Home

Lettera aperta al presidente Prodi

I fratelli e le sorelle immigrate dell'Associazione 3 Febbraio di Napoli hanno scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio Romano Prodi.

Presidente Prodi,

Siamo immigrati provenienti da varie parti del mondo, viviamo nella provincia di Napoli. Stiamo qui in Italia perché abbiamo un grande desiderio: migliorare la nostra vita e quella dei nostri cari.
Nel 2002 abbiamo fatto le pratiche di regolarizzazione così come il governo Berlusconi aveva emanato. Sperando finalmente di poter stabilizzare la nostra situazione, chiedemmo al nostro datore di lavoro di fare i documenti necessari.
Tutto ciò è avvenuto nel settembre 2002.
Un anno dopo non avendo più notizie della nostra situazione siamo andati alla Prefettura dove ci hanno detto che il soggiorno era stato rigettato perché il datore di lavoro non aveva mai pagato la sanatoria e i contratti di lavoro erano falsi.
Così dopo un momento di smarrimento ci siamo rivolti all’Associazione 3 Febbraio per lottare e sostenere le nostre richieste e abbiamo denunciato i truffatori. Nel frattempo siamo venuti a conoscenza che la Questura di Napoli ci aveva anche denunciato perché complici dei datori di lavoro, i quali pur avendoci truffato, non sono ancora considerati colpevoli.
La nostra indignazione è stata grande: abbiamo più volte manifestato davanti alla Prefettura di Napoli, abbiamo fatto scioperi della fame, abbiamo anche denunciato alla magistratura i nostri datori di lavoro che hanno fatto i contratti falsi. Fin ora le istituzioni, che pure chiedono ai cittadini di collaborare, di essere al loro fianco nella denuncia dei criminali, non hanno mosso un dito a nostro favore. Prefettura, Comune, Questura, finanche il Governo e il Papa che pure abbiamo interpellato, non hanno dato nessun cenno. C’è da aggiungere che questi criminali, dopo averci sfruttato, per fare le pratiche della regolarizzazione (che la Questura ritiene false) si sono fatti dare da ognuno di noi 3000, 4000, anche 5000 euro. Tali somme sapete bene che sono per noi i risparmi di una vita.
Cosa dobbiamo fare? Tornare a casa e subire oltre al danno la beffa? Vivere in una eterna clandestinità? Continuare a farci sfruttare e lavorare in nero?

No! Facciamo appello a lei Presidente, ci dia solidarietà, vicinanza e ci aiuti a mettere fine a questa assurda e indegna vicenda. Noi siamo qui, lavoriamo, arricchiamo questo Paese, veniamo sfruttati da criminali e poi dovremo andarcene? Come è possibile che chi come noi ha il coraggio di denunciare lo sfruttamento e il lavoro nero (in una terra con forte presenza di camorra) debba subire anche questa ulteriore offesa?

Presidente, abbiamo sentito che nel suo programma di governo c’è scritto che chi denuncia il lavoro nero viene tutelato, non stiamo chiedendo l’impossibile ma di essere presi in considerazione. Non è giusto che dopo il danno dobbiamo subire ancora per una colpa che non è nostra o lo è nella misura di essere più deboli ed esposti nella società in cui viviamo.
Siamo gente seria e pacifica e da sempre, con la nostra Associazione antirazzista ed interetnica “3 febbraio”, lottiamo contro ogni guerra e terrorismo:sappiamo quanto male viene alla nostra gente da questi fenomeni. Le preghiamo di farci conoscere la sua volontà e sperando nella sua sensibilità le chiediamo di incontrare una nostra delegazione.

Saluti interetnici.
Gli immigrati dell’Associazione antirazzista ed interetnica “3 febbraio” di Napoli

AttachmentSize
2006-06-10-LetteraProdi.pdf91.48 KB