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INFORMAZIONI SUI PERMESSI DI SOGGIORNO UMANITRI

Chi ha fatto domanda di permesso di soggiorno per motivi umanitari prima del 5 ottobre 2018 – giorno in cui il primo decreto sicurezza di Salvini e divento legge – non perde il diritto ad avere il permesso di soggiorno.
Il primo decreto sicurezza (D.L. n. 113/2018, convertito nella L.n. 132/2018) voluto dal razzista Salvini prevedeva, infatti, tra le altre norme ingiuste, anche la cancellazione dei permessi di soggiorni umanitari.

Dopo la manifestazione nazionale del 9 novembre. Un primo passo. Più protagonisti per la solidarietà e l’accoglienza umana

Vogliamo ringraziare i tanti che, sfidando i padroni, un clima sociale difficile e le condizioni meteo anch’esse scoraggianti, erano in piazza con noi alla manifestazione nazionale del 9-11-2019 a Roma a cui hanno partecipato circa 5 mila persone. Abbiamo sfilato nel settore unitario del Forum “Indivisibili&Solidali” insieme a La Comune, COBAS, centri sociali del Nord Est e delle Marche, CSA ex Canapificio di Caserta, comunità degli immigrati, Nazione Rom, collettivi Dipende Da noi Donne, USI, Unicobas, Rifondazione comunista, alle ONG e ai tanti che con noi condividono questo percorso.

Ancora porti chiusi per chi cerca salvezza. Il governo PD-M5S-IV-LEU come ai tempi di Salvini

Oltre 200 le persone, tra cui donne e bambini, che scampati alla morte in mare, sono stati recuperati dalla Ocean Viking e dalla Alan Kurdi. La Ocean Viking è stata autorizzata allo sbarco solo dopo 11 giorni, lasciata in condizioni di mare proibitive e con rischi per la salute dell’equipaggio. Anche l’altra nave della ONG Sea-Eye, pare, possa essere autorizzata a sbarcare sempre a Pozzallo, dopo avere subito una vile aggresione da parte delle motovedette libiche, con le cui “autorità” l’attuale ministra dell’Interno Lamorgese vuole rinnovare accordi per i respingimenti.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A R0MA SABATO 9 NOVEMBRE 2019 ORE 14 Colosseo

UNITI E SOLIDALI CONTRO IL RAZZISMO
PROTAGONISTI DI ACCOGLIENZA
E
DI UNA CONVIVENZA BENEFICA

Ancora una strage in mare! Ancora innocenti, vittime delle leggi e dei confini statali

La tragica notizia è di questi giorni, un naufragio, in cui sono morte tredici ragazze giovanissime e venti sono dispersi, tra i quali otto bambini. Erano a sole sei miglia da Lampedusa, ad un passo dal loro sogno, stroncati da tragedie annunciate, volute e permesse proprio dai confini e dall’operato degli stati. Infatti, con le frontiere chiuse, con i decreti che impediscono al-la ONG di operare nel mediterraneo, con la disumanità degli scafisti che in queste condizioni fanno affari d’oro, nostri simili, sono costretti a viaggi dove a rischio è la propria vita.