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7grani: canzoni che portano la vita

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:37
"Ragazza di Nanchino" è la canzone dei 7grani divenuta recentemente un fenomeno sociale, culturale e mediatico in Cina.

E' la dimostrazione di come una canzone possa rendere il mondo tragico in cui viviamo un posto migliore. I 7grani, nostri cari amici, portano attraverso il mondo la loro bellissima musica e il loro messaggio di uguaglianza, pace e nonviolenza. Sono semplicemente meravigliosi!  Finalmente ci si accorge dell'arte di questo gruppo musicale italiano, i cui temi sono la memoria, i diritti umani, la necessità che i popoli e gli individui imparino a vivere in armonia, condividendo le loro diverse tradizioni. Non serve urlare o lanciare reboanti proclami dietro cui si nascondono l'ego e, spesso, il vuoto morale: è più potente la parola gentile, il ricordo che fiorisce come primo fiore di una primavera che sogniamo... Ecco, sul sito della Repubblica, il video della canzone "Ragazza di Nanchino", struggente e preziosa per la nostra società come acqua di memoria e di vita. 


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Una poesia di Roberto Malini dedicata ai mendicanti sulla rivista Il-Pont

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:36
St. Paul's Bay (Malta), 4 marzo 2015. In Italia si prospettano tempi sempre più duri per i cittadini indigenti e senza un tetto sulla testa.

Il potere concesso dalle istituzioni ai sindaci ha condotto, negli ultimi vent'anni, a una vera e propria persecuzione nei confronti del mendicanti. Televisioni e quotidiani, finanziati con denaro pubblico e dunque proni verso il cosiddetto "potere costituito", sono stati determinanti per l'affermarsi di un'intolleranza ormai fuori controllo verso chi - emarginato e senza mezzi di sussistenza - è costretto a vivere chiedendo l'elemosina. Ieri, 3 marzo, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, trattando argomenti legati all'ordine pubblico e alla sicurezza, ha preannunciato una nuova stretta contro i mendicanti, che nei suoi progetti sarà particolarmente aspra e punitiva nei confronti  dei questuanti che chiedono la carità nei centri storici delle città italiane. Il partito nazionalsocialista attuò tale tipo di politiche a partire dalla seconda metà degli anni 1930, mentre questi esseri umani senza difese vennero perseguitati come "asociali" durante gli anni delle leggi razziali. Il poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini e gli altri intellettuali e artisti attivi nel Gruppo EveryOne hanno dato vita a numerose azioni civili, conferenze e manifestazioni culturali a sostegno dei diritti dei mendicanti, ottenendo l'appoggio dell'UNICEF, dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, del Consiglio d'Europa e delle principali organizzazioni internazionali per i diritti della persona. Grazie all'aiuto di alcuni coraggiosi avvocati, questi attivisti per una cultura di progresso sociale sono riusciti a ottenere giustizia per alcuni mendicanti di fronte ai magistrati, dove in genere chi è emarginato non ha scampo. In ragione di tale impegno nonviolento a difesa di un ideale sociale di tolleranza e uguaglianza, i leader del Gruppo EveryOne hanno ricevuto gravi azioni persecutorie da parte di istituzioni e autorità, nonché una stretta censura da parte dei media. Roberto Malini oggi vive a Malta, dove l'atmosfera intorno a chi è povero e diverso è decisamente più tollerante e la società si mostra solidale e generosa. Il poeta ha sviluppato relazioni decisamente costruttive con i poeti maltesi, con i quali condivide, i valori universali della tolleranza e della pace, valori di cui la poesia - per essere un motore di sviluppo sociale - non può fare a meno. Non a caso, il numero di marzo della prestigiosa rivista letteraria maltese Il-Pont, diretta dal poeta Patrick Sammut, docente di letteratura maltese e italiana e vicepresidente dell'Associazione dei Poeti Maltesi, accoglie la poesia Lenuta e la neve di Roberto Malini, tratta dalla pluripremiata raccolta Il silenzio dei violini (Edizioni Il Foglio, Piombino 2012). Lenuta e la neve parla di elemosina come mezzo estremo di sopravvivenza per chi non possiede nulla, ma descrive anche il commovente rapporto di amore che lega una madre e la sua bambina durante la questua: "Davanti a noi tintinna / di tanto in tanto / una moneta / che cade nel bicchiere / e ogni volta mi baci / sulle guance". 
Lenuta e i suoi cari non sono personaggi immaginari, ma una famiglia Rom che ha vissuto a Milano e che il poeta ha conosciuto e assistito finché ha potuto. Successivamente, la famiglia è stata colpita da una durissima persecuzione, perché le leggi italiane criminalizzano i mendicanti, specie se portano con sé i loro figli durante il "manghel", che in romani significa "questua". Il legislatore, quando ha scritto queste norme, ha dimenticato che anche ad Auschwitz i bambini Rom restarono accanto ai loro cari e i nazisti non riuscirono a dividerli, tanto che dovettero internarli, tutti insieme, nello Zigeunerlager, da dove venivano poi avviati verso le camere a gas. Ancora insieme. Hanno scritto prefazione e introduzione al libro di poesie Il silenzio dei violini lo studioso e attivista Ian Hancock, massima autorità mondiale sulla cultura e la storia dei popolo Rom e Sinto, l'ex europarlamentare Rom ungherese Viktoria Mohácsi e, per l'edizione in portoghese, appena uscita in brasile, la poetessa cigana Alessandra Maria Da Silva Freire. 

Lenuta e la neve 
Nevica. 
Siamo sedute sul marciapiede 
e mi stringo a te, mamma, 
per non tremare. 

Davanti a noi tintinna 
di tanto in tanto 
una moneta 
che cade nel bicchiere 
e ogni volta mi baci 
sulle guance. 

Nevica. 
Sono felice della vita 
che scende su di me 
dal cielo, come luce. 

Nelle foto, la poesia di Roberto Malini su Il-Pont; Malini legge Il silenzio dei violini a La Valletta (Malta); Patrick Sammut






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Fontana della Barcaccia. L'Ambasciata olandese risponde a EveryOne Group

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:34
St. Paul's Bay (Malta), 3 marzo 2015. In seguito ai danni causati dai tifosi del Feyenoord alla fontana della Barcaccia, opera realizzata da Pietro Bernini fra il 1626 e il 1629 al centro di piazza Spagna, aRoma, Roberto Malini, Dario Picciau e Glenys Robinson, co-presidenti di EveryOne Group hanno scritto una lettera all'Ambasciatore dei Paesi Bassi a Roma. Eccone un estratto:
"Caro Ambasciatore, la splendida fontana della Barcaccia, opera di Pietro Bernini, è stata sfregiata dai tifosi del Feyenoord, il 18 febbraio scorso, con 110 scalfiture, alcune delle quali irreparabili. EveryOne Group propone che gli autori dei danni arrecati alla splendida Fontana della Barcaccia di Roma siano condannati a rifondere il danno, nel corso degli anni, attraverso i loro conti in banca, le loro proprietà e/o il loro lavoro. In questo modo l'esempio dato ai vandali sarà forte e giusto". I nostri difensori dei diritti umani non hanno fiducia nelle condanne alla detenzione che vengono comminate troppo spesso dai magistrati, ma che di fatto non hanno alcun fine rieducativo, ma, al contrario, infondono nuovo odio verso la società da parte di chi le subisce, a causa delle terribili condizioni di vita nelle prigioni, dell'alta percentuale di gravi malattie che si contraggono dietro le sbarre e degli innumerevoli abusi che i detenuti subiscono mentre scontano una pena che è quasi sempre sproporzionata. Riparare un danno provocato attraverso le proprie risorse e il proprio lavoro è invece sicuramente giusto ed educativo.

L'Ambasciata dei Paesi Bassi in Italia ha inviato la seguente risposta a EveryOne Group:

Roma, 3 marzo 2015. Buon giorno, grazie della Sua mail. Ci scusiamo per il ritardo, ma visto la mole di reazioni ricevute non ci è stato possibile rispondere prima. Condividiamo con voi lo sdegno e lo sconcerto per il comportamento di un gruppo (minoritario) di teppisti. Il calcio deve essere una festa dove non c'è posto per la violenza. Le autorità italiane possono quindi contare sulla completa collaborazione ed impegno dell'Olanda per far sì che i colpevoli siano puniti e costretti a pagare per i danni da loro causati. L'Olanda ha piena fiducia nella giustizia Italiana che deve accertare le responsabilità penali e civili per gli atti di vandalismo. Anche la Polizia nei Paesi Bassi ha aperto un'inchiesta per identificare gli autori degli atti vandalici a Roma.
Sabato 21 febbraio, in una telefonata al suo omologo italiano Matteo Renzi, il Primo Ministro olandese Mark Rutte ha definito come terrificanti gli atti distruttivi compiuti da un gruppo di tifosi e ha espresso il suo senso di vergogna per il comportamento di questi suoi connazionali. Simili considerazioni sono state espresse dal Ministro degli Esteri olandese Koenders al suo collega italiano Gentiloni e dal Sindaco di Rotterdam, Aboutaleb, al Sindaco di Roma, Marino. Martedì 24 febbraio, l’ambasciatore Michiel den Hond ha ricevuto una delegazione dei partecipanti al sit-in Siamo tutti nella stessa barca tenutasi davanti all’ambasciata olandese a Roma. Nel frattempo sono state organizzate diverse iniziative da parte di cittadini privati e aziende olandesi per dare un contributo alla tutela del patrimonio culturale della città, in particolare per la Barcaccia di Piazza di Spagna. Una di queste è un gruppo formatosi spontaneamente tra gli olandesi di Roma sotto la sigla Salviamo la Barcaccia. In Olanda si è poi formato il gruppo Wij zijn Romeinen (Anche noi siamo romani) che sta raccogliendo fondi tramite crowdfunding, mentre gli studenti di un ginnasio della città di Zwolle raccolgono soldi da offrire al sindaco Marino durante il loro viaggio di studio a Roma, la settimana prossima.
Speriamo e confidiamo che un incidente, pur grave, come questo non nuoccia agli ottimi rapporti da sempre esistenti tra i nostri Paesi.
 
Distinti Saluti,
L’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi presso la Repubblica Italiana

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È morto il creatore dei Barbapapà

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:34
Parigi, 2 marzo 2015. Talus Taylor, artista statunitense di origine irlandese, da tanti anni parigino di adozione, è scomparso nella capitale francese all’età di 82 anni.
Alla fine degli anni '60 aveva creato, insieme alla moglie Annette Tison, la serie di fumetti "Barbapapà", divenuta in seguito serie televisiva animata di successo planetario. La famiglia Barbapapà è ecologista e antirazzista; la compongono personaggi di tutti i colori, dal giallo all'azzurro, dal rosa al nero.

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La signora Rani Pushpa ottiene la cittadinanza italiana, negata da sindaco leghista

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:32
Incredibile tentativo da parte del sindaco leghista di Cairate (VA) di negare alla signora indiana Rani Pushpa il suo inalienabile diritto alla cittadinanza italiana, già riconosciuto dalle istituzioni nazionali. Il prefetto di Varese, però, mette a posto le cose, bacchetta il sindaco intollerante e conferma il diritto acquisito.
Da Varese Press: da Varese Press (http://www.varesepress.info/?p=775) Il caso è stato segnalato dalla Sig.ra Rani Pushpa, che pensava fosse concluso l’iter per la richiesta della cittadinanza italiana, avendo ottenuto risposta dal Ministero notificato al comune di Cairate in data 8 settembre 2014. La signora scrive che : “Considerato che la Prefettura di Varese e il Ministero hanno attestato la sussistenza di tutti i requisiti idonei a conferire la cittadinanza richiesta, non si comprende il diniego da parte del Sindaco di codesto Comune a deferire il giuramento previsto dalla legge 5 febbraio 1992 art. 10”.
Nella sostanza la signora in questione sembra non abbia imparato bene la lingua italiana, tanto che il sindaco ha bloccato la sua pratica.
Il sindaco Mazzucchelli (Lega) ha sentito la signora dichiarando : “Non c’è stata alcuna discriminazione da parte mia o del Comune. La persona che presta giuramento per ottenere la cittadinanza italiana deve saper parlare italiano. Lo prevede la legge, deve saper leggere la costituzione”.

Ecco l'appello promosso da EveryOne Group:
Dopo aver appreso la sconcertante azione da parte del sindaco leghista, EveryOne Group ha trasmesso il seguente appello al Presidente Mattarella, al governo italiano, al prefetto di Varese e a tutti i democratici: 

il Gruppo EveryOne desidera esprimere alle istituzioni e a tutti i democratici la sua profonda preoccupazione per il caso, avvenuto a Cairate (VA), in cui un sindaco, dopo il parere favorevole di autorità e governo, ha negato la cittadinanza alla signora Pushpa Rani. In Francia, Germania e negli altri Paesi dell'Ue la cittadinanza è riconosciuta anche a persone analfabete, che non possono essere discriminate per la loro condizione sociale. Nel caso di Cairate, la signora Pushpa Rani conosce l'italiano - magari non in modo eccellente, vista anche l'esclusione sociale in cui sono costretti in tante parti d'Italia gli stranieri - tant'è vero che il Ministero le ha riconosciuto i requisiti necessari. La Lega Nord sta seminando nuovo odio contro gli stranieri ed è importante che i democratici non accettino tali comportamenti. Lo stesso Maroni ha riconosciuto che la Lega "marcia" e gioca con il razzismo per ottenere consensi (http://tv.ilfattoquotidiano.it/.../maroni-nel.../239774/). E' una vergogna e tutti noi dobbiamo dire: basta! Ci auguriamo di richiamare la vostra attenzione sul grave caso di Cairate e vogliate aiutare la nuova vittima di un'intolleranza pianificata a tavolino da persone che non hanno scrupoli a veder rispettati i suoi inalienabili diritti. Grazie. Roberto Malini , co-presidente EveryOne Group".

Il sacrosanto lieto fine 
Oggi, 2 marzo, arriva la notizia del lieto fine della vicenda: la signora Rani Pushpa avrà, come suo diritto, la cittadinanza: il Prefetto di Varese lo conferma. Ed è incredibile che la si sia messa in discussione.

La notizia su Corriere.it:

Cittadinanza negata, il prefetto dà il via libera alla signora indiana
di Roberto Rotondo

Il sindaco leghista Paolo Mazzucchelli si era opposto sostenendo che la 56enne non sa l’italiano, ma è andato oltre le sue prerogative: «È un diritto soggettivo inalienabile».

«Il sindaco di Cairate deve consentire il giuramento. Ho firmato io stesso lo scorso giugno il permesso, la legge non prevede che il primo cittadino abbia potere di discrezionalità». Il prefetto di Varese Giorgio Zanzi interviene sulla vicenda di Rani Pushpa, la donna indiana di 56 anni che ha fatto richiesta di cittadinanza italiana, ma che non ha potuto finora prestare giuramento in Comune perché il sindaco, Paolo Mazzucchelli (Lega Nord), ha negato la cerimonia. «Non parla italiano, non è integrata. Io sono un pubblico ufficiale - afferma il borgomastro - e devo controllare se stiamo facendo diventare italiana, una persona inserita nel territorio».
Il prossimo 8 marzo scade il termine di 6 mesi, entro il quale un cittadino che ha ottenuto il nullaosta deve effettuare il giuramento in Comune. Venerdì scorso Mazzucchelli ha chiesto un parere alla Prefettura, anche perché la donna ha detto che lo avrebbe denunciato se non le avesse consentito di giurare entro i termini previsti. «Abbiamo esaminato questa mattina tutta la pratica - riferisce il prefetto di Varese - e il permesso non può essere negato. L’istruttoria è passata a giugno dai nostri uffici e sono stato io stesso a firmare l’accettazione della domanda. In realtà la signora ha chiesto un permesso per matrimonio, il marito infatti ha già la cittadinanza italiana, e si tratta di un diritto soggettivo inalienabile, per cui il sindaco non ha potere discrezionale».

Nella foto, la signora Rani Pushpa

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Traffico di migranti: tre ong consegnano una lista di trafficanti

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:31
Ginevra, 2 marzo 2015. Tre organizzazioni per la difesa dei diritti dei migranti hanno compilato una lista di trafficanti di esseri umani attivi fra Eritrea, Sudan, Egitto, Libia, Italia e altre nazioni dell'Unione europea.

Si tratta di America Team for Displaced Eritreans, New Generation Foundation for Human Rights ed EveryOne Group. Dopo la lista di schiavisti del Sinai, compilata dalle stesse organizzazioni, che a partire dal 2011 portò a numerose azioni da parte dell'esercito egiziano per smantellare i covi dei predoni e assicurare alla giustizia decine di criminali, questo nuovo elenco dovrà essere alla base, secondo quanto auspicano le tre ong, di nuove politiche istituzionali contro la criminalità organizzata che fa affari milionari sulla pelle di migranti e profughi. "Il traffico di migranti si sviluppa indisturbato sotto gli occhi delle Nazioni Unite, dell'Unione europea e delle nazioni coinvolte," spiegano John Stauffer, Hamdy Al-azazy e Roberto Malini in rappresentanza delle tre organizzazioni umanitarie, "causando la morte di migliaia di esseri umani che sono costretti ad affrontare il 'viaggio della speranza' verso Lampedusa e l'Europa su barconi vecchi e sovraccarichi, pagando ai criminali fino a 10/15 mila euro pro capite. Ma gli schiavisti, che sono collegati a Cosa Nostra, alla 'Ndrangheta e alle altre mafie internazionali, nonché al terrorismo, non si accontentano di questo tragico business, perché effettuano anche rapimenti di migranti disperati finalizzati all'estorsione di denaro alle loro famiglie e comunità o al mercato nero degli organi". La lista redatta dalle ong è stata consegnata al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Zeid Ra'ad Al Hussein, all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres, allo Special Rapporteur delle Nazioni Unite sul Traffico di Persone Maria Grazia Giammarinaro e al Commissario del Consiglio d'Europa per i diritti umani Nils Muižnieks. "L'abbiamo redatta con grande attenzione, in base alle testimonianza di centinaia di migranti e profughi provenienti dalle nazioni africane in crisi umanitaria," continuano gli attivisti. "Abbiamo inserito nomi, cognomi, fotografie, basi operative, recapiti e numeri di telefono di personaggi che rivestono importanti ruoli strategici nel traffici di esseri umani dall'Africa all'Europa. Alcuni di loro sono potenti e pericolosi boss del crimine organizzato egiziano, sudanese e libico, che operano in stretto contatto con le reti mafiose italiane e internazionali. Altri sono organizzatori di viaggi dalle coste del Nordafrica a Lampedusa: le drammatiche traversate a bordo di 'carrette del mare' che sono causa di tante morti in mare. Se le Nazioni Unite e l'Unione europea supporteranno il nostro impegno contro i traffici di esseri umani senza esitare, superando il problema delle lungaggini burocratiche," concludono i difensori dei diritti umani di America Team for Displaced Eritreans, New Generation Foundation for Human Rights ed EveryOne Group, "sarà finalmente possibile, grazie alla nostra lista, iniziare concretamente a combattere la piaga della tratta di migranti, salvando migliaia di vite umane ed evitando che fiumi di denaro finanzino le mafie e si trasformino in armi sempre più potenti che raggiungono le organizzazioni terroristiche".

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Tim Cook, un impegno per la privacy e la libertà

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:31
Mentre in Italia un governo che non è frutto delle scelte del popolo italiano, un governo che ha perduto da tempo la via della democrazia e del rispetto dei diritti fondamentali della persona ha ottenuto leggi che consentono alle autorità - attraverso strumenti che violano i fondamentali diritti umani, come il "redditometro" - di controllare ogni particolare delle nostre vite, Tim Cook, Premio Makwan 2014 per i Diritti Umani, promuove il diritto alla privacy come valore parallelo a quello della libertà, denunciando i gravi abusi di potere delle multunazionali e dei nuovi regimi mascherati da democrazie.
Ha ragione Tim Cook, ancora non ci rendiamo conto che attualmente ogni nostra azione è controllata, anche le più personali, come l'abbonamento a una rivista politica, il sostegno a una causa umanitaria o l'acquisto di una medicina. E che tali informazioni vengono usate per annientare o controllare i nostri spazi di libertà e intimità.

Leggi le dichiarazioni di Tim Cook a The Telegraph:
http://www.macitynet.it/tim-cook-la-privacy-non-si-tocca-apple-pronta-combattere-conto-chi-vuole-cambiare-le-regole/

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Boxe, Michele Di Rocco si conferma campione d'Europa e punta al mondiale

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:31
Milano, 28 febbraio 2015. Il campione d'Europa dei pesi superleggeri Michele Di Rocco ha confermato al Teatro Principe di Milano il titolo, sconfiggendo lo sfidante danese Kasper Bruun per ko tenico alla nona ripresa.
Di Rocco ha dominato l'incontro, mostrando una notevole preparazione atletica, oltre che la consueta bravura tecnica e la notevole velocità di braccia  Il campione Rom ha dimostrato ancora una volta di meritare una chance mondiale.

Nella foto, Di Rocco e Bruun

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È morto Spock, il vulcaniano che univa la logica all'umanità

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:30
St. Paul's Bay (Malta), 27 febbraio 2015. E' morto all'età di 83 anni l'attore americano Leonard Nimoy, il popolare signor Spock di "Star Trek".
Quando eravamo ragazzi, ci ha insegnato che la logica non è sempre fredda, ma a volte è una via verso la nostra più profonda umanità.


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Sabato saremo tutti con Michele Di Rocco, pugile e ambasciatore antirazzista

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:29
Michele Di Rocco, pugile Rom 32enne di Bastia Umbra (Perugia) difende sabato sera a Milano il titolo di campione europeo di superleggeri. Il suo sfidante è il danese Kasper Bruun.
Di Rocco è un campione orgoglioso e desidera essere un esempio per i giovani: "Mi impegnerò sempre per mettere ko l'intolleranza. Molti ci giudicano semplicemente 'zingari' e danno a questa parola un significato negativo, carico di pregiudizi. Pochi mostrano rispetto per culture come quella Rom, che hanno secoli di storia". Finora Di Rocco ha disputato 35 incontri da professionista, con 34 vittorie (15 prima del limite) e una sola sconfitta. Forza Michele!

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Due ong consegnano una lista di di trafficanti di profughi

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:27
Ginevra, 26 febbraio 2015. La sinergia fra EveryOne Group e New Generation Foundation for Human Rights ha ottenuto importanti risultati nella lotta contro la tratta di migranti e profughi. La nuova lista prodotta dalle due ong e consegnata alle Nazioni Unite e al Consiglio d'Europa può significare l'inizio di nuove misure istituzionali contro gli sporchi traffici del crimine organizzato, che gestisce un business atroce e sanguinoso sulla pelle dei migranti e dei profughi.

“I profughi siriani che a bordo di vecchi e pericolosi barconi stracarichi tentano il viaggio dalle coste egiziane verso Lampedusa sono costretti a pagare da 10 a 15 mila euro a testa, perché i ‘viaggi della speranza’ sono gestiti dalle mafie internazionali”.

Lo rivelano Hamdy Al-azazy (presidente dell’organizzazione a difesa dei rifugiati New Generation Foundation for Human Rights), Roberto Malini, Dario Picciau e Glenys Robinson (copresidenti del Gruppo EveryOne). Da alcuni anni il Gruppo EveryOne e New Generation Foundation for Human Rights sono impegnati contro la tratta di esseri umani che provengono da Eritrea, Etiopia, Sudan e altre nazioni africane.

L’impegno di queste due organizzazioni è stato fondamentale per ottenere l’intervento da parte dei governi di alcune nazioni coinvolte dai traffici e soprattutto per convincere le autorità egiziane a combattere il drammatico fenomeno dei rapimenti di profughi nel Sinai, imprigionati e torturati da bande organizzate di schiavisti per estorcere alle loro famiglie ingenti somme di denaro*. Grazie alla lunga esperienza nella lotta contro la tratta di esseri umani, in sinergia con le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa, le due organizzazioni umanitarie hanno redatto  attualmente una lista che comprende i nomi e le residenze di alcuni sospetti trafficanti attivi fra l’Eritrea, il Sudan, la Libia, l’Egitto, l’Italia e altre nazione europee.

“I nomi che abbiamo incluso nella lista derivano dalle testimonianze di centinaia di profughi che sono caduti nelle loro mani, per fuggire da conflitti, persecuzioni e carestie, verso Lampedusa e l’Europa,” spiegano gli attivisti. “Il traffico locale, che tiene sotto controllo i movimenti migratori, obbligando i profughi ad affidare le loro speranze ai ‘passeur’, è collegato alla criminalità organizzata internazionale. Alcuni dei piccoli boss del traffico segnalati nella nostra lista sono sospettati di rapimento di profughi a fine di estorsione, altri dell’organizzazione di pericolosi viaggi su barconi privi di sicurezza dalle coste del Nordafrica verso Lampedusa (Italia) e altre mete europee”.

New Generation Foundation for Human Rights e il Gruppo EveryOne hanno trasmesso la lista dei sospetti trafficanti al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Zeid Ra’ad Al Hussein, all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres, allo Special Rapporteur delle Nazioni Unite sul Traffico di Persone Maria Grazia Giammarinaro e al Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani Nils Muižnieks. Gli autori della lista sottolineano la necessità di un intervento urgente a difesa dei profughi africani che cadono nelle mani dei trafficanti e della criminalità organizzata.
“Quando New New Generation Foundation for Human Rights e il Gruppo EveryOne iniziarono a denunciare i traffici di migranti nel Sinai, le estorsioni, le torture, gli omicidi perpetrati contro di loro, la presenza di covi di trafficanti nei quali erano presenti vere e proprie prigioni e potenti arsenali, ” ricorda Roberto Malini, “i governi e le istituzioni internazionali esitarono ad agire. I dossier da noi forniti, le coordinate geografiche dei covi, le testimonianze delle vittime avrebbero consentito, al contrario, un intervento immediato. La lunga attesa costò molte violenze, molti abusi e molte vite umane.

Quando il Gruppo EveryOne, fra il 2010 e il 2012, si è appellato all’Unione europea affinché venissero messe in atto misure di protezione e intervento urgente a difesa dei profughi che dall’Africa cercano rifugio in Italia e affrontano pericolosi viaggi in mare, ha ottenuto una risposta positiva da parte della Commissione europea**, ma successivamente le misure attuate non hanno corrisposto agli impegni da parte della Commissione ed EveryOne Group non è più stato consultato. Anche in questo caso, si sono perse centinaia di vite umane: una strage causata dalle lentezze burocratiche, dall’inadeguatezza dei programmi di soccorso in mare e dall’indifferenza. Una tragedia che poteva essere evitata. Nel frattempo i difensori dei diritti umani di Everyone Group e New Generation Foundation for Human Rights sono stati colpiti da gravi episodi di persecuzione e alcuni di loro stati costretti ad abbandonare i paesi in cui vivevano e operavano. Hamdy Al-azazy, la cui famiglia ha subito violenze e minacce, è stato costretto a chiedere asilo in Germania***, mentre Dario Picciau, io e altri giovani operatori umanitari di EveryOne Group siamo stati costretti a trasferirci a Malta dopo gravi e continui atti persecutori subiti a causa della nostra opera a difesa delle minoranze vulnerabili****.

Nonostante il trasferimento, tuttavia, il nostro impegno civile e culturale a tutela dei diritti umani prosegue. Oggi chiediamo alle istituzioni cui è rivolto questo appello di agire con urgenza, affinché le autorità inizino ad effettuare serie indagini sui trafficanti di esseri umani, finalizzate a identificare nel suo complesso la rete criminale che specula sulla tragedia dei profughi, sottoponendoli a pesanti estorsioni e mettendo in pericolo le loro vite. Contemporaneamente, ribadiamo che è necessario creare un programma di supporto e intervento urgente per proteggere i viaggi dei profughi che fuggono da conflitti, persecuzioni e carestie, perché il valore della civiltà inizia proprio dalla volontà da parte delle istituzioni di proteggere i più deboli e garantire loro il diritto di sopravvivenza e la speranza di un futuro sicuro e sereno, in cui possano concretizzare i loro sogni, che sono i sogni di tutti gli esseri umani”. La lista che New Generation Foundation for Human Rights e il Gruppo EveryOne hanno consegnato alle summenzionate autorità internazionali comprende i nomi e le basi operative di 19 sospetti boss locali del traffico di esseri umani, con fotografie che ne ritraggono alcuni e tutte le informazioni utili per iniziare un’indagine finalizzata all’identificazione delle reti criminali locali e dei loro rapporti con le mafie internazionali, fra le quali gioca un ruolo di grande rilievo quella italiana.

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EveryOne sostiene il gruppo musicale 7grani e il loro progetto di civiltà

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:27
St. Paul's Bay (Malta), 25 febbraio 2015. EveryOne Group è molto vicino al gruppo musicale 7grani, fondato nel 2003 dai fratelli Fabrizio, Mauro e Flavio Settegrani. 
Il loro album pubblicato nel 2013, Neve diventeremo, è dedicato alla memoria della Shoah e ai valori della Resistenza e contiene la struggente, bellissima canzone che dà il titolo alla raccolta. L'amicizia con il gruppo prosegue, con l'idea, che matura giorno dopo giorno, di dare vita a un evento comune di musica, poesia, arte e civiltà, magari già in occasione dell'EXPO di Milano.

"Caro Roberto," scrivono i 7grani a Roberto Malini, "come sai, anche quest'anno i 7grani  sono stati invitati in varie località italiane, per incontrare studenti nelle scuole e partecipare ad alcuni festival a Milano, Cuneo, Caltanissetta, Rimini, Como e altre città. Il progetto 7grani è cresciuto e attualmente è un vero e proprio spettacolo, con un concerto che coinvolge emotivamente centinaia di studenti insieme a loro insegnanti. Da sottolineare l'evento tenuto a Salsomaggiore Terme nel Teatro Europa, che ha visto la partecipazione di ben ventidue classi di studenti provenienti da Salsomaggiore e Fidenza, per l'organizzazione degli istituti scolastici, delle istituzioni locali, dell'Anpi e di imprese etiche. 

L'evento al Teatro degli Atti di Rimini, svoltosi il 31 Gennaio e organizzato dalla dottoressa Laura Fontana, Responsabile del Progetto Educazione alla Memoria del Comune di Rimini e dal 2009 Responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah, ha accolto almeno 600 studenti, mentre all'evento presso una scuola di Monterenzio (Bo) abbiamo incontrato una rappresentate dello Yad Vashem di Gerusalemme, la quale ci ha comunicato che il Memoriale della Shoah è interessato alle nostre iniziative e alla nostra musica. Tutto il progetto è stato pubblicato su Mosaico, sito ufficiale della Comunità Ebraica di Milano (http://www.mosaico-cem.it/media/neve-diventeremo-2). Speriamo di iniziare al più presto una collaborazione, visto che condividiamo gli stessi valori civili, lo stesso impegno per la Memoria e gli stessi ideali sociali". Sono pochi gli artisti in Italia capaci di influire sulla cultura e soprattutto sull'educazione delle nuove generazioni e i 7grani appartengono sicuramente a questo novero di artisti il cui talento e il cui impegno sono preziosi, tanto più in questi tempi caratterizzati da indifferenza, intolleranza, corruzione e violenza.

La nuova canzone dei 7grani, Ragazza di Nanchino, merita il più convinto supporto da parte di EveryOne Group e di tutti gli amici dei diritti umani. E' dedicata alle donne vittime di violenza e ha già ottenuto un notevole interesse in Cina, dove nel 1937 avvenne il terribile massacro conosciuto anche come "Stupro di Nanchino”, perpetrato dai soldati dell'esercito imperiale giapponese che invase la Cina e, conquistata l'allora capitale Nanchino, commise uno fra i più atroci crimini della storia contro donne, anziani e bambini. Come ricordano i 7grani, "vengono stimate in un numero compreso fra 200 e 300 mila le vittime di esecuzioni sommarie, stupri collettivi, annegamenti in massa nello Yangtze. La nostra canzone trae ispirazione da quella tragedia per ricordare tutte le donne vittime di violenza e i civili inermi che perdono la vita nei conflitti". La principale rete televisiva cinese ha inviato in Italia una troupe giornalistica per intervistare gli autori/interpreti del brano Ragazza di Nanchino. 

Ragazza di Nanchino insieme a Caminante sono le due canzoni-simbolo del nuovo album dei 7grani, che vanno a completare e a donare forza e nuovo slancio al progetto Neve Diventeremo.

Nella foto, il gruppo musicale 7grani;
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Bergamo, assassinato Roberto Pantic, Rom padre di dieci figli

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:26
Roberto Pantic, 43 anni, Rom di origini croate, nato in Italia, aveva parcheggiato da qualche giorno i due camper in cui viveva con la moglie e i dieci figli nelle campagne bergamasche vicino a Calcio.
La notte di sabato 21 febbraio l'uomo si è improvvisamente sentito male e i familiari, pensando a un malore, hanno chiamato il 118. Nella drammatica corsa verso l'ospedale, i soccorritori hanno notato una piccola ferita da arma da fuoco sulla nuca di Pantic: un colpo di proiettile calibro 9. Roberto Pantic non è sopravvissuto. La sua famiglia risiede a Torino, ma si reca spesso nella Bassa bergamasca, mantenendosi con la questua. Non ha mai avuto problemi con i cittadini di Calcio o dei paesi limitrofi. Gli inquirenti hanno rilevato diversi colpi di pistola sulle pareti dei camper in cui la famiglia dormiva, quando è avvenuta l'aggressione. 

Nella foto, la chiesa parrocchiale di Calcio (BG)

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Il Rapporto ECRI denuncia l'intolleranza che in Italia colpisce Rom e Sinti.

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:25
St. Paul's Bay (Malta), 25 febbraio 2015. EveryOne Group ringrazia pubblicamente l'ECRI, European Commission against Racism and Intolerance (Commissione europea contro il Razzismo e l'Intolleranza), organismo del Consiglio d'Europa che è ormai un punto di riferimento per le denunce, i dossier, le testimonianze presentate dall'organizzazione umanitaria.

"Il nostro gruppo è particolarmente attivo riguardo al problema degli sgomberi," spiegano Roberto Malini, Dario Picciau e Glenys Robinson, co-presidenti di EveryOne Group, "che colpiscono la fascia più debole della comunità Rom e Sinta ovvero le famiglie senza mezzi di sostentamento né possibilità di alloggio. 

E' stato diffuso oggi il Rapporto sull'Italia curato dall'ECRI, con cui siamo costantemente in contatto, che denuncia un tasso di discriminazione e persecuzione ancora inaccettabile nei rapporti fra le istituzioni e la le minoranze Rom e Sinta". "Nonostante alcuni progressi avvenuti dal 2012 in poi," rileva la Commissione, "l'Italia non garantisce ancora il rispetto dei diritti di Rom e Sinti". L'ECRI, come auspicato dal Gruppo EveryOne, sottolinea la mancanza di politiche e misure che assicurino alle famiglie colpite da ordinanze di sgombero pari diritti rispetto agli altri cittadini ovvero la concessione, di fronte allo sgombero, di una soluzione alloggiativa dignitosa, soluzione che non è praticamente mai stata concessa neanche nel 2014.

Mentre esce il Rapporto ECRI, EveryOne Group sta conducendo alcune difficili azioni umanitarie per far fronte ai drammi umanitari causati dalle politiche intolleranti condotte da istituzioni e autorità in alcune città italiane. Particolarmente grave il caso di Pesaro, dove EveryOne Group - aiutato in alcuni casi dal Difensore Civico delle Marche - si sta impegnando per evitare una serie di sgomberi, già preannunciati, con sottrazione delle roulotte ad alcune famiglie Rom indigenti, in cui vivono individui che soffrono di serie patologie e che, messi in mezzo alla strada, si troverebbero in grave pericolo di vita. 
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Ritorna Mahalla, la testata dei Rom e Sinti fondata da Fabrizio Casavola

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:23
Milano, 24 febbraio 2015. Una serata per ricordare Fabrizio Casavola, giovedì 26 febbraio, dalle ore 19.00 alle 22.30 presso Ligera, via Padova 133, nel corso della quale sarà annunciato il ritorno di “Mahalla – Rom e Sinti da tutto il mondo”, storica testata di  informazione sulla realtà dei Rom e Sinti, fondata e animata da Fabrizio Casavola fino al 25 maggio 2014, giorno della sua prematura scomparsa.

"Mahalla" è divenuta negli anni una delle realtà principali sulle tematiche legate alle minoranze Rom e Sinte e finalmente, dopo alcuni mesi di sospensione, riprenderà prossimamente a pubblicare notizie, inchieste, comunicati e materiali. 

Chi era Fabrizio Casavola
“Fra i pochi milanesi "nati a Milano" Fabrizio Casavola non si è mai fatto problemi per i tanti "forestieri" con cui la città convive, mangia, fotte, cambia. Se Milano dovesse campare dei soli milanesi, sarebbe ancora uno sperduto villaggio celtico.
Ama questa città che fa fatica a rimanere ferma, che divora se stessa e conserva in segreto le poche memorie del passato. Di sé racconta che ha fatto quasi tutti i mestieri, tranne il cacciatore di squali e il domatore di pulci. Ha passato i cinquanta e basta così”. (dal libro "Vicini e distanti – Cronache da via Idro", a cura di Fabrizio Casavola).
Fabrizio Casavola è mancato il 25/5/2014 all’età di 55 anni.

Il blog "Mahalla - Rom e Sinti da tutto il mondo"
 Il blog "Mahalla – Rom e Sinti da tutto il mondo" (http://www.sivola.net/) è una testata di informazione sulla realtà dei Rom e Sinti, fondata dall'attivista e scrittore milanese Fabrizio Casavola e da lui condotta fino al 25 maggio 2014, giorno della sua scomparsa. Fabrizio lo presentava così: «Questo è un blog sgarrupato e provvisorio, di chi non ha troppo tempo da dedicarci e molte cose da comunicare».
Nel corso degli anni il blog Mahalla è diventato una delle realtà principali, specializzate sulle tematiche legate alle minoranze rom e sinte ed è stato curato, oltre che da Fabrizio Casavola, anche da un’équipe di giornalisti ed esperti, tra i quali spicca il collettivo di Sucar Drom/U Velto (altro blog “storico” dell’universo rom), per offrire quotidianamente informazioni, notizie, inchieste, comunicati stampa su tutte le vicende che riguardano le comunità romanì, in Italia e non solo. Dopo la scomparsa di Fabrizio Casavola il blog ha sospeso l’attività per qualche mese ma, a breve, verranno riprese le pubblicazioni di notizie riguardanti le comunità rom e sinti, a cominciare da quelle di Milano e della Lombardia.

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Vignette satiriche, spazio di libertà

EveryOne Group - Gio, 05/03/2015 - 12:21
St. Paul's Bay (Malta), 23 febbraio 2015. Le vignette sono una forma di comunicazione creativa che fa parte della storia della nostra cultura e civiltà.

La storica dell'arte Carol Morganti mi ricordava ieri la figura del vignettista Giuseppe Scalarini (Mantova, 29 gennaio 1873 - Milano, 30 dicembre 1948) uno dei principali caricaturisti e disegnatori satirici italiani, anticapitalista e pacifista, ferocemente perseguitato dai fascisti.

Il rispetto della satira è il termometro della civiltà e della libertà e quando, in seguito alla strage nella redazione di Charlie Hebdo, ho letto e sentito pareri di artisti, giornalisti e intellettuali che si accanivano non nei confronti degli assassini, ma contro gli autori delle vignette su Maometto, si è rafforzata la mia convinzione che gran parte degli italiani abbia dimenticato il valore e l'importanza di pensare e vivere liberamente. Fare satira sui potenti, sui leader politici, sulle ideologie e le religioni non significa mancare di rispetto ad alcuna di queste entità, ma - al contrario - significa dedicare ad esse il frutto del proprio talento, della propria arguzia, del proprio spirito libero e critico. Cinque anni fa ho conosciuto il grande fumettista e autore satirico ebreo americano Art Spiegelmann, un artista che attraverso la caricatura denuncia le ingiustizie che avvengono nel mondo ed educa i giovani alla memoria e al rispetto dei diritti umani. 

Mi ha dedicato una "vignetta" che conservo gelosamente. Mercoledì 25 febbraio torna nelle edicole francesi Charlie Hebdo. La nuova copertina simboleggia il terrore e il dolore che caratterizzano il nostro tempo ed è rossa come il sangue delle vittime dei fanatici attentatori. Il titolo è "C'est reparti!" (Si ricomincia!). L'uscita della rivista va salutata con partecipazione e amore, perché non contiene "solo" vignette. Contiene il piccolo spazio di libertà che si restringe sempre di più intorno a noi e dentro di noi.

Nelle foto, la nuova copertina di Charlie Hebdo, la vignetta che Art Spiegelman mi ha dedicato, una vignetta di Giuseppe Scalarini.

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Arte che affonda

EveryOne Group - Lun, 23/02/2015 - 14:55
St, Paul's Bay (Malta), 21 febbraio 2015. Un delitto contro il patrimonio artistico di Roma che verrà sanato solo parzialmente e che è simbolo dei pericoli che corre l'arte nel nostro tempo, in cui l'umanità è distratta da altri interessi e troppo spesso si abbandona al proprio impeto distruttivo.
La fontana della Barcaccia, opera di Pietro Bernini (forse completata dal figlio Gian Lorenzo, dopo la morte del padre) è stata sfregiata dai tifosi del Feyenoord, il 18 febbbraio scorso, con 110 scalfiture, alcune delle quali irreparabili. La fontana della Barcaccia, edificata in travertino al centro di piazza di Spagna, fu realizzata tra il 1626 e il 1629 per volontà di papa Urbano VIII Barberini (1623-1644).

Pietro Bernini realizzò per la prima volta una fontana concepita come una scultura, ispirandosi a una barca che, probabilmente, era stata portata in Piazza di Spagna a causa della piena del 1598. La vasca a forma di barca dai bordi bassi, ispirata ai battelli che trasportavano le botti lungo il Tevere, dà l'impressione di essere sempre sul punto di affondare...

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Chiavari e l'intolleranza verso i mendicanti

EveryOne Group - Lun, 23/02/2015 - 14:54
"Chiavari è tornata ad essere bella ed accogliente," dice il primo cittadino. Che però fa varare un'ordinanza anti elemosina. Ci sono persone che vivono solo grazie alle mense per i poveri e a qualche monetina.
Il Corano inserisce tra i propri pilastri la generosità verso i poveri. Il Vangelo dice che per i poveri ci sarà un regno. La povertà e il mendicare non sono mai stati considerati, in nessuna cultura, un disonore. Che li aiuti lui allora! Non si può vietare a un uomo di avere fame! EveryOne Group si è mosso presso le sedi nazionali e internazionali contro questa triste deriva culturale.

Purtroppo la cittadinanza di Chiavari è con il sindaco e in genere in Italia l'intolleranza verso i mendicanti è tornata intensa e irrazionale come ai tempi di Mussolini. Chi è povero e tende la mano non suscita più sentimenti di solidarietà, ma rifiuto, odio e paura. Nonostante le parole di Papa Francesco, spesso anche i sacerdoti allontanano i mendicanti dal sagrato delle chiese e in alcuni casi chiamano le forze dell'ordine per farli allontanare.

Nella foto, Palazzo Bianco, sede del Municipio di Chiavari

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Appello affinché i mendicanti di Chiavari non siano perseguitati

EveryOne Group - Lun, 23/02/2015 - 14:53
Al sindaco, alla Giunta comunale, al Consiglio comunale di Chiavari; alla Provincia di Genova; alla Regione Liguria; ai parlamentari e ai ministri contro le discriminazioni; al Commissario del Consiglio d'Europa per i Diritti Umani; all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani; alla stampa; alla società civile
Chiavari, 19 febbraio 2015

EveryOne Group, organizzazione internazionale per i diritti umani, e alcuni difensori dei diritti umani liguri chiedono alle istituzioni intestatarie di agire con urgenza affinché i diritti dei poveri che vivono a Chiavari (GE), costretti alla questua a causa dell'indigenza e dell'esclusione sociale, non vengano sottoposti a persecuzione. Ricordiamo che la Costituzione italiana e le Carte internazionali sui diritti umani tutelano gli esseri umani in difficoltà sociale e prevedono che essi ricevano un sostegno economico - e/o un lavoro - nonché un alloggio, condizioni essenziali perché posano vedere garantite le proprie condizioni di salute e sicurezza, mentre in nessun modo può essere inibita l'attività della questua finalizzata alla sopravvivenza. Ricordiamo inoltre che le istituzioni che violano i diritti di chi è costretto alla questua sono soggette a provvedimenti giuridici, come dimostrano il caso del Comune di Padova, che nel 2014 ha minacciato multe, fermi, fotosegnalazioni contro i mendicanti e altri casi analoghi. A Chiavari, secondo la stampa locale, le istituzioni sono andate addirittura al di là delle minacce, firmando un'ordinanza nei confrionti dei poveri che sopravvivono con la questua, ordinanza che prevede pene vanno da un minimo di 50 a un massimo di 300 euro cui si aggiungono la confisca amministrativa del denaro raccolto con l'elemosina e di eventuali attrezzature impiegate nell'attività. Vietato anche, secondo i media, l'accattonaggio non molesto o minaccioso nei pressi delle intersezioni stradali e i parcheggi pubblici, mercati o in prossimità di stazione, ospedale, luoghi di culto, cimitero, esercizi commerciali, uffici pubblici, istituti bancari, nonché delle sedi delle istituzioni preposte al soccorso ed alla sicurezza pubblica; sulle fermate dei mezzi di trasporto pubblico di linea e non di linea. Vietato anche l'accattonaggio con animali. Nonostante si tratti di provvedimenti che si pongono contro la Costituzione e le Carte che tutelano i diritti fondamentali della persona, pare che il provvedimento, immediatamente esecutivo, resterà in vigore fino al permanere della cosiddetta "situazione di emergenza" e comunque non oltre 12 mesi.
Rammentiamo alle istituzioni chiavaresi e a quelle intestatarie che in tempi oscuri, da cui tutti i democratici dovrebbero  allontanarsi, furono i seguaci del partito nazionalsocialista a colpire con provvedimenti inumani i mendicanti. Per esempio, prima delle Olimpiadi di Berlino del 1936, i nazionalsocialisti allontanarono i mendicanti dal centro di Berlino e dalle zone in cui vi erano impianti sportivi olimpici, costringendoli fare la questua in periferia e prevalentemente nel quartiere Marzahn. Tuttavia, in virtù delle leggi che tutelavano gli individui indigenti, neppure i discepoli di Hitler istituirono multe o altre pene contro i questuanti. Ricordiamo inoltre che i nazisti, per giustificare agli occhi del popolo le misure ostili ai mendicanti, propagandarono calunnie che criminalizzavano i poveri costretti all'elemosina. Siamo certi che l'ordinanza di Chiavari sia frutto della non conoscenza da parte delle istituzioni locali delle leggi che tutelano gli individui costretti alla questua a causa della loro indigenza e chiediamo che l'ordinanza sia immediatamente ritirata.

In attesa di una risposta umana, costituzionale e solidale con i poveri, porgiamo distinti saluti. 

Roberto Malini, Daniela Malini - EveryOne Group

Nella foto, "Mendicante", dipinto di Giacomo Ceruti detto "Il Pitocchetto" (Milano, 1698 - 1767) 

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Sindaci contro mendicanti

EveryOne Group - Lun, 23/02/2015 - 14:52
Chiavari, 18 febbraio 2015. I nazisti fecero dichiarazioni simili a quelle rese alla stampa di questi tempi da numerosi sindaci italiani, in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936.
Tuttavia neppure loro vietarono l'elemosina, ma semplicemente allontanarono i mendicanti dal centro e dalle zone in cui vi erano impianti sportivi olimpici, costringendoli fare la questua in periferia e prevalentemente nel quartiere Marzahn. Anche i seguaci di Hitler propagandavano la calunnia secondo cui i mendicanti apparterrebbero a un "racket" di gente senza scrupoli, che schiavizza invalidi, bambini e cani per il tesoro di... qualche moneta! Attualmente il sindaco di Chiavari progetta un'ordinanza che di fatto metterebbe i poveri e i senzatetto in una condizione disperata, senza alcuna possibilità di procurarsi mezzi di sussistenza.

Grazie a Gianni Priano e Roberto Marzano


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