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Il Regno Unito è ancora Europa

EveryOne Group - Dom, 07/08/2016 - 19:53
Grazie all’amica Antonella per lo spunto a una riflessione importante. Il Regno Unito è uscito dall'Ue, non dall'Europa, perché è parte storica, culturale, addirittura sustanziale dell'Europa.

L'Unione europea è nata sulle radici di un sogno, ma è diventata in seguito solo una sigla applicata a un'enorme scatola piena di burocrazia e vuota di sogni. Sono due continenti diversi, il più antico dei quali è investito della missione di costruire il più presto possibile un’unità di popoli europea ed extraeuropea. 

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Il 6 luglio 1887 nacque Chagall

EveryOne Group - Dom, 07/08/2016 - 19:53
Il 6 luglio 1887 nacque a Vitebsk (Bielorussia) in una famiglia ebrea chassidica Marc Chagall, il pittore che ci ricorda la cultura e la civilta yiddish - quasi annientate dai nazisti - e l'arte degli ebrei in Europa.
Nei suoi dipinti violinisti piangono dai tetti degli shtetl (i villaggi ebraici) il dolore della gente ebraica massacrata, mentre uomini e donne spiccano il volo per non essere raggiunti dall'onda feroce dell'odio. L’opera di Marc Chagall è il più alto patrimonio della civiltà ed è una struggente testimonianza che ci ricorderà per sempre sei milioni di martiri e un grande popolo distrutto dall’intolleranza. Roberto Malini

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Il destino dei profughi in Italia

EveryOne Group - Dom, 07/08/2016 - 19:52
Genova, 10 luglio 2016. I profughi sono costretti, anche in città moderne come Milano, ad accamparsi per strada oppure sono accolti in spazi inadeguati, con una carenza grave di servizi essenziali.
Razzisti e politici intolleranti continuano a diffondere la falsa informazione secondo la quale le istituzioni, grazie ai fondi europei, garantiscono una sopravvivenza dignitosa a ciascun profugo erogandogli 35 euro al giorno. In realtà i fondi milionari che vengono dall'Unione europea hanno una singolare volatilità, perché ai destinatari giungono servizi inefficaci e la somma di 2.50 euro a testa, con un massimo di euro 7.50 a nucleo familiare. E le ricariche? Il plurale è anch'esso figlio della disinformazione, perché ai rifugiati viene concessa una tantum una ricarica da 15 euro. Nient'altro, neanche di fronte a urgenze gravi. Questo spiega perché i profughi - che in altri paesi vanno a testimoniare le loro vicende nelle scuole pubbliche e private - sono ridotti, in Italia, alla mendiciità e li troviamo nelle piazze o fuori da negozi, supermercati e centri commerciali con la mano tesa. Di certo i fondi europei riservati alle migrazioni sono ingenti, una vera cascata, ma è altrettanto sicuro che sono oggetto di cattiva gestione, enormi sprechi o peggio.

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Un altro invasato religioso ferisce due poliziotte in Belgio

EveryOne Group - Dom, 07/08/2016 - 19:51
Charleroi, 6 agosto 2016. Il terrorismo può essere neutralizzato solo se la società civile sarà compatta, a difesa della libertà, vigilando con coraggio e sollecitando le istituzioni ad agire con efficienza ed efficacia, contro un nemico subdolo e privo di scrupoli, costituito da un esercito di folli dislocato in tutte le città del mondo.

A Charleroi, in Belgio, due donne, due poliziotte sono state aggredite oggi a colpi di machete da un invasato, che gridando “Allah akbar” si è scagliato contro di loro brandendo l’arma affilata, con l’intento di ucciderle. Un terzo agente ha sparato all'ossesso, ferendolo ed evitando il peggio. Una delle vittime ha riportato ferite profonde al volto, la seconda ha subito danni più lievi.

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Giorno della memoria del Pharrajimos. La persecuzione non è finita per i Rom.

EveryOne Group - Dom, 07/08/2016 - 19:49
Amici miei, difensori dei diritti umani di EveryOne Group, abbiamo celebrato la memoria del Pharrajimos con un'azione civile a difesa di un giovane Rom colpito da persecuzione poliziesca in Austria.

Il ragazzo è ora al sicuro e si sta curando. Gli agenti, pestandolo a sangue, gli hanno provocato fratture alle dita delle mani e alle costole, nonché danni agli organi interni. Il giudice l'ha lasciato libero, ma non ha ritenuto di sottoporlo a cure mediche. E' un miracolo che sia sopravvissuto e ha subìto un autentico calvario senza aver fatto niente di male. Si era solo recato lì dalla Romania, in cerca di un lavoro indispensabile per provvedere alla sua famiglia. Il giovane ci ha detto che "a Vienna e in Austria Hitler è ancora vivo. I poliziotti ci fermano, ci ammanettano, ci portano in luoghi isolati e ci riducono in fin di vita con colpi di manganello, pugni e calci. Lo fanno per convincerci con le cattive a non farci più vedere. Inoltre ci denunciano per 'resistenza a pubblico ufficiale', che qui può significare quattro anni di galera durissima. Per noi Rom sarebbe meglio toglierci la vita - anche se non lo facciamo, per la nostra fede - piuttosto che finire dietro le sbarre in Austria". Nei giorni scorsi, mentre gli uomini in divisa massacravano i Rom, in Austria sono apparsi, all’interno dei mezzi pubblici, cartelli che ricordavano la Giornata della memoria del Pharrajimos: una forma di ipocrisia che mette i brividi.

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Ancora vittime del mare, ancora orrore e ingiustizia

EveryOne Group - Mer, 03/08/2016 - 14:43
Ancora vittime del mare, di cui i media cercano di dare poche notizie, perché il governo italiano non faccia "brutta figura". Un ragazzo di soli 18 anni ha terminato senza vita il suo "viaggio della speranza" verso l'Italia.

L'ha portato a terra la nave Vega. È arrivata a Catania la nave "Topaz Responder", di Emergency e di Migrant offshore aid station (Moas), con quattro giovani vittime a bordo. Come sempre, si cercano fra i sopravvissuti gli "scafisti", che sono semplicemente profughi cui i trafficanti hanno affidato la guida delle carrette del mare e che pagheranno con il carcere per tutti. Ricordiamo ancora una volta che i trafficanti affidano in genere la conduzione dei battelli a quei migranti che non sono stati in grado di corrispondere l'intera somma richiesta per la traversata. Capri espiatori di mafie, aguzzini e istituzioni intolleranti, pagano così la "differenza". Assai meno fortunati coloro che non mettono insieme il denaro richiesto dai criminali e che finiscono le loro esistenze nell'orrido mercato degli organi umani.

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Padre Jacques Hamel, un uomo al servizio della vita

EveryOne Group - Mar, 02/08/2016 - 14:42
"Durante il servizio militare in Algeria, gli offrirono i gradi di ufficiale per la sua efficienza nell'incarico di addetto alle trasmissioni, ma Jacques rifiutò e scelse di restare soldato semplice. Sapete perché? Perché con i gradi di ufficiale avrebbe dovuto ordinare ai suoi uomini di uccidere altri esseri umani".

Roselyne Hamel, sorella di Padre Jacques Hamel

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2 agosto. Giorno della Memoria dell'Olocausto dei Rom

EveryOne Group - Mar, 02/08/2016 - 14:41
Genova, 2 agosto 2016. In un momento storico e civile travagliato, in cui il popolo Rom, nella sua componente più povera e discriminata, si trova completamente solo, isolato e perseguitato; in un momento di ingiustizia e prevaricazione, odio e discriminazione, in cui si parla di distruzione dei campi Rom come se fosse un'azione umanitaria e non un'immane tragedia; in questo momento durissimo e in occasione del Giorno della Memoria dell'Olocausto dei Rom ringrazio Dario, Fabio, Steed, Mia e Toma, che hanno resa possibile un'operazione di soccorso nei confronti di un giovane Rom colpito in Austria da un terribile pestaggio perpetrato dalle forze dell'ordine, seguito da una detenzione iniqua (e per fortuna breve).

Ora il ragazzo, che ha riportato fratture, traumi e altri danni organici, si sta curando, finalmente al sicuro. Anche se il suo calvario, che è quello di tanti Rom, non è purtroppo finito. Non può finire, finché povertà, razzismo, violenza ed esclusione continueranno a colpire nell’indifferenza generale i Rom socialmente disagiati. Roberto Malini

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Migranti. Potevano essere salvati, ma è mancata la volontà istituzionale

EveryOne Group - Mar, 02/08/2016 - 14:40
Sono 4.027 i migranti o rifugiati morti mentre cercavano di raggiungere l'Europa via mare dall'inizio dell'anno, di cui 3/4 deceduti nel Mediterraneo.

Lo riferisce l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) con sede a Ginevra. Il numero, ha aggiunto, rappresenta un aumento del 26% rispetto ai primi sette mesi del 2015. In particolare, quest'anno le morti nel Mediterraneo hanno raggiunto quota 3.120 con la scoperta di 120 cadaveri scoperti sulla spiaggia libica di Sabratha lo scorso mese. L'OIM riferisce che 257.186 migranti e rifugiati entrati in Europa via mare nel 2016 sono giunti sulle coste dell'Italia e della Grecia, dove oltre 24mila arrivi sono stati registrati nel solo mese di luglio. (ANSA)

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Migranti. Ancora vittime a causa di soccorsi inadeguati

EveryOne Group - Lun, 01/08/2016 - 14:39
Genova, 1 agosto 2016. Cinque giovani profughi sono morti ieri nel Canale di Sicilia. Sono morti annegati proprio quando due navi si stavano avvicinando alle “carrette del mare” in cui si trovavano.

Due navi i cui equipaggi sono stati incapaci di adottare procedure efficaci di salvataggio. A volte basterebbero salvagenti offerti ai naufraghi al momento giusto, per evitare queste tragedie. Cinque cadaveri sono così stati tratti a bordo e non sappiamo quanti altri corpi siano spariti negli abissi prima del maldestro soccorso. Nonostante i proclami delle autorità, non vi sono mai state tante perdite di vite umane come in questo periodo, nel breve tratto di mare che separa l’Italia dalle coste nordafricane. Una morìa causata dalla mancanza di programmi di monitoraggio e soccorso in mare, dall’indifferenza dell’Unione europea, dall’intolleranza che colpisce migranti e rifugiati.

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Lo Stato Islamico compie una strage in Siria

EveryOne Group - Mer, 27/07/2016 - 14:38
Genova, 27 luglio 2016. Due attentati in Siria, a Qamishli, vicino alla frontiera con la Turchia.

Due bombe su un camion e un'auto sono esplose, provocando una strage. Decine di vittime e centinaia di feriti. Daesh ha rivendicato lo sterminio su quello che è ormai il suo organo ufficiale: Amaq.


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La jihad uccide ancora in Francia

EveryOne Group - Mar, 26/07/2016 - 14:37
Genova, 26 luglio 2016. Due terroristi hanno ucciso il parroco e ferito tre fedeli in una chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino a Rouen.
Alcune suore e alcuni fedeli erano stati presi in ostaggio prima che i terroristi, armati di coltello, venissero uccisi dalle teste di cuoio. Il sacerdote è stato barbaramente sgozzato dal suo carnefice. Una considerazione, ormai di primaria importanza: perché l’Unione europea non ascolta la società civile e gli esperti che da tanti anni studiano le strategie della jihad, anziché affrontare tatticamente i casi di attentato, nascondendo la testa sotto la sabbia, invece, di fronte al macro-evento della jihad in Europa?

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Migranti. L’invisibilità di uno sterminio

EveryOne Group - Dom, 24/07/2016 - 14:32
Genova, 24 luglio 2016. I principali quotidiani italiani non sono autonomi: è un fatto risaputo. Non sono autonomi perché non sono onesti e sopravvivono non grazie alle vendite di copie, ma ai finanziamenti pubblici.
Una scelta che li trasforma in organi delle istituzioni e dei partiti. Anche le televisioni sono strettamente connesse al potere costituito e a propria volta ne amplificano la voce, emarginando ogni forma di libera espressione che sia in conflitto con le politiche istituzionali. Un esempio di questa dipendenza è l'informazione sulle tragedie che colpiscono i migranti. Ogni volta che vi è una perdita di vite umane, il popolo italiano riceve una doppia informazione: da una parte, viene comunicato il numero dei morti, mentre dall'altra viene dato grande risalto al numero dei superstiti, che vengono regolarmente definiti "salvati". Il pubblico, così, si convince che le autorità siano impegnate a soccorrere i profughi in difficoltà, salvandone un numero molto superiore a quello delle vittime. La realtà è ben diversa e non vi è alcuna procedura efficace di sorveglianza delle acque in cui si svolgono le traversate della speranza. Basta un'avaria perché decine di migranti perdano la vita, mentre i soccorsi tardivi, spesso affidati a navi di passaggio, consentono solo che siano presi a bordo e affidati alle autorità i sopravvissuti. In un anno abbiamo contato tremila vittime, ma il loro numero è purtroppo superiore, perché di tanti esseri umani affogati non resta alcuna traccia. Oggi sono stati recuperati i corpi di 41 migranti su una spiaggia di Sabratha, sulla costa della Libia occidentale. Hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Italia, meno di una settimana fa. 41 corpi affiorati significano un numero assai più grande di cadaveri dispersi. I media e i politici, però, continuano a proporre il numero dei salvati, facendo passare sotto silenzio una vera e propria strage, di cui sono responsabili le istituzioni.

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Il terrorismo uccide in Iraq

EveryOne Group - Dom, 24/07/2016 - 14:31
Baghdad, 24 luglio 2016. Nella città sacra di Kazemein, a nord della capitale dell’Iraq Baghdad, quattro cittadini sono stati assassinati da un terrorista che si è fatto saltare in aria.

Is ha rivendicato la strage. Altre 18 persone sono rimaste ferite. L’attentato è una risposta dell’organizzazione islamista in seguito alle ripetute sconfitte subite dal califfato in Iraq.

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Pray for Kabul

EveryOne Group - Sab, 23/07/2016 - 14:30
Kabul, 23 luglio 2016. Una terribile esplosione ha colpito oggi a Kabul (Afghanistan) un corteo della comunità Hazara sciita.

Is ha rivendicato l’attentato. Si contano almeno 80 vittime. Centinaia i feriti.

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Ancora 17 morti in mare

EveryOne Group - Ven, 22/07/2016 - 14:30
Genova, 22 luglio 2016. Basterebbero pochi droni, di quelli che sciàmano in gran numero dalla base di Sigonella, in Sicilia, verso la Libia, ma che vengono impiegati solo per pattugliamento e monitoraggio militare.

Invece, i profughi sui gommoni e sulle carrette sono lasciati drammaticamente soli e muoiono senza che la loro sorte rivesta alcun interesse per le istituzioni. Muoiono abbandonati, rifiutati, rinnegati da chi avrebbe il potere di salvarli. Altri 17 migranti hanno perso la vita perché il gommone su cui viaggiavano ha cominciato a sgonfiarsi e nessuno li ha raggiunti. Poi una nave ha avvistato i superstiti e li ha tratti a bordo. Solito copione. L'Unione europea aveva promesso a EveryOne Group - e a se stessa - di predisporre elicotteri e una flotta moderna di soccorso in mare, oltre che un sistema di droni per rilevare in tempo reale le avarie. Abbiamo ipotizzato con la Commissione europea anche la creazione di piattaforme umanitarie nelle acque interessate dai viaggi della speranza. Sono passati anni e nessuno di tali progetti è stato realizzato, mentre miliardi di euro hanno sprecato il loro potenziale e sono finiti nelle tasche di chi non ha in alcun modo a cuore né il destino dei rifugiati, ne il progresso della nosra civiltà. Altrettanto inutile la ricerca su questo tema, che a propria volta assorbe risorse e cervelli, sicuramente distratti da obiettivi diversi dal salvataggio di vite umane.

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Rom: voglia di vivere insieme

EveryOne Group - Gio, 21/07/2016 - 14:29
È quanto emerge dalla testimonianza nei campi rom di Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group, da sempre impegnato in difesa dei diritti umani. Il servizio di Anna Ventrella.

Le famiglie Rom indigenti vogliono vivere insieme, solidali l’una con l’altra, sulla terra che appartiene a tutta l’umanità – afferma Roberto Malini – e desiderano decidere il proprio destino autonomamente, senza che siano altri a decidere per loro. Sono in grado di costruire abitazioni provvisorie, di mandare i figli a scuola e di provvedere alle proprie famiglie. Quando sentiranno la necessità di avere una casa, vogliono sceglierla liberamente, senza associazioni né istituzioni che hanno la pretesa di voler interpretare la volontà di gente libera. “Superare i campi Rom” è un proclama – prosegue Malini – che toglie ai Rom la loro autonomia e la loro libertà, sostituendole con gli scopi delle organizzazioni che vivono di fondi pubblici. L’impegno accanto alle famiglie Rom indigenti è sempre più difficile, ma EveryOne Group è accanto a loro, con determinazione, difendendo la verità e gli ideali alla base della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e del sogno del popolo Rom.

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Ancora 22 vittime dell'indifferenza

EveryOne Group - Gio, 21/07/2016 - 14:29
Genova, 21 luglio 2016. 21 donne e un uomo sono morti in mare, in acque libiche, nel loro disperato viaggio della speranza verso l'Italia.

Sono altre 22 vittime dell'indifferenza delle istituzioni, che potrebbero monitorare facilmente le traversate, ma non lo fanno deliberatamente. La stampa parla di “salvati", per quanto riguarda i migranti tardivamente soccorsi ora dall'una ora dall'altra nave, mentre dovrebbe scrivere "superstiti all'iniquità istituzionale".


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Una fatwa contro Pokemon Go

EveryOne Group - Gio, 21/07/2016 - 14:19
Genova, 21 luglio 2016. I più autorevoli religiosi dell’Arabia Saudita hanno emesso una fatwa contro il gioco in realtà aumentata “Pokemon Go”, specificando che esso diffonde immagini che l’Islam proibisce.
Già nel 2001 le creature fantastiche create 20 anni fa da Satoshi Tajiri erano incorse in una fatwa, con la stessa motivazione. Anche in altri stati arabi, come il Kuwait e l'Egitto, "Pokemon Go" ha richiamato l'attenzione dei religiosi, che hanno prescritto una serie di limitazioni nell'impiego dell'applicazione.

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