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Steed Gamero al Consolato Generale del Perù a Milano con Lenin Solano

EveryOne Group - Sab, 18/02/2017 - 22:38
Milano, 18 febbraio 2017. Notevole successo per l’incontro letterario del 17 febbraio presso il Consolato Generale del Perù a Milano.



Dopo il saluto da parte dell’Ambasciatore Ricardo Morote, Console Generale del Perù a Milano, e gli onori di casa da parte del Console Aggiunto Natalia Navarro, lo scrittore Lenin Solano, nato a Lima e residente a Parigi, ha presentato il suo ultimo romanzo, “El asesino de Notre Dame” (L’assassino di Notre Dame). È un’opera che rientra nel filone letterario, particolarmente amato in Perù, della narrativa poliziesca. Dopo le parole dell’autore, la professoressa Laura Scarabelli del Dipartimento di Letteratura e Lingue Straniere dell’Università degli Studi di Milano ha commentato il romanzo, sottolineando l’alone di mistero e pathos che lo contraddistinguono. Iniziata con la prosa di Solano, di fronte a un pubblico particolarmente attento, fra cui si notavano numerosi giovani, la serata è proseguita con la poesia di Steed Gamero, autore trentenne che vive in Italia da ben diciotto anni - gli ultimi due a Genova - e ha ricevuto alcuni fra i più prestigiosi premi letterari internazionali con la sua raccolta "Los jóvenes de la Casa del Sol” (I ragazzi della Casa del Sole). L’opera di Gamero è stata presentata dal poeta Roberto Malini, che ne ha messo in luce le caratteristiche di grande innovazione: “Steed Gamero conosce i grandi autori del suo paese, ma anche Dante, Petrarca, Leopardi e i poeti contemporanei. È inoltre sempre aggiornato sulle forme di scrittura più attuali: il fumetto, la sceneggiatura cinematografica e televisiva, internet. Tutto questo coesiste nel suo linguaggio e ne fa un poeta nuovo ed emozionante”. Il poeta italoperuviano ha letto una scelta di poesie dalla sua raccolta con intensità e profondità, accompagnato dal violino del maestro Giampaolo Verga, che ha effettuato emozionanti improvvisazioni sui versi de “I ragazzi della Casa del Sole”. Al termine dalla lettura gli intervenuti hanno riservato un lungo e sentito applauso all’autore, dopodiché il Console Generale ha commentato il reading con grande sensibilità, ponendo in rilievo la sintesi e il ritmo emozionante dei versi di Gamero, “come pennellate di acquerello che una dopo l’altra compongono immagini indimenticabili. Un linguaggio creativo che ci trasporta in un mondo sospeso fra la realtà e l’irrazionale, la vita e il simbolo”. Quindi ha invitato il pubblico a meditare su una delle poesie appena ascoltate: “Il gigante”, rimarcandone i potenti simboli: “Il poeta ci mostra una bolla d’ombra e nella bolla una gabbia. Poi osserviamo all’interno della gabbia e vediamo un gigante in ginocchio. Un gigante che ha sete da mille anni, ma non può bere neanche una goccia d’acqua e non riesce a piangere. Non si può spiegare quest’immagine con la ragione, ma solo con la poesia”. Dopo un brindisi augurale, con l’emozione ancora viva nell’aria, gli autori hanno firmato copie dei loro libri, mentre veniva preparato per gli ospiti del Consolato un delizioso buffet a base di specialità peruviane. Nel frattempo Canale Latino 1 ha intervistato Steed Gamero, che dunque rivedremo fra qualche giorno sul piccolo schermo.

Nelle foto: Steed Gamero con l'Ambasciatore Ricardo Morote, Console Generale del Perù a Milano e con Natalia Navarro, Console Aggiunto. In salotto, da sinistra: la professoressa Laura Scarabelli del Dipartimento di Letteratura e Lingue Straniere dell’Università degli Studi di Milano, lo scrittore Lenin Solano, il poeta Roberto Malini. Il Maestro Giampaolo Verga e il suo violino. Canale Latino 1 intervista Steed Gamero.





































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La repressione delle minoranze arriva in punta di piedi

EveryOne Group - Dom, 12/02/2017 - 19:08
Non ce ne accorgiamo, ma i confini delle nostre libertà, delle diversità che ci contraddistinguono vengono erosi progressivamente. I primi a pagare il prezzo di questa svolta repressiva sono le minoranze più vulnerabili ed escluse.
Dopo gli accordi Italia-Libia, approvati dall’Ue nell vertice di Malta, che hanno fatto a pezzi l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951, ecco due decreti che preoccupano la società civile, approvati dal governo: il primo sopprime un grado di giudizio per le domande di asilo e rende più facile e veloce la deportazione dei migranti. Sarà necessario vigilare per verificare se le garanzie riservate ai richiedenti asilo verranno ancora limitate. Il secondo decreto, sulla sicurezza urbana, concede ai sindaci il potere di ordinanza in nome del “decoro urbano”. E’ importante ricordare come siano labili i confini fra libertà e cosiddetto “decoro urbano”. Il nazionalsocialismo considerava la presenza stessa di una certa umanità come lesiva del decoro: individui eccentrici, artisti di strada, mendicanti, senzatetto, prostitute, persone in stato di ubriachezza. Il nuovo decreto legge crea un organismo di sicurezza che si chiama Comitato metropolitano, co-presieduto dal prefetto e dal sindaco della città metropolitana, che decide in quali situazioni di “degrado” intervenire, in concerto con enti pubblici e soggetti privati. Un programma che ricorda il Vagabond Act entrato in vigore in Inghilterra nel 1597 e alla base di un’atroce persecuzione dei poveri e degli emarginati. Il nuovo decreto - che ci raggiunge “in punta di piedi”, perché colpisce solo alcune categorie sociali, come gli accordi sui migranti - ricalca quasi in ogni parte sia il Vagabond Act che le disposizioni vigenti in Germania negli anni in cui il nazionalsocialismo fu al potere e prevede pesanti  sanzioni amministrative (da 300 a 900 euro) e l’allontanamento fino a 48 ore per chi leda il decoro urbano o la libera accessibilità ad infrastrutture o luoghi interessati da flussi turistici, "anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione «in modo ostentato», esercitando il commercio abusivo o facendo accattonaggio molesto". Per chi leda il decoro urbano in più occasioni è previsto - nella stessa misura che per gli spacciatori - l’allontanamento fino a 12 mesi. 

Nell’immagine: incisione del XVII secolo che mostra un mendicante cacciato dalla città ed esposto al pubblico ludibrio
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L'Europa che manifesta contro Trump non vede se stessa

EveryOne Group - Gio, 09/02/2017 - 00:56
Le proteste contro la xenofobia di Trump si rinnovano in tutte le piazze europee.
Nel frattempo, però, l'Unione europea, con i recenti accordi di Malta - che approvano e sostengono economicamente e logisticamente quelli fra Italia e Libia - sta mettendo in atto un progetto di respingimento dei profughi in Libia come non si era mai visto prima, in palese violazione dell’articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951. Con la complicità dei media europei, che hanno dato ben poco spazio alle proteste da parte dell'Unhcr e di altre organizzazioni umanitarie. Il programma di respingimento era già stato tracciato nelle sue linee essenziali dai leader europei nel 2015, che prevedevano l’uso della forza militare “contro i battelli dei profughi"come rivelato da WikiLeaks*. EveryOne Group ha trasmesso un appello urgente alle istituzioni dell’Unione europea, chiedendo di non dare seguito al patto di Malta contro i rifugiati, ma di attuare misure umanitarie per proteggerne le vite e i diritti umani. Nell’appello all’Unione europea si sottolinea che in Libia non è possibile un controllo da parte dell’UNHCR riguardo al destino dei migranti prelevati in mare o fermati a terra e che i casi di trattamenti umani o degradanti, violenza, stupro, sequestro, sparizione sono migliaia. 

* http://espresso.repubblica.it/inchieste/2015/05/26/news/wikileaks-rivela-i-documenti-ue-fermare-i-migranti-con-la-missione-militare-1.214442 
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La guerra europea contro i rifugiati

EveryOne Group - Mar, 07/02/2017 - 01:50
Gli accordi Italia-Libia finalizzati a respingere i migranti e il vertice di Malta in cui l’Unione europea li ha approvati e si prepara a sostenerli economicamente e logisticamente trovano un prodromo già nel 2015, quando l'Europa parlava di operazione militare "contro i battelli dei rifugiati" (Wikileaks):

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2015/05/26/news/wikileaks-rivela-i-documenti-ue-fermare-i-migranti-con-la-missione-militare-1.214442
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EveryOne Group chiede all’Ue di non attuare respingimenti di profughi in Libia

EveryOne Group - Mar, 07/02/2017 - 01:50
Gli accordi sottoscritti fra Italia e Libia e approvati dall’Ue nel vertice di La Valletta (Malta) violano l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra.
Nel corso del recente vertice informale a Malta, l’Unione europea ha approvato gli accordi Italia-Libia per il respingimento “legalizzato” dei migranti dalla nazione nordafricana, annunciando che li sosterrà con risorse logistiche ed economiche. Sono le stesse disposizioni e procedure che fermano le migrazioni in Turchia. Va sottolineato che se in Turchia chi fugge da guerre e persecuzioni subisce gravi violazioni dei diritti umani, in Libia la situazione è ancora più preoccupante, perché si tratta di un paese che non garantisce alcuna sicurezza ai migranti, come ha sottolineato anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. In Libia non è possibile un controllo da parte dell’UNHCR riguardo al destino dei migranti prelevati in mare o fermati a terra. I casi di trattamenti umani o degradanti, violenza, stupro, sequestro, sparizione sono migliaia. EveryOne Group ha espresso una protesta formale rivolta alle istituzioni dell’Ue nei confronti dell’applicazione di tali procedimenti di “refoulement”, in violazione dell’articolo 33 della Convenzione di Ginevra.

Nella foto, migranti in Libia

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Centrale Enel, riapertura ancora possibile, con grave pericolo di inquinamento

EveryOne Group - Dom, 05/02/2017 - 21:11
La vecchia e obsoleta Centrale Enel nel porto di Genova continua a restare aperta. Le motivazioni fornite dal Ministro per lo sviluppo economico e ribadite da Enel parlano di “emergenza elettricità in Francia”.
Tuttavia, leggendo i quotidiani e i siti specializzati francesi, non si ha più alcuna notizia di un’urgenza transalpina che potrebbe coinvolgere addirittura l’impianto “giurassico” di Sampieredarena. Al contrario, la Francia sembra aver risolto qualsiasi situazione di emergenza e parla già dell’adozione di politiche verdi, legate elle energie rinnovabili, nonché dello smantellamento di reattori nucleari. “Noi invece torniamo al carbone,” commenta laconico Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group, “e non si capisce perché. Una rete di esperti ambientalisti ha inviato richieste al Mise, al Ministero dell’ambiente, a quello della sanità, al Presidente del consiglio, alla Regione Liguria, al Comune di Genova. Unica risposta dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che sta esaminando l’appello riguardante l’impatto inquinante dell’eventuale riapertura su un ambiente già ferito da tante scorie tossiche”. In una nota pubblicata ieri sulla stampa locale Enel sembrava rassicurare la cittadinanza: “L’azienda sta offrendo soluzioni alternative all’eventuale chiamata di Genova con altre unità operative”. 

Oggi però si registra una rettifica, che solleva nuove preoccupazioni, anche in considerazione del fatto che in Francia non vi è uno stato di emergenza-elettricità né lo si prevede per l’immediato futuro. “La situazione francese,” ha dichiarato Giuseppe Molina, responsabile per l’Italia della generazione termoelettrica dell’Enel, “e l’emergenza invernale hanno fatto sì che all’Enel venisse chiesta una disponibilità a tenere l’impianto aperto, anche se questo non è mai entrato in funzione. Se accadrà, opererà comunque nel pieno rispetto delle normative ambientali”. 

“Sembra esserci, in Italia,” prosegue Malini, “una voglia di carbone di cui non si capisce l’origine, visto che da oltralpe non giungono segnali di aiuto. La società civile, i medici, i genitori devono restare vigli e non interrompere gli appelli a difesa dell’ambiente, della vita e della salute. Genova ha già un tasso di inquinamento sopra le soglie fissate dall’Ue e in città ci sono migliaia di bambini che soffrono di asma e patologie respiratorie: saranno i primi a subire gravi danni dall’eventuale - inutile - riapertura del velenoso impianto. Una centrale a carbone ha effetti devastanti sulla qualità dell’aria in’un’amplissima zona circostante. Ma le esalazioni, i metalli sottoforma di particolato primario e secondario, porteranno cancro, leucemia e malattie gravi, mentre l’aria diventerà pessima. Anche l’economia locale, a iniziare dalle eccellenze alimentari come il basilico, subiranno un contraccolpo enorme, colpite da una nube tossica di particolare pericolosità. Non possono rassicurare in alcun modo le ‘normative ambientali’. E’ sempre 'nel pieno rispetto delle normative ambientali’, purtroppo, che le grandi compagnie petrolifere, minerarie e dell’energia stanno devastando l’ambiente naturale, creando condizioni sanitarie intollerabili per i popoli che hanno la sventura di vivere sulle terre scelte dalle imprese per le loro speculazioni”.
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Centrale Enel, un passo importante

EveryOne Group - Sab, 04/02/2017 - 05:32
Enel offre al governo soluzioni alternative alla centrale a carbone di Genova. E il dialogo fra l'azienda e la società civile resta aperto.
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Centrale Enel, un segnale positivo, ma il mostro è ancora vivo

EveryOne Group - Sab, 04/02/2017 - 05:31
Una prima risposta dall'Enel, che sta offrendo al governo soluzioni alternative all'impiego della vecchia centrale nel porto di Genova, anche in caso di emergenza.
E' un segnale positivo che raggiunge la città dopo il dialogo civile e costruttivo intercorso fra l'azienda e alcuni rappresentanti di Cittadini contro il Carbone / EveryOne Group. I cittadini e gli operatori per l'ambiente e la salute però non devono abbassare la guardia, perché il "mostro" è ancora vivo e pronto a sporcare l'aria, l'acqua e la terra con i suoi veleni micidiali. Vicino alla centrale vi sono asili, scuole, ospedali, abitazioni, coltivazioni di eccellenza ligure, opere d'arte delicate che gli acidi della centrale intaccherebbero rovinosamente. Vicini alla centrale vivono tanti bambini, alcuni dei quali sofferenti di asma e altre patologie respiratorie, cui la nube tossica causerebbe un deterioramente grave o gravissimo delle condizioni di salute. Cittadini contro il Carbone ed EveryOne Group proseguono il dialogo con l'azienda, chiedendo che il progetto Futur-e, volto a riconvertire le centrali elettriche Enel in Italia, venga accelerato nella sua fase finale: l'annuncio ufficiale della non ripartenza dell'impianto - neanche per un solo giorno - e la riconversione dell’edificio - un bell'edificio liberty, una volta liberato dagli elementi industraiali - in un museo. Magari, come proposto da alcuni artisti genovesi, un museo delle energie rinnovabili, che offra ai cittadini un punto di riferimento culturale e tecnologico per comprendere quando come sia nata la politica energetica verde nonché i suoi sviluppi auspicabili per il futuro.

La risposta ufficiale dall'Enel:

https://www.enel.it/it/futur-e/news/d201702-centrale-genova-enel-conferma-che-limpianto-non-sta-producendo.html
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Centrale Enel, il presidio di piazza San Lorenzo

EveryOne Group - Mar, 31/01/2017 - 22:18
Mentre nella giornate del 29 e 30 gennaio i valori di PM10 hanno di gran lunga superato il limite stabilito per la salute umana di 50 microgrammi per metro cubo, a Genova, in piazza San Lorenzo, si è tenuto ieri pomeriggio il presidio dei Cittadini contro il Carbone, con la partecipazione di L’Altra Liguria, Genova in Comune, Greenpeace, EveryOne Group, Legambiente, TouchArt International, Lavinia Dickinson Project e altre organizzazioni per i diritti dell’uomo e dell’ambiente.

“Il mostro è nel porto” è stato lo slogan che ha fatto più presa sulla cittadinanza, che ha manifestato grande preoccupazione agli attivisti. “Genova non respira più,” ha commentato la madre di tre bambini, “e vi ringrazio a nome dei miei figli per il vostro coraggioso impegno. Mi chiedo come sia possibile che un governo abbia deciso una cosa tanto dannosa per la salute e per l’ambiente. E mi chiedo come mai Enel abbia accettato, visto che da qualche tempo a questa parte assicurava gli italiani di puntare sulle energie rinnovabili. Una vergogna!”. 
“Il presidio rappresenta la voce di una città che non ne può più dei veleni,” commenta Roberto Malini a nome dei Cittadini contro il Carbone, “e che vive giorni di angoscia, perché nonostante gli ammonimenti e le misure prese dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite per proteggere la città dalle esalazioni patogene che sono già fuori controllo, una nave carica di tonnellate di carbone ha già attraccato al porto e il futuro è oscuro come una nube tossica. Una giornalista ha definito questo presidio come 'La battaglia di San Lorenzo’. Ha ragione. E’ una battaglia nonviolenta per la salute e la vita, contro un mostro che porta malattie e morte. I bambini ci chiedono i volantini e ci guardano con speranza, come se fossimo gli Avengers. La realtà, però, è che il mostro ha artigli istituzionali e un cuore pieno di energia distruttiva. Ci si chiede se basteranno i ‘superpoteri’ della ragione, del buon senso, dell’attenzione alla salute e alla vita contro gli interessi che si annidano dietro quel progetto mortifero…”.

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Centrale Enel, presidio in piazza San Lorenzo contro il carbone

EveryOne Group - Lun, 30/01/2017 - 22:19
Lunedì 30 gennaio dalle 17, presidio per la salute e la vita dei cittadini e dell’ambiente in piazza San Lorenzo.
I Cittadini Contro il Carbone, comitato spontaneo che riunisce le principali associazioni ambientaliste e gli attivisti nonviolenti per i diritto alla salute di Genova, incontreranno i cittadini e li informeranno sui gravi pericoli per la salute che sono connessi alla riapertura della vecchia e obsoleta centrale a carbone nel porto. “Genova ha già un tasso d’inquinamento fra i più alti nell’Unione europea - spiegano i Cittadini Contro il Carbone - tanto che l’Unione europea ha avviato una procedura d’infrazione esigendo dal governo italiano misure a tutela della salute dei genovesi e dell’ambiente in cui vivono. La riapertura, anche temporanea, dell’impianto porterebbe in città e ben oltre i suoi confini esalazioni micidiali di particolato primario e secondario: polveri sottili cancerogene per l’organismo. Il rialzo del tasso di inquinamento aumenterebbe i casi di tumori, leucemia, asma, patologie respiratorie e vascolari. Senza tenere conto dei danni all’ambiente, al patrimonio artistico e alle eccellenze agricole locali, a partire dal basilico. Depositandosi a terra, le polveri tossiche permarrebbero per tanti anni e ce le ritroveremmo nell’acqua e negli ortaggi”. Intanto il dott. Leone Donato, Responsabile Affari territoriali / Affari Istituzionali di Enel Italia ha scritto a EveryOne Group, rispondendo a un appello lanciato dall’organizzazione internazionale per i diritti umani: "Nell’ambito di Futur-E nel settembre del 2016  Enel ha inoltrato al Ministero dello Sviluppo Economico la richiesta di autorizzazione per l’uscita definitiva della centrale di Genova dall’esercizio. In considerazione della situazione di potenziale fabbisogno elettrico, valutata nell’attuale scenario energetico europeo, il Ministero, nel gennaio 2017, ha richiesto che la centrale resti ancora disponibile all’esercizio per i prossimi mesi. La disponibilità dell’impianto per il sistema elettrico nazionale non comporterà automaticamente il suo funzionamento”. Roberto Malini, co-presidente di EveryOne, ha risposto così alle parole del portavoce aziendale: “Enel cerca di rassicurare la cittadinanza e ha un programma che prevede entro dicembre 2017 la dismissione della centrale. Presto incontreremo un responsabile dell’azienda, ma anticipiamo che la risposta di Enel non è tranquillizzante. La centrale non deve tornare in funzione, neanche per un giorno. I danni che essa può causare all’organismo umano sono enormi e, aggiungendosi all’inquinamento già presente in città, sarebbe un vero abuso  consentirne la riapertura”. 
"Ho risposto al dott. Leone -prosegue Malini - che il livello attuale del biossido di azoto a Genova è intollerabile e vi è una procedura di infrazione Ue proprio per questo. Gli ho scritto che Enel dovrebbe seguire l’etica che promuove nelle sue dichiarazioni e dire subito no al Ministro dello sviluppo economico, motivandolo con il fatto che l’azienda ha scelto di seguire la via della rigenerazione, in linea con gli obiettivi delle Nazioni Unite e dell’Ue. Deve dire no per il bene dei bambini, dei malati e di tutti i cittadini. Ci sono altre vie, rispettose della salute e della vita. Spero che Enel ci ascolti e non si pieghi a una politica che è miope e attualmente non mette al primo posto, nelle sue priorità, la salute e il benessere delle persone, la qualità dell’ambiente, il rispetto della vita”.

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Centrale Enel di Genova: dall’Assessore all’ambiente, una rassicurazione poco rassicurante

EveryOne Group - Sab, 28/01/2017 - 22:25
Per rassicurare la cittadinanza genovese, l'Assessore alle politiche ambientali Italo Porcile ha affermato che la centrale a carbone, se partirà, avrà un funzionamento minimo: solo duemila ore l'anno.

"Si è dimenticato di precisare - commenta Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group - che significa dieci ore di grave inquinamento al giorno per duecento giorni! Vale a dire, una centrale a pieno regime”. Lunedì si terrà il presidio del Cittadini Contro il Carbone dalle ore 17 in Piazza San Lorenzo: per tutti i cittadini, l’occasione di conoscere i dati reali dell’inquinamento che colpisce Genova e i danni che la vecchia centrale, se rimessa in funzione, causerà alla salute pubblica, all’ambiente e al patrimonio storico-artistico della città.
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Centrale Enel, EveryOne: Genova è già nel mirino Ue per l’eccessivo inquinamento

EveryOne Group - Mer, 25/01/2017 - 21:29
Centrale Enel, EveryOne: “Fermatela. Genova è già nel mirino Ue per l’eccessivo inquinamento"
EveryOne Group ha inviato un appello chiedendo alla Commissione europea di intervenire per evitare che la città oltrepessi ancora le soglie dell’inquinamento, già denunciate dalle stesse istituzioni dell’Ue. "Genova è una città gravemente inquinata, tanto che l’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione,” spiega Roberto Malini, co-presidente dell’organizzazione internazionale per i diritti umani e membro dei Cittadini contro il Carbone, "e la Commissione europea ha annunciato provvedimenti nei confronti del governo italiano proprio per il macroscopico superamento dei limiti annuali di biossido di azoto nel capoluogo ligure". Dopo la presa di posizione ufficiale dell’Ue, il Comune ha annunciato più volte di voler eliminare le fonti di sostanze tossiche. 

"Nella realtà, però,” prosegue Malini, "si procede all’inverso e se leggiamo le previsioni degli esperti, con la riapertura della centrale Enel la città supererà le soglie di inquinamento di Pechino o Lagos, con enormi danni per l’ambiente e la salute dei genovesi. Il particolato primario e secondario che verrà esalato dalla centrale, infatti, è causa di tumori e gravi patologie respiratorie e cardiache. Ricordiamo che la Cina si è appena sbarazzata di 85 centrali a carbone, ritenendole causa di migliaia di decessi. L’unione europea sta seguendo una politica simile, per evitare le ventiduemila morti annue causate da questi impianti. Genova è oggi l’esempio più evidente e assurdo di una tendenza opposta: una politica irresponsabile, perché non ottiene benefici economici (l'impianto infatti è caratterizzato da una tecnologia assai meno flessibile dei cicli combinati) e, cosa assai più grave, mette interessi non chiari al di sopra salute pubblica e di un ambiente già sofferente”. 

"E’ fondamentale che la città dica no e si unisca alle azioni a difesa della vita e della salute di Genova, per evitare che l’area metropolitana e il delicato sistema biolgico vengano ulteriormente avvelenati. La società civile, attraverso esposti, appelli e azioni a difesa della salute e dell’ambiente chiede al Ministero per lo sviluppo energetico di non caratterizzare più la centrale genovese come “strategica”, ma di chiuderla definitivamente e convertirla ad uso non industriale”.
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Ministro Carlo Calenda non trasformi la città in una camera a gas

EveryOne Group - Mer, 25/01/2017 - 21:28
Ministro Carlo Calenda, glielo chiedono i bambini di Genova: non trasformi la città in una camera a gas.
Egregio Ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda, sono Roberto Malini, scrittore, educatore e difensore dei diritti umani.
Ho appena incontrato alcune classi delle scuole primarie e secondarie, qui a Genova dove vivo. I bambini, come Lei ben sa, sono in grande ansia per l’arrivo della nave con il carbone che alimenterà la vecchia e obsoleta centrale nel porto della città. Uno dei bambini soffre di una grave forma di asma e i genitori vorrebbero trasferirsi per evitargli il calvario delle esalazioni emesse dalla centrale: arsenico, mercurio, piombo, cadmio e tanti altri metalli velenosi, concentrati nel particolato primario e secondario, nelle polveri sottili che i bimbi saranno costretti a respirare se, in extremis, non prevarranno umanità e buon senso. 

Però il Suo Ministero ha attuato la decisione in fretta e furia, senza neanche dare tempo ai più deboli di organizzare una fuga verso località più salubri. Lei sa bene, Ministro, quali effetti provocherebbe l’emissione del vecchio impianto nell’organismo dei bimbi asmatici. Quando desidera, possiamo farLe incontrare numerosi medici e anche alcuni piccoli malati, che ora tremano sentendo le notizie sull’impianto Enel. 

I bambini, ministro, vedono la centrale come un mostro pronto a far del male a loro e ai loro cari ed è proprio così. A Genova ci sono tante persone che si stanno impegnando, rivolgendo appelli in ogni sede e informando la cittadinanza, per evitare che si compia questa violazione del diritto alla salute e alla vita. Sono persone buone che non hanno il Suo potere, Ministro: ma sono tante voci e portano argomenti che dimostrano come la decisione del Suo Ministero non sia orientata al bene delle persone, ma ad altri valori, che - guardando negli occhi i bambini - non si posssono condividere.

Se Lei ha dei figli, se Lei ha persone intorno a sé a cui vuol bene, receda dal Suo proposito e non trasformi Genova in una camera a gas. Da parte nostra, ci impegneremo con oggi energia, con fede e amore per dire no a quell’orrore. Tuttavia, siamo convinti che in ogni essere umano, anche in quelli che posseggono il potere, ci sia un’anima e il respiro della bontà. Ci pensi, prima che dal mostro esca il primo fiato velenoso.

Con tanta speranza, Roberto Malini

Genova, 25 gennaio 2017

Roberto Malini, Dario Picciau, Glenys Robinson / Co-presidenti di EveryOne Group
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Centrale Enel, Enel e Mise ci ripensano: arriva il carbone

EveryOne Group - Mar, 24/01/2017 - 21:13
La società civile genovese è ancora in allarme: Enel e il Ministero per lo sviluppo ambientale, dopo la lodevole decisione di bloccare la vecchia e obsoleta centrale a carbone, sembra abbiano fatto dietro front.
Un nuovo carico di 3.100 tonnellate di carbone è già salpato, sempre a bordo della nave Sider Tis, verso il porto di Genova, destinato ad alimentare l’impianto. Le apprensioni degli ambientalisti genovesi sono state confermate da TheMediTelegraph, fonte autorievole che dedica oggi un articolo all’argomento. “Le organizzazioni per l’ambiente e la salute di Genova hanno segnalato il carico di carbone imbarcato sulla Sider Tis a Capodistria,” commenta Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group, “e prontamente TheMediTelegraph ha confermato i timori. L’aspetto inquietante della vicenda è che le istituzioni sembrano voler mettere la cittadinanza di fronte al fatto compiuto. Genova è una città inquinata e più volte il Comune ha annunciato di voler eliminare le fonti di sostanze tossiche. Invece si procede all’inverso e se leggiamo le previsioni degli esperti, con la riapertura della centrale la città supererà le soglie di inquinamento di Pechino o Lagos, con enormi danni per l’ambiente e la salute dei genovesi. Il particolato primario e secondario che verrà esalato dalla centrale, infatti, è causa di tumori e gravi patologie respiratorie e cardiache. Ricordiamo che la Cina si è appena sbarazzata di 85 centrali a carbone, ritenendole causa di migliaia di decessi. L’unione europea sta seguendo una politica simile, per evitare le 22mila morti annue causate da questi impianti. L’Italia sta per seguire una tendenza opposta ed è una politica non responsabile, perché non ottiene benefici economici e, cosa assai più grave, mette chissà quali interessi al di sopra della salute pubblica e di quella del delicato ambiente naturale”. Le organizzazioni per l’ambiente e i diritti umani proseguono nelle loro azioni a difesa della vita e della salute della città, depositando esposti alle autorità locali e segnalando alle istituzioni dell’Unione europea e alle Nazioni Unite il pericolo insito nella decisione assunta dal governo italiano. “Alcuni consiglieri comunali e regionali si stanno impegnando accantl a noi, al WWF, a Legambiente e ad altre associazioni,” conclude Roberto Malini, “per evitare che Genova venga avvelenata. Ma è importante che il Sindaco, il Prefetto e tutte le autorità cittadine mettano da parte ideologie obsolete e si attivino per tutelare la salute della cittadinanza, che l’impianto metterebbe in grave pericolo”.

http://www.themeditelegraph.com/it/transport/ports/2017/01/24/centrale-enel-ancora-ferma-nave-con-carbone-sabato-sara-genova-WfSbzg9Cq9b3UJLLgwVFvN/index.html

Nella foto, la nave Sider Tis

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Centrale Enel: ritirare l’autorizzazione alla riapertura temporanea

EveryOne Group - Lun, 23/01/2017 - 09:50
Nei giorni scorsi la società civile di Genova ha protestato in ogni sede nazionale e internazionale contro la disposizione, emessa dal Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, di riapertura della vecchia, obsoleta e fortemente inquinante centrale Enel.
L’interrogazione parlamentare del Senatore Gianni Girotto, gli esposti alla Procura della Repubblica, alla Prefettura, all’Arpal e al Sindaco presentati da EveryOne Group, gli appelli alle Nazioni Unite e alle istituzioni dell’Ue, l’intervento del Wwf, il presidio di civiltà organizzato da Legambiente con la partecipazione di M5S, EveryOne Group, Genova in Comune, L’Altra Liguria e tanti attivisti per l’ambiente: tutte queste azioni hanno sollevato il problema della pericolosità dell’impianto, fortemente nocivo per la salute pubblica e l’ambiente a causa dell'emissione di particolato saturo di metalli pesanti e altre sostanze tossiche. Sabato 21 gennaio il Mise ed Enel decidevano di fermare nel porto di Ancona la nave Sider Tis e di scaricare le 4000 tonnellate di carbone destinale all’impianto di Sampierdarena.

La società civile genovese ora chiede al Mise di ritirare definitivamente il protocollo d’intesa con Enel e di definire la riconversione della centrale ad altro uso. Stamattina Roberto Malini e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne Group, hanno inviato al Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, al Direttore delle attività del ministero in Liguria Michelangelo Nicolosi, al Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e al Ministro della sanità Beatrice Lorenzin una lettera in cui si chiede il ritiro immediato della disposizione di riapertura temporanea della centrale a carbone di Genova Sampierdarena e si propone la trasformazione della stessa in una Galleria Verde: un museo interamente dedicato alle energie rinnovabili.

Nella foto, la nave Sider Tis

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Le nuove frontiere dell’arte digitale: l'incontro con Dario Picciau

EveryOne Group - Dom, 22/01/2017 - 11:35
Genova, 22 gennaio 2017. Dario Picciau, artista digitale e regista, difensore dei diritti umani e promotore culturale, ha parlato venerdì pomeriggio al numeroso pubblico accorso allo Spazio Artelier, presso  Palazzo Ducale. L’evento “Andy Warhol e Dario Picciau: 30 anni d’arte digitale”, cui la stampa locale ha dedicato ampio spazio, faceva parte della rassegna "Pop Art & Innovation, tra arte e archeologia informatica", organizzata da TouchArt International insieme a Deodato Arte di Milano e Spazio Artelier.
L’artista ha spiegato con grande chiarezza le tappe che l’arte digitale ha percorso da quando, nel 1985, Andy Warhol, padre della Pop Art, realizzò le prime opere su un Amiga 2000. Trent’anni di evoluzione sbalorditiva, che oggi mettono a disposizione degli artisti software per modellazione, texturing ed elaborazione dell’immagine di enorme complessità, che sono in grado, se utilizzati da un artista capace, di creare immagini che possono essere iperrealiste o soffusamente liriche. Non ci sono limiti “ed è esattamente come avvalersi di un pennello e di una tavolozza, superando però i limiti della materia-colore,” ha spiegato Picciau. Mario Morales Molfino ha presentato l’incontro, che alcuni intervenuti hanno definito “una vera e propria lectio magistralis”, mentre lo scrittore Roberto Malini, che spesso lavora insieme a Dario Picciau in progetti artistici e cinematografici, ha descritto i temi a cui l'artista si dedica in prevalenza. Sono temi che riguardano il valore della vita, la necessità di difendere i diritti umani e l’integrità dell’ambiente: “L’arte di Dario Picciau è arte della vita, della pace, del diritto all’uguaglianza e al benessere”. Elena Boschieri ed Elisabetta Lodoli hanno fatto gli onori di casa, sottolineando come lo Spazio Artelier sia orientato a dedicarsi a quelle espressioni dell’arte che siano contemporaneamente eventi di cultura, nel pieno senso del termine. In chiusura dell’evento il pubblico, che ha applaudito con entusiasmo, ha posto a Dario Picciau domande legate agli aspetti tecnologici e creativi dell’arte digitale, ma anche all’attivismo dell’artista, che è co-presidente dell’organizzazione internazionale per i diritti umani EveryOne Group. Presto un nuovo incontro con Dario Picciau al Museo d’arte contemporanea Villa Croce.

Nelle foto, al tavolo da sinistra: Mario Morales Molfino, Dario Picciau e Roberto Malini; un momento dell’incontro; foto di gruppo

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Centrale Enel, la nave con il carbone bloccata ad Ancona. Riapertura sospesa

EveryOne Group - Dom, 22/01/2017 - 11:34
Genova, 21 gennaio 2017. Dopo tanti appelli alle istituzioni italiane, a quelle dell’Ue e alle Nazioni Unite, dopo l’interrogazione parlamentare del Senatore Girotto, dopo un presidio di cività e quattro esposti contro la riapertura del “mostro”, una notizia che fa sperare. La riferisce Themeditelegraph.it, fonte assai attendibile.
La nave Sider Tis era attesa per domani al porto di Genova, ma è stata bloccata in quello di Ancona, con il suo carico di 4.500 tonnellate di carbone destinate all’impianto di Sampierdarena. Un funzionario avrebbe dichiarato che "Il trasporto si è rivelato antieconomico". Questo significa che il riavvio della centrale dei veleni è per ora sospesa. Themeditelegraph.it aggiunge che Enel non commenta la notizia.
“Forse la follia lascia finalmente il posto al buon senso,” commenta invece Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group, “e la priorità viene accordata dalle istituzioni a un interesse che dovrebbe sempre essere primario: la salute e il benessere della cittadinanza, l’integrità di un ambiente di per sé delicato. La società civile, però, non deve allentare la vigilanza finché quel vero e proprio ‘mostro’ obsoleto e inquinante non sia chiuso in via definitiva e riconvertito, secondo i progetti dell’estate scorsa, in un museo”.

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Giornata della Memoria a Vercelli con un pensiero ai Giusti

EveryOne Group - Dom, 22/01/2017 - 11:33
Vercelli, 21 gennaio 2017. Giovedì 26 gennaio dalle 20.30 si terrà a Vercelli presso la Sala del CTV - in corso della Libertà, 72 - la commemorazione della XVII Giornata della Memoria.
Il programma riporta come titolo il verso della poesia “I Giusti” di Roberto Malini (dalla raccolta “Dichiarazione”, Piombino 2013): “I Giusti hanno mantelli d’ombra”. Introdurrà l’evento il prof. Giacomo Ferrari. Durante la serata sarà presentata la figura di Tadeusz Pankiewicz, autore del memoriale "Il farmacista del ghetto di Cracovia", testimonianza in prima persona di un uomo, di un Giusto fra le Nazioni che, pur non essendo ebreo, scelse di restare nel ghetto, accanto ai perseguitati. Relatore sarà Lorenzo Fantone. Quindi Licia Di Pillo, attrice dalla voce ricchissima di intensità e sfumature, leggerà alcune poesie di Roberto Malini, il cui tema dominante sono le vittime della Shoah e i Giusti che le difesero. Commenti musicali a cura del maestro Giuseppe Canone.

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Appello contro la riapertura della centrale a carbone di Genova

EveryOne Group - Lun, 16/01/2017 - 10:54
Appello alle istituzioni di Genova, al Governo italiano, alle autorità dell’Onu e dell’Ue, alla società civile: fermiamo la riapertura della centrale a carbone di Genova Sampierdarena, fonte di emissioni pericolosissime per la salute umana e dannose per il patrimonio storico e artistico della città
Genova, 14 gennaio 2017

Sta per riaprire la centrale a carbone di Genova Sampierdarena* e l’organizzazione internazionale per i diritti umani EveryOne Group lancia subito l’allarme. “Le istituzioni e alcuni media presentano questa decisione come un passaggio obbligato - spiega Roberto Malini, copresidente del gruppo, che ha sede proprio a Genova - visto che alcune centrali nucleari francesi si fermano, per un periodo limitato, al fine di effettuare operazioni di controllo e revisione degli impianti. Autorità e media stanno destando preoccupazione fra i cittadini, affermando che le bollette dell’energia elettrica saliranno e che la riapertura dell’impianto impedirà un futuro ‘apocalittico’ caratterizzato da carenza di energia e continui black-out. Il governo italiano ha sottoscritto l’Accordo di Parigi per la riduzione delle emissioni tossiche, ma con questa decisione riporta in Italia, non solo a Genova, la fonte più pericolosa di inquinamento: le centrali a carbone. I media nazionali si rifiutano di dare spazio alle voci che si oppongono, portando dati che dimostrano la pericolosità dell’impianto di Genova Sampierdarena, proprio sotto alla Lanterna, vicinissimo all’abitato. Questa censura è sconcertante e colpisce voci autorevoli come il WWF, Legambiente, le Nazioni Unite. Anche il senatore Girotto ha protestato ufficialmente, nell’indifferenza mediatica, contro una scelta che desta grande preoccupazione”.
“Tutta l’operazione invece - spiega EveryOne - è frutto di accordi fra istituzioni e potentissime compagnie per l’energia elettrica. E’ un’operazione che si pone in contrasto con gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento e a tutela della salute del cittadino promossi dalle Nazioni Unite nelle Conferenze sul clima e dall’Unione europea, nonché dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il rapporto pubblicato da Health and Environment Alliance (HEAL), Climate Action Network Europe (CAN), WWF e Sandbag avverte come l’inquinamento da carbone e i suoi effetti sulla salute delle persone siano gravissimi e colpiscano ben oltre i confini nazionali".

EveryOne Group si sta impegnando per evitare che la centrale riapra, riversando su Genova e su un’ampia zona attorno alla città nubi di sostante tossiche. 
"La letteratura scientifica più seria attesta come l’inquinamento provocato dai combustibili fossili sia all’origine di gravi patologie umane - prosegue Malini - e il carbone sia responsabile delle più alte emissioni di sostanze patogene, addirittura devastanti per l’organismo degli individui più deboli: i bambini, le donne incinte, i malati, gli anziani. La riapertura della centrale a carbone di Genova Sampierdarena, anche se limitata nel tempo, porterà Genova in un’era di avvelenamento grave, lontanissima da quanto le Nazioni Unite, L’Unione europea e le organizzazioni per la difesa della salute dei cittadini chiedano ai governi. Senza tener conto che le micidiali esalazioni, così vicine al centro storico, causeranno danni irreparabili al patrimonio artistico, spesso delicatissimo, della città, ricoprendolo di acidi e di sostanze altanente corrosive".
L’organizzazione umanitaria, che attualmente è impegnata in progetti per contrastare la disinformazione sul cambiamento climatico - in vista dalla prossima Cop 23, che si terrà a Bonn - sottolinea come l’inquinamento atmosferico e ambientale non riguardi solo le immediate vicinanze della fonte di veleni tossici, ma zone assai più ampie e come i contaminanti resistano nell’aria e al suolo per lunghissimi periodi.
"Dalla centrale a carbone di Sampierdarena - spiega ancora Malini - se questa operazione irresponsabile non sarà fermata dalla società civile, dall’Unione europea e dalla parte sana delle istituzioni, che ha ancora a cuore la salute della città e dei suoi abitanti, usciranno sostanze che causano danni incalcolabili all’organismo umano. Non è difficile immaginare cosa accadrà negli organismi dei bambini in fasce o ancora nel grembo materno. Ecco perché è importante che si formi un movimento di opinione e impegno nonviolento, che dica no ai terribili effetti sulla salute umana causati dalle sostanze emesse dalle centrali a carbone: metalli pesanti come arsenico e mercurio, polveri sottili e ultrasottili, anidride solforosa e biossido di azoto”.
"Per comprendere la gravità di quello che sta accadendo, si pensi che le centrali a carbone di ultima generazione - e quella di Sampierdarena non lo è - emettono una quantità di veleni 70 volte superiore (140 volte nel caso della pericolosa anidride solforosa) a quella delle centrali a gas, nonostante abbiano filtri antiparticolato, desolforatori e denitrificatori che riducono la concentrazione di veleni emanati nell’atmosfera. Ricordiamo che le polveri ultrasottili, da cui Genova e dintorni saranno invasi, sono in grado di superare la barriera dei bronchi e dei polmoni ed entrano nel sangue, portando tumori, leucemie e tante altre gravi patologie".
“Abbandonate questo progetto, che nasce da obiettivi che sono lontanissimi dalla tutela della salute e del benessere dei cittadini genovesi e provocheranno - se realizzati nonostante la loro venefica pericolosità, in spregio a qualsiasi valore umanitario e civile - malattie gravi e letali, con incidenza ancora maggiore sui bambini e sugli individui più deboli”. 
Ecco l’appello che EveryOne trasmette con la massima tempestività al Sindaco e al Vicesindaco di Genova, alle autorità comunali e regionali, al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ai membri del Governo e del Parlamento italiani, alle istituzioni dell’Unione europea, alle Nazioni Unite, ai media e a tutte le persone di buona volontà, che pongano la vita umana e il benessere della persona in una posizione di priorità.
Nella speranza che l’appello sia accolto e chiedendo a tutti di farsene portavoce, porgo i migliori saluti

Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group




*http://www.repubblica.it/economia/2017/01/12/news/centrali-155852340/

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Il freddo uccide a causa dell'indifferenza delle istituzioni

EveryOne Group - Sab, 07/01/2017 - 10:58
Genova, 7 gennaio 2017. Lo scrissi nel 2008, in uno dei tanti appelli che EveryOne Group ha trasmesso e continua a inviare alle istituzioni instancabilmente, chiedendo loro - troppo spesso invano! - di non dispensare morte, ma vita:

Genova, 7 gennaio 2017. Lo scrissi nel 2008, in uno dei tanti appelli che EveryOne Group ha trasmesso e continua a inviare alle istituzioni instancabilmente, chiedendo loro - troppo spesso invano! - di non dispensare morte, ma vita: 

"Ci si chiede che fine farebbero la Madonna e Giuseppe, se vivessero ai nostri giorni, alla ricerca di un posto dove edificare una baracchina per non morire di freddo e consentire al bambinello di nascere. Mentre poche organizzazioni umanitarie si impegnano quotidianamente insieme a cittadini solidali per evitare la morte di gruppi sociali emarginati e indigenti - perseguitati da Istituzioni e autorità, che sono il funesto motore di un'atroce tragedia umanitaria che colpisce Rom, migranti e senzatetto - il freddo colpisce ancora, spietato come gli aguzzini”.

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