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Permessi di soggiorno falsi: condannato un truffatore

Questa mattina il giudice Andrea Casella della VII sezione penale del Tribunale di Napoli ha condannato in primo grado Vincenzo Cimmino, incensurato, a un anno e sei mesi (con sospensione della pena) e al pagamento di 6000 € per truffa ed estorsione nei confronti di Bambore Tonkougna, cittadino del Burkina Faso.

Il signor Cimmino aveva preteso da Bambore i soldi per la regolarizzazione secondo la legge Bossi-Fini senza poi inviare la documentazione e versare la somma per la sanatoria all'INPS, come è successo in decine di altri casi. In questo caso, come risulta dalle indagini svolte dalla polizia, il Cimmino ha persino fornito una ricevuta di versamento risultata falsa intorno alla quale non si esclude che ci sia stata una complicità all'interno dell'ufficio postale.

APPELLO DI SOLIDARIETA’ PER LA REGOLARIZZAZIONE DEGLI IMMIGRATI TRUFFATI A SEGUITO DELLA SANATORIA BOSSI-FINI

Siamo immigrati provenienti da varie parti del mondo, qui in Italia per migliorare la nostra vita. Nel 2002 il governo Berlusconi ha varato una regolarizzazione per coloro i quali lavoravano in Italia. Noi tra questi abbiamo fatto le pratiche di regolarizzazione sperando finalmente di poter stabilizzare la nostra situazione. Così abbiamo chiesto al nostro datore di lavoro di fare i documenti necessari. Da premettere che ognuno si noi è qui da prima del 2002 e sono quasi 7,8 anni che non torniamo nel nostro Paese dai nostri cari. Tutto ciò e avvenuto nel settembre 2002. Un anno dopo non avendo più notizie della nostra situazione siamo andati alla Prefettura dove ci hanno detto che il soggiorno era stato rigettato. Così dopo un momento di smarrimento ci siamo rivolti all’Associazione 3 Febbraio per lottare e sostenere i le nostre richieste. Nel frattempo siamo venuti a conoscenza che la Questura di Napoli ci aveva denunciato perché complici dei datori di lavoro, i quali pur avendoci truffato, non sono ancora considerati colpevoli. La nostra indignazione è stata grande: abbiamo più volte manifestato davanti la Prefettura di Napoli, abbiamo fatto scioperi della fame, abbiamo anche denunciato alla magistratura i nostri datori di lavoro che hanno fatto i contratti falsi. Fin ora le istituzioni, che pure chiedono ai cittadini di collaborare, di essere al loro fianco nella denuncia dei criminali, non hanno mosso un dito a nostro favore. Prefettura, Comune, Questura, finanche il Governo che pure abbiamo interpellato, non hanno dato nessun cenno. C’è da aggiungere che questi criminali, dopo averci sfruttato, per fare le pratiche della regolarizzazione( che la Questura ritiene false) si sono fatti dare da ognuno di noi 3000, 4000, anche 5000 euro. Tali somme sapete bene che sono per noi i risparmi di una vita.

corteo a firenze del giugno: un primo successo dei fratelli

Sabato 3 giugno più di cinquecento fratelli e sorelle hanno manifestato nel centro storico di Firenze. Un combattivo e determinato corteo ha denunciato i soprusi quotidiani che i nostri fratelli ambulanti sono costretti a subire. La giunta comunale di centrosinistra sta rendendo la vita impossibile ai venditori ambulanti : tutti i giorni polizia, carabinieri e vigili urbani maltrattano i fratelli e le sorelle, sequestrano la merce e compiono abusi di ogni tipo. La manifestazione di Sabato 3 giugno è una prima risposta che ha visto uniti immigrati di differenti etnie. E’ solo l’inizio di una lotta per la dignità e per vivere e lavorare in pace, per la libertà di vendere e per il permesso di soggiorno per tutti.

La lotta degli ambulanti a Firenze: manifestazione del 3 giugno

Viva la lotta dei fratelli e delle sorelle immigrate

Sabato 3 giugno centinaia di fratelli e sorelle immigrate hanno manifestato nel centro di Firenze.
Fratelli e sorelle immigrate di tante etnie si sono uniti nel corteo che ha attraversato il centro della città per affermare la loro dignità e le loro esigenze. Questa coraggiosa manifestazione dimostra che si può cominciare a reagire alle ingiustizie e ci si può unire costruendo solidarietà.

Questo iniziale protagonismo può crescere e si può sviluppare. Non ci fidiamo dei politici e delle loro false promesse, non potrà essere certo la giunta comunale, la stessa che reprime gli ambulanti nel centro di Firenze, a risolvere i problemi. Per affermare le nostre esigenze è necessario il protagonismo diretto, sviluppare l’autorganizzazione indipendente e organizzarsi in prima persona senza delegare niente a nessuno.

Foto del corteo dell'A3F per il 1° maggio 2006

Questa mattina, ho scattato circa 230 foto al corteo per il 1° maggio, organizzato dall' Associazione Antirazzista Interetnica 3 Febbraio e dal Coordinamento di Lotta per il Lavoro.

Era presente anche una delegazione di ArciGay Napoli, che ha fatto un intervento nell'assemblea finale a microfoni aperti.

Potete trovare il link all'album fotografico sul relativo post, all'interno del mio spazio web.

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