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Giorno della Memoria: presso il filo spinato

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:51
Il giovane ebreo diciassettenne Alfred Kantor realizzò nel ghetto di Terezín questo disegno e lo spiegò: "Toccare il filo spinato significa morire all'istante, ma gli internati condividono lo stesso un pezzo di pane, un sorriso, una lacrima".

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Giorno della Memoria: il valore del pane

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:50
Il valore del pane durante la Shoah era il valore della vita. Non dimentichiamo quel pane e non dimentichiamo quella fame, che oggi si sono trasformati in speranza e ricordo, più che mai necessari all'umanità.



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Giorno della Memoria: ricordiamo Margot

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:50
"Mangia come un topolino, non dice nulla". Così Anne Frank descrisse nel Diario il comportamento della sorella Margot a tavola.

Margot si augurava che dopo la guerra nascesse lo stato di Israele, una nazione in grado di proteggere gli ebrei sfuggiti allo sterminio in Europa. Sognava di trasferirsi lì e studiare medicina. Anche Margot scrisse un diario, che è andato perduto.

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Una strage che avviene nell'inerzia

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:49
Unione europea e organismi internazionali uniti nell'indifferenza e nell'inerzia di fronte alla strage di profughi di cui sono proprio le istituzioni i principali responsabili. Ancora 45 vittime di due naufragi nell'Egeo, di cui 20 bambini.

E ci sono tanti dispersi. Da parte nostra, continuiamo a chiedere ai governi e all'Ue misure di monitoraggio e protezione dei profughi in mare, ma finora - nonostante le promesse - continuiamo ad assistere alle fasi di una morìa che avviene sotto gli occhi (gelidi) dei potenti del mondo. Migliaia di vite perdute che avrebbero potuto essere facilmente salvate.


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Milano medievale nel campo dei diritti umani

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:49
Che mancanza di senso del pudore! Le istituzioni milanesi, che si distinguono per le loro politiche "medievali" sui diritti umani, politiche che le hanno condotte a perseguitare Rom, senzatetto, mendicanti e stranieri indigenti, accusano Maroni - loro simile - di essere "un coerente oscurantista medievale". Il bue che dice...

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Avvenire: importante onorificenza agli autori de Le stelle nella risaia

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:47
Roma, 19 gennaio 2016. Il 2 gennaio 2016 il quotidiano Avvenire pubblica su Agorà, insertò domenicale di cultura, un articolo di Angelo Picariello dedicato al progetto letterario/umanitario “Le stelle nella risaia” e all’onorificenza che le Istituzioni della Sierra Leone hanno conferito agli autori della novella illutsrata omonima: Roberto Malini (che ha ricevuto il titolo di Poeta Laureato) e Dario Picciau (che ha ricevuto quello di Artista Laureato). 

Le cariche di Poet Laureate e Artist Laureate sono la maggiore onorificenza in àmbito letterario e artistico. Sono assegnate da sovrani o governi per riconoscere contributi di rilievo alla cultura e alla civiltà di una nazione. Sono nate nel Medioevo, ispirate dall’alloro sacro ad Apollo che nell’antica Grecia riconosceva i meriti di poeti, drammaturghi, pittori e scultori. Il motto scelto per l’occasione da Malini e Picciau, associato al serto di alloro, è “Ars filia pacis", “L’arte è figlia della pace”.

Sierra Leone. Il riso “intelligente”

di Angelo Picariello - Avvenire / Agorà, 2 gennaio 2016

Un libro italiano è al centro di un importante progetto contro la fame in Sierra Leone. L’opera è la novella scritta da Roberto Malini, poeta e storiografo della Shoah, illustrata dai dipinti digitali di Dario Picciau: “Le stelle nella risaia” (Valentina edizioni, pagine 64,euro 14.90). Narra la storia di un ragazzo e un vecchio che in una notte miracolosa scoprono il segreto che consentirà al loro popolo di entrare in un’era di pace e benessere. Le istituzioni della Sierra Leone hanno scelto l’opera di Malini e Picciau per promuovere nel mondo gli “Smart Farm Village”, i villaggi intelligenti per la coltivazione del riso: un’iniziativa che si propone di rendere autonome le comunità rurali. La vicenda e le illustrazioni del libro sono state il tema del padiglione della Sierra Leone all’Expo. Vicini a Unicef, Malini e Picciau sono stati rispettivamente insigniti del titolo di Poet Laureate e Artist Laureate da parte delle istituzioni della Sierra Leone per la “toccante e originale allegoria poetica che rappresenta la necessità che hanno le comunità agricole della Sierra Leone di diventare autosufficienti: un obiettivo primario per le istituzioni del paese”. Malini e Picciau sono co-presidenti di EveryOne Group, organizzazione che si dedica ai diritti dei profughi, dei rom e delle minoranze perseguitate.
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Rozzano, Giorno della Memoria: ricordare Anne Frank con la mail art

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:47
Rozzano, 18 gennaio 2016. Giornata della Memoria 2016: a Rozzano (Milano) una delle iniziative più toccanti e profonde, che invita la società, a partire dai bambini e dagli artisti, a ricordare i milioni di vittime dell’Olocausto, le cui vite furono distrutte dall’odio, il sentimento umano che affiora continuamente nella Storia e sprofonda la civiltà nella notte.

Notte che proprio durante la Shoah fu più oscura che mai. Dal 22 gennaio al 6 febbraio 2016 presso la Biblioteca dei Ragazzi di Rozzano avrà luogo l’evento “Per non dimenticare - In viaggio con Anne Frank”, mostra e laboratori per bambini e ragazzi di Mail Art, dedicati ad Anne Frank e alla Giornata della Memoria. L’evento, curato da  Isabella Branetta e Mariano Bellarosa, prevede un’esposizione internazonale di Mail Art, la performance della Brigata Topolino intitolata “Per non dimenticare”  e il film-documento “In viaggio con Anne Frank” di Roberto Malini e Dario Picciau. La Mail Art rappresenta in modo convincente la funzione dell’arte di custodire la memoria.

“La Mail Art,” scrive Giancarlo Da Lio, promotore culturale e direttore artistico del Garage n° 3 Gallery a Venezia Mestre, "sembra prediligere anche  temi strettamente sociali soprattutto da chi ha militato nel sociale.E’ per questo che dobbiamo vedere nel progetto dedicato ad Anne Frank soprattutto una nuova forza per ricordare ciò che è stato fatto ma anche perché non possa  più ripetersi. Purtroppo la storia ha più volte dimostrato di non avere figli. E gli errori tendono a ripetersi con una certa monotonia. Tutto questo non deve accadere se crediamo nella storia come maestra di vita. Anche se i cattivi maestri tendono a equiparare la cronaca alla storia e soprattutto a far credere come positiva la dimensione  acritica e  atemporale causa di un vivere da irresponsabili e senza memoria. Per fortuna che qualcuno continua ad innaffiare l’Albero della Memoria”.
                                                                    
La mostra “Per non dimenticare” propone ben 118 artisti di 23 paesi, del circuito Mail Art International Project.

Il film-documento “In viaggio con Anne Frank” ricostruisce la vicenda della giovane autrice del “Diario” ripercorrendo le tappe della sua breve vita dall’arresto nell’alloggio segreto di Amsterdam alla morte per tifo nel lager di Bergen-Belsen. Lo spettatore, seguendo questo percorso di memoria e Storia, rivive la persecuzione degli ebrei durante il Nazismo: l’applicazione delle leggi razziali, la creazione dei ghetti, il passaggio nei campi di transito, l’internamento nei luoghi di sterminio. Con gli autori che da molti anni sono impegnati per la memoria della Shoah, hanno parlato per la prima volta in assoluto alcuni testimoni del genocidio nei Paesi Bassi, oltre all’amica del cuore di Anne, Hanneli Pick-Goslar, che la frequentò quotidianamente durante la loro infanzia e prima adolescenza. 
 
Per non dimenticare - In viaggio con Anne Frank

A cura di Isabella Branella e Mariano Bellarosa

dal 22 gennaio al 6 febbraio 2016

Inaugurazione venerdì 22 gennaio ore 17
con la performance artistica
“Per non dimenticare”
della Brigata Topolino

Mercoledì 27 gennaio
“In viaggio con Anne Frank”
Laboratori di Mail Art per bambini e ragazzi
ore 14: per le scuole
ore 17: aperto a tutti, per bambini dai 7 anni
I laboratorio sarà finalizzati alla realizzazione di una cartolina d'artista sul tema della mostra.
Le cartoline realizzate durante l'incontro saranno esposte in mostra insieme a tutte le mail art ricevute.
 
In Biblioteca dei ragazzi fino al 6 febbraio sarà esposta la mostra bibliografica
“Le parole dell’Olocausto. Storie per non dimenticare”.

Durante tutto il periodo di esposizione sarà trasmesso a ciclo continuo il film-docuemnto “In viaggio con Anne Frank” di Roberto Malini e Dario Picciau (produzione Mediaset/Zdef/Art’è).

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Dove la vita sembra non valere più niente

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:46
Genova, 17 gennaio 2016. Siria, lo Stato islamico a Deir Ezzor compie un massacro:

trecento persone innocenti assassinate, rapimenti di massa. Serve l’impegno di un mondo civile e unito.


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Mafia e politica in Italia

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:45
Uno dei motivi per cui EveryOne Group viene perseguitato dalle istituzioni e censurato dai media e dalla cultura asservita al potere è l'impegno dell'organizzazione contro la criminalità organizzata.

Nel corso degli anni, EveryOne Group ha segnalato all'Unione europea, alle Nazioni Unite e agli organismi di sicurezza internazionale le collusioni fra personaggi di punta della politica italiana e le organizzazioni mafiose, creando imbarazzi alla - consistente - parte corrotta e criminale delle istituzioni.

Se ci si vuol rendere conto dell'enormità del fenomeno della presenza mafiosa nelle istituzioni, è sufficiente digitare i nomi dei politici italiani su google, associandoli alla parola "mafia" o "boss". Ne esce un panorama inquietante ed è facile, poi, collegare a questa o a quella organizzazione criminale quotidiani, network, case editrici, associazioni pseudoculturali e pseudoumanitarie.

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Non si ferma l'odio che uccide

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:44
Nuovo attentato terroristico a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, rivendicato dagli islamisti di al-Quaeda. Spari ed esplosioni all'hotel Splendid e al caffè ristorante "Le Cappuccino" (nella foto).

Si contano venti morti e molti feriti. E' in corso una sanguinosa crisi di civiltà che il mondo deve affrontare unito, se non vuole che libertà, diritti umani e progresso lascino il posto a un'interminabile fila di bare.

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Colpisce l’Is a Giacarta: funzionario Onu fra le vittime

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:43
La nostra solidarietà alle Nazioni Unite e alle istituzioni dei Paesi Bassi per il vile omicidio da parte dello Stato Islamico di un bravo funzionario olandese dell’Onu a Giacarta.

Le nostre condoglianze alle famiglie di tutte le vittime. Il nostro impegno a combattere con la nonviolenza, ma anche la determinazione, contro il terrorismo in ogni sua forma. EveryOne Group

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Istanbul, messaggio dall’europarlamentare Andreas Schwab

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:43
Bruxelles, 13 gennaio 2015

Colonia/Istanbul, messaggio a EveryOne Group dall’europarlamentare tedesco Andreas Schwab

Cari amici in Italia!
Grazie molto per il messaggio!
Tanti saluti.

Andreas Schwab

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Solidarietà al popolo tedesco

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:41
EveryOne Group partecipa al lutto nazionale tedesco per le vittime del terrorismo a Istanbul ed è vicino a coloro che sono stati colpiti da violenza, in un momento tragico per la nazione, che richiede all’Unione europea e al pianeta di mostrare unione contro chi vuole distruggere ogni ideale di pace.

Esprimiamo solidarietà al popolo e alle istituzioni tedesche.

Roberto Malini, Dario Picciau, Glenys Robinson, presidenti di EveryOne Group

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Attacco alle donne di Colonia

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:40
Stiamo assistendo a una avanzata e all’esercito nemico (nel senso di un gran numero di violenti, al di là del loro gruppo di appartenenza) che sfonda le linee avversarie, entra nelle sue città, le saccheggia e stupra (o uccide) le donne. 
La guerra contro l’Europa continua: i mezzi sono diversi da quelli del passato, sono mezzi terroristici, che vanno dallo sparare al farsi esplodere, allo stupro di massa. E temo non saranno gli ultimi episodi che saremo costretti a vedere.
Dobbiamo essere tolleranti verso usi, costumi e soprattutto mentalità differenti dalla nostra, ma non accettare mai la violazione del diritto degli altri, la violenza. Prenderne atto non significa essere razzisti, ma comprendere meglio, comprendere la portata di problemi che potrebbero nascere.
L’Europa è sotto attacco da tempo, ora più che mai. Persino le autorità tedesche, come detto, hanno dovuto ammettere che si sia trattato di un attacco organizzato. Dopo la Francia, ecco l’attacco portato alla Germania

http://iomeetiziana.blogspot.it/2016/01/attacco-alla-germania-stuprate-le-loro.html

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Diritti umani strumentalizzati nel mondo

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:39
Mi accorgo leggendo i loro Rapporti Annuali di come le grandi organizzazioni per i diritti umani si stiano trasformando in strumenti delle organizzazioni di orientamento politico. Lo stesso fenomeno era presente nel Terzo Reich, che non perseguitava, ma piegava ai propri ideali gli organismi umanitari.
E' allarme rosso: viviamo in un mondo in cui i diritti umani sono il paravento dietro cui si nascondono speculazioni senza scrupoli e le trame dei potenti. Ecco perché è fondamentale distinguere i difensori dei diritti umani dalle strutture che occupano la società civile per fini che di umanitario hanno solo il nome.

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Clandestinità

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:39
(Dove si parla di un “grande" 2015 per la città e ci si scambiano gli auguri per un altrettanto "grande" 2016).
La vergogna del reato di clandestinità resta, nonostante le chiacchiere del primo ministro. E' una delle forme di persecuzione più gravi in senso assoluto, che colpisce le persone più vulnerabili trasformandole in "criminali". E' evidente che nessuno sceglie di essere un "clandestino", ma si tratta della condizione in cui si trova chi fugge da conflitti, fame e repressioni, senza altra possibilità di sopravvivenza che quella di abbandonare il proprio paese senza documenti né sostegno istituzionale. In Italia i diritti umani stanno per estinguersi e purtroppo questa nazione intollerante rischia di esportare nell'Unione europea i germi della propria iniquità. Si ricorda che la persecuzione dei migranti fu una delle azioni condotte dal nazionalsocialismo.
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Pubblicato sul Facebook del sindaco di Milano

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:38
(Dove si parla di un “grande" 2015 per la città e ci si scambiano gli auguri per un altrettanto "grande" 2016).
Però il 2015 a Milano si chiude con un proclama di intolleranza che fa accapponare la pelle. Lo sgombero dei Rom di via Idro, se messo in atto, sarebbe un atto di persecuzione grave, che ci riporterebbe ai tempi delle più atroci persecuzioni contro Rom e Sinti. Gli antirazzisti non sottovalutino questa annunciata atrocità e non si facciano ingannare dal colore "rosso" di chi se ne fa portavoce. I diritti umani sono chiari, evidenti e chi li viola, che abbia una faccia bonaria o un ghigno, è un avversario della civiltà. Riguardo poi ai tanti piccoli sgomberi qua e là, chi li effettua sappia che contribuisce a un genocidio. A causa della precarietà, Rom e Sinti a Milano hanno una speranza di vita media di soli 40 anni, contro gli 80 dei milanesi. Buon anno?

Link correlato:
http://www.milanotoday.it/cronaca/milano-intollerante-razzista-classifica.html

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Il poeta che nacque nel giorno dell’Epifania

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:37
Il 6 gennaio 1883 nacque a Bsharre (Libano) Khalil Gibran, il poeta dell’unione pacifica e spirituale fra la cultura araba e quella occidentale. Gibran morì a New York il 10 aprile 1931. Qui di seguito, la sua poesia “Malinconia” nella traduzione di Roberto Malini.

Malinconia

Interrogo la malinconia e mi rendo conto
che non possiede il dono della parola.
Eppure, se ne avesse facoltà
sono sicuro che mi risponderebbe
con parole più liete della felicità.


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Genova, successo per La forchetta di Mastro Scappi ai Giardini Luzzati

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:35
Genova, 28 dicembre 2015. “Una splendida serata di poesia e cultura, con una commedia che diverte e fa riflettere, due bravi attori e una grande performance di teatro e arte gastronomica da parte del regista-chef Mario Morales Molfino”.
E’ uno dei tanti commenti al termine dell’evento di teatro e gastronomia “La forchetta di Mastro Scappi” ai Giardini Luzzati, tenutosi la sera del 27 dicembre e organizzato da TouchArt International insieme a Giardini Luzzati Nuova Associazione e Associazione Il Ce.Sto, con il sostegno dell’Unione europea. Sapori di un tempo lontano, con pregiati accostamenti di aromi, l’antipasto di Pio V, che ha aperto l’avvenimento in un clima familiare. Quindi gli attori Alberto Carpanini e Bettina Banchini hanno interpretato con maestria e anima il dialogo fra Mastro Bartolomeo Scappi, il genio della gastronomia del Rinascimento, e Suor Apollonia, morigerata cuciniera del Conservatorio di Santa Caterina della Rosa, pio istituto che nel XVI secolo ospitava le “vergini miserabili” di Roma. Notevole successo per la serata, con il tutto esaurito e l’impossibilità di far accomodare tutti coloro che avrebbero voluto assistere allo spettacolo. Applausi a scena aperta agli attori, al regista-gastronomo e all’autore, con appuntamento alle prossime rappresentazioni e alla tournée che partirà la prossima primavera. 

Nelle foto di Steed Gamero, Mario Morales Molfino, l’autore Roberto Malini e i due interpreti.

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Carceri, disonore italiano

EveryOne Group - Mer, 27/01/2016 - 02:34
L’Italia è prima per violazioni dei diritti umani, condizioni disumane in cui vivono i detenuti, trattamenti crudeli e degradanti ad essi riservati. La denuncia di EveryOne Group.

Rachid Assarag, detenuto, condannato a 9 anni per violenza sessuale: «Vedo che lei, brigadiere, gli può dire: fermati!». Brigadiere: «A chi? A lui?» Rachid: «A lui. Brigadiere, perché non hai fermato il suo collega che mi stava picchiando?». Brigadiere: «No, io vengo e te ne do altre. Ma siccome te le sta dando lui non c’è bisogno che ti picchi anch’io». Rachid: «Ma perché? Non è il tuo lavoro questo. Il carcere dovrebbe rieducare». Brigadiere: «Quale rieducazione? Tanto il detenuto esce più delinquente di prima. Non perché piglia schiaffi, ma proprio perchè il carcere non funziona». Su consiglio del suo avvocato, Fabio Anselmo, Rachid ha registrato tutto, e l’associazione «A buon diritto» adesso ha deciso di rendere pubblico questo e altri colloqui agghiaccianti. In un’intervista, un agente di custodia spiega che «con i detenuti ci vuole il bastone e la carota», un giorno di pugni e l’altro no, per ottenere «ottimi risultati». In realtà, i risultati sono in ogni caso poco edificanti. Il sistema penitenziario italiano è uno dei più terribili e crudeli al mondo, e lo dicono e lo ripetono tutti gli studi effettuati, oltre che i continui ammonimenti piovuti dall’Europa.

Partiamo da Rachid per affrontare un argomento spiacevole. E’ che questa è una faccia non tanto conosciuta del nostro Paese. Proviamo a scoprirla e a vergognarcene. Una cosa bisogna avere il coraggio di dire. La violenza peggiore (se esiste una violenza peggiore in condizioni come queste) è quella dei detenuti sugli altri detenuti, perché non viene quasi mai denunciata, e perché sarebbe soprattutto quella che, stando alle ricerche effettuate, porta al suicidio e all’autolesionismo un incredibile numero di reclusi, tanto da mettere l’Italia al primo posto di questa mortificante classifica. La media ufficiale dei decessi nelle carceri italiane per violenza o altri motivi è di 68 all’anno.

Queste cifre però non corrispondono alla realtà, perché l’amministrazione penitenziaria non considera come avvenute fra le mura delle patrie galere tutte le morti registrate negli ospedali dove sono trasferiti i detenuti in gravi condizioni, come per il caso Cucchi. Nelle 208 strutture carcerarie italiane sono recluse 68mila persone, contro una capienza massima di 45mila posti. A niente sono serviti gli ammonimenti della Commissione Europea e gli appelli dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E neppure le varie amnistie che cadono a intervalli regolari come le foglie d’autunno.

In queste condizioni di sovraffollamento si verificano migliaia di stupri con violenza nei confronti di detenuti che per paura e per vergogna non denunciano quasi mai, oltre a un’infinità di casi di aggressione violenta, di cui solo duemila denunciati, cioé una minima parte. A tutto questo, per rappresentare meglio l’inferno delle nostre galere, bisogna aggiungere le prevaricazioni quotidiane, le minacce, le intimidazioni non solo verbali, e le persecuzioni fisiche e psicologiche.

Secondo l’associazione EveryOne, che si occupa di diritti umanitari e organizza convegni e incontri per far conoscere questa realtà, «l’enorme preponderanza di suicidi di sesso maschile rispetto alle donne è dovuto prevalentemente alla pratica degli stupri, che colpisce i prigionieri maschi, soprattutto se giovani e longilinei, come sottolinenano gli studi effettuati sul fenomeno». Ogni anno si contano, secondo le stime ufficiali, 340 tentati suicidi e più di duemila atti di autolesionismo. Se si allarga l’orizzonte a ritroso sui vent’anni, invece, si scopre che sono stati più di mille i detenuti che si sono suicidati e ventimila quelli che hanno tentato di togliersi la vita, a conferma di un dato che cresce in misura esponenziale nelle ultime stagioni. Sono numeri che comunque non hanno uguali non solo nel mondo democratico, ma anche nei peggiori regimi integralisti. I crimini più efferati che avvengono quotidianamente all’interno dellecarceri restano impuniti per un tacito patto di omertà che vige dentro il sistema, e di cui sono complici e in questo caso doppiamente colpevoli le guardie carcerarie che niente fanno per provi fine.

Rileggendo i dati di un convegno tenuto in Sicilia nel 2014, gli stupri e la schiavitù sessuale di cui sono vittime i detenuti più giovani, «sono una delle cause principali di almeno il 40 per cento dei suicidi». Roberto Malini, presidente di Every One, afferma di aver riscontrato questa terribile realtà «attraverso le nostre consulenze psicologiche. Molti ragazzi si tagliano bracce, gambe e petto pur di sottrarsi a tali pratiche. I casi di stupri e schiavitù sessuale sono oltre tremila ogni anno, una cifra che corrisponde a più del 40 per cento di tutti gli stupri che avvengono in Italia, e questo anche grazie alla connivenza delle guardie carcerarie. I direttori, gli educatori e gli agenti tollerano questo stato di cose».
Così può accadere che a San Vittore un giovane rom di 19 anni, detenuto per un piccolo furto, diventi vittima di una serie di stupri culminati con una violenza di gruppo, senza che nessuno mai intervenga, fino a che lui si è fatto una ventina di tagli nel corpo, riducendosi a una maschera di sangue, per sottrarsi a quell’incubo. Solo allora, in quel lago di sangue, hanno deciso di portarlo via in ospedale. Il giudice Francesco Cascini ha spiegato in un convegno come sia alto in queste condizioni il «rischio di diffusione di gravi malattie infettive come l’Aids».

Questo è l’inferno della carceri per la maggior sconosciuto a quelli che non hanno dovuto entrarci: vi immaginate un innocente – e quanto ce ne sono? – che finisce dentro a quest’incubo? Non ci sono denunce che ne parlino. Solo silenzio. Le denunce riguardano soltanto le guardie carcerarie. E da Poggioreale, Napoli, arrivano la maggior parte di segnalazioni di violenze, pestaggi, vessazioni. Ad Asti 5 guardie carcerarie sono finte coinvolte in storie ancora tutte da chiarire di pestaggi e spaccio di droga. A Modica due assistenti capo di polizia penitenziaria vennero arrestati con l’accusa di aver abusato sessualmente di alcuni giovani detenuti di nazionalità straniera. Anche da Salerno, hanno scritto per denunciare pestaggi e violenze.

Non c’è Nord e Sud in questo viaggio dell’orrore.
Siamo un Paese unito, nel disonore.

Autore

Pierangelo Sapegno - Ho cominciato facendo qualche sceneggiatura di modesto successo, prima di essere assunto da una televisione privata, Rta, come cronista. Da lì sono passato a La Stampa. In pratica ci ho fatto una vita in questo giornale, ma se dovessi scegliere gli anni più belli da ricordare non avrei dubbi: quelli di Bologna quando ero solo un pischello che cercava il suo spazio. È che amo Bologna come si ama una mamma (lo cantava Guccini che Bologna è come una madre) e la sua gente come se fossero tutti miei fratelli. Ho succhiato il lavoro da Bologna, ho imparato ad aprirmi alla gente e ho appreso l’arte dell’ironia, sempre da Bologna. Poi il mio mestiere mi ha portato dappertutto, a Torino a Milano e anche in giro per il mondo. Ho visto qualche guerra, ho scritto qualche libro, ma la cronaca è la cosa che mi è rimasta più dentro. Racconta la vita che non è né bella nè brutta. Può essere terribile lo so. Ma è la nostra storia, quella di tutti i giorni, quella che guardi con i tuoi occhi. E che paghi con il tuo sangue. Bisogna conoscerla. Anche per andare da un’altra parte.
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