- SOLIDARIETÀ E ACCOGLIENZA PER TUTTI - SOLIDARITÉ ET ACCUEIL POUR TOUS - Primo maggio di unità con la gente del Mondo, Napoli
- contro gli mbrogli della Lega e del suo razzismo solidarietà con tutti gli immigrati
- QUANTO VALE LA VITA DI UN RFUGIATO? - Un profugo ospitato in un hotel ieri è stato accoltellato a Napoli
- MANIFESTAZIONE DEI RIFUGIATI, Mercoledì 21 marzo, ore 10, Piazza Garibaldi, Napoli
- Gli ambulanti ancora in lotta contro gli sgomberi della giunta De Magistris - Manifestazione, venerdì 16 Marzo, Napoli
- Assemblea ambulanti contro gli sgomberi del comune di Napoli - Martedì 28, ore 16, hotel S. Angelo, Napoli
- Petizione ai Ministri Riccardi e Cancellieri per un permesso di soggiorno umanitario per i profughi dalla Libia
- Articoli sulla manifestazione antirazzista di oggi, 14 gennaio, a Roma
- Foto della manifestazione nazionale antirazzista di Firenze del 17 dicembre 2011
- SOLIDALI CONTRO LA CRISI – Assemblea pubblica – Napoli, 3 dicembre 2011
Philo Kola : Adieu au bassiste né à l'Olympia de Paris
Sans préméditation, c'est Bruno Coquatrix, propriétaire de l'Olympia de Paris, qui a donné à la musique congolaise l'un de ces plus illustres et talentueux bassistes Philo Kola décédé le mercredi 16 juin 2012, dans une maison de repos en région parisienne des suites d'une longue maladie. Ce 29 janvier 2011, dans les salons d'un hôtel à Nantes, nous échangeons moult anecdotes et souvenirs sur la musique congolaise entre journaliste (moi) et des musiciens aux CV conséquents : Seskain Molenga (Afrisa International et fondateur d'Empire Bakuba), Philo Kota (Ancien chef d'orchestre d'Afrisa International), Papy Tex (Empire Bakuba), Jimmy Yaba (Zaïko Langa Langa) et Adamo Ekula (Zaïko Langa Langa). Seskain Moleka détailla alors comment Philo Kola est passé de la guitare à la basse en vue du premier Olympia d'un groupe africain en 1970.
Lorsque Tabu Ley Rochereau et son orchestre sont proposés à Bruno Coquatrix, ce dernier qui n'avait alors jamais programmé un groupe africain est sceptique. Le Français va demander à visionner en live le spectacle prévu. À Kinshasa, la musique d'Afrisa International lui plaît mais il suggère à Tabu Ley de remplacer la contrebasse par la basse. Refus du contrebassiste de migrer à la basse. La star congolaise se tourne alors vers Philo Kola qui jouait la guitare dite d'accompagnement, ce dernier va accepter et relever le challenge. C'est lui qui ira à la conquête du public parisien pendant 15 jours aux côtés de Tabu Ley, Pépé Ndombe, Mavatiku Michelino, Seskain Molenga, Pascal et Gaston…
Au retour de l'Olympia et après quelques années, Philo Kola sera élevé par Tabu Ley au rang de chef d'orchestre car l'homme est brillant, rigoureux, exigeant et fédérateur dans un groupe où se côtoient autant de vedettes que d'egos surdimensionnés. Parti de ce groupe et uniquement pour le fun, pour l'amour de la rumba congolaise avilie par une succession sous-douée, Philo Kola va rejoindre Seskain Molenga, Esby, Moro Mandjeku, Daly Kimoko, Solo Sita… pour monter l'orchestre Africa Kiesse implanté en région parisienne. Malmené par la maladie, son investissement dans ce groupe aura été le dernier baroud d'honneur d'un talent qui a tenu, a joué sans relâche.
Le deuil se tient au 7 de la rue Jean-Pierre Timbaud à Saint-Cyr École. Contact : Seskain Molenga ou les numéros suivants : 01 80 78 63 39 / 06 36 73 62 02 / 06 25 71 22 45 / 06 71 97 21 13 |Botowamungu Kalome (AEM)
Philo Kola joue la guitare d'accompagnement laissant le soin à un jeune de le remplacer à la basse au sein d'Africa KiessePhilo Kola
17 maggio 2012: Giornata Mondiale contro l'Omofobia
Paola Astuni, attivista e poetessa transessuale
"Se non decidi di impegnarti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando poi violeranno i tuoi diritti, nessuno si mobiliterà per te. E ti ritroverai solo".
Harvey Milk, attivista e politico gay
Foto Steed Gamero (Gay Pride 2010 a Milano)
16 maggio: siamo tutti Rom e ricordiamo gli eroi dello Zigeunerlager
Di fronte a un’umanità ridotta in condizioni pietose – formata da nugoli di bambini pelle e ossa, donne e capifamiglia scalzi – si trovava la più potente e organizzata macchina di oppressione morte di tutti i tempi. Non furono solo gli uomini a decidere di non piegare il capo di fronte ai carnefici in divisa; anche le manine ossute dei bimbi e delle donne raccolsero pietre, mattoni, spranghe, rudimentali lame e tutti insieme i Rom di Auschwitz dissero: «No!».
«Non vi daremo i nostri piccoli, perché li facciate uscire dai vostri camini. I vostri medici ne hanno già straziati tanti, sperimentando la loro scienza mostruosa su di loro. Le loro urla salivano fino al cielo, più in alto ancora del fumo denso che usciva dai crematori, più in alto ancora delle nostre preghiere. Non annienterete le nostre famiglie, cui avete già tolto i doni preziosi della libertà e della dignità. Non lasceremo alle vostre mani rapaci, ai vostri cuori tenebrosi, al vostro odio disumano la bellezza delle nostre vite, la santità dell’amore che unisce le nostre famiglie in un popolo povero, ma fiero».
Le mamme stringevano al petto i bimbi più piccoli, mentre combattevano; i ragazzini difendevano lo zigeunerlager finché il sangue non li copriva, rendendoli simili agli spiriti della vendetta delle leggende; braccia scure brandivano armi rudimentali in un impeto instancabile, finché le SS si ritirarono, esterrefatte davanti a quell’eroismo, a quel coraggio sovrumano che affrontava le pallottole e le baionette con la carne nuda. Le SS si ritirarono, portando con sé molti cadaveri tedeschi. Solo il 2 agosto 1944 i nazisti – dopo aver ridotto in fin di vita la popolazione Rom prigioniera della «fabbrica della morte», limitando al minimo il suo sostentamento alimentare – riuscirono a liquidare lo zigeunerlager. 2.897 eroi Rom furono assassinati in una sola notte nelle camere a gas di Birkenau.
Oggi, 16 maggio, siamo di fronte agli eredi dei carnefici di Hitler. I mandanti del nuovo crimine di massa sono quegli uomini e quelle donne che vediamo ogni giorno sulle pagine dei giornali e in TV, sorridenti, pieni di boria, rifatti dal lifting e dal trucco, con le bocche ghignanti piene di parole che suonano come «legalità», «giustizia», «sicurezza», ma che significano persecuzione, razzismo e morte. Li vediamo ogni giorno e non hanno più colore politico, perché sono uniti e uniformati dall’odio. Non hanno rispetto di niente: non della vita, non dei diritti umani, non delle leggi universali, non della nuova Europa che si oppone ai pregiudizi.
Hanno istigato violenze e pogrom in tutta Italia, ingannando le masse con calunnie razziste e incitamenti alla violenza xenofoba. Non li fermeremo, noi che vediamo ancora la luce dei Diritti Umani, noi che adesso siamo tutti Rom, noi che vogliamo essere Rom perché vogliamo essere giusti, non li fermeremo se non decidiamo fin da adesso di ereditare l’orgoglio dei Rom di Auschwitz e non ci prepariamo a schierarci accanto alle famiglie perseguitate, sfidando le autorità che non rappresentano più nulla, le divise che non rappresentano più nulla, le più alte cariche dello Stato che hanno tradito ogni valore, che non hanno il diritto ad esprimersi a nome di un popolo, di una civiltà di un’umanità che – fra tanti orrori – ha creato anche un testo che è un impegno a costruire un futuro migliore per tutti: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Un plauso al ministro Fornero da parte della società civile
"Oggi registriamo una tappa importante sulla via del recupero della civiltà dei diritti umani in Italia," spiegano Roberto Malini di EveryOne e Marcello Zuinisi di Nazione Rom, dopo un incontro con l'UNAR sulle future politiche di inclusione dei Rom, "perché il ministro delle pari opportunità ha espresso concetti chiari, moderni, in linea con le richieste rivolte al nostro paese dal Commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, dal Comitato Europeo per i diritti economici e sociali e dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza. Tutti questi organismi hanno stigmatizzato le politiche intolleranti e miopi condotte dall'Italia negli ultimi anni, esigendo il rispetto della Carta europea sui diritti umani e delle Direttive che tutelano le minoranze etniche negli stati dell'Unione. Finalmente il pensiero di Elsa Fornero non mostra alcuna ambiguità: bisogna mettere in atto 'interventi di integrazione di medio e lungo periodo, non accettando più misure straordinarie, per far diventare l'integrazione parte di un processo di maturazione culturale più complessivo'. Noi difensori dei diritti umani notiamo sia da parte di Elsa Fornero che da parte del ministro per l'Integrazione Andrea Riccardi una nuova apertura. Finalmente il governo non ci chiude le porte in faccia o peggio, ma ci ascolta, analizza con attenzione i nostri dossier e i nostri progetti e sembra accettare la responsabilità che ne deriva.
Se questo dialogo continuerà e diventerà fattivo, proattivo, siamo pronti a dimostrare come le politiche di inclusione - basate sulla creazione di opportunità di studio e lavoro, nonché sulla valorizzazione del contributo di cultura e capacità professionale che i Rom forniscono da otto secoli all'Europa - possano garantire un processo di inclusione virtuoso, sereno ed efficace, con investimenti inferiori a quelli stanziati negli ultimi due lustri per sgomberi, espulsioni, allontanamento o smembramento dei nuclei familiari Rom".
Nella foto, Elsa Fornero
Omofobia: un 17 maggio tra condanne a morte e aggressioni
Una condanna che appare un’offesa alla religione musulmana che predica la pace, la compassione e l’amore. Ma noi tutti ben sappiamo come i fondamentalismi religiosi possono mietere molte vittime innocenti. Per i quattro gay iraniani si sono mosse molte associazioni, ad esempio Il Gruppo EveryOne ha inviato un appello all’Alto Commissario delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, al Commissario dell’Unione europea per i Diritti Umani, all’Organizzazione per la Cooperazione Islamica, alla Commissione Islamica per i Diritti Umani per la difesa della vita dei quattro giovani omosessuali e di tutti coloro che soffrono ogni sorta di persecuzione. In tutto il mondo sui social network vengono continuamente rilanciati appelli e denunce contro l’assurda condanna.
OMOFOBIA IN ITALIA
Nel nostro Paese gli omosessuali non si condannano a morte ma le coppie dello stesso sesso sono ancora senza diritti e il nostro Parlamento non è stato in grado di approvare una legge contro la omo e transfobia. Tanti i disegni di leggi presentati, tutti finiti inesorabilmente nel cassetto.
Eppure siamo una Nazione civile, ci vantiamo di essere tra i fondatori dell’Europa…. Però, per quanto riguarda le questioni LGBT, siamo equiparabili a Paesi che sicuramente non brillano per l’applicazione dei diritti civili, quali ad esempio, Albania, Azerbaijan, Bielorussia e Lettonia.
E vi risparmio l’elenco delle dichiarazioni omofobe dei nostri politici.
Per molti dei politici seduti in Parlamento o in Senato le persone omosessuali e transessuali dovrebbero evitare di parlare del “loro problema”, vivere in silenzio senza dare fastidio e soprattutto senza accampare diritti inesistenti. Se vengono insultati o picchiati è meglio che lascino perdere, perché in fondo se lo sono cercato con il loro comportamento esibizionista!
Io non ci sto e continuerò a battermi affinché tutte le persone omosessuali e transessuali possano vivere dignitosamente e con eguali diritti.
17 MAGGIO: TANTE INIZIATIVE
Il 17 maggio 1990 l’omosessualità è stata rimossa dalla lista delle malattie mentali.
La prima giornata Internazionale contro l’omofobia (o IDAHO acronimo di International Day Against Homophobia and Transphobia) si è tenuta nel 2005 e nel 2007 l’Unione Europea ha istituito ufficialmente la giornata sul suo territorio.
In Italia sono previste molte manifestazioni a sostegno, impossibile citarle tutte, chiedo venia per quelle mancanti e suggerisco di visitare il sito www.arcigay.it che propone il calendario degli eventi.
A Milano ci sarà la “Biciclettata contro la omotransfobia”, organizzata dal Coordinamento LGBT Arcobaleno in collaborazione con Critical Mass: appuntamento alle ore 22 in Piazza Mercanti.
Nel capoluogo lombardo vi sono molte iniziative anche nei giorni successivi, tutte le informazioni si trovano sul sito http://www.arcigaymilano.org
A Cuneo si potrà partecipare al Flash mob “Briciole di vita”: lettura ed incontro di strada nella giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia; uno degli eventi della Rassegna cuneese contro l’omofobia.
A Pesaro le associazioni saranno in piazza del Popolo dalla 16 alle 20 per “Adotta un finocchio”: tavolini con materiale informativo e per tutti in regalo una bustina con semi di finocchio.
A Salerno si svolgerà “Omofobia. Atteggiamenti, pregiudizi e strategie di intervento” con la presentazione del libro di Gianni Vattimo “Della realtà. Fini della filosofia” e con la rappresentazione teatrale di “Oscar Wilde, il processo. Tutte le informazioni sul sito www.salernocampaniapride.it
A Roma colpita da una recrudescenza di omofobia, mercoledì 16 maggio alle ore 19,30 presso il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli ci sarà l’aperitivo seguito dalla proiezione del film “La persona di Leo N.”, organizzato in collaborazione con l’associazione Libellula Trans (per informazioni http://www.mariomieli.net/4212.html); mentre alle ore 20 presso il cinema Detour, si terrà “Aperitivo contro l’omofobia, per una città che rifiuta la violenza”, tra i partecipanti Aurelio Mancuso e Anna Paola Concia.
A Siena il Movimento Pansessuale Comitato Provinciale Arcigay ha organizzato la “Settimana contro l’omofobia”: dal 14 al 20 maggio eventi, tavoli, informativi e proiezioni di film.
DIMMI DI SI’
A Bologna, Torino, Novara, Firenze, Milano, Monza e Roma, presso i negozi di LUSH, Sabato 19 maggio alle 15 coppie gay e lesbiche si scambieranno una promessa d’amore, per contrastare l’omofobia e per ribadire il diritto al matrimonio delle coppie dello stesso sesso.
L’evento è parte dell’iniziativa Dimmi di sì organizzata da LUSH -azienda che produce e commercializza cosmetici freschi, ecologici- e FRAME -associazione per la promozione e la tutela dei diritti dei minori e delle famiglie e la lotta ad ogni forma di discriminazione – in collaborazione con Arcigay con l’adesione di Rete Genitori Rainbow.
Inoltre fino al 19 maggio in una qualunque delle botteghe LUSH sarà possibile firmare la petizione realizzata da FRAME a favore dell’estensione del diritto di matrimonio per tutte le coppie.
La petizione è già sottoscrivibile online sul sito dell’Associazione FRAME (http://www.associazioneframe.it)
Infine, dal 17 maggio tutto il ricavato dalla vendita della crema corpo LUSH Sua Bontà andrà a sostegno del progetto educativo “BYE BYE BULLI” contro il bullismo omofobico dedicato ai ragazzi dai 13 ai 19 anni e ai loro insegnanti, realizzato dall’Associazione FRAME nelle scuole secondarie di sei città italiane (Milano, Bologna, Firenze o Pisa, Roma, Salerno e Caltanissetta).
Concludo con la presentazione del Rapporto Istat “La popolazione omosessuale nella società italiana” in programma giovedì 17 maggio alle ore 12 alla Camera dei Deputati. All’evento parteciperà anche Vladimir Luxuria. Si accettano scommesse sul numeri dei Parlamentari presenti.
4 giovani gay rischiano la morte in Iran. Firma la petizione per salvarli
La Corte Suprema della Repubblica Islamica dell'Iran ha confermato la condanna a morte di quattro giovani gay: Vahid Akbari, Sahadat Arefi, Javid Akbari e Hushmand Akbari. La sharia identifica gli omosessuali come "Nemici di Allah" e prevede che essi siano assassinati. Il Gruppo EveryOne chiede all'Alto Commissario delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, al Commissario dell'Unione europea per i Diritti Umani, all'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, alla Commissione Islamica per i Diritti Umani e all'intera società civile di sostenere il nostro appello per la difesa della vita dei quattro giovani omosessuali e di tutti coloro che soffrono ogni sorta di persecuzione.
Fonte: www.repubblica.it
Firma la petizione:
http://www.certidiritti.it/notizie/comunicati-stampa/item/1469-4-giovani-gay-rischiano-la-morte-in-iran-firma-la-petizione-per-salvarli
Iran, 4 omosessuali condannati a morte
Roma, 14 maggio 2012. Quattro omosessuali iraniani sono stati condannati a morte per impiccagione con l'accusa di sodomia, come riporta il quotidiano italiano La Repubblica. Vahid Akbari, Sahadat Arefi, Javid Akbari e Hushmand Akbari sono stati riconosciuti colpevoli dalla Corte Suprema della Repubblica islamica.
Il gruppo EveryOne si è mobilitato a favore dei quattro ragazzi iraniani, chiedendo un intervento dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite, del Commissario dell'Unione europea dei Diritti Umani, dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, della Commissione Islamica per i diritti umani. I quattro uomini, che dovrebbero essere giustiziati a breve, sono originari della città di Choram, della regione di Kohgiluyeh, come riporta il giornale on line PinkNews.
“Anche se essere gay non è criminericonosciuto dalla legge penale iraniana, questo è la più chiara dichiarazione degli ultimi mesi contro gli atti omosessuali”, ha dichiarato un attivista iraniano. Mehri Jafari, avvocato dell'organizzazione londinese Iranian Human Rights, si è detto “terrificato e rattristato dalla notizia di questi quattro uomini. Questo non solo per quanto riguarda l'esecuzione che avrà luogo, ma anche perchè il fatto che è al di là del nostro controllo”.
Anche Human Rights Watch si è espressa a riguardo. “Non si può escludere che l'Iran abbia condannato a morte persone che hanno avuto rapporti omosessuali consenzienti spacciandoli per sodomia o stupro”.
Vetrina - Roberto Malini. Tortura
Tortura
eucaristia di mostri
parole strappate
come denti all'anima.
Tramonto della speranza
trionfo della bestia.
Tortura
sorriso di sangue
buco nero
sole accecato dal ferro rovente.
Dio
liberaci dal male
ma se non lo farai
che sia l'Uomo a fermare
le grida acuminate
i lamenti attutiti da bende
l'offesa, il latrato dei cani
l'auto da fé che si rifrange
sul cemento.
Tortura
la vita è in ginocchio
e sussurra perdute verità:
“Eerf nrobera sgnieb namuhlla...
Utirips serepu api taeb...”
Roberto Malini
Iran: condannati a morte quattro gay, mobilitazione per salvarli
Scende in campo il Gruppo EveryOne che si appella all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, al Commissario dell’Unione europea per i diritti umani, all’Organizzazione per la Cooperazione Islamica, alla Commissione Islamica per i Diritti Umani e all’intera società civile per la vita dei quattro giovani omosessuali. «La sharia – si legge nell’appello di EveryOne – identifica gli omosessuali come “Nemici di Allah” e prevede che essi siano assassinati. Questa sanguinaria intolleranza getta un’ombra su una religione che predica invece la pace, la compassione e l’amore. Per questo chiediamo di sostenere il nostro appello per la difesa della vita dei quattro giovani omosessuali e di tutti coloro che soffrono di persecuzione a causa della loro natura».
Quattro uomini gay condannati a morte in Iran
È arrivata quindi la richiesta pubblica da parte del Gruppo EveryOne di appoggiare un appello che eviti ai quattro uomini di essee giustiziati per una colpa che non hanno. La preghiera di intervento è stata formulata all’Alto Commissario delle Nazioni Unite sui Diritti Umani , al Commissario dell’Unione europea per i Diritti Umani. Un modo e un’azione che eviterebbe l’uccisione di quattro persone che sono solo “colpevoli” di avere una propria natura sessuale. Nessun crimine, nessuna macchia da scontare o da pagare se non quella di essere se stessi.
Terribile leggere ancora queste notizie nel 2012…
una mail al Resto del Carlino edizione di Fano
questa la lettera che ho indirizzata al direttore responsabile, ed ai responsabili di redazione della edizione online del Resto del Carlino di Fano, mettendo in conoscenza l'ordine dei giornalisti regionale ed associazioni rom e di monitoraggio sul razzismo.Se arriva una risposta la pubblicherò.
Domenica 13 – 5 È stata pubblicato l’articolo:
Condominio di Sant’Orso in rivolta per l’arrivo di una famiglia Rom
L’articolo, su un tema già spiacevole, sembra voler fomentare il clima di razzismo particolarmente grave sulla costa adriatica.
Non scendo nel dettaglio sul modo in cui è formulato il testo che appare apertamente sbilanciato a favore delle posizioni razziste dei condomini.
Ma intendo invece protestare vivamente sull’impostazione grafica dell’articolo che utilizza in maniera smaccata una fotografia atta a stigmatizzare e svilire la comunità rom in generale ed in particolare la famiglia, italiana e di cittadini residenti a Fano, vittima di intolleranza razzista per essere di origine Rom.
Titolo e fotografia di un articolo spesso orientano l’opinione molto più che lo stesso testo di un articolo.
Credo che il direttore responsabile debba scusarsi per aver lasciato utilizzare una foto inappropriata e non pertinente (relativa ad uno sgombero forzoso di baraccati) per descrivere e stigmatizzare in maniera razzista una famiglia italiana e Fanese che, come riportato anche dall’articolo, è composta da onesti lavoratori che alloggiati in un appartamento di edilizia popolare più piccolo hanno avuto assegnato, in base ai regolamenti dell’edilizia popolare, un appartamento più adeguato per dimensioni alla composizione del nucleo familiare.
In attesa di un vostro riscontro vi rendo noto di aver segnalato l’episodio alle organizzazioni di vigilanza sull’applicazione della Carta di Roma.
Premio Camaiore 2012: un anno di grande poesia
Il Gruppo Watching The Sky plaude la Giuria soprattuto per la Menzione Speciale a Roberto Malini e al libro che ha scritto con Paul Polansky, dedicato ai Rom in Italia. Malini è stato chiamato a leggere le sue poesie sui Rom davanti al Parlamento Europeo, a Bruxelles e presso l'insediamento dei Traveller della Dale Farm, nel Regno Unito. "Il silenzio dei violini", firmato dagli autori, è inoltre stato accolto nel Memoriale dell'Olocausto di Washington e presso il Museo della Cultura e della Società Rom "Lolo Diklo" di Seattle (USA). L'opera è inoltre sostenuta da Union Romanì, la principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e della cultura del popolo Rom. Complimenti alla Giuria del Premio Letterario Camaiore!
Lido di Camaiore, 12 maggio 2012. Presso la sala convegni dell’Hotel Dune di Lido di Camaiore, in data odierna alle ore 10.30, si è riunita collegialmente la Giuria Tecnica del XXIV Premio Letterario Camaiore, composta da Francesco Belluomini (Presidente), Alberto Bevilacqua, Corrado Calabrò, Emilio Coco, Vincenzo Guarracino, Paola Lucarini e Mario Santagostini.
La Giuria, dopo approfondita disamina delle opere selezionate lo scorso 3 maggio, tra gli oltre 220 libri presenti in concorso, ha ristretto la propria attenzione determinando i cinque finalisti, il Camaiore - Proposta opera prima e il Premio Internazionale. Il Presidente Belluomini ha ufficializzato le sue scelte in merito al conferimento dei premi speciali. Nell’occasione la Giuria ha espresso il suo unanime compiacimento per l’alto livello quantitativo, ma in particolare qualitativo dei libri presenti all’edizione 2012.
La cerimonia conclusiva di premiazione del XXIV Premio Letterario Camaiore avrà luogo sabato 15 settembre 2012 presso la Sala Congressi dell’Hotel Dune a Lido di Camaiore.
I finalisti del Premio Camaiore 2012:
Antonella Anedda, SALVA CON NOME, MONDADORI; Giovanna Bemporad, ESERCIZI VECCHI E NUOVI, SOSSELLA; Alberto Bertoni, IL LETTO VUOTO, ARAGNO; Donatella Bisutti, ROSA ALCHEMICA, CROCETTI; Marco Guzzi, IL CUORE A NUDO, PAOLINE.
Il vincitore del Camaiore - Proposta (opera prima):
Stefano Pini, ANATOMIA DELLA FAME, LA VITA FELICE.
Il vincitore del Premio Internazionale:
Billy Collins, BALISTICA, FAZI.
I vincitori del Premio Speciale:
Claudio Angelini, POESIE A MANHATTAN, PASSIGLI; Renzo Ricchi, ETERNITA’ DELLE ROVINE, LADOLFI; Márcia Theóphilo, AMAZZONIA OCEANO DI ALBERI, TRACCE.
La Menzione Speciale
Roberto Malini, IL SILENZIO DEI VIOLINI, IL FOGLIO.
Il Presidente Francesco Belluomini
Nella foto, la Giuria Tecnica del XXIV Premio Letterario Camaiore, composta da Francesco Belluomini (Presidente), Alberto Bevilacqua, Corrado Calabrò, Emilio Coco, Vincenzo Guarracino, Paola Lucarini e Mario Santagostini.
Iran: appello per la vita di quattro giovani gay
La sharia identifica gli omosessuali come "Nemici di Allah" e prevede che essi siano assassinati. Questa sanguinaria intolleranza getta un'ombra su una religione che predica invece la pace, la compassione e l'amore. Il Gruppo EveryOne chiede all'Alto Commissario delle Nazioni Unite sui Diritti Umani, al Commissario dell'Unione europea per i Diritti Umani, all'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, alla Commissione Islamica per i Diritti Umani e all'intera società civile di sostenere il nostro appello per la difesa della vita dei quattro giovani omosessuali e di tutti coloro che soffrono di persecuzione a causa della loro natura. Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau - Gruppo EveryOne
EveryOne cerca nuove forze per difendere i gay perseguitati nel mondo
La sharia identifica gli omosessuali come "Nemici di Allah" e prevede che essi siano assassinati. Il Gruppo EveryOne cerca attivisti per i diritti LGBT con competenza internazionale e grande volontà per potenziare le proprie azioni di difesa dei gay perseguitati in Italia e nel mondo. Come è risaputo, EveryOne basa le proprie azioni sulla conoscenza delle leggi e delle situazioni nei diversi Paesi, su una strategia di formazione di reti di attivismo internazionale, su campagne fortemente mediatiche, su relazioni con le Istituzioni internazionali. È una sfida di civiltà che può dare un senso all'esistenza di chi crede nella giustizia sociale e nella nonviolenza. I contatti nel sito www.everyonegroup.com
Si getta del ponte, lo salva un Sinto di Buccinasco
Mi piacerebbe che fossero così considerati, come li conosco da tanti anni, semplicemente persone. Vorrei che, come ogni persona ne ha diritto, fossero giudicati per quel che sono ciascuno di loro, come ognuno di noi. La realtà è, invece, che sono giudicati in blocco da gente che ha il cervello annebbiato dal pregiudizio e dall’incapacità di conoscere e capire. Loris, un giovanotto sinto, simpatico e lavoratore, è in giro per raccogliere il ferro: l’unico quasi ormai tra i lavori che la crisi e il discrimine lasciano a quelli come lui, che di lavori ne ha fatti tanti, per provvedere alla sua famiglia, anche più d’uno contemporaneamente. Vede un uomo che si getta nel Naviglio, a Trezzano, dal ponte gobbo. Spegne il motore del camioncino, si toglie le scarpe, si getta in acqua. Con lui ci sono due cognati che lo aiuteranno a portare a riva l’aspirante suicida, un uomo anziano, che recuperando la vita non ha certo risolto i suoi problemi. Loris e i due cognati risalgono in cabina, riavviano il motore e se ne vanno. Tutto qui. La notizia gira, i giornalisti si fanno giustamente vivi, qualcuno lo avverte anche la nostra associazione fondata da sinti e non sinti, “ApertaMente di Buccinasco”, del cui Consiglio Loris fa parte, con sede nel Quartiere Terradeo di questa Città.
Per l’opinione corrente è un po’ come l’uomo che morde il cane: una stranezza.
Un grande scrittore ha detto: sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi. Di quanti Loris ha bisogno il popolo sinto perché cambino idee e comportamenti nei suoi confronti?
Sabato 26 maggio faremo al Terradeo la 6^Festa del Quartiere. Venite a conoscerli (ma portatevi la vostra ragione), per capire e giudicare coi vostri occhi quanto è miserabile il pregiudizio.
Ernesto Rossi, presidente di “ApertaMente di Buccinasco”
Grazie a chi ama la vita e la difende
E' l'ennesima email di questo tipo che riceviamo, sempre da parte di quegli esseri umani che operano per tutelare chi è perseguitato, senza inseguire mire o privilegi personali. Messaggi così ci danno una grande gioia, perché è questa la grande rete che stiamo creando, insieme ai difensori dei diritti umani di tutto il mondo. Una rete di persone disinteressate e coraggiose, disposte a immensi sacrifici per salvare vite umane ed evitare tragedie umanitarie. Nulla è più resistente e utile di questa Rete, che non riescono a intaccare neanche la palese ostilità che le istituzioni nutrono verso di noi o l'odio di quel sottobosco associazionistico che sfrutta la morte, la persecuzione, l'emarginazione degli esseri umani più vulnerabili per conseguire potere, prestigio o denaro. Usciamo indenni da pressioni terribili, dal "tritacarne" in cui ci mettono i potenti, le autorità che hanno perso la via dei diritti umani, le mafie, i movimenti razzisti.
Con l'aiuto del Cielo e la solidarietà di chi ci è simile, usciamo indenni dal fuoco e siamo ancora qui, a cercare di fare la differenza e spesso a farla. Grazie alle persone che mettono la vita degli altri anche davanti alla propria. Grazie a chi ama tutta l'umanità e la vuole in pace, formata da popoli con gli stessi diritti e gli stessi sogni. Grazie alla parte luminosa di questo mondo difficile e a volte tenebroso in cui viviamo!
Siria: Rivoluzione Occupazione o Guerra Santa?
segnaliamo questo lavoro difficile,
realizzato da alcuni compagni che sono stati a filmare in Siria di recente.
Siria:Rivoluzione Occupazione o Guerra Santa?
Cosa succede in Siria? Il paese dove secondo il culto cristiano avvene la conversione di San Paolo e dove fino a pochi mesi fa tutte le religioni monoteiste convivevano senza problemi. Il documentario più che fornire risposte intende stimolare la riflessione attraverso le testimonianze di Politici dell’opposizione,Giornalisti, Uomini dele istituzioni politiche e religiose e cittadini comuni in una cornice in cui la tensione sembra crescere quotidianamente e le rivendicazioni sociali che hanno scosso il paese all’inizio delle proteste lasciano il campo a uno scontro armato tra fazioni islamiche integraliste ed esercito regolare.
I governi occidentali, le lobby del petrolio e deI traffico d’armi, i grandi media main streaming che ruolo hanno??
2012,betacam,36′,colore
Siria: Rivoluzione, Occupazione o Guerra Santa?
Regia Danilo Licciardello Flavio Signore
Foto: Damiano D’angeli
Musica: Silvia Trix
Produzione: lighter no problem
Amnesty International è accanto al popolo Rom
http://www.amnesty.it/amnesty-international-chiede-alle-autorita-italiane-di-proteggere-i-rom-dalla-violenza
Amnesty International: proteggete i rom di Pescara
Condivido le dichiarazioni di Amnesty International sulla situazione di Pescara.
In particolare riporto questa parte:
Preoccupazione viene espressa poi per le dichiarazioni del sindaco Luigi Albore Mascia sugli sgomberi dalle abitazioni di edilizia residenziale pubblica.Amnesty International ricorda a questo proposito "a tutte le autorità che accedere a un alloggio adeguato e beneficiarvi è un diritto umano che non dipende in alcun modo da indagini e procedimenti giudiziari su reati".
Non sono state condivise neppure le dichiarazioni del questore Paolo Passamonti sui sequestri di ieri a carico di una famiglia rom di Montesilvano, sequestri che sono stati collegati "alla necessità di rispondere alla generale aspettativa del pubblico di stroncare la criminalità dei rom.
Pur riconoscendo la necessità di combattere il crimine e rafforzare il rispetto della legge e gli sforzi fatti per proteggere le comunità rom di Pescara", l'organizzazione per i diritti umani chiede a tutte le autorità di "astenersi dal fare dichiarazioni che potrebbero rafforzare l'idea di un legame tra i rom e la criminalità".
Amnesty International: proteggete i rom di Pescara | Cronaca | Pescara
Riporto alcuni brani presi dalla stampa locale:
- La settimana scorsa, all'indomani dell'omicidio, i Rangers, ovvero l'ala dura del tifo locale, avevano esposto un minaccioso striscione: "Avete cinque giorni per cacciarli dalla città". Contestualmente avevano convocato la manifestazione cittadina che si è tenuta domenica e che ha visto la presenza in piazza di circa 2 mila persone.
Davanti al sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, ultras e semplici cittadini esasperati hanno scandito violenti cori contro i rom.
A capo della dimostrazione c'era Cosimo Nobile, detto Mimmo, leader del gruppo ultrà locale, attualmente sotto processo a Chieti insieme alla cosiddetta "banda dei kalashnikov" in un procedimento che vede imputate a vario titolo 12 persone, per l'assalto a un portavalori dell'Ivri, effettuato nel 2006, e per una serie di rapine avvenute tra il 2002 e il 2003. http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120508_132924.shtml
- “Sono soddisfatto della mobilitazione di massa che sto continuando a registrare a Pescara dopo la manifestazione di domenica scorsa svoltasi in piazza Italia – ha detto il sindaco Albore Mascia -. E’ ovvio: la politica non può inseguire gli eventi e muoversi sulla spinta dell’onda emotiva. Ma fortunatamente a Pescara la lotta per la legalità è una priorità di governo da tre anni, perché per l’amministrazione Albore Mascia il rispetto delle regole è un totem, l’ho perseguito sin dal primo giorno. http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/51152/Rom_a_pescara_duri_provvedimenti_in_atto.html
E tanto per ricordare quale è il clima sociale del nostro paese si può esaminare come la stampa abbia trattato e tratti un episodio di cronaca molto simile a quello di Pescara:.NB - l'episodio è speculare rispetto a quello di Pescara ma le regole di formazione del titolo sono diametralmente opposte.- c'è un morto, un ragazzo Rom, ed un ferito grave, ed il titolo non lo riporta, si parla generalmente di aggressione; rispetto a Pescara anzi, leggendo le cronache sull'episodio, sempre dovuto a futili motivi, sembra anche più grave la dinamica, più che una "spedizione punitiva" andata male sembra esserci stata una vera e propria doppia esecuzione, effettuata in tempi diversi
- gli autori dell'omicidio non vengono stigmatizzati nel titolo etnicamente ma vengono messi nell'ambito della devianza e definiti malviventiPer chi voglia approfondire l'analisi di come la stampa riporta le notizie in base all'etnia di vittime e carnefici ci sarebbe da leggere anche questo articolo relativo al doppio episodio di cronaca http://www.umbriajournal.it/mediacenter/FE/articoli/sparatoria-in-doppio-agguato-a-maceratola-di-folig.html
Il sindaco di Milano e la leggenda del Racket degli Accattoni
Gentile sindaco, il "racket dell'accattonaggio" è una forma di propaganda anti-rom utilizzata in diversi stati ed epoche per criminalizzare e perseguitare famiglie discriminate e indigenti. I Rom che sono costretti al "manghel" sono vittime dell'abbandono da parte delle istituzioni e della mancanza di programmi sociali di lotta contro l'esclusione e la povertà.
L'elemosina è la forma estrema di sopravvivenza dei perseguitati, frutta purtroppo - data l'indifferenza delle cittadinanze - pochi spiccioli e viene combattuta - anche con un'informazione tutt'altro che veritiera - da chi sa benissimo che togliendo tale forma di minima sussistenza, si attua una forma di pulizia che non è etica né legata alla democrazia o alla solidarietà.
Link correlato:
http://www.facebook.com/notes/giuliano-pisapia-sindaco-x-milano/accattonaggio-al-via-le-operazioni-di-contrasto-ai-racket/401725936513015

