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L'Unione europea ha cancellato i diritti umani delle minoranze indigenti

EveryOne Group - Sab, 28/03/2015 - 10:02
Richiesta di requisiti impossibili per ottenere la residenza; obbligo di contrarre un'assicurazione sanitaria privata per restare in un paese diverso dal proprio di origine oltre i tre mesi "turistici"; leggi repressive vigenti nell'Unione europea riguardo allo spostamenti di cittadini indigenti ed emarginati da un paese membro all'altro e conseguenti sgomberi, fogli di via, persecuzione poliziesca e giudiziaria: 

sembra che alla quasi totalità di chi si occupa di diritti umani o di politica non importi nulla, perché, tanto, riguarda la fascia più debole delle popolazioni e dei gruppi sociali emarginati e poveri: una minoranza che non protesta, che non riesce a stabilirsi in un luogo e che non è mai rappresentata nelle sedi dove si decide il suo futuro.

Quando nel Parlamento europeo c'erano Viktoria Mohacsi, Els De Groen, i Radicali, si combatteva contro queste tendenze xenofobe e noi stessi eravamo interpellati e ascoltati. Abbiamo partecipato alla scritttura di Risoluzioni e Direttive, insieme a quegli europarlamentari e ne abbiamo bloccate altre, dimostrandone l'illegittimità di fronte alla Carta dei diritti fondamentali nell'Ue. Oggi però l'europarlamento si è liberato dei suoi membri impegnati a difesa della civiltà e dei diritti e si è chiuso impermeabilmente verso le organizzazioni che non appartengono alla cerchia politica o ai network finanza/diritti umani.

Così si creano queste mostruosità giuridiche e politiche, così lontane dalla democrazia, dalla libertà, dagli ideali che diedero origine all'Ue...

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Charles Magro intervista Roberto Malini per la rivista letteraria maltese Versi

EveryOne Group - Sab, 28/03/2015 - 09:56
Il-Fgura (Malta), 26 marzo 2015. Charles Magro, figura di punta della poesia maltese contemporanea, Presidente dell'Associazione Poeti Maltesi, intervista il poeta e difensore dei diritti umani italiano Roberto Malini, recentemente trasferitosi a Malta, per la rivista letteraria "Versi". 

"Versi" è un periodico assai considerato, nell'àmbito della letteratura maltese; una delle sue caratteristiche è quella di tenere viva la poesia in lingua italiana, accanto a quella in maltese e inglese. È un osservatorio che interpreta, numero dopo numero, l'evoluzione del pensiero poetico e della sua influenza sulla società, con attenzione particolare alle nuove forme di espressione e alle interazioni fra poeti di diverse nazioni, finalizzata alla crescita dell'espressione poetica, accanto alla filosofia, alle scienze umane e a quelle della natura. L'intervista con Roberto Malini affronta temi letterari e civili, esperienze umane e sociali, progetti letterari, cinematografici e legati alle nuove tecnologie di espressione. Data la sua ampiezza e al notevole interesse che offrono i temi trattati, è stata suddivisa in due parti. La prima è uscita nel numero 1 del 2015, distribuito da pochi giorni, mentre la seconda apparirà nel prossimo numero.

È nostro desiderio conoscerla meglio. Può dirci qualcosa sulla sua formazione?
Sono nato a Milano il 27 maggio 1959, secondo di quattro figli. Mio padre, Severino, era un fotografo e un innovatore nel mondo del cinema. Per alcuni anni lavorò con il regista Ermanno Olmi e fu tra i primi a dedicarsi al cinema stereoscopico, sperimentando già negli anni 1950 tecnologie di nuovissima concezione. Sognava di realizzare un lungometraggio che esprimesse la grande illusione della tridimensionalità, ma era in anticipo sui tempi. Mia madre, Liliana, lavorava con lui e casa nostra era spesso meta di registi come lo stesso Olmi o Lina Wertmüller, critici e sceneggiatori come Tullio Kezich, stelline del cinema e del teatro come Anna Canzi. Sembrava di vivere in un film neorealista. Papà e mamma vivevano come eterni fidanzati ed erano sempre lontani da casa, non solo per lavoro, perché quando potevano, andavano in vacanza nelle località dei vip e ci mandavano un bacio al telefono prima di entrare alla Bussola in Versilia o alla Lanterna Verde a Capri. Così noi bambini, tre fratelli e una sorella, crescevamo con la nonna materna, Noemi. Nel 1972, quando avevo dodici anni, papà morì a causa di una malattia allo stomaco e la mia famiglia conobbe anni di grande difficoltà. Mi ero già avvicinato alla poesia e adesso era la mia isola serena, in mezzo a una tempesta che sembrava non finire mai. Lo studio dell'arte poetica rappresentò un poderoso motore di conoscenza per i miei interessi e i miei studi successivi, dalle lingue alle lettere antiche, dalla filosofia alla storia, dalle scienze alle arti. 

Come è nato il suo amore per la poesia? 
La poesia, con la segreta alchimia della parola che - solvendosi in sillabe e coagulandosi in versi e strofe - dà origine al canto, mi conquistò fin dalla più tenera età. Negli anni 1960, la pubblicità si avvaleva della metrica per conquistare i consumatori e durante il "Carosello" noi bambini ascoltavamo i testimonial esprimersi in versi, per esempio negli spot del Caffè Lavazza, con i pupazzi Caballero e Carmencita, o in quelli della carne in scatola Montana, promossa del cowboy Gringo. Ma di quegli anni ricordo soprattutto, commuovendomi ancora, nonna Noemi che recitava per noi bambini Il proemio dell'Odissea nella traduzione di Ippolito Pindemonte, La leggenda di Teodorico di Giosuè Carducci, A Silvia di Giacomo Leopardi o la fiaba in versi di Giuseppe Giacosa Una partita a scacchi. Quando imitava il modo di declamare caratteristico del poeta dialettale veronese Berto Barbarani, il cantore dei diseredati, dei questuanti e dei Rom, la nonna – veronese da tante generazioni – ci divertiva e affascinava. Era stata costretta a interrompere gli studi dopo le scuole elementari, ma amava profondamente la musica e la poesia. Sposò un violinista ed ebbe la possibilità di assistere a numerose rappresentazioni di teatro in musica. Ricordando il marito, scomparso prematuramente, cantava per noi le più belle arie d'opera.

All’età di dodici anni, nel 1972, composi le prime poesie. In quel periodo frequentavo, nel corso delle vacanze estive a San Giacomo d’Invrea, località ligure vicina a Varazze, il filosofo Fulvio Papi. Papi, che era il mio mentore – tanto più dopo la morte di mio padre, avvenuta, come ho già ricordato, quello stesso anno – apprezzò quei lavori dell'età puerile e mi invitò a proseguire sul cammino della poesia. Un itinerario che non era solo metaforico, perché nei mesi estivi accompagnavo quotidianamente il filosofo nelle sue interminabili passeggiate attraverso la macchia mediterranea e le pinete di quel luogo incantevole. Lui parlava e io ascoltavo. Quando chiedeva il mio parere di adolescente su temi grandi e importanti come la vita, la morte, l’anima e Dio, gli rispondevo con candore e sincerità. Quelle escursioni nel verde erano la mia personale “scuola peripatetica”, che proseguì fin quando ebbi 19 anni. Papi presentò il mio lavoro poetico, che si era affinato, dopo tante letture e tanta officina, ai poeti Vittorio Sereni e Franco Loi, che lo apprezzarono e mi introdussero in un ambiente letterario con cui però fui subito in disaccordo, non volendo legare l’arte ad alcuna scelta politica, tantomeno se obbligata. Sereni, Loi (con il quale ho ritrovato recentemente un ottimo rapporto, dopo più di trent’anni da quell’episodio, Antonio Porta e Dario Bellezza furono colpiti in particolar modo dalla mia novella in versi L’uovo, composta nel 1975, all’età di 16 anni.

Bellezza scrisse una breve, ma entusiastica prefazione a quel testo. Nel 2003 il regista Dario Picciau - un caro amico, un artista geniale e innovativo - ha realizzato l’omonimo lungometraggio animato in computer grafica: un film che mantiene intatta la struttura in versi dell’opera e che ha ottenuto importanti riconoscimenti ai Festival cinematografici di tutto il mondo, fra cui il prestigioso Festival di Annecy, il Future Film Festival di Bologna, il Festival di Lisbona e quello di Bruxelles. L’uovo è stato pubblicato da Proedi nel 2005, trent’anni dopo che lo scrissi. È una parabola sull’uguaglianza e il valore della vita, contro ogni pregiudizio e discriminazione, ma è anche un film sulla poesia. In Francia e Svizzera è consigliato dai ministeri dell’Istruzione agli studenti di ogni età, mentre in Italia non è mai stato trasmesso dalle tv nazionali. Attualmente è in fase di post-produzione a Malta un secondo lungometraggio basato su una mia sceneggiatura poetica, diretto ancora da Dario Picciau: La simmetria dell'anima. 


I Rom, i migranti e altri gruppi sociali emarginati sono spesso al centro delle sue poesie. Come si è avvicinato a questi temi sociali?
La poesia affronta da sempre temi sociali ed è così illuminata e lungimirante da cantare gli eroi della pace e non solo quelli della guerra; il mondo degli umili, non solo quello dei potenti. Hanno scritto poesia sociale Esiodo, Omero e Saffo. Aristofane era un poeta di pace, come gli autori latini Orazio e Tibullo. George Herbert, Kabir e Kobayashi Issa, pur appartenendo a periodi storici e culture diverse, hanno cercato di migliorare l'umanità con i loro versi. Come hanno fatto successivamente Bertolt Brecht, Yitzhak Katzenelson, Paul Celan, i poeti Rom Jarko Jovanović e Bronislawa Wajs, Pablo Neruda, Manuel Scorza, Allen Ginsberg. E, visto che questa intervista sarà pubblicata su una rivista maltese, come dimenticare Carmelo Psaila, noto ai maltesi come Dun Karm? In soli tre versi, definì il ruolo più nobile che possa rivestire il poeta nella società: Sai tu, Melita, che vuol dir poeta? / Un uom che mai non rese / omaggio ai vili e non vende il suo canto.
Riguardo al popolo Rom e alle sue tradizioni, la prima persona che me ne parlò senza pregiudizi fu ancora la nonna. I suoi racconti di famiglie sempre in viaggio a bordo di carri dipinti, che parlavano una lingua esotica, addestravano animali selvaggi, leggevano il futuro e suonavano meravigliosamente violini, chitarre e fisarmoniche, mi riempivano di curiosità. Non sapevo ancora che a distanza di pochi anni, avrei incrociato le loro strade. 

Può raccontarci come avvenne quell'incontro?
La mia poesia ha sempre avuto forti connessioni con la vita reale e per introdurre il mio incontro con il mondo dei Rom, devo tornare agli anni della giovinezza. All'età di vent'anni, a causa di una sopravvenuta incompatibilità con l'ambiente familiare, me ne andai di casa, ritrovandomi in mezzo alla strada, senza mezzi di sostentamento né un tetto sotto cui rifugiarmi. Si completava così, alla più dura scuola della vita, la mia formazione poetica e soprattutto umana. Conobbi quella gente dolente, abbandonata e perseguitata che avrebbe ispirato, negli anni a venire, il mio lavoro di scrittore: i senzatetto, i mendicanti, i Rom, i profughi. Fame, sete e intemperie divennero le mie compagne inseparabili. Chi prima mi stimava, ora mi disprezzava. Chi mi era amico, rifuggiva da me. Dormii sotto i ponti di Milano, in case abbandonate e, infine, presso un dormitorio pubblico, circondato da clochard e disagiati. Ero pelle e ossa. Soffrivo molto, ma ero consapevole che quella non sarebbe stata la fine, ma un nuovo inizio della mia vita. Adesso conoscevo verità che agli altri erano nascoste, vedevo il mondo invisibile degli esclusi e - grazie all'ascesi che comporta la vita dei diseredati - mi accorgevo che ogni istante della nostra vita, anche quando ci fa male, è unico e prezioso. Profuma di infinito, di eterno. Riuscivo a distinguere le sottili differenze fra il bene e il male, che hanno ben poco a che vedere con l'opinione comune o le norme sociali. Rom, rifugiati e clandestini condividevano le loro tradizioni ed esperienze con me, perché mi riconoscevano umile come loro, emarginato come loro. Anche le parole e le idee iniziarono a sorgere dal mio animo svincolate dalle menzogne e dai vuoti schemi concettuali insiti nel linguaggio, per sussurrare, gridare e cantare con una voce che prima non conoscevo. Ero finalmente puro, semplice, povero e libero come il vento. Ero diventato un poeta!

Quali sono attualmente i suoi interessi culturali e artistici?
Oltre che alla poesia, mi dedico alla prosa, alla saggistica, al cinema e ai nuovi media. Da molti anni sono impegnato nella ricerca ed educazione alla Shoah. Senza memoria, cultura e civiltà perdono le proprie radici più profonde e si corrompono. Ho incontrato decine di sopravvissuti, raccogliendone le testimonianze. Su questo argomento ho pubblicato alcuni testi, accolti nelle biblioteche dei principali memoriali in tutto il mondo. Il mio libro Le 100 Anne Frank (Milano, ottobre 2005) è sostenuto e patrocinato dal museo Yad Vashem di Gerusalemme. Ho scritto la sceneggiatura del cortometraggio Binario 21, dedicato alla vicenda umana della sopravvissuta Liliana Segre, premiato al Pitifest 2004 e patrocinato dalla Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance and Research. Sono autore di film, documentari e testi teatrali.

L’opera per teatro e danza Anne in the Sky, che ho scritto insieme all'artista e regista israeliana Edna Angelica Calò Livnè, è stata rappresentata decine di volte in tutto il mondo. Si tratta di un testo educativo ispirato al Diario di Anne Frank, che ricorda la giovane scrittrice vittima dei nazisti e invita il mondo alla pace. È messo in scena dal Teatro dell’Arcobaleno, compagnia formata da giovani attori e danzatori ebrei e arabi. Nel 2006 ho scritto e diretto, insieme a Dario Picciau, il documentario In viaggio con Anne Frank, uscito nei paesi di lingua tedesca con il titolo Anne Frank – Bewegende Tage, co-prodotto da Mediaset, Zdf e Art’è. Sono impegnato con grandi energie nel recupero dell’arte dell’Olocausto. Nel corso degli anni ho realizzato una collezione di quasi 200 dipinti, disegni e incisioni di artisti scomparsi nei campi di morte nazisti o sopravvissuti allo sterminio. Nel 2011 ho donato la collezione al Museo Nazionale della Shoah di Roma. A questa ricerca è dedicato un capitolo del libro Operazione salvataggio di Salvatore Giannella (Milano, 2014).

Mi occupo da tanti anni di diritti umani e sono uno dei fondatori e leader del Gruppo EveryOne, un'organizzazione internazionale che conduce campagne per il rispetto dei diritti umani e contro le discriminazioni razziali. Con le sue azioni civili, ha ottenuto il riconoscimento del diritto all’asilo per decine di profughi provenienti da paesi in cui non vi è rispetto dei diritti umani. Ho ricevuto alcuni riconoscimenti per il mio lavoro a difesa dei diritti umani e per una cultura di civiltà, fra cui il Premio “La ragazza di Benin City” 2012, il Premio Dan Arevalos – per la cultura e i diritti umani – 2013 e il Premio Phralipé 2014, riservato ai difensori dei diritti e della cultura del popolo Rom. A causa del mio lavoro umanitario ho subito, purtroppo, diversi atti di persecuzione istituzionale, repressione giudiziaria e censura culturale, come registrato nei Rapporti 2010 e 2011 dello Special Rapporteur delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani. La mia poesia tocca spesso temi legati alla memoria della Shoah e ai diritti umani, con numerosi riferimenti a casi che ho seguito in prima persona e personaggi da me incontrati. 

Che cosa ha pubblicato finora? Che tipo di impegno e quali soddisfazioni le procura la sua poesia?
Ho pubblicato le prime poesie su Nuovi Argomenti e altre riviste letterarie, quindi le raccolte di versi La legge del volo (Ragusa, 1993), Il maestro delle danze divine (Milano, 1994) e Belante cosmo (Milano, 1996). Negli anni 1980 ho tenuto performance di poesia e musica con un gruppo di poeti impegnati contro le discriminazioni. Nel periodo 2009/2013 ho pubblicato la raccolta di novelle poetiche Le parole e l’anima, il racconto lirico e filosofico Haiku, vivere la poesia, le Poesie dell’Olocausto, le versioni in Italiano delle Poesie di Emily Dickinson e di Saffo, il libro di poesie Il silenzio dei violini (con Paul Polansky, dedicato ai Rom e Sinti in Italia), la silloge poetica Bligal di pietra e luce (con mia sorella Daniela, insegnante, attivista umanitaria e poetessa) e la raccolta di poesie sulla memoria della Shoah e sui diritti umani Dichiarazione. Nel 2013 ho pubblicato inoltre la raccolta di novelle per ragazzi Esopo nelle Valli di Tridentum, con i dipinti digitali di Dario Picciau.

Nel gennaio 2014 la raccolta di poesie Il giardino dei poeti quantici e poco dopo il racconto, sostenuto dal governo della Sierra Leone, Le stelle nella risaia. Quest'ultimo è al centro di un progetto internazionale che si propone di combattere la fame rendendo autonomi, grazie alle nuove tecnologie di coltivazione e trasformazione del riso, i villaggi agricoli dei paesi in via di sviluppo. Sono convinto da tanti anni che la poesia, per rinnovarsi, debba interagire con la musica, le arti visive, il cinema e le tecnologie di comunicazione digitali e multimediali. Si tratta di un campo di ricerca ed espressione dalle enormi potenzialità, nel quale ho realizzato diverse opere, lavorando in perfetta sinergia con Dario Picciau: L’uovo, che ho già menzionato, primo film in 3D mai realizzato in Europa; i videopoemi Quando Bartolomeo sorride, Binario 21, Makwan, Grüne Rose, Addio Pesaro e Gelem Gelem. Sono lavori pluripremiati, tradotti in diverse lingue e proiettati ogni anno in festival di cinema, rassegne d’arte digitale, giornate della Memoria. Sono invitato a numerosi festival internazionali di poesia e alcune delle mie letture imperniate sui diritti civili sono patrocinate dall’UNICEF, dal Consiglio d’Europa e da altri organismi istituzionali.

Sono co-fondatore di una piccola casa editrice che opera per scoprire e divulgare le voci sommerse della poesia contemporanea: Lavinia Dickinson Editore. Gli autori di Lavinia Dickinson Editore, che sono anche difensori dei diritti umani, hanno ottenuto importanti riconoscimenti alla loro opera prima. Il grande poeta messicano Homero Arjidis ha definito gli autori di Lavinia Dickinson come “una nuova onda italiana di genio poetico, libertà e impegno civile”. Da tre anni organizzo eventi per l’iniziativa globale 100 Thousand Poets for Change (Centomila poeti per il cambiamento). Ho ottenuto numerosi riconoscimenti nell’àmbito di premi di poesia, prosa e arte in Italia e all’estero. 

Tkompli fil-ħarġa li jmiss (Continua nel prossimo numero).







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L'Unione europea ha legittimato la persecuzione dei Rom e dei cittadini indigenti

EveryOne Group - Sab, 28/03/2015 - 09:55
Appello del Gruppo EveryOne al Parlamento europeo e all'Alto Commissario delle Nazioni  Unite per i Diritti Umani

Milano, 27 marzo 2015. L'Unione europea ha legittimato sgomberi, persecuzione e procedure di allontanamento nei confronti di milioni di Rom senza risorse economiche e di tutti i cittadini  comunitari indigenti. Per ottenere la residenza, condizione necessaria per spostarsi e permanere in uno stato membro dell'Ue (oltre il periodo considerato "turistico"), un cittadino deve disporre di risorse economiche sufficienti e dimostrabili, come indicato dalle linee guida della Commissione europea (COM (2009)313 final del 02/07/2009).

Relativamente alla copertura sanitaria, l’attuale normativa comunitaria prescrive un’assicurazione sanitaria che copra i rischi nel territorio nazionale. Le sopra citate linee guida della Commissione europea esigono anche da parte di chi è povero ed emarginato  una totale copertura assicurativa, privata o pubblica, contratta nello Stato membro ospitante o altrove, nella misura in cui offre una copertura completa e non crea un onere per le finanze pubbliche dello Stato membro ospitante. Poiché gli stati membri non riconoscono copertura a un cittadino proveniente da un altro stato, se non ha la residenza (e quindi ricchezze personali oppure una casa e un lavoro), attualmente tale cittadino è obbligato a sottoscrivere un'assicurazione privata per se e i propri familiari, che costa migliaia di euro ogni anno. La libera circolazione - base giuridica del progetto Unione europea - è così terminata e di fatto viene cancellato un diritto fino a ieri inalienabile: quello di di lasciare il proprio paese per spostarsi in un altro, godendo degli stessi diritti, sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

La vigente normativa europea impedisce ai difensori dei diritti umani qualsiasi azione civile per evitare sgomberi e persecuzione dei cittadini comunitari poveri ed emarginati. Il Gruppo EveryOne rivolge un appello urgente al Parlamento europeo affinché sia interrotta la persecuzione istituzionale dei Rom e dei cittadini emarginati e indigenti. L'organizzazione umanitaria chiede che la normativa repressiva attuale venga sostituita da leggi che tutelino i più deboli. Il Gruppo EveryOne chiede all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani di appoggiare l'appello all'Unione europea, per evitare che la civiltà europei sprofondi in un clima di intolleranza e crudeltà che già oggi somiglia a quello che, nel secolo scorso, annientò i diritti delle minoranze più vulnerabili.
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Genova, Invasione Poetica: Daniela Malini legge Aridjis, Rothenberg, Malini

EveryOne Group - Gio, 26/03/2015 - 01:25
Genova, 16 marzo 2015. "Nel buio estremo / che esiste dietro i muri / ..." così inizia una toccante poesia del messicano Homero Aridjis. "Vi diamo le nostre poesie, le nostre canzoni..." gli fa eco di lontano lo statunitense Michael Rothenberg, fondatore dei 100 Thousand Poets for Change. "Tutto ha un respiro, un destino, / una storia, un mistero / ..." prosegue l'italiano - maltese di adozione - Roberto Malini.
Ed è subito poesia! Sabato 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale della poesia, Daniela Malini, autrice della raccolta di liriche "Cenere sulle ciglia", appena uscita nelle librerie e già invitata all'EXPO di Milano, darà voce ai suoi amici poeti. La poetessa interpreterà tre poesie di Homero Aridjis, tre di Michael Rothenberg e tre di Roberto Malini in occasione dell'evento "Invasione Poetica a Genova", organizzato dalla Stanza della Poesia di Palazzo Ducale, evento che rientra nel più ampio progetto della Ricostruzione poetica dell'universo, sottotitolo scelto da Claudio Pozzani per la ventunesima edizione del Festival Internazionale di Poesia di Genova. "Invasione Poetica a Genova" propone al pubblico alcuni poeti stranieri e italiani del '900. Gli autori presentati da Daniela Mailni rappresentano la nuova poesia, che parla al cuore delle nuove generazioni e si esprime nel nucleo pulsante della società, fianco a fianco con gli emarginati e i perseguitati, come un potente strumento capace di influire sulla cultura e porsi a difesa dei diritti umani. Poeti e difensori dei diritti umani: lo sono Homero Aridjis, Michael Rothenberg, Daniela e Roberto Malini. L'iniziativa sarà preceduta da un particolarissimo percorso poetico a cura di Alberto Nocerino, con la collaborazione dei Fischi di Carta e di altri autori ospiti; tale percorso partirà alle ore 15.45 dal Belvedere Montaldo (Spianata Castelletto), prevederà una sosta presso la casa di Paul Valéry e proseguirà nel centro storico per raggiungere piazza Matteotti e gli altri "Invasori" verso le ore 17. 

Nelle foto, locandina dell'evento; da sinistra, i poeti Roberto Malini, Homero Aridjis, Steed Gamero e Daniela Malini
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Avvenire. Palatucci, la ricerca continua

EveryOne Group - Mer, 25/03/2015 - 23:30
La ricerca su Giovanni Palatucci continua. Le cifre sull’entità dei suoi salvataggi restano controverse ma della possibilità paventata dal New York Times che potesse essere rivista la sua collocazione fra i Giusti fra le Nazioni non si parla più, anzi per meglio dire lo Yad Vashem non risulta mai che abbia preso in considerazione l’ipotesi.
Il Gruppo di ricerca istituito per tentare di fare chiarezza sulla figura dell’ex commissario dell’ufficio stranieri di Fiume (poi divenuto questore reggente, dopo l’armistizio) dopo i clamorosi echi mediatici internazionali dell’indagine del New York Levi Center che era arrivato a descriverlo tendenzialmente come un delatore dei tedeschi, chiude con un sostanziale nulla di fatto i suoi lavori. 

La commissione costituita presso la Fondazione Centro di documentazione Ebraica contemporanea di Milano era stata istituita su richiesta dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, è stata coordinata dal presiedente del Cdec Michele Sarfatti. Il gruppo, insediatosi il 17 dicembre 2013, ha tenuto sei riunioni plenarie a Roma e Milano. Un anno e quattro mesi di lavori sintetizzati da uno stringato documento finale, che ha portato all’«acquisizione di nuove fonti documentarie», accanto all’esame di «documenti già noti e studi già pubblicati». 

Tuttavia, «dopo molti mesi di lavoro, l’esperienza del gruppo si conclude senza la produzione di una Relazione finale». Al di là delle posizioni diverse di partenza ha pesato la «complessità dell’esame delle testimonianze orali, in particolare nel periodo 1943-1944». È stata quindi valutata la possibilità di escluderle dalla relazione finale. Ma non sarebbe stato fatto un gran servizio alla verità, visto che un’opera svolta spesso in clandestinità non poteva e non può essere ricostruita senza il decisivo apporto delle fonti orali. 

«Il gruppo ha quindi dibattuto con diversità di opinioni se fosse o no giusto produrre una relazione finale priva della parte sulle testimonianze, convergendo infine sulla non opportunità di produrla per evitare ad essa critiche di parzialità o di incompletezza». Una riflessione svolta «con amarezza, essendo consapevole che il proprio lavoro di ricerca documentaria e analisi storiografica aveva raggiunto un livello importante e innovativo».

Per Roberto Malini, storico e studioso della Shoah, in questi mesi messosi a sua volta al lavoro per approfondire le ricerche sul commissario di origini irpine morto deportato a Dachau, «la posizione assunta dalla Commissione è matura ed equilibrata. Il gruppo di ricerca si riunì - ricorda - in seguito alle dichiarazioni rese al New York Times da Natalia Indrimi del Levi Center, che annunciava uno studio corredato da prove inoppugnabili contro Palatucci, studio che invece non è mai stato pubblicato. E mentre la Commissione iniziava i lavori, altri storici si sono messi al lavoro per tentare di riparare alla cattiva informazione diffusa dal quotidiano newyorkese. Le ondate di revisionismo e negazionismo, basate su considerazioni livorose e non su evidenze storiche, destano preoccupazione presso studiosi ed educatori che si impegnano quotidianamente affinché la memoria dei milioni di vittime e degli eroi che difesero la civiltà negli anni dell’orrore non venga offuscata».

Anche la famiglia ha ripreso le sue ricerche. Antonio De Simone Palatucci, avvocato montellese nipote diretto del commissario morto a Dachau, ha continuato le sue nel fondo di famiglia. Spunta un documento del 1953, un resoconto della cerimonia che portò al primo riconoscimento, in Israele, per Palatucci, con l’intestazione di una strada a Ramat Gan alla presenza dei due zii del poliziotto, il vescovo di Campagna Giuseppe Maria Palatucci e il fra’ Antonio Palatucci, superiore dei francescani. La traduzione dall’ebraico del puntuale resoconto di quella giornata su un giornale locale restituisce ora alcune curiosità. Colpisce la presenza, fra le autorità, del rabbino di Budapest Fabiano Herschkoovits, a riprova che gran parte dei salvataggi riguardarono proprio ebrei jugoslavi in fuga (il che accresce di molto il numero dei salvati da Palatucci), colpisce l’entusiasmo della gente del posto, molti testimoni diretti dei fatti risalenti a soli 8 anni prima. Colpisce infine che il sindaco Krinizi e anche l’articolista ebreo parlino per tre volte di Palatucci come un «martire». Esattamente 60 anni dopo c’è chi ha provato a ribaltare i fatti, ma a quanto pare le prove non ci sono.

Al contrario, fra le poche cose trapelate dei lavori della commissione emerge che un giovane studioso, Ivan Jelicic, ha trovato un documento in cui persino i partigiani jugoslavi presentavano Palatucci come un benefattore degli ebrei. «Ho inviato il comunicato da parte della Commissione Palatucci al professor David Cassuto e agli altri storici del Memoriale Yad Vashem con cui collaboro e so che lo leggeranno con sollievo», dice Malini. 

Ora si può guardare avanti con più serenità. «È stato un lavoro fecondo - assicura Michele Sarfatti - tutti, nessuno escluso, hanno dato il loro contributo. Alcuni aspetti sono stati confutati, ma ne sono emersi di nuovi, molti e molto importanti. Il mio auspicio - conclude il presidente della commissione - è che questa opera di ricerca continui, per avvicinarsi il più possibile alla ricostruzione di una figura, ma anche di un periodo della nostra storia, fra i più complessi e difficili.
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Legnano non è più solidale con i Rom

EveryOne Group - Mer, 25/03/2015 - 23:29
Meno di tre anni fa Legnano brillava per accoglienza e civiltà. La comunità Rom rifugiatasi nel comune in provincia di Milano viveva in povertà, ma senza subire particolari atti di persecuzione.

Nel caso si fosse affacciata l'intolleranza, la sezione locale di Amnesty International e alcune associazioni umanitarie, fra cui gli organizzatori della festa antirazzista Stranitalia, erano vigili e pronte a intervenire.
Il 14 aprile 2012 Rebecca Covaciu, Steed Gamero, l'indimenticato Fabrizio Casavola e io abbiamo partecipato al convegno "Oltre i luoghi comuni: storie di Rom", una serata dedicata alla cultura Rom con testimonianze e ipotesi di accoglienza. Rebecca a io abbiamo parlato agli intervenuti delle tradizioni dei Rom e della persecuzione che li colpisce da secoli. Insieme, abbiamo realizzato un disegno, "Mama Africa" (nella foto), che abbiamo donato agli organizzatori. Durante l'incontro, il musicista Rom Roberto Durkovic e il suo gruppo hanno proposto musica tradizionale. Lo sgombero di un insediamento Rom, avvenuto la mattina scorsa, mostra come quell'atmosfera di speranza e progetti sia svanita, lasciando il posto all'intolleranza. Avviene così ovunque, in Italia, città dopo città.

E ogni sgombero viene accompagnato dai proclami trionfali dei politici locali, dalla crudele soddisfazione delle cittadinanze e dall'indifferenza delle associazioni, che da qualche tempo cavalcano lo slogan: "Superiamo i campi Rom", presentando le atrocità commesse dalle autorità come se fossero azioni di progresso civile. Sono anch'esse responsabili di tanto dolore, degli anziani che in seguito agli sgomberi si ammalano e muoiono, dei malati le cui condizioni divengono critiche, degli adulti che subiscono denunce e spesso carcerazioni, dei bambini che perdono la possibilità di crescere frequentando la scuola e integrandosi nelle città italiane.

Lo sgombero di Legnano su MilanoToday:
http://legnano.milanotoday.it/sgombero-campo-rom-san-paolo.html
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Il Bollettino L.I.D.U. accoglie i Poeti del Cambiamento

EveryOne Group - Mer, 25/03/2015 - 23:28
Roberto Malini, Daniela Malini, Michael Rothenberg e Homero Aridjis nell'organo della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo, una delle associazioni che crearono le Nazioni Unite e scrissero la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Roma, 24 marzo 2015. La poesia civile ottiene spazio sullo storico Bollettino della L.I.D.U., la Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo. Alcune liriche del poeta e difensore dei diritti umani italiano Roberto Malini, dello statunitense Michael Rothenberg e del messicano Homero Aridjis sono state pubblicate nell'ultimo numero, che si occupa del reading pubblico tenuta dalla poetessa Daniela Malini a Genova, presso la Stanza della Poesia, il 21 marzo scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia. La performance di letteratura e civiltà aveva ottenuto il sostegno dell'UNESCO, l'agenzia delle Nazioni Unite che nel 1999 istituì la Giornata Mondiale della Poesia. La Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo fu fondata e iniziò ad operare a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, per l'iniziativa di Ernesto Nathan, indimenticato sindaco di Roma. La LIDU iniziò a quel tempo l'impegno per la formazione delle nuove generazioni e per la loro educazione morale e civile. L'azione della L.I.D.U. si pose obiettivi più ampi di quelli nazionali e fu tra le Associazioni che diedero vita nel 1922 a Parigi, assieme a quella francese, alla Fedération Internationale des Ligues des Droits de l'Homme, la F.I.D.H. Il regime fascista proibì in Italia le libere associazioni e la L.I.D.U. continuò la sua attività nella sede di Parigi, dove si erano ritirati in esilio i suoi principali dirigenti. Fu tra i fondatori della Concentrazione Antifascista Italiana. Tornata in Italia alla fine della seconda guerra mondiale, ha caratterizzato la sua azione per la difesa dei diritti civili nel nostro paese e contribuito, quale membro dell' F.I.D.H. alla creazione dell'ONU ed alla conseguente promulgazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Azione coerente e notevole impegno sono stati sviluppati per la nascita dell'Unione europea, con un contributo importante alla promulgazione della Carta dei diritti fondamentali nell'Ue. Un lavoro continuo e costante quello per un’Europa dei diritti, che negli ultimi anni ha avuto quale attivo protagonista l'attuale gruppo dirigente. I Poeti del cambiamento e il Lavinia Dickinson Project hanno espresso soddisfazione e orgoglio per l'attenzione mostrata dalla L.I.D.U. verso la loro opera e una copia della raccolta di poesie di Roberto Malini Dichiarazione, con dedica e autografo dall'autore, è stata donata alla dirigenza dell'associazione.

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Una Giornata Mondiale della Poesia indimenticabile

EveryOne Group - Mer, 25/03/2015 - 23:27
Genova, 21 marzo 2015. Palazzo Ducale, Stanza della Poesia; è il 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia. Leggo Michael Rothenberg, Roberto Malini e Homero Aridjis, con il sostegno dell'Unesco, in rappresentanza del Gruppo EveryOne, del movimento di poesia globale 100 Thousand Poets for Change, di Lavinia Dickinson Editore.

La poesia per la bellezza e i diritti umani! Un pubblico numeroso, che si alternava ad ondate, ha resistito a qualche rovescio di pioggia, prima che ci spostassimo all'interno di Palazzo Ducale, per assaporare i meravigliosi versi. 

Una grande emozione leggere le poesie dei Poeti del Cambiamento. Una Giornata Mondiale della Poesia indimenticabile. Notevole l'organizzazione del Festival Internazionale di Poesia con la collaborazione della Biblioteca Universitaria.

Foto di Mario Morales

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Genova, Invasione Poetica. La poesia del cambiamento scende in piazza

EveryOne Group - Mer, 25/03/2015 - 23:23
Genova, 21 marzo 2015. Sabato 21 marzo, inizio di primavera e Giornata Mondiale della Poesia. I poeti del Lavinia Dickinson Project ricevono un messaggio da parte dell'UNESCO, a sostegno del loro lavoro per la civiltà, la pace e l'uguaglianza: "La vostra poesia rende questo mondo un luogo migliore e porta ovunque una speranza di pace e giustizia". 

L'UNESCO è l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura; nel 1999 ha istituito la Giornata Mondiale della Poesia. Presso la Stanza della Poesia di Palazzo Ducale, dalle 17 si è svolto il flash mob "Invasione Poetica", organizzato dal Festival Internazionale di Poesia di Genova. "La poesia è l'unica arte davvero trasversale, non elitaria: anzi, da sempre motore delle avanguardie, ha detto Claudio Pozzani, ideatore dell'evento.

"Partecipo all'evento perché l'arte deve scendere nelle strade e proporre la via del cambiamento," ha precisato Daniela Malini, presente al flash mob in rappresentanza di Lavinia Dickinson Editore, EveryOne Group, i 100 Thousand Poets for Change e i valori espressi dall'UNESCO. "Un cambiamento radicale delle società è necessario e non avverrà nei salotti, ma sulla pietra, sull'asfalto delle piazze, dove i poeti civili devono chiedere il rispetto dei diritti umani, dell'ambiente, delle diversità".

Non a caso la poetessa e attivista umanitaria ha interpretato alcune poesie di Homero Aridjis, Michael Rothenberg e Roberto Malini: autori che rappresentano, come lei, la nuova poesia, che si rivolge alle giovani generazioni e si esprime a fianco degli emarginati e dei perseguitati. Qui di seguito, le poesie interpretate da Daniela Malini in occasione della Giornata mondiale della poesia 2015.

Michael Rothenberg

20 febbraio 
(Traduzione di Roberto Malini) - da "Murder"

Droga omicida il film verme del sangue cima in fiore, 
convulsa ricerca di stelle coagula e imperla il pugno, sonno, 
rantolo, lenzuolo di plastica sgualcita, polmone blu di un serafino ubriaco,
calamaro bianco e animelle sbattute, espettorato acido cassa
cranica, perle, chicchi, gocce, verso, vi diamo le nostre poesie, le nostre 
canzoni, film e fumetti e quando è il momento di pagare per le
lacrime vuoi uscire di soppiatto dalla porta sul retro.

Chi è Michael Rothenberg
Michael Rothenberg è nato a Miami, in Florida. E' poeta, autore di canzoni, attivista per l'ambiente e i diritti umani, editore della rivista online Big Bridge (www.bigbridge.org). Ha fondato insieme alla poetessa Terri Carrion, sua compagna, il movimento di poesia globale 100 Thousand Poets for Change. Ha pubblicato alcune raccolte di poesie, fra le quali The Paris Journals, Punk Rockwell, Unhurried Vision. Ha avuto notevole successo il recente Indefinite Detention: A Dog Story.

Homero Aridjis

Nel buio estremo 
(traduzione di Roberto Malini) - da Sillabario

Nel buio estremo
che esiste dietro i muri
e i corpi avvinti nella notte,
nel buio che la mente - unica - avverte
e solo gli occhi possono vedere,
quelli dei morti e quelli di chi sogna,
nel buio estremo
che esiste dietro le pupille degli occhi
e dall’altra parte della finestra,
lì sarà casa nostra.

Chi è Homero Aridjis 
Di padre greco e madre messicana, Homero Aridjis è nato a Contepec, in Messico, nel 1940. Poeta, romanziere e saggista, è anche un ambientalista molto attivo, fondatore del Grupo de lo Cien, che raccoglie intellettuali impegnati nella tutela della biodiversità in America Latina. È stato anche ambasciatore messicano in Olanda e in Svizzera e presidente del PEN Club dal 1997 al 2003. Al suo attivo ha 12 raccolte di poesia e 13 romanzi.


Roberto Malini

Bello come un stella 
da Dichiarazione

Si consumano eternità,
infiniti e – nel fuoco –
fra artigli di lamiera,
corpi quasi divini.

Tutto ha un respiro, un destino,
una storia, un mistero
e – nonostante l’amore – tutto muore.

Solo il bene immortale esiste,
bello come una stella,
oltre la legge.

In memoria di Brian, 1987-2005

Chi è Roberto Malini
Roberto Malini è nato a Milano nel 1959. Scrittore, poeta e saggista, ha pubblicato oltre trenta libri, ottenendo importanti riconoscimenti letterari. Ha scritto testi per il cinema e la tv. Ha tradotto Saffo, Emily Dickinson e i poeti della Shoah. Il suo lavoro di scrittore si coniuga spesso con la sua attività di difensore dei diritti umani, sostenuta da UNICEF, Consiglio d'Europa e altri organismi internazionali deputati alla tutela delle minoranze. 

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Il sacrificio di Akash

EveryOne Group - Mer, 25/03/2015 - 23:22
Camminano un mezzo a noi e la loro semplicità, la loro umiltà, la loro spontaneità ci rendono difficile riconoscere il loro animo eccezionale.

Sono gli eroi, le sole sentinelle che impediscono all'umanità di piombare nel baratro della barbarie, nella giungla della prepotenza, della crudeltà e della follia.

Domenica scorsa uno di loro, Akash Bashir (nella foto), un ragazzo di 19 anni, ha impedito una strage a Lahore, in Pakistan, dove un terrorista kamikaze del gruppo «Jamaat ul Ahrar» ha tentato di entrare nella chiesa cattolica di St. John, piena di fedeli per la messa, indossando un giubbotto esplosivo. Volontario del servizio di sicurezza, il giovane si è accorto del pericolo e ha abbracciato l'attentatore, impedendogli di entrare. L'esplosione l'ha ucciso, ma grazie al suo sacrifico il bilancio delle vittime non è stato grave come invece avevano progettato gli islamisti.

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Genova, Invasione Poetica: Daniela Malini legge Aridjis, Rothenberg, Malini

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:34
Genova, 16 marzo 2015. "Nel buio estremo / che esiste dietro i muri / ..." così inizia una toccante poesia del messicano Homero Aridjis.
"Vi diamo le nostre poesie, le nostre canzoni..." gli fa eco di lontano lo statunitense Michael Rothenberg, fondatore dei 100 Thousand Poets for Change. "Tutto ha un respiro, un destino, / una storia, un mistero / ..." prosegue l'italiano - maltese di adozione - Roberto Malini. Ed è subito poesia! Sabato 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale della poesia, Daniela Malini, autrice della raccolta di liriche "Cenere sulle ciglia", appena uscita nelle librerie e già invitata all'EXPO di Milano, darà voce ai suoi amici poeti. La poetessa interpreterà tre poesie di Homero Aridjis, tre di Michael Rothenberg e tre di Roberto Malini in occasione dell'evento "Invasione Poetica a Genova", organizzato dalla Stanza della Poesia di Palazzo Ducale, evento che rientra nel più ampio progetto della Ricostruzione poetica dell'universo, sottotitolo scelto da Claudio Pozzani per la ventunesima edizione del Festival Internazionale di Poesia di Genova. "Invasione Poetica a Genova" propone al pubblico alcuni poeti stranieri e italiani del '900. Gli autori presentati da Daniela Mailni rappresentano la nuova poesia, che parla al cuore delle nuove generazioni e si esprime nel nucleo pulsante della società, fianco a fianco con gli emarginati e i perseguitati, come un potente strumento capace di influire sulla cultura e porsi a difesa dei diritti umani. Poeti e difensori dei diritti umani: lo sono Homero Aridjis, Michael Rothenberg, Daniela e Roberto Malini. L'iniziativa sarà preceduta da un particolarissimo percorso poetico a cura di Alberto Nocerino, con la collaborazione dei Fischi di Carta e di altri autori ospiti; tale percorso partirà alle ore 15.45 dal Belvedere Montaldo (Spianata Castelletto), prevederà una sosta presso la casa di Paul Valéry e proseguirà nel centro storico per raggiungere piazza Matteotti e gli altri "Invasori" verso le ore 17. 

Nelle foto, locandina dell'evento; da sinistra, i poeti Roberto Malini, Homero Aridjis, Steed Gamero e Daniela Malini

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Poesia. Nelle librerie in edizione bilingue il libro pluripremiato di Steed Gamero

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:32
Dopo aver ricevuto il Premio Letterario Camaiore Proposta 2013, il Premio Internazionale Milano per la Poesia, il Premio Internazionale Petreca Dini (San Paolo, Brasile) e numerosi altri importanti riconoscimenti, la raccolta di poesie I ragazzi della casa del Sole di Steed Gamero ha raggiunto la terza edizione ed esce finalmente in un'edizione esclusiva bilingue (spagnolo/italiano) a beneficio del pubblico dei paesi di lingua spagnola.
Nel maggio 2015 il poeta italoperuviano presenterà il libro all'EXPO di Milano e presso il Consolato Generale del Perù a Milano. Una scelta di poesie, tradotte in inglese, sarà inoltre proposta durante la grande Conferenza Mondiale dei 100 Thousand Poets for Change, che si terrà a Salerno dal 5 al 7 giugno.

St. Paul's Bay (Malta), 15 marzo 2015. Finalmente nelle librerie, pubblicata da Lavinia Dickinson Editore, l'edizione bilingue, in spagnolo e italiano, della raccolta di poesie di Steed Gamero Los jóvenes de la Casa del Sol. Steed Gamero è nato a Lima (Perù) nel 1988; nel 2014 ha ottenuto la cittadinanza italiana. Poeta, scrittore e fotografo, ha tenuto mostre, letture e performance in Italia e all’estero. Pubblicato nel 2013 in italiano, I ragazzi della Casa del Sole ha ottenuto alcuni dei più importanti premi letterari nazionali e internazionali. Invitato ai principali festival di poesia, Gamero presenterà Los jóvenes de la Casa del Sol al Consolato Generale del Perù a Milano e al prossimo EXPO di Milano.

"Steed Gamero è uno degli autori più interessanti della nuova generazione," afferma Roberto Malini, poeta e fondatore di Lavinia Dickinson Editore, presentando la nuova edizione bilingue di cui è anche prefatore, "e la sua opera prima, che ha raggiunto la terza edizione, entusiasma tanto i giovani lettori che i critici letterari e i grandi poeti". In effetti, le poesie di Steed Gamero hanno ottenuto il plauso di mostri sacri come il poeta messicano Homero Aridjis, più volte candidato al premio nobel per la letteratura, o gli autori statunitensi Michael Rothenberg e Terri Carrion, fondatori del movimento di poesia globale 100 Thousand Poets for Change.
Il libro di questo giovane poeta regala senza dubbio al lettore sensazioni forti e lo sorprende con un linguaggio innovativo, visionario, vicino alle nuove generazioni. Un linguaggio epico, che canta gli eroi di oggi e la loro lotta per essere liberi ed esprimere se stessi. "È il conflitto che combattono i ragazzi che crescono in un mondo che vuole trasformarli da angeli in cannibali dediti al consumo sfrenato di beni materiali e virtuali," scrive Roberto Malini nella prefazione, "una rivoluzione a difesa del cuore, una crisi che nel meccanismo disgregante delle strutture sociali diventa estrema". In questo senso, la poesia di Steed Gamero si ricollega, attraverso i secoli e i millenni, a quella degli antichi poeti, la cui musa donava loro l'ispirazione per comprendere e cantare a beneficio del mondo le azioni degli eroi ovvero degli esseri umani che non di arrendono al Fato. E' lo stesso autore, nell'intervista in appendice al libro, curata da Attilio Ianniello, che definisce il ruolo del poeta del nostro tempo: "La poesia è un viaggio attraverso i mari dell’esistenza, alla ricerca di un mondo perfetto. Il poeta è consapevole che la probabilità di raggiungere quel continente o quell’isola-giardino è vicina allo zero, ma la sua missione è il viaggio stesso. Il poeta è Odisseo, il cui nome deriva dal termine greco antico odos, che significa 'viaggio'. Non è scopritore, perché la sua ricerca non ha fine. Non è conquistatore, perché la sua meta è nel mondo delle idee, adesso vicina, adesso lontana. Il poeta è un viaggiatore".

Steed Gamero
Los jóvenes de la Casa del Sol (I ragazzi della Casa del Sole)
Edizione bilingue spagnolo/italiano
Págine 166
Lavinia Dickinson Editore - Genova/St. Paul's Bay (Malta) 2015
Prefazione di Roberto Malini
Revisione del testo in spagnolo: María Eugenia Esparragoza
Con un'intervista all'autore a cura di Attilio Ianniello

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Parlamento europeo: le unioni gay sono un diritto umano

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:31
St. Paul's Bay (Malta), 12 marzo 2015. Da tanti anni EveryOne Group chiede al Parlamento europeo e al Consiglio d'Europa di riconoscere le unioni civili fra persone dello stesso sesso come un diritto umano inalienabile.

L'Italia, in questo campo, è uno dei paesi meno evoluti: uno dei nove che non riconoscono alcuna forma di tutela alle unioni omosessuali.

Anche in questi primi mesi del 2015 EveryOne Group ha chiesto alla principale istituzione europea di definire chiaramente le unioni gay fra i diritti fondamentali della persona.

Oggi, finalmente, l'europarlamento ha approvato a larga maggioranza (390 sì, 151 no e 97 astensioni) la "Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo", precisando al punto 162 che "governi e istituzioni sono incoraggiati a contribuire alla riflessione sul riconoscimento di queste unioni". 

Link correlato:
http://www.corriere.it/politica/15_marzo_12/europarlamento-unioni-civili-nozze-gay-sono-diritto-umano-866f1d90-c8c1-11e4-9fa6-f0539e9b2e9a.shtml

Nella foto, "Triangolo rosa", fotografia di Roberto Malini e Steed Gamero, dal catalogo della loro mostra "Frantumi d'aurora", contro l'omofobia e per la memoria delle vittime omosessuali dell'Olocausto

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La voce di Isoke

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:30
St. Paul's Bay (Malta), 11 marzo 2015. Isoke Aikpitanyi, una donna, un'attivista, una poetessa contro la violenza, il razzismo, lo schiavismo.
Una voce unica, sicura, importante come poche altre in questo nostro tempo in cui i diritti e la vita spesso sembrano valere zero. Il libro di poesie di Isoke "Spada, sangue, pane e seme" (Lavinia Dickinson Editore) è a mio avviso una delle raccolte più belle, originali ed educative mai uscite in Italia. E' un'opera che presenteremo anche all'EXPO di Milano, durante un'iniziativa di poesia e civiltà, con grande orgoglio. Grazie, Isoke!  

Link correlato:
http://www.lastampa.it/2015/03/01/edizioni/cuneo/fermare-la-violenza-oggi-immigrazione-e-razzismo-dqebSTskJ4DXQOqbyvVx9L/pagina.html

Nella foto, Isoke Aikpitanyi (al centro) e una sua collaboratrice consegnano a Roberto Malini la targa del Premio "La ragazza di Benin City" 2012.

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Vita e morte di un commissario antifascista

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:29
23 febbraio 2015. Nel 2013, il Centro “Primo Levi” comunicò ai media (non agli storici) che "Giovanni Palatucci fu un pieno esecutore delle leggi razziali".
Quanto riportato venne scritto da Natalia Indrimi, direttrice del Centro, in una lettera pubblicata dal “New York Times” (2013). Il testo prosegue: "e, dopo aver prestato giuramento alla Repubblica Sociale di Mussolini, (Palatucci) collaborò con i nazisti”. In presenza di tale situazione, molti storici (Roberto Malini, Matteo Luigi Napolitano, Pier Luigi Guiducci et al.) sono intervenuti per rivedere le fonti (già consultate), mentre sono pure usciti libri di autori ebrei a favore di Palatucci (Georges de Canino et al.). In particolare, è stato evidenziato un limite del Centro Primo Levi: non si accusa una persona morta in un campo di concentramento a 36 anni senza aver contemporaneamente pubblicato tutti i documenti di merito. Si è anche preso atto che il comportamento della Indrimi non è sereno. Le parole con le quali ha descritto il comportamento di Palatucci sono, sul piano oggettivo, violente e diffamatorie.

Leggi l'articolo del prof. Guiducci nel sito dell'ANPI:
http://www.anpi.it/vita-e-morte-di-un-commissario-antifascista/

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I figli dei Rom

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:28
Milano, 9 marzo 2015. Ernesto Rossi, presidente dell'Associazione ApertaMente di Buccinasco (MI), commenta l'articolo di Roberto Malini "Festa della donna. Un pensiero alle Romnì", sulla pagina Facebook dell'autore:
"A Triboniano ho incontrato donne, cui erano stati rubati i figli molti anni prima. E ancora ne piangevano, non avendo più saputo nulla di loro. Un'infamia che dovrebbe bruciare per sempre su legislatori, magistratura, istituzioni, assistenti pseudosociali, uomini e persino donne in divisa: inventori, gestori, esecutori di atti vergognosi e feroci, dettati da ignoranza e pregiudizio. Senza nessuna disponibilità a capire, che è il delitto più grande. Però... però gli zingari rubano i bambini, vero?".

Link correlato:
http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=18401

Dipinto di Thadeusz Rybkowski (1848-1926)
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Genova, Parole su tela - Premio per la poesia ispirata ai capolavori di Palazzo Reale

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:26
Genova, Museo di Palazzo Reale, dal 14 al 21 marzo 2015: "Parole su tela", concorso estemporaneo di poesia. Gli autori sono invitati a scrivere versi ispirandosi alle meravigliose opere d'arte presenti a Palazzo Reale. Giuria: Presidente: Daniela Malini; giurati: Claudio Pozzani, M.Luisa Gravina, Antonino Ricca, Angelo Guarnieri.
In vista della Giornata mondiale della Poesia (21 marzo 2015), il Museo di Palazzo Reale di Genova ha voluto realizzare un evento unico ed originale, indirizzato ai giovani (studenti delle scuole superiori, universitari e non solo) e ai tanti aspiranti poeti di ogni età, i quali potranno comporre poesie traendo ispirazione dalle opere conservate all'interno di Palazzo Reale. Un modo diverso per coinvolgere due mondi apparentemente lontani ma che nei secoli sono sempre stati connessi e legati a doppio filo: la Poesia e l’Arte Figurativa. "L'arte conserva memoria della nostra storia, delle nostre conquiste, del nostro pensiero e del nostro amore per la bellezza," spiega Daniela Malini, Presidente della giuria, "ed è per questo che ho accettato con entusiasmo questo incarico. Oggi assistiamo alla distruzione di inestimabili capolavori dell'arte antica. In nome della guerra e di un concetto insano di religione, i siti archeologici di città che rappresentano le radici della nostra civiltà vengono rasi al suolo e contemporaneamente il mondo occidentale banalizza i valori dell'arte, gettandoli in un mercato dove tutto si rapporta al denaro e al potere. 'Parole su tela' invita i poeti, soprattutto a quelli più giovani, a ricordare a chi è distratto che l'arte è espressione dello spirito umano, del suo sogno di vivere in un mondo in pace, coltivando un ideale di armonia universale. Cantiamo i capolavori, che sono il simbolo più prezioso di questo sogno!".
Dal 14 al 21 di marzo 2015 gli aspiranti poeti saranno invitati a visitare Palazzo Reale per comporre un brano di massimo 7/10 righe su un apposito modulo che verrà loro distribuito al momento dell’emissione del biglietto, dove saranno indicati 3 numeri, corrispondenti a tre opere del Museo scelte a caso tra le venti vagliate dalla giuria. I partecipanti dovranno scegliere, tra queste 3, quella su cui scrivere il proprio componimento. Al termine del lavoro di scrittura, la poesia dovrà essere inserita nell'urna posta nel vestibolo del museo. 
Tutti i componimenti verranno inviati ai giurati, i quali sceglieranno i 10 più meritevoli che saranno pubblicati nei giorni successivi sulla pagina Facebook del museo, mentre i primi 3 vincitori riceveranno la serie completa dei cataloghi del Museo. 

Ingresso al museo: intero: € 4; ridotto: € 2 (fra i 18 e i 25 anni);
gratuito per i minori di anni 18. 
Informazioni: Museo di Palazzo Reale - tel. 010/2710236 - 286
Nella foto, Daniela Malini, Presidente della Giuria
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E' uscito 'l Gazetin, con un articolo di Roberto Malini

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:25
È in distribuzione il n. 5 del mensile di TellusFolio, che presenta, fra le tante firme, quella di Roberto Malini: "Vignette satiriche, spazio di libertà"
e... multifirme la sezione Attualità/dibattito della nuova edizione del Gazetinche esce l'8 marzo. Si parte con un paio di lettere giunte dai lettori: Adriano Angelini che dice la sua sui pericoli di guerra in Europa e Silvio Canova con lo sfogo di un cittadino civicamente fallito a proposito dell'ancora impantanata democrazia italiana e dell'incandescente situazione internazionale. Circa quest'ultima, aiuta alla discussione e all'approfondimento l'interessante conversazione conCarlotta Caldonazzo (Arabpress) sul “Dopo Charlie Hebdo” condotta da Roberto Fantini (Free Lance International Press). Sulla situazione in Europa e i problematici rapporti con la Russia, il commento di Claudia Osmetti (“Putin, Occidente avvisato mezzo salvato”) e la nota di Valter Vecellio sull'uccisione di Boris Nemtsov, “un altro che non contava niente”, scritta alla vigilia del viaggio a Mosca per incontare Putin del nostro presidente del Consiglio. Cambiando discorso, ma non poi così tanto, Erveda Sansi fa il punto per riguarda l'Italia della campagna e iniziativa internazionale “Stop all'elettroshock”. Per la presentazione del libro di Leonard Roy Frank che racconta la storia di questo brutale trattamento si è recentemente tenuta una riuscita serata a Delebio, per iniziativa dell'associazione Il capellaio matto.
Lo scoramento per il degrado ambientale (e culturale) della Valtellina è il“pensiero inutile”, e nemmeno tanto nuovo per il nostro autore che più volte è tornato sul punto in questi anni, di Gino Songini. E la soluzione, però, e ancora una volta, non è abbandonarsi alla disperazione bensì reagire facendo tesoro, per questo, dell'esempio dei vicini svizzeri... Avere cura di tutto ciò che ci circonda è anche la conclusione cui giunge, dal “periscopio valtellinese” altro punto da cui abbiamo cercato di guardare alla realtà in questi anni, Martina Simonini che supplica non venga persa l'occasione Expo per porre qualche pietra angolare ad una, semplice, “piramide per essere felici”. Casca a fagiolo, in questo contesto, la notizia che alcuni operatori di Valtellina e Valchiavenna hanno recentemente deciso di “fare rete” costituendo l'associazione AltRa Valtellina: Il turismo responsabile in provincia di Sondrio. Il loro intento, riferiscono, è ben compendiato nelle sagge parole di Carlo Petrini (Slow Food): «Il turismo del futuro parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti arriveranno di conseguenza».
Le sempre scoppiettanti interviste di Alfredo Mazzoni hanno raggiunto questa volta Ezio Abate, docente formatore presso il Centro di Formazione Professionale di Gravedona, che ama girare il mondo, e non è per dire, in bicicletta, da solo o con la moglie.
Ricco il piatto anche per l'arte e la cultura. Maria Paola Forlani presenta la stupenda mostra monografica che la Galleria d'Arte Moderna di Milano dedica all'artista, in collaborazione con il Museo Rosso di Barzio: “Medardo Rosso. La luce e la materia”. Roberto Malini prende spunto dalla recente tragica vicenda francese, e dal dibattito che ne è seguito, per lasciare annotato: “Vignette satiriche, spazio di libertà”. Gianluca Moiser anticipa sul mensile il racconto breve La porta, terzo classificato al Premio letterario 2014 organizzato dalla rivista Segreti di Pulcinella e dall'associazione culturale Poetikanten Onlus che ora uscirà nella relativa opera antologica. Per “Cinema ultime visioni”Gianfranco Cercone con il film di Francesca Archibugi, Il nome del figlio; e, in “Letture”, Marisa Cecchetti con Selma Lagerlöf, L'imperatore di Portugallia. E,dulcis in fundo, ma che per il giornale fa anche copertina (e in quarta, poi, con la locandina dell'evento in calendario per il 28 marzo a Morbegno), la nota critica a cura di Patrizia Garofalo dello spettacolo Io sono anaffettivo, di Gianluca Moiser con la Compagnia sondriese Gente Assurda, che verrà rappresentato, con il patrocinio di Comune di Morbegno e Biblioteca Civica Ezio Vanoni, nell'ambito dell'iniziativa “per la libertà d'espressione” a sostegno de 'l Gazetin.

E' uscito 'l Gazetin. Leggi l'articolo su TellusFolio:
http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php&cmd=v&id=18402

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Severgnini e quelle parole sui Rom

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:24
La lettrice Alessandra Danieli rivolge una domanda a Beppe Severgnini, nella rubrica "Italians" del Corriere della Sera. Bruttissima la domanda:

"Caro Severgnini, quando Buonanno dice che 'i Rom sono la feccia della società' esprime un pregiudizio, un giudizio: o un fatto?". Ma altrettanto inquietante la risposta del giornalista, che di solito è di idee tolleranti: "Esprime un giudizio crudele, sbagliato e volgare. I Rom non sono 'la feccia della società'. Ma hanno uno modo di vita e una cultura che ne rende difficilissima l'integrazione nella società europea". Secondo Severgnini, dunque, la colpa dell'esclusione dei Rom non è della cultura razzista e della mancanza di valori democratici e solidali da parte delle istituzioni e dei media. No, secondo lui la discriminazione è una responsabilità degli stessi Rom, del loro modo di vivere e delle loro tradizioni. Che cosa vorrebbe, Severgnini, che i Rom rinunciassero ad essere... Rom? Questa è la sua medicina contro la malattia del razzismo?

Link correlato:
http://italians.corriere.it/2015/03/07/buonanno-e-quelle-parole-sui-rom/
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René Bokoul rappresenterà l'arte dell'Africa a Veroli

EveryOne Group - Lun, 16/03/2015 - 23:22
Il grande artista René Bokoul (secondo da sinistra in alto), membro onorario di EveryOne Group, rappresenterà l'Africa alla Conferenza e all'Esposizione Internazionale d'arte a Veroli, dove sarà presente con le sue opere, insieme ad altri famosi artisti come Assaf, Gallois, Glauser, Glee Smith, Gonzales, Lotfi, Malé, Ricca, Ryan, Seo, Spagnoli.
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