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L’autodifesa può vincere quando inizia la solidarietà interetnica

Il termine stesso, autodifesa, presuppone un protagonismo che non bisogna dare per scontato.
Dopo l'ennesima aggressione da parte delle forze dell'ordine ai danni di un nostro fratello senegalese, a Genova, gli immigrati/e e gli antirazzisti che vivono in questa città hanno dato vita ad una risposta che non è stata per niente casuale (di questo riportiamo nelle pagine di questa news). Sono anni, infatti, che l’Associazione ‘3 febbraio’ propone e pratica la scelta di piena accoglienza e in questo l'autodifesa come forma affermativa individuale e collettiva di reazione alle aggressioni e agli abusi delle forze dell'ordine e dei razzisti. Dopo l'aggressione subita da un nostro fratello è maturata ancora di più la consapevolezza che non c'è nessuno a cui delegare la nostra incolumità: se sono gli stessi "tutori dell'ordine" gli aggressori, a chi, chiedere di difenderci? questa è una domanda che rivolgiamo alla nostra gente da anni, dialogando e suscitando in ciascuno la responsabilità della comune incolumità e vita. Stiamo imparando che soltanto noi stessi in prima persona possiamo garantirle. Ecco perché parliamo di protagonismo nell’iniziare a fare da se, autoresponsabilizzandosi per se stessi e per i propri fratelli e sorelle. Uno degli aspetti fondamentali, infatti, è la solidarietà: scendere in piazza o partecipare ad una manifestazione, intervenire in un’assemblea, informare il quartiere andando oltre la propria comunità, è fondamentale ma decisivo è coinvolgere tutti e tutte, rendere partecipi e responsabili tutte le comunità nell’attivarsi per la solidarietà. Per esempio, per un fratello del Senegal non basta la solidarietà della propria comunità; è decisiva la solidarietà delle comunità arabe, delle comunità sudamericane, italiana ecc.

Libertà per N'Diawara

Genova, giovedì 26 ottobre. Il clima in centro storico era teso a causa dell’operazione massiccia dei finanzieri e carabinieri.

Secondo la ricostruzione fatta da diversi testimoni, intorno alle 21.00 N’Diawara, senegalese che vive in via Prè, viene fermato sotto casa da circa 20 finanzieri, che gli ordinano di portarli nella sua abitazione. Di fronte al suo rifiuto i finanzieri non esitano ad aggredirlo nell’atrio del palazzo. Lui ha cercato di difendersi senza successo mentre al di fuori del portone vi erano diverse persone fra cui amici di N’Diawara che cercavano di entrare nel palazzo preoccupate dalle sue urla. Non riuscendo ad entrare nel palazzo in quanto i finanzieri avevano bloccato la porta, qualcuno ha chiamato i carabinieri sperando che interrompessero il pestaggio.

Picchiati, rapinati e arrestati

Aslam è un immigrato bengalese che vive e lavora a Palma Campania, in provincia di Napoli. Ieri sera, domenica 22 ottobre, ha vissuto una brutta avventura che ha rovinato la festa per la fine del Ramadan. Alcuni malviventi lo hanno fermato, picchiato con il calcio di una pistola e rapinato.
Succede purtroppo molto frequentemente e le vittime non sono certo solo gli immigrati. Questa mattina alcuni amici di Aslam sono andati a trovarlo all'ospedale di Nocera Inferiore dove era stato ricoverato a causa delle ferite. E là hanno trovato i Carabinieri pronti ad arrestarli e a rinchiuderli nella caserma di Castello di Cisterna per identificarli.

Solidarità con gli abitanti di via Bravetta a Roma

Roma Residence di Via Bravetta, lo sgombero continua.

Durante l’intera giornata di ieri le forze dell’ordine hanno presidiato permanentemente il Roma Residence perchè andasse a compimento la decisione del Comune di Roma già avviata negli scorsi mesi, di chiudere un’intera palazzina del Residence di via Bravetta, come passo ulteriore per chiudere definitivamente l’intero Residence. Ogni abitazione è stata serrata, lasciando fuori famiglie intere con bambini, anziani che sono scese in strada e hanno dato vita ad un presidio chiedendo una casa. Tutta questa gente ha dovuto trascorrere la notte all’addiaccio. Il Comune di Roma e il proprietario dello stabile Mezzaroma hanno scritto il loro destino: fuori dal Residence, nessuna alternativa abitativa, quindi tutti per strada. Ma queste persone e noi con loro vogliamo cambiare questo destino e contribuire a scriverne un altro che sia degno per degli esseri umani.

Convegno nazionale 2006 organizzato dall'A3f-Napoli

L’associazione Nazionale Interetnica ed Antirazzista “3 febbraio” organizza ed invita a partecipare al Convegno nazionale 2006 dal titolo:

“LIBERTA’ - SOLIDARIETA’ - APERTURA”
e
IL FASCINO DISCRETO DELLA LEGALITA’.
“L’Italia multietnica e la convivenza possibile”

Il Convegno si svolgerà a Napoli il 12 ottobre p.v. presso la sala della Provincia S. Maria La Nova.

Nel Convegno si affronteranno temi importanti dal punto di vista giuridico ma soprattutto si porrà l’attenzione sulla convivenza tra genti di diverse etnie,fede e cultura con l’obiettivo di voler andare oltre ogni logica integrazionista che limita e diventa fallimentare nella prospettiva di una società umanamente più avanzata.