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Genova, centrale Enel dismessa definitivamente. Vittoria del buon senso e della società civile

EveryOne Group - Lun, 03/04/2017 - 17:00
Genova, 1 aprile 2017. Finalmente è stata approvata la dismissione anticipata della centrale termoelettrica di Genova: il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato riscontro positivo alla richiesta di Enel e l’impianto esce definitivamente dall’esercizio.



A gennaio 2017 il Mise aveva chiesto che l’impianto restasse temporaneamente disponibile fino alla conclusione del potenziale fabbisogno energetico causato da riparazioni in corso presso alcune centrali nucelari in Francia e alle condizioni climatiche. In seguito a tale richiesta, EveryOne Group metteva in atto - insieme ai Cittadini contro il carbone - una serie di azioni civili: un esposto alla Procura della Repubblica, all’Arpal e al Sindaco Marco Doria "per inquinamento ambientale e pregiudizio alla salute pubblica”, manifestazioni di piazza e una serie di appelli agli organismi dell’Unione europea che presiedono al controllo dell’inquinamento ambientale e alla tutela della salute dei cittadini. Ogni azione civile è stata suffragata da evidenze sul superamento delle soglie consentite di contaminazione ambientale, che la riaprtura del vecchio impianto avrebbe causato. Con l’insorgenza di migliaia di casi di asma, tumori, patologie vascolari. 

La Commissione europea rispondeva per prima, annunciando un attento monitoraggio sulle attività della centrale. Il momento più difficile dell’azione si è verificato quando una nave ha raggiunto il porto di Genova con quttromila tonnellate di carbone destinate al riavvio dell’impianto. Dal momento dell’annuncio della possibile riapertura, EveryOne Group ha inoltre avviato contatti con il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e soprattutto con la dirigenza dell’Enel. L’azienda ha risposto ai difensori dei diritti umani di EveryOne Group, rendendo possibile prima un importante scambio epistolare, quindi a un incontro - “storico” per la città - presso il bar bistrot Mente Locale di Palazzo Ducale. Durante l’incontro, la dirigenza Enel si impegnava ad accogliere le richieste di EveryOne Group e dei Cittadini contro il carbone e ad operare per evitare anche un solo giorno di accensione degli impianti, nonché per la dismissione anticipata della centrale, rispetto alla data ultimativa del 31 dicembre 2017. 
Promessa mantenuta, che oggi salutiamo con soddisfazione, rivolgendo un sentito grazie all’azienda per la sensibilità mostrata. Altrettanto importante è stato il contributo alle azioni civili da parte di L’Altra Liguria, Genova in Comune, Greenpeace, Legambiente, TouchArt International, Lavinia Dickinson Project e i suoi poeti-attivisti. Fondamentale l’impegno di Alice Salvatori e Marco De Ferrari, portavoci Regionali Movimento 5 Stelle e dei senatori Gianni Girotto e Gianluca Castaldi, che hanno portato in Parlamento, con un’interrogazione, le istanze civili contro la riapertura dell’impianto. 

“Questi sono stati i protagonisti di quella che un giornlista ha definito ‘La battaglia di Genova’,” puntualizza Roberto Malini, co-presidentre di EveryOne Group, "una battaglia nonviolenta che ha sollevato presso la cittadinanza la gravità del rischio di inquinamento, un pericolo che può ripresentarsi in qualsiasi momento ed è fratello di corruzione, malaffare, malapolitica e interessi di ogni bordo. Bisogna essere sempre vigili. In questa vicenda, vi è da dire che Enel ha assunto una posizione civile e umanitaria, rendendosi conto che la salute dei cittadini e dell’ambiente viene prima di tutto. Molte realtà politiche che avrebbero potuto aiutarci in questa difficile azione - e che oggi cercano di salire, con poco pudore, sul carro virtuoso - sono invece rimaste indifferenti. Non hanno sottoscritto i nostri appelli e hanno rifiutato persino di incontrarci per definire insieme azioni a difesa della salute pubblica. Una grande delusione, così come una parte della stampa locale, che ha sottovalutato la gravità del pericolo ambientale. Oggi però dimentichiamo tutto e festeggiamo un risultato che fa bene all’ambiente e allla popolazione di Genova e dintorni, insieme ai Cittadini contro il carbone e tutti gli amici delle energie verdi”.

Nelle foto, momento di un presidio contro la riapertura della centrale a carbone; il manifesto creato per l'occasione

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In mare e nel silenzio

EveryOne Group - Lun, 03/04/2017 - 16:59
I migranti che perdono la vita in mare durante i viaggi verso le coste italiane sono molti di più rispetto a quelli che dichiarano le fonti ufficiali.

Scende troppo spesso l'oblio sui naufragi di cui danno notizia i sopravvissuti e solo le acque del Mediterraneo tengono il conto, silenziosamente, delle reali proporzioni di una tragedia. Oggi un giovanissimo gambiano, unico scampato all'affondamento di un barcone, ha detto fra i singhiozzi ai volontari dell'Unhcr di aver visto morire più di 140 compagni di viaggio, fra cui bambini e donne incinte.

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Verso uno spazio museale per la collezione di artisti dell’Olocausto

EveryOne Group - Lun, 03/04/2017 - 16:55
Finalmente ci sono novità riguardanti il futuro della collezione di artisti dell'Olocausto, da me donata nel 2012 allo Stato italiano per il Museo della Shoah di Roma.

















Darò aggiornamenti non appena le prime notizie si trasformeranno in fatti concreti. Ripropongo la poesia "A Simon Balitzki" - uno degli artisti della Shoah rappresentati da diversi importanti dipinti nella collezione - che ho letto tre anni fa a Milano presso la Libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires, durante la presentazione del libro di Salvatore Giannella "Operazione salvataggio" (Chiare Lettere). L'opera di Giannella è fondamentale per conoscere gli atti di quelle persone che, spinte da un amore incondizionato verso i valori dell'arte e della civiltà, hanno salvato migliaia di opere d'arte. Un intero capitolo e altre pagine di testimonianza sono riservati all'arte dell'Olocausto. La collezione di artisti dell'Olocausto è la più rappresentativa che esista nell'Unione europea, ma è necessario che le istituzioni la valorizzino ed espongano al pubblico in sale adeguate presso il Museo della Shoah. Un grazie a Gianni Letta, che continua a seguire il progetto, condividendo la mia visione: un memoriale diverso da qualsiasi altro, in cui sia ricordato il contributo di genio, bellezza e innovazione offerto dagli ebrei alla civiltà umana. Un patrimonio che l'odio e la furia nazista travolsero, annientandolo quasi completamente. 

"A Simon Balitzki:

https://vimeo.com/206036182?ref=fb-share&1
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Profughi: quando finisce il sogno

EveryOne Group - Lun, 03/04/2017 - 16:55
Stiamo aiutando come possiamo alcuni profughi in diversi paesi. Quando fuggono da una condizione insopportabile, legata a conflitti, discriminazione o povertà senza speranza, spesso coltivano un progetto.



Hanno avuto notizie riguardanti l'accoglienza in un determinato stato, l'ospitalità in una struttura riservata ai profughi, la possibilità di svolgere un lavoro. Quasi sempre però i sogni si infrangono di fronte a una realtà ben diversa. I campi profughi sono sovraffollati, disagevoli, pericolosi e non offrono prospettive, se non a pochi. Il lavoro non c'è. Procurarsi un tetto sulla testa e un po' di cibo ogni giorno è un'impresa davvero ardua. Molti, così, tornano in patria, dove sono costretti a guardare in faccia, ancora una volta e senza più coltivare illusioni, i mostri che li avevano convinti a fuggire, per sopravvivere.

Nella foto, chiedo giustizia e diritti per i profughi, accanto ad alcuni di loro

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I Rom di Cornigliano: resistiamo con loro

EveryOne Group - Dom, 26/03/2017 - 09:53
Continua l'azione umanitaria guidata da EveryOne Group per rintracciare le famiglie Rom disperse dopo il terribile sgombero di Genova-Cornigliano e ottenere una soluzione di accoglienza umana per loro, nonché il diritto alla scuola e alla serenità per i loro bambini.



Nella foto, Unicef con i Rom di Cornigliano; la coraggiosa Nicoleta Sandu, Rom romena premiata a Genova per il suo gesto eroico (ha salvato alcuni bambini dal fango dell'alluvione del 2014), ma cacciata dal suo riparo di emergenza in questo 2017.

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I morti e le stelle

EveryOne Group - Dom, 26/03/2017 - 09:47
Duecento migranti morti davanti alle coste libiche, durante il viaggio verso quelle italiane. Lo denuncia la ong spagnola Pro-activa Open Arms.



Almeno quindici migranti hanno contemporaneamente perso la vita nel mar Egeo, al largo della città turca di Kusadasi. Non ne parlano i leader europei durante le celebrazioni per i 60 anni dalla firma dei Trattati. Qualcuno fra loro, al contrario, parla delle nuove politiche migratorie comuni, improntate al rifiuto e al respingimento, come di un successo della civiltà. Diventano buie, in un silenzio di tomba, una dopo l'altra, le stelle della bandiera dell’Ue.

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Sulle orme delle famiglie Rom cacciate da Cornigliano

EveryOne Group - Lun, 20/03/2017 - 14:55
"Purtroppo abbiamo saputo che molte famiglie sono tornate in Romania, dove però non hanno contatti familiari importanti e dunque si trovano in una condizione di crisi umanitaria. Altre si sono spostate in cerca di un’area in cui sostare, ma ne abbiamo per ora perso le tracce.



Il comune - secondo notizie che abbiamo raccolto con difficoltà, perché né il sindaco né gli assessorati ci rispondono in merito a questo caso - dovrebbe aver prolungato il tempo di accoglienza in hotel per le tre/quattro famiglie che sono rimaste a Genova, ma senza progetti concreti per il loro futuro. E’ un caso dai contorni surreali (ancorché drammatici), gestito dalle istituzioni insieme ad alcune associazioni benefiche (scelte dalle stesse istituzioni) senza coinvolgimento del resto della società civile: nessuna informazione concreta ci viene fornita dagli attori istituzonali e “umanitari". Abbiamo alcuni numeri di cellulare di membri della comunità, a cui però dal 7 marzo a oggi non ha mai risposto nessuno. Nel frattempo abbiamo incontrato altre persone di etnia Rom, che ci hanno dato notizia di una vera caccia all’uomo nel territorio genovese, in cui si sono verifcati numerosi sgomberi, anche nei confronti di singole famiglie e piccole comunità. Abbiamo trasmesso appello alla Commissione europea, sperando in un suo intervento presso il comune di Genova".
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Premio di poesia Casal Català a quattro autori italiani

EveryOne Group - Lun, 20/03/2017 - 14:52
Durante l’evento “Encuentro con familias migrantes ecuatorianas en Génova” tenutosi ieri sera al Circolo D’Amici di Genova-Sampierdarena, la Deputata ecuadoriana Esther Cuesta - ex Console Generale di Genova - ha illustrato al pubblico il programma di governo di Lenín Moreno, candidato presidente dell’Ecuador.



La serata, a cui ha partecipato anche la Console Aggiunta Maria Mercedes Guevara Levi, è stata condotta da Viviana Barres, scrittrice ed esperta di migrazioni e intercultura. Nel corso dell’evento è stato presentato il Premio Internazionale assegnato dall'Associazione Casal Català di Guayaquil (Ecuador) ai poeti Roberto Malini, Steed Gamero, Daniela Malini (per l’eccellenza nella poesia e il contributo alla civiltà dei diritti umani) e all’artista Dario Picciau (per l’eccellenza nelle arti e il contributo alla civiltà dei diritti umani). Casal Català di Guayaquil è una delle più rappresentative e prestigiose istituzioni culturali della comunità catalana in Ecuador e nel mondo. E’ stata inoltre presentata agli intervenuti la lettera che la Commissione europea ha inviato agli autori italiani premiati (per la precisione, Steed Gamero ha la doppia nazionalità, peruviana e italiana) nonché ai poeti ecuadoriani Mariana Roldós Aguilera, Arturo Santos Ditto, Daniel Cantos Colmont e alla presidente di Casal Guayaquil Nieves Tuset de Barreiro, per il loro comune impegno volto a sensibilizzare le istituzioni internazionali sulla necessità di contribuire alla ricostruzione delle zone dell’Ecuador colpite dal sisma verificatosi il 16 aprile 2016. “Siamo felici di ricevere il riconoscimento dalle mani di Esther Cuesta,” hanno commentato gli autori, “perché rappresenta una politica integra e impegnata, che pone in primo piano le esigenze delle famiglie migranti, i diritti umani, l’importanza della libertà. Sono i temi centrali del nostro lavoro letterario e civile. Abbiamo fiducia in Lenín Moreno, che si è sempre impegnato a difesa delle minoranze svantaggiate. E’ un uomo convinto che lo sviluppo di un paese debba partire da una crescita umana e civile. Pensiamo che sarà un buon presidente e un buon esempio per tutte quelle nazioni che si sono allontanate dalle istanze civili e umanitarie”. Gli intervenuti hanno applaudito con entusiasmo gli autori premiati, che rappresentano un modello di arte e cultura capaci di affratellare autori di paesi diversi, per influire positivamente sulle società. ocietà. 

Nelle foto di Sergio Massone, da sinistra, la Deputata Esther Cuesta, la Console Aggiunta Maria Mercedes Guevara Levi, i poeti Daniela Malini, Roberto Malini e Steed Gamero con il Premio Internazionale di Poesia Casal Català, Viviana Barres; momenti della serata e foto di gruppo.








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Giornata Europea dei Giusti a Vercelli

EveryOne Group - Mar, 14/03/2017 - 00:29
Il Comune di Vercelli ha voluto commemorare la Giornata Europea dei Giusti (6 marzo) mettendo a dimora due nuovi alberi nel Giardino dei Giusti di Vercelli. La cerimonia e la celebrazione sono avvenute il 9 marzo 2017.



Uno dei due alberi è stato dedicato a Tadeusz Pankiewicz “Il farmacista del Ghetto di Cracovia”, Giusto tra le Nazioni, l’altro alla Comunità di Neve Shalom (Oasi di pace) composta da cittadini israeliani metà ebrei e metà arabi che dal 1972 convivono in pace e in armonia in una località non distante da Gerusalemme. Come ha affermato l’Assessore alla Cultura del Comune di Vercelli Andrea Ranieri rivolto al folto pubblico costituito prevalentemente da studenti delle scuole cittadine, il motivo della celebrazione è “propositivo”. Più delle parole valgono i fatti, gli esempi, le testimonianze, pagando, se necessario, di persona.
Tutti coloro che sono intervenuti, dal Prefetto al Sindaco, a mons. Cavallone, alla Presidente della Comunità ebraica Rossella Bottini Treves hanno usato parole sincere, che venivano dal cuore, non certo di circostanza. E questo sicuramente con riferimento alla realtà nella quale viviamo e che sempre più richiede un coinvolgimento personale. Dimenticare ciò che è avvenuto ha detto il sindaco Maura Forte vuol dire far sì che gli orrori del passato si ripetano.
Alla manifestazione al Parco Iqbal ha fatto seguito alla Cripta di Sant’Andrea la lettura da parte di Lorenzo Fantone e di Licia Di Pillo di brani tratti dal libro edito dalla UTET “Il farmacista del Ghetto di Cracovia” di Tadeusz Pankiewicz. Difficilmente i giovani presenti, i loro insegnanti e noi tutti potremo dimenticare le parole semplici ma tremende, pesanti come pietre, di Tadeusz e le immagini proiettate dei bambini, separati dai genitori avviati alla deportazione, uccisi con un colpo di arma da fuoco e abbandonati nelle strade del Ghetto. Ma ancor più tremendo è il pensiero che tali efferatezze si sono più volte ripetute e, in altri contesti, ancora si verificano. Il coinvolgimento emotivo dei giovani era totale durante l’esposizione e il profondo silenzio e il raccoglimento ne sono stati testimonianza.
Successivamente la prof.ssa Carolina Vergerio ha illustrato il riuscito “esperimento” intrapreso nel 1972 dal padre domenicano Bruno Hussar, ebreo ungherese di nascita, che ha suggerito a cinquanta famiglie tutte costituite da cittadini israeliani, metà ebrei e metà arabi cristiani ed islamici di convivere in un unico luogo, un sito ceduto dal Convento di Latrun, dal nome suggestivo “Oasi di Pace”. L’esperimento non solamente è riuscito ma è un esempio non solo per Israele ma per tutto il mondo.
Una poesia di Roberto Malini, “I Giusti” che alleghiamo, è stata letta magistralmente da Licia Di Pillo ed ha concluso degnamente la manifestazione.
Chiudo con le parole del prof. Giacomo Ferrari, Presidente della Ass. Italia - Israele di Vercelli, Novara e Casale Monf.to, che assente, ha però voluto inviare un messaggio del quale è stata data lettura: “Celebrare la Giornata dei Giusti è un modo per conservare un patrimonio prezioso quanto fragile che è la giustizia. E senza giustizia non c’è neanche libertà”.
Un particolare ringraziamento va al funzionario del Comune di Vercelli Danilo Fiacconi che tanto si è adoprato per l’organizzazione e il buon esito della manifestazione. 

Messaggio del Presidente dell’Associazione Italia-Israele di Vercelli, Novara e Casale Monferrato Giacomo Ferrari

Ringrazio gli organizzatori di questa giornata dei Giusti per avermi invitato alle celebrazioni.
Il concetto di Giusto è di origine biblica. Si dice che chi salva anche una sola vita ha lo stesso merito di chi salva l’intera umanità. Il concetto si è poi esteso al cristianesimo e all’islam e sottolinea in tutte e tre le religioni l’importanza della vita umana prima di tutto. 
Oggi la nozione di Giusto si estende, perché la società diviene sempre più complessa e ci sono diverse occasioni per praticare l’ingiustizia e altrettante opportunità di mostrarsi giusti, sia pure con il rischio della propria vita, della propria immagine e della propria credibilità. Il mondo sembra avere scelto una via diversa e contraria alla giustizia ed è per questo che celebrare la Giornata dei Giusti diviene sempre più importante. E’ un modo per conservare questo patrimonio prezioso e tanto fragile che è la giustizia. E senza giustizia non c’è neanche libertà. 
Facciamo quindi che questa giornata esca dai limiti formali della celebrazione per divenire un momento di riflessione viva sul tema della giustizia dei comportamenti. Non esiste una società giusta se non ci sono singoli cittadini che scelgono la giustizia.


I giusti 
In memoriam Giovanni Palatucci

I giusti hanno mantelli d'ombra
e ombre di cenere.
Si fanno simili all'oscura notte
e così la distraggono
dai margini del cielo,
dove stelle reiette si nascondono
per non estinguersi.
Sono fedeli alla vita,
puntuali al tramonto dell'umano
come giuramenti.

Roberto Malini


Nella foto, Giovanni Palatucci

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Sono questi esseri umani che vi fanno paura?

EveryOne Group - Ven, 10/03/2017 - 18:52
La Lega Nord esulta a Cornigliano, ma non solo a Cornigliano. Hanno trasmesso alle istituzioni in carica la loro ideologia di rifiuto verso le minoranze emarginate.



Genova, fino a qualche anno fa, si distingueva da tante città italiane per il rispetto dei diritti umani sancito dalle carte internazionali e dalla costituzione. Abbiamo lavorato a contatto con alcune delle principali figure istituzionali proprio per evitare la persecuzione della comunità Rom, circondata da odio e violenza. Abbiamo stretto la mano con amicizia ad alcune di esse, perché avevano mantenuto senso di civiltà e umanità anche di fronte alle pressioni dei razzisti. Tutto spazzato via da una serie di sgomberi senza alternative. Ora le stesse persone che hanno impedito la repressione di tanti bambini, donne e uomini la cui "colpa" è solo la povertà mettono in atto politiche che non accettano la presenza di tali minoranze. All'alba, si vedono, accanto a bimbi in lacrime, uomini in divisa nerboruti e animati da "tolleranza zero". Avete ereditato questo pensiero, queste azioni dagli eroi della Resistenza e dai Giusti fra le Nazioni? I bimbi nella foto sono fra i "nemici" che vi fanno paura?

Un grazie alla piccola rete umanitaria che nasce giorno dopo giorno, perché non ci si dimentichi delle famiglie costrette a incamminarsi verso la precarietà e l'esclusione, in seguito a un'azione poliziesca che si doveva assolutamente evitare.

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L’ingiustizia di Cornigliano

EveryOne Group - Ven, 10/03/2017 - 18:51
Cacciati dal rifugio di fortuna a Cornigliano, senza alternative sociali.

Anche lei e la sua famiglia, Nicoleta Sandu, coraggiosa Rom che ha salvato alcuni bambini durante l'alluvione di Genova e nel 2014 ha ricevuto, nel corso della Serata di Solidarietà per l'Unicef, il Premio "Cibo di Conoscenza”.
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A proposito del caso Bolzaneto

EveryOne Group - Ven, 10/03/2017 - 18:50
Vi sono italiani che tracciano un parallelo fra il caso di Bolzaneto e lo sgombero di Cornigliano. Non è raro, da noi, che le persone - incitate da cattiva politica e media in cattiva fede - tendano ad estendere a un'etnia il comportamento di alcuni individui.

A Bolzaneto è stato gonfiato a dismisura un caso di famiglie Sinte italiane su cui sono ancora in corso indagini. La stampa prima ha parlato di meno di un milione, poi di tre, di sei e infine - sul Secolo - di nove milioni di beni sotto sequestro. Ma le autorità non hanno fatto cifre. Hanno parlato di immobili e quote sociali. Supponiamo che vi siano due milioni suddivisi fra 15 famiglie e quindi circa 120 persone, fra cui 80 adulti? Significherebbe un risparmio di 25 mila euro per ogni adulto. Non sembra un caso degno di tanti titoloni. E poi... come si fa a dichiararsi garantisti e definire già colpevoli le persone oggetto di indagini? Sarà il magistrato (che richiederà loro di provare la natura lecita dei beni posseduti) a dirlo. Riguardo a Cornigliano, sono famiglie indigenti che vengono dalla Romania, con tanti bambini e malati: le conosciamo da anni. In ogni caso, non si dovrebbe giudicare un popolo (né i Sinti né i Rom né... gli italiani) per le presunte colpe di qualcuno - l'hanno già fatto in periodi davvero oscuri - ma si assegnano colpe chi le commette.

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Sugli sgomberi (e sull'intolleranza ipocrita di istituzioni e associazionismo complice)

EveryOne Group - Mer, 08/03/2017 - 09:25
Il diritto a un riparo sulla testa è un diritto fondamentale, riconosciuto dalle convenzioni internazionali sui diritti umani e costituzionale. Dovunque vi sia civiltà, prima di allontanare famiglie e persone da un rifugio di fortuna, bisogna avere una SOLUZIONE ABITATIVA CERTA E CONDIVISA.



In tutto il mondo chi non ha un tetto si costruisce un riparo di fortuna, in modo da fermarsi in un luogo, darsi da fare per sopravvivere, mandare i figli a scuola ecc. Le istituzioni hanno il dovere di offrire ai poveri una soluzione migliore, mentre finché non hanno tale soluzione, commettono un abuso se scacciano i nuclei familiari e gli individui dalla MIGLIORE SOLUZIONE DI EMERGENZA che hanno potuto realizzare da soli, senza aiuto istituzionale. Durante il dominio nazista, prima delle deportazioni, con la scusa del “degrado” e delle condizioni di “insufficienza sanitaria” le autorità cacciavano le comunità indigenti dalle baracche e dai luoghi di fortuna in cui riparavano. Mettendole sulla strada, in una marcia drammatica verso il nulla. Questo è ciò che è accaduto a Cornigliano e non sono certo i sette giorni in albergo a cambiare le cose. Ovviamente le istituzioni nascondono dietro motivazioni civili questa politica di rifiuto. Si giustificano: “Mancava l’acqua, mancava la corrente…”. Bene, il loro compito sociale sarebbe stato quello di portare loro acqua e corrente. Non si combattono i poveri, ma la povertà. 
In altre, semplici parole, non mandi gli sgherri a mettere mamme e bambini sulla strada e a distruggere quelle che per loro sono case. Prima trovi una soluzione dignitosa, poi vai - con gentilezza, senza armi né ruspe - a parlare con mamme e papà, li conduci sorridendo a vedere le nuove case o il nuovo villaggio, quindi le famiglie - con bambini gioiosi e un clima positivo - si trasferiscono, perché migliorano la loro vita. Tutto il resto è persecuzione, nonostante le parole possano chiamare bene il male e male il bene…


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Cornigliano ai confini dell'anima

EveryOne Group - Mar, 07/03/2017 - 13:12
Genova, 7 marzo 2017. A chi esulta per lo sgobero dell'insediamento Rom di Cornigliano, guardi negli occhi gli innocenti che ha colpito, i sogni che ha interrotto, la fragilità delle vittime su cui ha sfogato il suo odio.



Se non riconosciamo quelle famiglie, quei bambini come le nostre famiglie, il nostro futuro, significa che abbiamo perso l’anima.

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Cornigliano e i Rom: ha prevalso l'odio

EveryOne Group - Mar, 07/03/2017 - 11:58
Genova, 7 marzo 2017. Ha prevalso l'odio. Sembra di rivivere scene di tempi foschi. E' in corso lo sgombero dell'insediamento Rom di Cornigliano.



La Lega Nord, i movimenti intolleranti e la sedicente sinistra si danno la mano, mentre i residenti festeggiano una vera tragedia umanitaria. Non vi è stato spazio per i valori civili e umani: la stampa locale ha censurato gli appelli della società civile, concedendo spazio solo agli insegnanti dell'Istituto Comprensivo locale, che però non si opponevano allo sgombero, ma chiedevano soluzioni per i bambini. Il comune di Genova ha rifiutato di incontrare EveryOne Group o anche solo di relazionarsi con il gruppo, che rappresenta anche le realtà antirazziste di Genova. Ora le famiglie, ad alcune delle quali è stata proposta una permanenza di pochi giorni in strutture di accoglienza, sarannno ancora in mezzo alla strada, con bambini, malati, persone vulnerabili e innocenti. Ci sono pochi difensori dei diritti umani in questi frangenti e anche questa realtà ci riconduce ai tempi in cui furono attuate terribili persecuzioni in un clima gelido di indifferenza.

Link correlato:
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2017/03/07/AS79M7VG-genova_cornigliano_sgombero.shtml
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Appello al Comune e alla Prefettura di Genova: no allo sgombero di Cornigliano

EveryOne Group - Dom, 05/03/2017 - 01:08
E’ stato annunciato lo sgombero dell’insediamento umanitario Rom di Cornigliano, sito dietro Villa Bombrini, che comprende diciotto roulotte e ripari di fortuna.



Nel campo risiedono bambini, donne e uomini già colpiti da tanti episodi di razzismo, emarginazione e crudeltà. E’ una comunità in grave difficoltà sociale che, in base alla Carta dei diritti fondamentali nell’Unione europea, dovrebbe essere protetta e sostenuta, con programmi di inserimento al lavoro, supporto socio-sanitario e tutela dei bambini, del loro diritto alla scolarizzazione e alla serenità. Ecco cosa hanno scritto al sindaco Doria e al prefetto Spena le insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Cornigliano (dal Secolo di oggi): 

"Ma quando si sgombera un campo Rom, che fine fanno i bambini che si erano integrati nel quartiere frequentando la nostra scuola? Tutto l’investimento educativo di noi insegnanti dove va a finire? E quello dei loro genitori che si sono impegnati a mandarceli tutti i giorni mostrando di rispettare le regole dello Stato e di sognare un futuro diverso almeno per i loro figli? Allontanandoli con la forza dal campo senza offrire alternativa alcuna umanamente accettabile semplicemente significa distruggere tutto il rapporto di fiducia costruito in anni. Significa abbandonare quei bambini che continuando a frequentare la scuola avrebbero potuto avere un futuro diverso ed ora sono condannati ad un destino già segnato e senza nessuna possibilità di riscatto e tante insegnanti si sono recate negli anni in quel luogo spesso dimenticato”.

Il loro è un grido di giustizia, che le istituzioni, se desiderano mantenersi su un cammino di civiltà e rispetto dei diritti umani, non possono ignorare. Il Comune di Genova, purtroppo, ha eretto un muro di fronte alla società civile, che si impegna ogni giorno per dare un minimo sostegno alle minoranze colpite da discriminazione e violenza. Contravvenendo alla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Difensori dei Diritti Umani, le istituzioni genovesi hanno scelto un novero di associazioni con cui rapportarsi, evitando di rispondere agli appelli da parte di organizzazioni umanitarie e difensori dei diritti umani indipendenti, che non si comportano come le tre scimmiette giapponesi - “Non vedo, non sento, non parlo” - ma dicono no agli abusi nei confronti delle minoranze più vulnerabili e sostengono sempre i valori della solidarietà e della civiltà, anche in questo nostro tempo in cui politici e media preferiscono cavalcare odio e intolleranza piuttosto che farsi portavoce dei valori universali di uguaglianza.

EveryOne Group, a nome di numerose altre realtà umanitarie indipendenti, rivolge una richiesta urgente al Comune di Genova, trasmettendola contemporaneamente alla Commissione europea, al Commissario Ue per i Diritti Umani e all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani: non si proceda allo sgombero dell’insediamento Rom di Cornigliano. Si tratta di nuclei familiari emarginati e assai vulnerabili, che un’operazione poliziesca di allontanamento porrebbe in grave pericolo sociale e sanitario, esponendo bambini, donne e uomini - fra cui molti malati - a indigenza, fame, precarietà, intolleranza e violenza. 

Uno sgombero significherebbe la fine di un difficile percorso di integrazione, spesso osteggiato da intolleranti e xenofobi, grazie al quale i bambini sono andati a scuola e si sono integrati nel quartiere. E’ necessario contrapporre gli ideali di solidarietà e rispetto dei diritti delle minoranze emarginate all’odio, proteggere la vita e l’unità dei nuclei familiari, garantire un futuro sereno ai bambini. A Cornigliano servono progetti istituzionali che proteggano la comunità Rom, agevolino l’inserimento al lavoro degli adulti, la valorizzazione delle loro attività tradizionali, i talenti dei giovani. E’ necessario che le persone - soprattutto quelle che hanno ruoli istituzionali - abbandonino pregiudizi e avversità, per sostenere alcuni dei principali paradigmi della democrazia e della civiltà: difendere i deboli, assicurare opportunità di vita a chi è in disagio sociale, promuovere solidarietà e uguaglianza, opporsi al razzismo.

In attesa di una risposta che rappresenti la tradizionale solidarietà e l’antirazzismo genovese, porgiamo i migliori saluti.

Roberto Malini, Dario Picciau, Glenys Robinson, Daniela Malini - Presidenza di EveryOne Group

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Steed Gamero al Consolato Generale del Perù a Milano con Lenin Solano

EveryOne Group - Sab, 18/02/2017 - 22:38
Milano, 18 febbraio 2017. Notevole successo per l’incontro letterario del 17 febbraio presso il Consolato Generale del Perù a Milano.



Dopo il saluto da parte dell’Ambasciatore Ricardo Morote, Console Generale del Perù a Milano, e gli onori di casa da parte del Console Aggiunto Natalia Navarro, lo scrittore Lenin Solano, nato a Lima e residente a Parigi, ha presentato il suo ultimo romanzo, “El asesino de Notre Dame” (L’assassino di Notre Dame). È un’opera che rientra nel filone letterario, particolarmente amato in Perù, della narrativa poliziesca. Dopo le parole dell’autore, la professoressa Laura Scarabelli del Dipartimento di Letteratura e Lingue Straniere dell’Università degli Studi di Milano ha commentato il romanzo, sottolineando l’alone di mistero e pathos che lo contraddistinguono. Iniziata con la prosa di Solano, di fronte a un pubblico particolarmente attento, fra cui si notavano numerosi giovani, la serata è proseguita con la poesia di Steed Gamero, autore trentenne che vive in Italia da ben diciotto anni - gli ultimi due a Genova - e ha ricevuto alcuni fra i più prestigiosi premi letterari internazionali con la sua raccolta "Los jóvenes de la Casa del Sol” (I ragazzi della Casa del Sole). L’opera di Gamero è stata presentata dal poeta Roberto Malini, che ne ha messo in luce le caratteristiche di grande innovazione: “Steed Gamero conosce i grandi autori del suo paese, ma anche Dante, Petrarca, Leopardi e i poeti contemporanei. È inoltre sempre aggiornato sulle forme di scrittura più attuali: il fumetto, la sceneggiatura cinematografica e televisiva, internet. Tutto questo coesiste nel suo linguaggio e ne fa un poeta nuovo ed emozionante”. Il poeta italoperuviano ha letto una scelta di poesie dalla sua raccolta con intensità e profondità, accompagnato dal violino del maestro Giampaolo Verga, che ha effettuato emozionanti improvvisazioni sui versi de “I ragazzi della Casa del Sole”. Al termine dalla lettura gli intervenuti hanno riservato un lungo e sentito applauso all’autore, dopodiché il Console Generale ha commentato il reading con grande sensibilità, ponendo in rilievo la sintesi e il ritmo emozionante dei versi di Gamero, “come pennellate di acquerello che una dopo l’altra compongono immagini indimenticabili. Un linguaggio creativo che ci trasporta in un mondo sospeso fra la realtà e l’irrazionale, la vita e il simbolo”. Quindi ha invitato il pubblico a meditare su una delle poesie appena ascoltate: “Il gigante”, rimarcandone i potenti simboli: “Il poeta ci mostra una bolla d’ombra e nella bolla una gabbia. Poi osserviamo all’interno della gabbia e vediamo un gigante in ginocchio. Un gigante che ha sete da mille anni, ma non può bere neanche una goccia d’acqua e non riesce a piangere. Non si può spiegare quest’immagine con la ragione, ma solo con la poesia”. Dopo un brindisi augurale, con l’emozione ancora viva nell’aria, gli autori hanno firmato copie dei loro libri, mentre veniva preparato per gli ospiti del Consolato un delizioso buffet a base di specialità peruviane. Nel frattempo Canale Latino 1 ha intervistato Steed Gamero, che dunque rivedremo fra qualche giorno sul piccolo schermo.

Nelle foto: Steed Gamero con l'Ambasciatore Ricardo Morote, Console Generale del Perù a Milano e con Natalia Navarro, Console Aggiunto. In salotto, da sinistra: la professoressa Laura Scarabelli del Dipartimento di Letteratura e Lingue Straniere dell’Università degli Studi di Milano, lo scrittore Lenin Solano, il poeta Roberto Malini. Il Maestro Giampaolo Verga e il suo violino. Canale Latino 1 intervista Steed Gamero.





































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La repressione delle minoranze arriva in punta di piedi

EveryOne Group - Dom, 12/02/2017 - 19:08
Non ce ne accorgiamo, ma i confini delle nostre libertà, delle diversità che ci contraddistinguono vengono erosi progressivamente. I primi a pagare il prezzo di questa svolta repressiva sono le minoranze più vulnerabili ed escluse.
Dopo gli accordi Italia-Libia, approvati dall’Ue nell vertice di Malta, che hanno fatto a pezzi l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951, ecco due decreti che preoccupano la società civile, approvati dal governo: il primo sopprime un grado di giudizio per le domande di asilo e rende più facile e veloce la deportazione dei migranti. Sarà necessario vigilare per verificare se le garanzie riservate ai richiedenti asilo verranno ancora limitate. Il secondo decreto, sulla sicurezza urbana, concede ai sindaci il potere di ordinanza in nome del “decoro urbano”. E’ importante ricordare come siano labili i confini fra libertà e cosiddetto “decoro urbano”. Il nazionalsocialismo considerava la presenza stessa di una certa umanità come lesiva del decoro: individui eccentrici, artisti di strada, mendicanti, senzatetto, prostitute, persone in stato di ubriachezza. Il nuovo decreto legge crea un organismo di sicurezza che si chiama Comitato metropolitano, co-presieduto dal prefetto e dal sindaco della città metropolitana, che decide in quali situazioni di “degrado” intervenire, in concerto con enti pubblici e soggetti privati. Un programma che ricorda il Vagabond Act entrato in vigore in Inghilterra nel 1597 e alla base di un’atroce persecuzione dei poveri e degli emarginati. Il nuovo decreto - che ci raggiunge “in punta di piedi”, perché colpisce solo alcune categorie sociali, come gli accordi sui migranti - ricalca quasi in ogni parte sia il Vagabond Act che le disposizioni vigenti in Germania negli anni in cui il nazionalsocialismo fu al potere e prevede pesanti  sanzioni amministrative (da 300 a 900 euro) e l’allontanamento fino a 48 ore per chi leda il decoro urbano o la libera accessibilità ad infrastrutture o luoghi interessati da flussi turistici, "anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione «in modo ostentato», esercitando il commercio abusivo o facendo accattonaggio molesto". Per chi leda il decoro urbano in più occasioni è previsto - nella stessa misura che per gli spacciatori - l’allontanamento fino a 12 mesi. 

Nell’immagine: incisione del XVII secolo che mostra un mendicante cacciato dalla città ed esposto al pubblico ludibrio
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L'Europa che manifesta contro Trump non vede se stessa

EveryOne Group - Gio, 09/02/2017 - 00:56
Le proteste contro la xenofobia di Trump si rinnovano in tutte le piazze europee.
Nel frattempo, però, l'Unione europea, con i recenti accordi di Malta - che approvano e sostengono economicamente e logisticamente quelli fra Italia e Libia - sta mettendo in atto un progetto di respingimento dei profughi in Libia come non si era mai visto prima, in palese violazione dell’articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951. Con la complicità dei media europei, che hanno dato ben poco spazio alle proteste da parte dell'Unhcr e di altre organizzazioni umanitarie. Il programma di respingimento era già stato tracciato nelle sue linee essenziali dai leader europei nel 2015, che prevedevano l’uso della forza militare “contro i battelli dei profughi"come rivelato da WikiLeaks*. EveryOne Group ha trasmesso un appello urgente alle istituzioni dell’Unione europea, chiedendo di non dare seguito al patto di Malta contro i rifugiati, ma di attuare misure umanitarie per proteggerne le vite e i diritti umani. Nell’appello all’Unione europea si sottolinea che in Libia non è possibile un controllo da parte dell’UNHCR riguardo al destino dei migranti prelevati in mare o fermati a terra e che i casi di trattamenti umani o degradanti, violenza, stupro, sequestro, sparizione sono migliaia. 

* http://espresso.repubblica.it/inchieste/2015/05/26/news/wikileaks-rivela-i-documenti-ue-fermare-i-migranti-con-la-missione-militare-1.214442 
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La guerra europea contro i rifugiati

EveryOne Group - Mar, 07/02/2017 - 01:50
Gli accordi Italia-Libia finalizzati a respingere i migranti e il vertice di Malta in cui l’Unione europea li ha approvati e si prepara a sostenerli economicamente e logisticamente trovano un prodromo già nel 2015, quando l'Europa parlava di operazione militare "contro i battelli dei rifugiati" (Wikileaks):

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2015/05/26/news/wikileaks-rivela-i-documenti-ue-fermare-i-migranti-con-la-missione-militare-1.214442
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