 19.00 CORSO DI INGLESE (livello base/intermedio)

*venerdì h. 19.30 CORSO DI ARABO (alfabetizzazione)

vieni a trovarci! per info abbavive@gmail.com
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Bambini rubati nella seconda antologia dei 100 Thousand Poets for Change

EveryOne Group - Mar, 11/06/2013 - 21:52
Milano, 10 giugno 2013. Ecco la seconda antologia dei 100 MIla Poeti per il Cambiamento, presentata al Festival della Letteratura di Milano.

Il libro contiene la  poesia di Roberto Malini "Bambini rubati", al centro dell'azione civile che ha condotto alla liberazione dei quattro giovanissimi figli della coppia Rom Danut e Liliana Covaciu (http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2013/5/22_Sono_liberi_i_quattro_bambini_rom_strappati_ai_genitori.html). Salutiamo con entusiasmo questa nuova tappa dei 100 Thousand Poets for Change!

Presentazione della seconda antologia dei 100TPC: http://festivaletteraturamilano.wordpress.com/2013/06/08/i-poeti-del-cambiamento/

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Cinque anni dopo il grande corteo di Roma contro il razzismo...

EveryOne Group - Mar, 11/06/2013 - 21:51
Milano, 11 giugno 2013. Sono passati cinque anni dal grande corteo di Roma, nel quale abbiamo sfilato insieme a migliaia di rom e sinti, chiedendo giustizia e uguaglianza.

Cos'è successo nel frattempo? Vi è stata una terribile persecuzione, di cui la stampa non ha parlato, di cui le tv non hanno parlato. L'Unione europea si è pericolosamente inclinata verso l'intolleranza, dopo essersi libarata degli europarlamentari "scomodi", come Els De Groen, Viktoria Mohacsi, i Radicali.

Centinaia di famiglie rom, dopo sgomberi, fogli di via, persecuzione poliziesca e giudiziaria, si sono trasferite in Romania, Francia, Grecia, Spagna, Portogallo. Le misure repressive contro i nostri attivisti (otto cause penali solo contro i presidenti di EveryOne Group, oltre ad avvisi orali, pedinamenti, controlli, convocazioni in questura ecc.) hanno spaventato molti amici dei diritti umani, che hanno abbandonato il campo. Da parte nostra, non abbiamo retrocesso di un centimetro. Le Nazioni Unite e la Commissione europea, FrontLine e più di cento associazioni rom e sinte (straniere) ci hanno appoggiati, consentendoci di ottenere giustizia nei tribunali, nonostante lo stress e le salatissime spese legali. Abbiamo denunciato gli episodi di violenza contro persone rom, da parte di autorità e cittadini intolleranti.

Grazie a tali denunce, siamo riusciti quasi a fermare questo odioso fenomeno. Abbiamo assistito decine di famiglie nel loro spostamento in paesi meno razzisti. Abbiamo seguito tanti casi di bambini sottratti alle famiglie indigenti, evitando spesso che venissero strappati ai genitori in via definitiva. Abbiamo, insieme a una piccola rete virtuosa, fermato tanti sgomberi, dialogando con le istituzioni, le forze dell'ordine, la magistratura. Recentemente, anche grazie al supporto dell'associazione di Civitanova Marche "Cittadinanza Attiva", otteniamo da parte di alcuni sindaci il rispetto del diritto ad avere una residenza, che è prerogativa anche dei rom che non hanno una casa in cui vivere. Sono passati cinque anni dal grande corteo contro il razzismo e - nonostante il crollo di una grande illusione - i veri amici dei diritti umani sono ancora in prima linea, per rendere un po' più difficile ai razzisti la loro missione di persecuzione e divisione sociale.

Il corteo di Roma 2008:
http://www.culturamista.it/index.php?Itemid=28&id=133&option=com_content&task=view

L'articolo con le foto di Steed Gamero:
http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/6/9_Rom._A_Roma_in_20_mila_sfilano_in_corteo_contro_la_persecuzione_razziale.html

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Vetrina. Una poesia inedita di Dario Bellezza e Roberto Malini

EveryOne Group - Mar, 11/06/2013 - 21:50
11 Giugno 2013. Il 28 giugno 1984, in occasione della Giornata dell'Orgoglio Gay, tenni un reading di poesia a Bologna, nel Cortile di Palazzo d'Accursio, insieme alla poetessa transessuale Paola Astuni, al poeta scozzese Christopher Whyte e a Dario Bellezza (foto).

Prima di salire sul palco, Dario e io scrivemmo una poesia a due mani, che presentai al pubblico al termine della mia lettura, accompagnato dalla chitarra del musicista italo-argentino Alberto Ciarpella. È la poesia seguente, ancora inedita. (Roberto Malini)
  
I poeti e i ragazzi
 
I poeti e i ragazzi trasformeranno le città d'acciaio
in luoghi vivi, palpitanti d'amore, senza leggi
né ombre – alla luce magnetica del cuore.

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Junior Vangu s'offre le management d'une jeune chanteuse pour son anniversaire

Afriquechos Magazine Interculturel - Mar, 11/06/2013 - 06:20

À l'occasion de son anniversaire, Junior Vangu avait rêvé d'une grande soirée en hommage aux hommes des médias de la diaspora congolaise à Londres, finalement c'est l'encadrement d'une vedette en herbe qu'il s'est offert. Malgré la défection de plusieurs femmes et hommes des médias, des artistes congolais du Royaume Uni ont soigné leurs images par des prestations unanimement saluées avec un triomphe sans égal à l'applaudimètre de Cheryl Isako une fillette de 7 ans.
Avec aplomb et une forme d'assurance doublée d'insouciance, la jeune vedette a exhibé de manière superbe la danse Shakalewa. Au grand émerveillement de Junior Vangu Champignon qui prit le micro pour annoncer qu'il allait encadrer cette carrière naissante. Autres musiciens présents à ce congolese cultural media awards du samedi 25 mai à Londres /Blackhorse-Walthamstow : Smokey 9.2.7.8, Celli Dynasty et Bébé Vegas Tuthakamun.

Les images vidéo de l'événement sont disponibles sur youtube.

À LIRE ÉGALEMENT SUR

Amagep.co.za>>>>

Junior Vangu Champignon présentant Cheryl à l'assistance
La jeune Cheryl, lors de sa prestation qui a emballé le public
Les hommes et femmes des médias congolais du Royaume uni : photo de famille.
Junior Vangu Champignon, l'organisateur de l'événement
L'affiche de la soirée
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L'uovo: pura poesia in un film sul valore della vita

EveryOne Group - Lun, 10/06/2013 - 21:53
Tratto dalla novella in versi che il poeta Roberto Malini scrisse nel 1975, all'età di soli 15 anni, L'uovo di Dario Picciau mantiene intatta la struttura in versi originale e propone al pubblico del nostro tempo una profonda e commovente allegoria della vita e dei suoi significati.
Oggetto unico e irripetibile nel panorama del cinema indipendente italiano, L’uovo di Dario Picciau è stato il primo cartone animato interamente digitale di produzione italiana, nato dal lavoro di un piccolissimo gruppo di sole sei persone che animate dalla passione hanno partecipato alla sua realizzazione. Presentato nella selezione ufficiale di diversi festival del cinema d’animazione in giro per tutta Europa, da Annecy a Bruxelles, da Amburgo a Lisbona, questo piccolo film ha vinto già al suo esordio il Gran Premio di Platino al Future Film Festival di Bologna nel 2003.

La storia nasce da una novella in versi del poeta Roberto Malini, una voce narrante racconta gli eventi proprio utilizzando i versi originali e interrompendosi sovente per dare spazio alle voci dirette dei personaggi. In un piccolo casolare perso nella campagna italiana a metà del 1800 abita una coppia di giovani sposi, Maria e Fabio, la vita scorre serena scandita dai ritmi delle piccole cose quotidiane e dal susseguirsi delle stagioni, finché un giorno la giovane sposa ha uno svenimento e il dottore chiamato a indagarne le cause annuncia che è in arrivo una nuova vita.

I mesi si susseguono velocemente e al termine della gestazione le due levatrici del villaggio, Dina e Lavinia, giunte a dare assistenza per il parto, sono testimoni di un evento singolare. Il piccolo esserino generato dalla giovane coppia non è un bambino come gli altri, ha l’aspetto e la morbidezza di un uovo di carne rosato, perfetto nella sua rotondità ma privo di braccia, gambe e di un volto.

Le reazioni davanti all’inatteso, come spesso succede, sono diverse e contrastanti. Maria sembra non avvertire alcuna stranezza nell’aspetto del bambino e amorevolmente se ne prende cura, lo stringe a sé raccontandogli la bellezza del mondo e descrivendogli la natura, intimamente convinta d’aver instaurato un canale di comunicazione attraverso cui il piccolo Valerio, questo il nome che ha dato all’uovo, percepisce il suo affetto materno.
Fabio dal canto suo maledice il mondo, domandandosi perché così “velenoso” s’è rivelato il suo seme che ha generato una creatura così immonda, un ammasso di carne senz’anima? Quale castigo divino deve lui scontare con la sua sposa? Straziato da una realtà che non riesce ad affrontare, lo sposo rientra a casa a notte fatta e sempre più spesso ebbro di vino.

Nonostante la diversità con cui affrontano l’imprevedibile situazione, entrambi i genitori comprendono che il piccolo uovo comunica con loro attraverso la pelle, increspandosi o cambiando colore, quando vibra di felicità per le tenerezze della madre o quando trema di paura per i propositi bellicosi del padre.

Metafora della diversità, L’uovo racconta l’incapacità dell’uomo a comprendere il miracoloso quando si trova al cospetto dei suoi segni, la difficoltà ad accettare che le cose siano diverse da come le avevamo immaginate, o da come le convenzioni in cui viviamo ci hanno insegnato a immaginarle, in contrapposizione alla tenerezza di una donna che attraverso l’amore può superare ogni ostacolo e vivere comunque la sua maternità.

Realizzato completamente in ambiente digitale, questo piccolo gioiello ha l’impostazione visiva d’un quadro impressionista, con le immagini che sembrano dipinte ad acquarello e gli sfondi che spesso cambiano nel volgere della narrazione regalando alle inquadrature una consistenza quasi liquida. Impossibile non percepire poi, evocata nella scena del malore con cui Maria scopre la sua attesa, una citazione visiva del capolavoro pittorico Ophelia del preraffaellita John Ewerett Millais, per l’indiscutibile assonanza di cromatismi e per la posizione del personaggio adagiato dolcemente sul prato.

L’aspetto grafico dei personaggi, creati dagli artisti Mauro Gandini ed Eloisa Scichilone, hanno uno stile geometrico, molto plastici e lontani dai modelli disneyani dell’estetica dominante nel cinema d’animazione contemporaneo, con originale coraggio tenta l’esplorazione di nuovi canoni più essenziali, senza nulla togliere alla loro forza espressiva.

Il film non è stato mai distribuito nei circuiti cinematografici ma è uscito direttamente sul mercato in una pregevole edizione dvd, corredata dal libretto della novella in versi originale e purtroppo già fuori catalogo dopo appena un anno dalla pubblicazione.
La dura legge del mercato consumistico che non sa valorizzare una perla come questo piccolo capolavoro, condanna inevitabilmente L’uovo di Dario Picciau all’invisibilità, ma se per caso doveste imbattervi in una copia ancora invenduta dimenticata su qualche scaffale di periferia, non tentate oltre la fortuna e senza esitazione fatela vostra. Rimarrete affascinati dalla delicata poesia di questo cartone animato digitale bello e con l’anima.

Speciale L'uovo su RaiSat Cinema:
http://www.youtube.com/watch?v=AUfSNMf3EZY

Leggi anche: 
http://www.corriere.it/speciali/futurefilmfestival/uovo.shtml
http://www.spaziofilm.it/recensioni/4399/luovo.aspx
http://www.thefwa.com/site/l-uovo
http://www.artearti.net/magazine/articolo/luovo/

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Steed Gamero candidato al Premio Letterario Camaiore - Nuova Proposta

EveryOne Group - Sab, 08/06/2013 - 11:48
Lido di Camaiore, 3 giugno 2013. Il giovane poeta peruviano Steed Gamero, che vive in Italia da 14 anni e scrive in lingua italiana, è candidato ufficialmente al Premio Letterario Camaiore - Nuova Proposta.

Lo comunica la Giuria Tecnica del Premio, presieduta da Francesco Belluomini. Steed Gamero è stato inserito nelle quattro candidature per la raccolta di poesie “I ragazzi della Casa del Sole” (Lavinia Dickinson Editore). Si tratta di un libro che a pochi mesi dall’uscita (marzo 2013) ha già ricevuto molti consensi e ha sollevato temi delicati e importanti: la spersonalizzazione dei bambini e dei ragazzi nelle case di accoglienza, la somministrazione agli stessi di psicofarmaci da parte della psichiatria istituzionale, l’inadeguatezza dei percorsi educativi nelle case famiglia. Steed Gamero è stato al centro, nei giorni scorsi, di una polemica innescata da Julio Loredo, un noto studioso cattolico peruviano, a causa dell’impegno del poeta contro l’omofobia.

Al pensatore cattolico, che sosteneva la “legge naturale”, condannando l’omosessualità senza mezzi termini, Gamero replicava che “I pregiudizi seminano odio e questo fenomeno ha condotto la Chiesa stessa, nel passato, a commettere atrocità spaventose e a farsi travolgere dalla paura per la diversità”. Quindi invitava Loredo “ad aprire la mente e il cuore, chiedendosi se non sia proprio l’omofobia ad allontanare chi la professa dagli ideali di amore e tolleranza reciproca alla base del Vangelo”.

Le parole di Steed tacitavano lo studioso e ottenevano il consenso di numerosi intellettuali. Steed Gamero è fra i protagonisti del prossimo Festival Internazionale di Poesia di Genova, il più importante avvenimento italiano di poesia, dove il 16 giugno prossimo, verso le 16.00, terrà una performance a Palazzo Ducale, nell’antica e splendida Sala del Munizioniere, durante l’evento “Ladri di Fuoco, Trafficanti di Sogni”. Il poeta leggerà le poesie del libro “I ragazzi della casa del Sole”, accompagnato dai noti musicisti elettronici Giacomo Grasso e Fulvio Masini. Interverranno nella sua performance gli attori Marcellina Ruocco e Davide Mancini.  

Gli altri protagonisti dell’evento, dedicato alla memoria di don Andrea Gallo, saranno Roberto Malini, Dario Picciau e Daniela Malini. “Sono lieto dell’interesse che la mia poesia suscita,” ha detto Gamero, “e mi fa piacere che la Giuria Tecnica del Premio Letterario Camaiore mi abbia candidato al Premio riservato alle nuove proposte. Se dovessi vincere, desidero che il premio in denaro aiuti una famiglia rom che vive in Italia in condizioni di grave emarginazione e che sogna di tornare in patria. Il Gruppo EveryOne ha acquistato, con enormi sacrifici, un terreno edificabile a Costanza, in Romania, per questa famiglia colpita da tanti episodi di intolleranza. Ora bisogna costruire un’abitazione, un ovile, dissodare un po’ di terra su cui realizzare un orto e acquistare un gregge ovino. Solo così la famiglia potrà tornare in patria e diventerà autonoma. Se ottenessi il premio, vorrei contribuire a questo progetto”. Qui di seguito, la prefazione di Roberto Malini al libro di Steed Gamero candidato al Premio Camaiore - Nuova Proposta:

Quando il poeta vede gli occhi degli angeli

Il peso del mondo 
è amore. 
Sotto il fardello 
della solitudine, 
sotto il fardello 
dell’insoddisfazione 
il peso,
il peso che portiamo addosso 
è amore.

Allen Ginsberg

La poetica di Steed Gamero mi ricorda per certi aspetti quella di César Vallejo, peruviano come lui. Seguendo la stessa intuizione di Vallejo, anche l’autore della raccolta I ragazzi della Casa del Sole identifica nell’amore disinteressato, che spesso trova forma e compimento nel sentimento di amicizia, l’unico antidoto ai mali del mondo, che sono la violenza, la discriminazione, l’egoismo, la corruzione, la crudeltà. “Non morire, ti amo tanto!” dice un uomo di pace a un soldato colpito a morte sul campo di battaglia, in una poesia dell’autore andino. Il nostro poeta rivolge la stessa invocazione ai suoi giovanissimi eroi, che lottano per evitare di essere annientati nel tritacarne dell’attuale società: non lasciate che i vostri cuori si svuotino. Vi amo tanto.

Gamero risponde con un messaggio di fiducia nelle nuove generazioni all’appello che un altro grande poeta peruviano, Manuel Scorza, lanciò nella Lettera ai poeti che verranno: “E a voi dico: / finché qualcuno soffrirà, / la rosa non potrà essere bella; / finché qualcuno guarderà il pane con invidia / il frumento non potrà dormire; / finché i mendicanti piangeranno per il freddo di notte / il mio cuore non sorriderà”.

I ragazzi della Casa del Sole è un libro che amo per due motivi fondamentali. Il primo è che si basa su una scrittura nuova, intensa e folgorante, attivata nell’animo del poeta dal bisogno di raccontare emozioni autentiche attraverso stilemi, campi semantici e ritmi che appartengono a una generazione che sta rinnovando non solo il linguaggio della poesia, ma il linguaggio comunicativo di tutta l’umanità. Il secondo è il tema scelto per la sua opera prima da questo poeta venticinquenne che vive in Italia da quattordici anni ed è ormai perfettamente immerso nella vita italiana e nelle sue enormi contraddizioni.

Le poesie di Steed Gamero - che si susseguono nella forma di un poema frazionato - ci restituiscono drammi umani che si svolgono in luoghi celati ai più: il mondo delle comunità per ragazzi che troppo spesso le autorità strappano alle famiglie in base a pregiudizi sociali, culturali ed etnici, definendoli “disadattati” e predisponendo per loro percorsi terapeutici che in realtà distruggono le loro radici affettive e culturali. Gamero - che è anche un fotografo e difensore dei diritti umani - è già conosciuto e apprezzato per i suoi ritratti fotografici di testimoni dell’Olocausto e per una consistente e importante serie di fotografie che ha sollevato l’attenzione delle istituzioni internazionali sulla persecuzione del popolo rom.

Anche la sua poesia è dedicata a temi sociali e civili. Il giovane poeta conosce perfettamente la realtà delle case-famiglia, perché ha vissuto un’infanzia e una prima adolescenza assai difficili, incontrando tutto il campionario di autorità che decidono il destino dei bambini e degli adolescenti quando si trovano calati in una situazione di disagio familiare. Gli eroi di questo libro epico e palpitante, però, non si arrendono ai severi regolamenti delle strutture di accoglienza e risvegliano in sé quei poteri che possono mantenere coeso il loro io, sottraendolo alla disintegrazione repressiva e farmacologica. “Non so che cosa c’è in me... che vuole salire,” scrisse Rimbaud in una lettera a Théodore de Banville. È lo stesso spirito di ribellione e veggenza che risorge nelle giovani anime degli ospiti della Casa del Sole, paradigma di tutti gli istituti per minori con - veri o presunti - problemi familiari. È la stessa lotta per la libertà che combatte l’eroe dei canti di Walt Whitman, una battaglia condotta con le armi della dolcezza e della volontà, per sottrarsi al gorgo della frustrazione e dell’infelicità. È il conflitto che combattono i ragazzi che crescono in un mondo che vuole trasformarli da angeli in cannibali dediti al consumo sfrenato di beni materiali e virtuali: una rivoluzione a difesa del cuore, una crisi che nel meccanismo disgregante delle strutture sociali diventa estrema. E nel polverone sollevato da questo sconvolgimento civile il poeta, che non è cieco, citando un altro autore americano, William Carlos William, “vede gli occhi degli angeli”.

Nei versi del nostro autore si ritrovano alcuni elementi propri dell’antica cultura Quechua, cui risalgono le origini della sua famiglia: i sogni percepiti come portali verso mondi in cui vigono leggi eterne e non antropocentriche; il sentimento sacro e incantato che pervade il mondo naturale; la presenza di uno spirito vivo in tutto ciò che esiste, anche le onde dell’oceano, il fuoco dei falò, i sassi levigati dalle correnti e le nuvole che galleggiano nel cielo. Le culture che provengono da una sorgente mitica arcaica comunicano all’umanità gli stessi principi primi che ispirano la poesia e identificano l’essere umano come discendente di figure immortali. Una creatura leggendaria che è capace di amare e volare, come gli innamorati dei dipinti di Chagall, esponente più noto della cultura Yiddish, le cui radici sono a propria volta millenarie.

Pochi riescono a percepire come le antiche tradizioni siano ancora presenti nel sapere contemporaneo. Eppure i rabbini e i violinisti degli shtetl, i primi capaci di crescere a dismisura, fino a diventare giganti, i secondi di librarsi in volo sopra città e montagne, sono antesignani dei supereroi dei fumetti e del cinema, dotati degli stessi poteri. Diplomato in sceneggiatura del fumetto, Gamero conosce perfettamente questo linguaggio così vicino alle nuove generazioni e ha studiato attentamente il lavoro dei suoi interpreti più importanti, da Jerry Siegel a Will Eisner, da Art Spiegelman a Stan Lee, da Alan Moore a Frank Miller. Il poeta ha lavorato con alcuni dei più noti autori di fumetto, come Jon Foster e Tim Bradstreet, metabolizzando nella propria creatività una forma di espressione che è in continua evoluzione e ha prodotto veri capolavori della letteratura come Maus di Art Spiegelman, Nausicaä della Valle del vento di Hayao Miyazaki o La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick.

“Per combattere mostri come la psichiatria coercitiva,” ha detto Gamero in un’intervista, “che perseguita bambini, ragazzi e personalità creative con veleni farmacologici come il famigerato Ritalin, servono i ‘superpoteri’ della solidarietà e della tolleranza ovvero il lavoro dei difensori dei diritti umani”. In Italia, il giovane poeta e attivista ne ha conosciuti molti, di ragazzi capaci di attuare un’eroica resistenza nonviolenta contro la discriminazione e l’emarginazione: Ionut Grancea, diciottenne rom capace di denunciare i razzisti che l’avevano sottoposto a un pestaggio; Rebecca Covaciu, anche lei rom, che a soli sedici anni è già conosciuta in tutto il mondo per la sua pittura e il suo attivismo a protezione del popolo perseguitato a cui appartiene; Ionut Ciuraru, che a diciotto anni è stato capace di fronteggiare, cercando un dialogo impossibile con le istituzioni e i movimenti razzisti di Pesaro, la persecuzione della sua famiglia e della sua comunità, profuga dalla Romania.

Alcuni di questi eroi vulnerabili non sono sopravvissuti all’odio che li circondava. È il caso di Emil Enea, ragazzino rom morto bruciato vivo a Milano dopo aver subito innumerevoli sgomberi, simbolo di tanti adolescenti emarginati che la società intollerante in cui viviamo reprime e allontana. Questa fragilità dell’esistenza umana sul confine tra l’infanzia e l’età adulta, la sicurezza e il pericolo, l’appartenenza e il rifiuto è sempre presente nei versi di Steed Gamero, autore che l’ex europarlamentare rom ungherese Viktória Mohácsi definì “artista dei diritti umani”. E se vi è ancora una speranza che la spietata società dei nostri tempi recuperi la via della fratellanza e dei diritti umani, essa è riposta nell’esito della ribellione che avviene entro le paradigmatiche pareti della Casa del Sole: “I ragazzi spezzano / cuori e mattoni / infrangono diaframmi e vetrate / aprono brecce / nei muri...”.

Roberto Malini

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Vicini a Mandela, ricoverato in ospedale

EveryOne Group - Sab, 08/06/2013 - 11:47
Milano, 8 giugno 2013. Una nota diffusa dalla presidenza sudafricana riferisce che l'ex presidente sudafricano è stato ricoverato in un ospedale di Pretoria per un'infezione polmonare.
Secondo i medici, le sue condizioni sono "preoccupanti, ma stabili". Il Gruppo EveryOne, insieme ai 100 Mila Poeti per il Cambiamento, ha inviato un messaggio al segretario del premio nobel: "Siamo vicini a Nelson Mandela, un uomo che dà speranza al nostro mondo, amico dell'umanità e ispirazione per tutti noi che difendiamo i diritti umani".

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I ragazzi della Casa del Sole di Steed Gamero è uscito anche in e-book

EveryOne Group - Sab, 08/06/2013 - 11:46
Roma, 7 giugno 2013. E' uscita anche in versione e-book per e-readers, computer, I-phone, I-pad, Androids, Kindle, Kobo la raccolta di poesie di Steed Gamero "I ragazzi della Casa del Sole", prefazione di Roberto Malini, Lavinia Dickinson Editore.
Quarta di copertina

Un progetto Lavinia Dickinson Editore. Opera prima del poeta peruviano Steed Gamero, che vive in Italia ed è stato definito "Artista dei diritti umani" dall'europarlamentare ungherese Viktória Mohácsi. Le poesie di questo libro epico e palpitante ci raccontano la sofferenza e il coraggio di un gruppo di ragazzi in un istituto di accoglienza, in cui si svolgono drammi umani nel silenzio. Nei versi di Steed Gamero si ritrovano inoltre elementi propri dell’antica cultura Quechua, cui risalgono le origini della sua famiglia. La scrittura di Gamero è tuttavia estremamente nuova e attuale e i suoi personaggi... risvegliano in sé poteri che consentono loro di reagire per non essere annientati. Diplomato in sceneggiatura del fumetto, Gamero ha lavorato con alcuni degli artisti più apprezzati del settore, come Jon Foster e Tim Bradstreet. Gamero fa parte del movimento globale di poesia e diritti umani 100 Thousand Poets for Change e recentemente ha vinto il Premio Speciale di Poesia “Progetto La Ragazza di Benin City”.

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Angola : quand dos Santos évoque sa succession

Afriquechos Magazine Interculturel - Ven, 07/06/2013 - 16:23
Le Président angolais José Eduardo dos Santos

Dans une rare interview, accordée à une chaîne de télévision portugaise, le président angolais Jose Eduardo Dos Santos, au pouvoir depuis 33 ans, a évoqué sa succession. D'après lui, celle-ci devra devra être décidée par son parti, qui devra avant tout trouver un successeur pour le remplacer.

Les interviews de Jose Eduardo dos Santos, président de l'Angola depuis 33 ans, sont rares. Celles où il évoque sa succession encore plus. Dans un entretien diffusé jeudi 6 juin sur la chaîne de télévision portugaise Sic, le chef de l'État angolais a pourtant ouvertement parlé du passage de témoin à la tête de ce vaste pays d'Afrique australe.

« La première chose à faire sera de trouver un leader pour me remplacer à la tête de mon parti, le MPLA (Mouvement populaire de libération de l'Angola) », a déclaré le chef d'État angolais lors de cette interview accordée lundi à Luanda à un journaliste de la chaîne portugaise.

José Eduardo dos Santos a été investi en septembre dernier président de l'Angola, pour un mandat de cinq ans, à la suite des élections du 31 août que son parti a largement remportées. Selon la Constitution angolaise, modifiée en 2010, le chef du parti vainqueur des élections législatives devient automatiquement le président de la République.

De l'admiration pour Lula

La longévité au pouvoir du président angolais est uniquement dépassée en Afrique par celle du dirigeant de Guinée équatoriale, Teodoro Obiang Nguema. « Nous sommes un pays démocratique. Nous avons plusieurs partis. Lors d'élections il y a plusieurs candidats », a pourtant souligné l'homme fort de Luanda.

Lors de cet entretien, Jose Eduardo dos Santos confie qu'il réfléchit à son avenir après la présidence. Quand il quittera les plus hautes fonctions de l'État, le dirigeant angolais, qui admire l'ancien président brésilien Lula pour sa fidélité à ses principes d'égalité, aimerait qu'on se souvienne de lui comme un bon patriote.

« Normalement les ex-présidents écrivent leurs Mémoires. Je ne sais pas encore si c'est que je ferai. Mais j'ai une fondation, la Fondation Eduardo dos Santos (FESA), très active sur le plan social. J'aime aussi le sport ... Je pourrais travailler dans plusieurs domaines », a-t-il dit.

Interrogé sur les mouvements de contestation qui ont récemment appelé à un véritable changement politique et à davantage de liberté en Angola, Jose Eduardo dos Santos a tenu à minimiser le phénomène. « Quand des jeunes se réunissent à Luanda pour manifester, ils dépassent rarement les 300 personnes », a-t-il indiqué. « Après le Printemps arabe, on a essayé d'inciter les jeunes à manifester, mais en réalité cela n'a pas pris (...) Nous n'avons d'après moi aucun risque d'instabilité sociale ».

Corruption

L'Angola, pays riche en pétrole avec des indices de pauvreté élevés, est régulièrement épinglée pour ses problèmes de corruption. Le président affirme néanmoins que son gouvernement fait des efforts pour réduire ce phénomène. « Je ne sais pas si un jour nous viendrons à bout de ce phénomène. C'est l'un des plus anciens du monde », a-t-il observé.

Sur le plan économique, le président a relevé que l'un de ses défis était de poursuivre dans une voie de forte croissance, au-dessus de 7% par an, pour atteindre le niveau des pays émergents et ensuite opérer une meilleure redistribution des richesses. Face à la crise qui frappe les pays européens, l'Angola est devenue l'une des destinations de choix de nombreux jeunes européens, en particulier des Portugais. « Les jeunes sont bienvenus. Nous manquons de personnes qualifiées. (...) Il y a une forte demande », a conclu Jose Eduardo Dos Santos. |Jeune Afrique (Avec AFP)

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Congo-Brazzaville : retour de la production industrielle de l'huile de palme

Afriquechos Magazine Interculturel - Ven, 07/06/2013 - 10:07
Le Président Denis Sassou N'Guesso plantant le premier palmier|Photo : AEM

DansDans quatre ans, la Société ATAMA plantation produira le premier litre de l'huile de palme industrielle au Congo. Cette annonce a été faite, le 30 mai dernier, par son président, Leong Kian Ming, lors de la cérémonie de planting du premier palmier à huile du projet agro-industriel au village Yengo-Mambili, district de Mokeko, dans le département de la Sangha. Pour la réalisation de ce projet, 372 milliards de F CFA (744 millions de dollars) seront investis par ATAMA plantation, filiale du groupe malaisien Wahsoeng corporation Berhad.

Lors de la première phase qui va durer une année, 400 hectares sont déjà défrichés sur les 2.000 prévues puis 3.500 en avril 2015. À terme, cette entreprise vise 180.000 hectares avec, à la clé, neuf usines de transformation d'huile dans la Sangha et la Cuvette pour une production espérée de 720.000 tonnes d'huile de palme. Sur le plan social, l'entreprise prévoit jusqu'à 20.000 emplois. Des perspectives qui ont été saluées par le ministre de l'agriculture et de l'élevage, Rigobert Maboundou : « La production de 720.000 tonnes par an d'huile de palme et de 120.000 tonnes par an d'huile de palmistes permettra au Congo de limiter considérablement les importations d'huile végétale, d'impacter sur le prix du marché et de contribuer à réduire ainsi la dépendance alimentaire du continent. » Et de souligner que la promesse du président Sassou-N'Guesso concernant la succession de Sangha palm, une société tombée en désuétude, a été tenue.

Sur le plan international, il se tiendra, à Abidjan, du 11 au 13 juin 2013, le premier congrès africain de l'huile de palme. À en croire le ministre, la consommation atteindra 40 millions de tonnes en 2020 contre 22,5 millions de tonnes en 2010. Premier pays à expérimenter cette culture en Afrique, le Congo a été depuis dépassé par la Côte d'ivoire, la Malaisie et le Brésil.
La réintroduction de cette culture dans ce pays s'est faite suite à la création de la Régie Nationale des Palmeraies du Congo qui malheureusement a fait long feu. |Christian Wilfrid Diankabakana (AEM), à Yengo-Mambili

Le Président Denis Sassou N'Guesso recevant un présent des mains du PDG de ATAM plantation|Photo : AEM
Une vue du site|Photo : AEM
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