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Dal Parlamento europeo

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:49
Dopo il dono ai parlamentari europei e ai membri della Commissione europea dell’edizione speciale del suo libro di poesie “Ba Ta Clan”, Roberto Malini riceve i primi messaggi dalle istituzioni Ue.



Caro signor Roberto Malini,
grazie delle sue gentili parole. Leggeremo il suo libro di poesie con tutta la nostra attenzione.

Natália Costa - Ufficio di António Marinho e Pinto, MEP
Parlamento Europeo

Caro Roberto Malini,

il dono del suo libro di poesie ‘Ba Ta Clan’ è da noi molto gradito: un simbolo della capacità che ha la poesia di leggere gli eventi contemporanei per invitare la società ad unirsi per l’obiettivo primario dell’Unione europea: costruire un’era di pace, libertà e giustizia sociale.

Parlamento europeo - Ufficio Affari Pubblici

Nella foto, António Marinho e Pinto
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Dall’Italia all’Unione europea, la poesia come baluardo civile contro il terrore

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:49
Il poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini fa dono a tutti i parlamentari europei della sua raccolta di versi “Ba Ta Clan”, che condanna il terrore e chiede ai cittadini dell’Ue di unirsi per salvare gli ideali di convivenza pacifica. Il Parlamento europeo plaude all’iniziativa: “E’ un simbolo di pace, libertà e giustizia sociale”.

Genova, 23 marzo 2016

La società civile che si impegna per una cultura di pace e tolleranza è ora vicina alla gente di Bruxelles, alle sue istituzioni e a quelle dell’Unione europea. Il terrore annienta ogni barlume di civiltà, distrugge la speranza, vanifica l’amore per la conoscenza e la crescita del pensiero, espressa attraverso secoli di scienza, letteratura e arte. Il poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group, ha inviato a tutti i membri del Parlamento europeo una copia della sua opera più recente: “Ba Ta Clan”, in edizione speciale bilingue (italiano e inglese, nella traduzione di Glenys Robinson) riservata alle istituzioni del’Unione europea. 

“Solo un poeta,” scrive nella prefazione al libro lo storico Pasquale De Fazio, “ è in grado di rendere in poche parole tutto l’orrore e la degradazione che un episodio di violenza e di terrorismo può richiamare alla mente. In questo nostro tempo così triste, in cui sembra di essere ripiombati nella barbarie e viene alimentata la paura, e con la paura l’odio, ognuno si chiude nel suo egoismo e nessuno vuole rinunciare ai privilegi acquisiti. Altro che diritti umani! Di umano non resta che il dolore, il grido di chi chiede giustizia. E, ancora, la poesia. Poesia che, quando è autentica e profetica, contiene un dono”. 

L’autore ha donato il libro ai parlamentari europei in segno di solidarietà e partecipazione. “Sono profondamente addolorato per la tragedia di Bruxelles,” scrive nel messaggio che accompagna la raccolta di poesie, “e come cittadino europeo, poeta e difensore dei diritti umani e della pace, vi invio questi versi che condannano la violenza e chiedono a tutti noi di essere uniti e costruire un mondo più civile e accogliente”. L’Ufficio Affari Pubblici del Parlamento europeo ha manifestato all’autore la propria stima, definendo “Ba Ta Clan” come “un simbolo della capacità che ha la poesia di leggere gli eventi contemporanei per invitare la società ad unirsi per l’obiettivo primario dell’Unione europea: costruire un’era di pace, libertà e giustizia sociale”.




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Siamo accanto alla gente di Bruxelles

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:48
Uniti nel dolore e nell’impegno per un mondo in pace. Non arrendiamoci all'odio né alla paura.

Siamo accanto alla gente di Bruxelles e agli amici della vita.

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La follia di sostenere Isis

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:48
Serpeggia anche qui in Italia una pericolosa linea ideologica pro-Isis, che si manifesta persino dove non ce la si aspetterebbe.

Si basa sui dettami del complottismo, si collega all'antisemitismo e alla critica globale e si caratterizza per aggressività e tendenza all'insulto e al tentativo di intimidazione in qualsiasi forma di dibattito. Vedere una soluzione dei problemi politici, economici e sociali su scala globale nelle ideologie e nelle azioni criminali di Daesh significa aver perso la strada dei diritti umani, della pace, della civiltà e della ragione.

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Genova, poesie in forma di barche per i diritti dei migranti e dei profughi

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:45
Il 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, parte da Genova l’iniziativa “Floating Poems”

Genova, 20 marzo 2016. In occasione del 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, parte da Genova l’iniziativa “Floating Poems”, una performance creata dal poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini che ha ottenuto un seguito in tutto il mondo.


A partire da quella data, una flotta di barche di carta su cui sono scritte o stampate poesie sul tema delle migrazioni e dei diritti umani salperanno dall’Italia, dalla Francia, dalla Romania, dal Brasile, dagli Stati Uniti, dall’Uganda e da altre nazioni. “Le istituzioni sono sorde alla tragedia che colpisce migranti e profughi,” spiega Roberto Malini, “come dimostra il recente accordo dell’Unione europea con la Turchia, che legittima di fatto la pratica dei respingimenti collettivi, condannata dalle carte internazionali che tutelano i diritti umani. Chi fugge da crisi umanitarie non ha tutela né durante i cosiddetti ‘viaggi della speranza’ né all’arrivo in paesi che si dicono civili e accoglienti, ma lo sono solo a parole. Migliaia di migranti perdono la vita solo perché non hanno alcun sostegno durante i loro spostamenti: si investe in operazioni di respingimento, ma non esistono ancora procedure moderne ed efficienti di soccorso in mare. Né i governi né l’Unione europea ascoltano i difensori dei diritti umani, ma solo le associazioni scelte dalle stesse istituzioni, in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Difensori dei Diritti Umani. E’ una complicità alla base di speculazioni, sprechi e - di conseguenza - dolore e morte per i rifugiati. I poeti e la società civile si pongono a fianco di coloro che migrano nella speranza di sopravvivere con le loro famiglie. Le prime “poesie galleggianti” sono già partite dal Porto Antico di Genova: alcune foto sono visibili nella pagina Facebook “Floating Poems”. Ne seguiranno tante altre, da città di tutto il mondo, e chiederanno ai potenti di interrompere la persecuzione di migranti e profughi, le pratiche di respingimento (camuffate da politiche a difesa dei rifugiati), l’indifferenza e la xenofobia di fronte ai drammi che funestano le rotte delle migrazioni. Siamo tanti e saremo sempre di più, con una flotta di parole vere e potenti che chiedono giustizia. Il 21 marzo non è solo la Giornata Mondiale della Poesia, ma anche quella contro l’intolleranza e la discriminazione razziale: una data ideale per avviare questa azione poetica e civile internazionale”. La pagina Facebook “Floating Poems” spiega i fini delle poesie in forma di barche: "Per non dimenticare i profughi che hanno perso la vita a causa dell’indifferenza e della xenofobia. Per mantenere viva l’attenzione del mondo sul dramma dei migranti che fuggono da persecuzioni, crisi umanitarie, fame e povertà”. Le prime adesioni all’iniziativa vengono da poeti e attivisti conosciuti e stimati in tutto il mondo fra cui, oltre a Roberto Malini, Michael Rothenberg, Terri Carrion, Dario Picciau, Glenys Robinson, Steed Gamero, Fabio Patronelli, Adriano e Alessandra Petreca Dini, Mario Morales Molfino, Amina Di Munno, Georges Alexandre, Nicholas Kilmarx, Elisa Amadori Brigida, Patrick Leuben Mukajanga, Hamdi al-Azazy. Gli organizzatori invitano poeti, artisti e difensori dei diritti umani di tutto il mondo a creare barche di carta con le loro poesie e i loro messaggi e di affidarle al mare, in ricordo dei martiri delle migrazioni e chiedendo giustizia per i migranti e i profughi di oggi e di domani. Le poesie che si avventureranno in mare per dire no alla persecuzione dei migranti, entreranno a far parte successivamente dell’antologia “Floating Poems” (Lavinia Dickinson Editore, Genova). 

Nelle foto, le prime “poesie galleggianti” partite il 19 marzo dal Porto Antico di Genova; il poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini in un recente reading a Genova presso la Stanza della Poesia di Palazzo Ducale; il dipinto digitale “Floating Poems” di Dario Picciau







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Che cosa sta accadendo in Siria?

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:44
Genova, 20 marzo 2016. Ancora trentanove vittime civili dei bombardamenti in Siria, fra cui cinque bambini. Una tragedia, causata anche dall’uso da parte di Isis di centinaia di scudi umani: il lato più ignobile della guerra.

Non rende meno dolorosa questa continua morìa di innocenti sapere che i bombardamenti sono rivolti contro una mappa precisa di postazioni di Isis e che altrimenti le vittime sarebbero molte di più. Le milizie dello Stato Islamico si muovono sempre portando con sé scudi umani, fra cui molti bambini, lo rivelano le organizzazioni umanitarie, confermando i report delle autorità statunitensi e delle Nazioni Unite, ripresi più volte dai media internazionali.



La disinformazione, riguardo alla guerra civile in Siria, regna sovrana in molti stati occidentali ed è resa ancora meno attendibile dalle opinioni che si susseguono nei social, creando una realtà parallela fatta di dati presunti o inventati. Anche i politici, quando parlano del conflitto in corso in Siria dal 2011, danno l’idea di non saperne nulla. In Siria è in atto una complessa guerra civile che vede il governo di Assad da una parte (con le sue innumerevoli violazioni dei diritti umani) e gruppi fondamentalisti dall’altra (a propria volta caratterizzati da atrocità commesse, di ogni genere), il cui intento è di portare nel paese la sharia. Per quanto riguarda le Nazioni Unite, Stati Uniti, Regno Unito e Francia hanno accordato sostegno ai ribelli, mentre Cina e Russia hanno preso le parti del governo di Assad. Ci sono stati circa 290 mila morti fra il 2011 e oggi, fra cui circa 90 mila civili, 105 mila soldati di Assad e 95 mila combattenti antigovernativi (circa 45 mila ribelli siriani e curdi e circa 50 mila jihadisti di Isis e al-Nusra). Questi numeri sono riconosciuti con pochissima approsssimazione dalle parti in causa, dalle organizzazioni umanitarie, dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea. Molti ritengono che queste cifre siano frutto di un “complotto” e che in realtà le vittime siano per la maggior parte civili. Il fatto che non lo siano, non rende meno grave la loro tragedia: parliamo di quasi centomila civili, fra cui almeno 20 mila bambini! Vi è anche chi nega l’impiego di scudi umani da parte di Isis, nonostante vi siano rapporti, documenti, testimonianze e foto di questa atroce arma di guerra, che viola ogni norma di civiltà. Anche altre organizzazioni jihadiste, sia in Siria che in altri paesi, ricorrono agli scudi umani civili nelle loro azioni di guerra o terrorismo. 

Nella foto, miliziani di Isis impediscono a un contingente di civili di abbandonare una zona di guerra in Siria

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Non ucciderà più

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:43
Abdeslam Salah, l'assassino del Bataclan di Parigi, non ucciderà più.

E' stato catturato venerdì pomeriggio dalle forze speciali a Bruxelles, in rue de Quatre Vents, nel quartiere di Molenbeek, dopo una sparatoria in cui il ricercato è stato ferito a una gamba. E' sconcertante il fatto che numerosi abitanti di Molenbeck abbiano manifestato solidarietà nei confronti del pericoloso criminale e ostilità verso le forze speciali, come se il terrore tenesse in scacco un'intera comunità.

Foto La Repubblica

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A proposito delle “baraccopoli”

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:43
Le "baraccopoli" sono una miniera d'oro per gli speculatori.

In realtà, se non vi fosse discriminazione, esse verrebbero superate spontaneamente dalle stesse famiglie, grazie all'accesso al lavoro degli adulti, senza troppe mediazioni. La discriminazione crea povertà ed esclusione, le quali a propria volta difendono la sopravvivenza estrema con questo tipo di insediamenti. Per superareltre le "baraccopoli" bisogna impegnarsi contro la discriminazione e non fare della povertà un affare o uno strumento politico.

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Catene invisibili

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:42
La libertà è conoscenza. Oggi l'umanità è privata della conoscenza, perché il potere, nelle sue diverse forme, preferisce diffondere ignoranza, calunnia e menzogna.

Senza conoscenza, nessuno di noi è minimamente libero, ma spesso non se ne accorge. Prova un malessere indefinito, ma non sa perché. Sente di non potersi muovere a proprio agio, ma non vede le catene che gli stringono polsi e caviglie.

Cesare Ripa (Perugia, circa 1560 - Roma, 1622), “Allegoria della conoscenza".


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Appello per le famiglie Rom nel Centro accoglienza di via Salaria, a Roma

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:41
Roma/Genova, 14 marzo 2016. EveryOne Group sostiene le richieste dei residenti del Centro di accoglienza di Via Salaria, a Roma, accanto ai firmatari indicati in calce. L'appello da parte delle famiglie di cultura Rom continua.

Un appello autonomo e pacifico, iniziato il 19 febbraio scorso, per chiedere al Comune di non privare i residenti delle cucine e dei frigoriferi, per dire no al pasto serale precotto e per evitare il dramma umanitario che seguirebbe all’annunciato sgombero delle famiglie che vivono nel Centro, senza alternative abitative dignitose, come invece prevedono le leggi italiane e dell'Unione europea. 

Aderiscono:

L’Assessora alle Politiche Sociali del Municipio Eleonora Di Maggio (SEL) Terzo Municipio
Dijana Pavlovic, vicepresidente federazione Rom e Sinti Insieme
Vesna Baxtali Vuletic, presidente di Idea Rom 
Catherine Raffait, Sociologa, Parigi
Maria Rosaria Chirico, sociologa, scrittrice e ricercatrice
SEL, ROMA
La comunità di Sant'Egidio, Roma
L’associazione Rowni - Roma Women Network Italy
Saska Jovanovic Fetahi, presidente Romni Onlus e Rowni-Roma Women Network Iitaly
ACTION Diritti in Movimento
Pietro Soldini, CGIL Nazionale
Arabella Gypy Queen, mediatrice culturale
L’Ex Cinema Palazzo
La Libera Repubblica di San Lorenzo
Roberto Malini, poeta, scrittore e difensore dei diritti umani co-presidente EveryOne Group
Glenys Robinson, autrice e difensore dei diritti umani co-presidente EveryOne Group
Dario Picciau, artista, regista e difensore dei diritti umani co-presidente EveryOne Group
Steed Gamero poeta, scrittore e difensore dei diritti umani - EveryOne Group
Fabio Patronelli, artista e difensore dei diritti iumani - EveryOne Group
Mario Morales Molfino, regista, promotore culturale e attivista umanitario - ouchArt / EveryOne Group
Associazione Nuova Vita Figli di uno Stesso Padre, Presidente Najo Adzovic
Anna Fiorella Damore, cittadina attiva in Milano, zona 4
Marco Brazzoduro docente La Sapienza Roma, presidente Associazione Cittadinanze e Minoranze 
Cristina Padovani, artista associazione "L'atelier de Cristina" , Parigi
Associazone Nazione Rom, Presidente Marcello Zuinisi 
Gianni Carbotti e Camillo Maffia, autori "Dragan aveva Ragione" 
Anna Ventrella Mo.V.I. Lazio 
Kandya Buscaroli, Psicologa 
Michela Cuccu, Giornalista Nuova Sardegna
Concetta Sarachella, Presidente Isernia in rete
Giorgio Bezzecchi, Cooperativa Romano Drom onlus
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Genova: la favola necessaria di un mondo di uguali

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:37
Genova, presso la libreria “L’albero delle lettere”, via Canneto il Lungo, 38r, si è tenuta ieri, 12 marzo 2016, la “Maratona di lettura di libri per l’infanzia contro la censura”.



In difesa della verità nei libri per l’infanzia. Roberto Malini ha presentato la novella illustata “Le stelle nella risaia” ai bambini e alle famiglie di Genova, sottolineando come sia importante che nei libri per bambini e ragazzi si parli anche - come chiedono gli organizzatori del coraggioso ed utilissimo evento genovese - “di tolleranza, di ruoli di genere, di rapporto con le culture straniere e di differenti abilità psicofisiche: perché accogliere e valorizzare le differenze spesso rappresenta per i più piccoli la possibilità di essere felici". Dal 2013 le associazioni Usciamo dal silenzio e Spa politiche di donne hanno aperto presso la Casa delle donne di Salita del Prione 26 La Piccola Biblioteca Leggere Senza Stereotipi, aperta ogni giovedì dalle 17 alle 19.
Libri illustrati per l'infanzia che raccontano fiabe e realtà, per leggere senza stereotipi le differenze, parlando di famiglie, di ruoli di genere, di rapporto con le culture straniere e di differenti abilità psicofisiche: perché accogliere e valorizzare le differenze spesso rappresenta per i più piccoli la possibilità di essere felici.
La cronaca negli ultimi tempi registra numerosi casi di censura di questi libri – dal Sindaco di Venezia forse il caso più eclatante, a Milano dove erano destinati ad un grande falò, come in molte biblioteche o scuole pubbliche in tutta Italia. “Abbiamo quindi deciso,” spiegano Luisa Parodi e le altre organizzatrici, “perché siamo molto allergiche alla censura e amiamo invece la libertà e gli stimoli che ci regalano i libri, di organizzare una maratona di lettura presso la libreria ‘L’albero delle lettere’, dalle 15 alle 20, per creare azioni culturali nonviolente volte proprio all’inclusione, al riconoscimento delle differenze, contro il bullismo, il razzismo e il sessismo, per l’abbattimento di stereotipi che precludono le pari opportunità ai bambini e alle bambine”.
“E’ stato un appuntamento ad alto contenuto di cultura, civiltà e lungimiranza,” ha commentato Roberto Malini dopo aver letto ai bambini la “favola del leopardo”, che fa parte del libro ‘Le stelle nella risaia’, “con la partecipazione di scrittori e promotori culturali che ritengono fondamentale inserire i temi dell’uguaglianza e del rispetto reciproco nell’educazione dei bambini. La libreria ‘L’albero delle lettere’ ha aperto una porta sul futuro, un futuro che sarà costruito dalle nuove generazioni e che speriamo sia differente da questa attualità di divisioni, discriminazioni, violenze e negazioni dei diritti fondamentali. Valentina Edizioni è particolarmente sensibile a queste tematiche e non a caso Unicef ha dato il suo appoggio al libro ‘Le stelle nella risaia’ e a questa iniziativa”. 
“I bambini erano entusiasti,” ha detto il poeta Steed Gamero, che ha portato all’incontro il suo libro ‘I ragazzi della Casa del Sole’, “e i loro interventi, le loro domande esprimevano una grande voglia di amicizia e uguaglianza. Non nelle favole, ma nella realtà di tutti i giorni”.

Nelle foto, Roberto Malini presenta “Le stelle nella risaia”; la libreria di Genova  “L’albero delle lettere”.

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Yisrael Kristal, sopravvissuto ad Auschwitz, è l'uomo più vecchio del mondo

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:36
Yisrael Kristal, sopravvissuto di Auschwitz, è l'uomo più vecchio del mondo: ha 112 anni. Nato in Polonia il 15 settembre 1903, ha lavorato nell'azienda dolciaria di famiglia fino al giorno in cui venne deportato ad Auschwitz con la moglie e i due figli.



I suoi familiari furono assassinati nella “fabbrica della morte” e Yisrael Kristal, dopo la guerra, si trasferì in Israele, dove vive ancora oggi.
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Genova. Emozione al reading di Roberto Malini presso la Stanza della Poesia

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:32
Genova, 11 marzo 2016. Nel pomeriggio di ieri, 10 marzo, si è tenuto alla Stanza della Poesia il reading del poeta Roberto Malini, che ha presentato in anteprima versi dalla sua recente raccolta “Ba Ta Clan” (Lavinia Dickinson Editore).



Dopo il saluto da parte di Barbara Garassino, coordinatrice delle attività culturali della Stanza, che ha offerto agli intervenuti utili note biografiche sull’autore, Mario Morales Molfino ha presentato l’evento, evidenziando come all’opera del poeta corrisponda sempre un impegno quotidiano a fianco dei perseguitati, contro intolleranza, violenza e persecuzione. Un commento musicale e sonoro legato alla città di Parigi e al Bataclan - locale in cui il 13 novembre 2015 ebbe luogo l’attentato terroristico, con 93 vittime - ha sottolineato la prima parte della lettura, caratterizzata da una decina di poesie dedicate alla tragedia consumatasi nella sala di spettcolo parigina: note dall’ouverture dell’operetta di Jacques Offenbach dal cui titolo il locale parigino prese il nome nel 1864; raffiche di kalashnikov e la musica concreta  di Pierre Schaeffer. Il poeta ha letto senza microfono, dosando ritmi, volumi, intensità e asprezze della voce, scandendo sillabe onometopeiche che riconducevano il pubblico alle grida, alla paura, ai passi di corsa, alle raffiche del 13 novembre. Nell’intervallo il poeta italoperuviano Steed Gamero leggeva due poesie tratte dal suo libro “I ragazzi della casa del Sole”, pluripremiato e giunto alla seconda edizione. Seconda edizione e importanti riconoscimenti anche per “Cenere sulle ciglia” di Daniela Malini, che interpretava due liriche. Nelle vesti di chitarrista, Mario Morales Molfino accompagnava la seconda parte del reading, in cui Malini leggeva alcune delle sue poesie dedicate ai diritti umani e alla necessità di combattere fame, povertà e intolleranza. Profetica la prosa poetica “La bomba”, che l’autore ha letto proprio nel giorno in cui il dittatore della Corea del nord Kim Jong annunciava al mondo di possedere versioni miniaturizzate di bombe atomiche, armi di distruzione di massa che possono ormai essere contenute in un valligione. Pieno di speranza l’inno per la Sierra Leone, composto dal poeta in occasione del conferimento del titolo di Poeta Laureato con cui le istituzioni della nazione africana l’hanno onorato, riconoscendo il ruolo delle sue opere letterarie a difesa della pace, dell’uguaglianza e del rispetto dei diritti umani. Il reading è terminato con un altro inno: “Siamo l’arcobaleno”, che Malini ha intonato in inglese e poi recitato in italiano. “Siamo l’arcobaleno” (We are the Rainbow”) è stato scelto dalla comunità gay in Uganda come proprio inno di uguaglianza e libertà, in un paese in cui vigono ancora leggi omofobe e la comunità LGBT è perseguitata.

Nelle foto di Steed Gamero: Barbara Garassino introduce il reading e saluta gli intervenuti; Mario Morales Molfino presenta l’evento; Roberto Malini legge “Ba Ta Clan”; le letture di Steed Gamero e Daniela Malini; Roberto Malini durante la seconda parte del reading, accompagnato alla chitarra da Mario Morales Molfino; un intervento del poeta Angelo Pini durante la conversazione con il pubblico.

















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Scrive un razzista su Facebook

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:32
Scrive un giovane razzista su Facebook: “Quando vedi dei nomadi in evidente sovrappeso rovistare nella spazzatura, per trovare qualcosa ti accorgi che c’è qualcosa che non va. 1, non lavorano; 2, rubano e anche di brutta maniera e 3, si prendono sussidi statali facendo i finti poveri. Ma andate a fanculo va'. Spero veramente che vi bruci il campo. Non esistono poveri obesi”.
La mia risposta: "Questo post è espressione di un'intolleranza che raggiunge l'odio, oltre che di un'ignoranza così profonda che la giovane età e la presunzione rendono solo più triste e riprovevole. I Rom in Italia hanno una speranza di vita media di soli 42/43 anni, contro gli 80 degli altri cittadini. Soffrono di tante patologie da precarietà, unitamente alla cattiva alimentazione, caratterizzata dal consumo di molta carne di maiale a basso prezzo, con molti grassi saturi e da cibi ricchi di zuccheri, inseriti nel regime alimentare perché economici. Ecco cosa dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità: 'La relazione fra povertà e obesità è assai forte in tempo di crisi. L’obesità nei paesi sviluppati non interessa tutti i gruppi sociali nello stesso modo. Nelle società occidentali è più frequente nei quartieri degradati e tra i gruppi con minore livello di istruzione e di reddito. Gli alimenti più ricchi di zuccheri e addizionati di grassi sono più economici e convenienti. Qui sta il legame con la povertà, evidenziato da numerose ricerche promosse dall'Oms'. Diffondere calunnie e falsità è decisamente poco onorevole e poco civile”.

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India, l’inferno dei 30 mila che lavorano nei tombini di Mumbai

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:30
La testimonianza di EveryOne Group, ong in difesa dei diritti umani, che dopo aver raccolto documenti e immagini,  ha inviato un appello urgente – firmato dai presidenti Roberto Malini, Dario Picciau e Glenys Robinson – alle istituzioni della città, al governo dell’India, all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e al Commissario europeo per i diritti umani.
Mumbai – Sono oltre 30 mila gli addetti alla manutenzione dei tombini di Mumbai in India, i cosiddetti Municipal conservancy workers, che lavorano in condizione inumane e degradanti. Nella città più popolosa del mondo (oltre 12 milioni di abitanti), i ‘manutentori’ sono soggetti a grave pericolo di morte, la percentuale di decessi sul lavoro fra di loro è altissima, contraggono gravi patologie, ricevono paghe da fame e vivono in tuguri con le loro famiglie, hanno una speranza di vita media fra le più basse rispetto a qualsiasi altro gruppo sociale.



Tutti gli addetti di Mumbai appartengono all’etnia dei Dalit, un tempo chiamati “intoccabili”, e ancora oggi non hanno diritti civili né umani essendo esclusi dalle quattro caste della società indiana. I Dalit sono discriminati, privati del diritto alla proprietà, esclusi dall’accesso alle pari opportunità, costretti a  lavorare come schiavi e sottoposti ad abusi sia da parte delle forze dell’ordine che della magistratura.



E’ la testimonianza di EveryOne Group, ong in difesa dei diritti umani, che dopo aver raccolto documenti e immagini,  ha inviato un appello urgente – firmato dai presidenti Roberto Malini, Dario Picciau e Glenys Robinson – alle istituzioni della città, al governo dell’India, all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e al Commissario europeo per i diritti umani affinché si fermi questa inaccettabile violazione dei diritti umani. L’appello chiede l’approvazione di leggi che pongano i manutentori di Bombay e i Dalit nel loro complesso in una condizione di uguaglianza rispetto agli altri cittadini. Nel frattempo, chiede l’attuazione di misure urgenti per garantire sicurezza, igiene e modalità umane in relazione all’opera di manutenzione dei Municipal Conservancy Workers di Mumbai e di tutta l’India.

Link correlato:
http://sociale.corriere.it/india-linferno-dei-30-mila-che-lavorano-nei-tombini-di-mumbay/

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Brasile, Adriana Petreca Dini insignita di importante onorificenza umanitaria

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:29
Una straordinaria onorificenza per una donna meravigliosa, amica del popolo Rom e dei diritti umani: Alessandra Petreca Dini riceve dalla Camera Municipale di Santos il titolo ufficiale di "Guardia e difensora dos Direitos das Mulheres".

Alessandra Petreca Dini, come il marito Adriano, è presidente di EveryOne Group Brasile e America Latina nonché del prestigioso Cenacolo di Poesia e Cultura Petreca Dini. I complimenti da parte di Roberto Malini, Dario Picciau, Glenys Robinson (presidenti di EveryOne Group), dei vincitori del Premio Letterario Internazionale Petreca Dini (Roberto Malini e Steed Gamero), dei tanti amici della famiglia Petreca Dini.

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India: condizioni di lavoro umane per gli addetti alla pulizia dei tombini

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:26
Genova, 7 marzo 2016. Dopo aver preso visione di documenti e testimonianze che dimostrano la condizione inumana e degradante in cui operano oltre 30 mila addetti alla manutenzione dei tombini di Mumbai in India (Municipal Conervancy Workers), EveryOne Group ha trasmesso un appello urgente - firmato dai presidenti Roberto Malini, Dario Picciau e Glenys Robinson - alle istituzioni della città più popolosa del mondo (oltre 12 milioni di abitanti), al governo dell’India, all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e al Commissario europeo per i diritti umani affinché si fermi questa inaccettabile violazione dei diritti umani.
I manutentori di Mumbai sono soggetti a grave pericolo di morte (la percentuale di decessi sul lavoro fra di loro è altissima), contraggono gravi patologie, ricevono paghe da fame e vivono in tuguri con le loro famiglie, hanno una speranza di vita media fra le più basse rispetto a qualsiasi altro gruppo sociale. Tutti i manutentori di Mumbai appartengono all’etnia dei Dalit, che un tempo erano chiamati “intoccabili” e - oggi come allora - non hanno diritti civili né umani essendo esclusi dalle quattro caste. I Dalit sono discriminati, privati del diritto alla proprietà, esclusi dall’accesso alle pari opportunità, costretti a lavorare come schiavi e sottoposti ad abusi sia da parte delle forze dell’ordine che della magistratura. L’appello promosso da EveryOne Group chiede l’approvazione di leggi che pongano i manutentori di Mumbai e i Dalit nel loro complesso in una condizione di uguaglianza rispetto agli altri cittadini. Nel frattempo, chiede l’attuazione di misure urgenti per garantire sicurezza, igiene e modalità umane in relazione all’opera di manutenzione dei Municipal Conservancy Workers di Mumbai e di tutta l’India.





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Il lavoro di EveryOne Group per i diritti LGBT

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:25
"Nel nostro paese, un ruolo rilevante per la tutela dei diritti umani, viene svolto daI Gruppo EveryOne, che ha sede in Italia ma sviluppa le sue campagne su scala globale, operando in campo internazionale per la lotta contro l’omofobia, specie in quei paesi che attuano costantemente gravi violazioni dei diritti fondamentali della persona". Fondazione Fontana - Guida Unimondo / Diritti LGBT

Qualcuno se ne accorge! Un grazie alla Fondazione Fontana.
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La poesia di Roberto Malini al Teatro Municipale di Santos (Brasile)

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:24
Santos (San Paolo, Brasile), 5 marzo 2016. Il cenacolo letterario della famiglia Petreca Dini annuncia per il mese di maggio 2016 un nuovo evento, al Teatro Municipale di Santos, incentrato sulla raccolta di poesie di Roberto Malini “Il silenzio dei violini”.

Le attività culturali organizzate da questa famiglia cigana (i “ciganos” sono i Rom che vivono in Brasile) sono sempre di grande livello artistico e civile.

Grazie alla loro affinità con il lavoro letterario del poeta italiano e al loro impegno per diffondere la sua poesia, “ l silenzio dei violini” - nella splendida traduzione di Amina Di Munno - ha un notevole successo in Brasile e porta a conoscenza di molti lettori il dramma dell’emarginazione che colpisce il popolo Rom in Europa.
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Libromondo recensisce Il silenzio dei violini

EveryOne Group - Mer, 23/03/2016 - 14:22
Marzo 2016 - Newsletter n. 5/2016. Eccoci al quinto appuntamento del 2016 con la newsletter di “Libromondo”, Centro di Documentazione sull’Educazione alla Pace e alla Mondialità che si trova all’interno della Biblioteca del Campus Universitario di Legino a Savona. 

Nella sezione “Popoli”, Giuseppe Alessandro recensisce il libro di poesie “Il silenzio dei violini”.

IL SILENZIO DEI VIOLINI
Paul Polansky, Roberto Malini; Il Foglio, 2012, pagg. 200, euro 11,90; ebook euro 1,90

Un titolo evocativo ed esplicativo per un libro di poesie dedicato alla tragedia dei Rom e dei Sinti ed alla loro cultura musicale esplicitata da quello strumento musicale dal suono struggente che è il violino. I Rom e i Sinti, accomunati nel nome di Zingari, sono originari dell’India. La loro natura nomade, che li ha messi a contatto con civiltà diverse, ha fatto sì che
la loro lingua, prima uguale, si sia differenziata. La cultura Rom e Sinti è caratterizzata da una insofferenza delle regole normalmente acquisite dalle popolazioni stanziali; ciò provoca, di solito, un notevole grado di incompatibilità e di rifiuto della convivenza da parte di queste ultime. Nel corso della seconda guerra mondiale, le caratteristiche etniche, culturali e le loro abitudini di vita, indussero il regime criminale nazista a includere gli zingari nel novero dei prigionieri politici, dei malati mentali, degli invalidi, degli ebrei. Circa 500.000 zingari vennero sterminati nei forni crematori. L’olocausto degli zingari, detto porroimos nella loro lingua, ha avuto minore rilevanza nella coscienza dei popoli occidentali rispetto all olocausto degli ebrei, sia in rapporto ai numeri, che alla diversa influenza politica dei due popoli. Roberto Malini, poeta e traduttore delle poesie di Paul Polanski, coautore del libro il silenzio dei violini, ha ricevuto, per questo libro, il 15/9/2012, una Menzione speciale nella serata finale della XXIV edizione del premio letterario Camaiore. Una poesia di Roberto Malini, particolarmente intensa e piena di pathos, dedicata all’uccisione di un giovane uomo rom e del suo bambino, il 23/2/2009, nei pressi di Budapest, ha colpito i membri della giuria:

Tatarszentgyoergy

Con occhi di ghiaccio li guardò l'odio, 
con braccia di fuoco li prese.

La memoria, i violini, tutti quei fiori bianchi 
non ci danno pace.

Mai dimenticheremo Tatarszentgyoergy, 
dove grida - per sempre - giustizia la cenere Rom
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