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N'Diawara è libero!


By stefano - Posted on 07 December 2006

Genova, Giovedì 26 ottobre un giovane senegalese viene aggredito gratuitamente da più di una decina di agenti della guardia di finanza, che per giustificare il loro razzismo lo arrestano e lo denunciano ingiustamente per resistenza e aggressione a pubblico ufficiale. Immediatamente la associazione 3 febbraio scende in strada per organizzare l'autodifesa e per dire la verità informando il quartiere.
Martedì 31 ottobre un’assemblea pubblica convocata dall'a3f che vede la partecipazione di più di un centinaio d'immigrati e diverse associazioni, decide la manifestazione dell’11 novembre ed un’assemblea per il 6 novembre la quale sceglie una piattaforma dal titolo “ per una città libera, aperta e solidale” e nella quale si chiede “ la liberazione immediata del giovane senegalese Ndiawar”.
Sabato 11 novembre centinaia di persone, diverse associazioni, organizzazioni e diverse comunità scelgono la solidarietà e si rendono protagoniste di un corteo combattivo, festoso, coraggioso e deciso a non arrendersi: il messaggio è chiaro e raggiunge tutta la città: Vogliamo una città libera, aperta e solidale per tutti e tutte! Vogliamo la liberazione immediata del nostro fratello Ndiawar! La comunità senegalese che comprende la maggioranza del corteo ritrova coraggio, i fratelli della comunità del Marocco esprimono la loro dignità, gli antirazzisti e le organizzazioni sono felici, la solidarietà interetnica saluta il cuore di Genova fermandosi in piazza de Ferrari.
Domenica 18 novembre dopo mille difficoltà Ndiawar ritorna a casa non vede l'ora di ringraziarci, ci racconta che ci ha visti in televisione e che sapendo del nostro impegno non si è sentito solo.
La lotta per la liberazione di Ndiawar ha vinto !
La lotta per una città migliore per tutti e tutte continua !
Alcuni aspetti Importanti :
Mi sento di sottolineare alcuni aspetti importanti di questa lotta: innanzitutto il protagonismo fondamentale dei fratelli e delle sorelle senza il quale sarebbe stato molto difficile preparare e vincere questa lotta; inoltre, la capacità di andare oltre la liberazione di Ndiawar iniziando a ragionare in maniera elementare sul come costruire una città libera aperta e solidale, impegno che come Associazione ‘3 febbraio’ intendiamo approfondire insieme alle persone di diverse parti del mondo che lo scelgono. Un ulteriore aspetto è la solidarietà interetnica espressa dai fratelli e le sorelle di altre comunità come quella marocchina, italiana o come quella sudamericana, verso i fratelli e le sorelle della comunità senegalese e più specificamente verso Ndiawar. Un ultimo elemento importante di questa lotta è quello di essersi sviluppata in maniera organizzata e autorganizzata attraverso assemblee che hanno garantito non solo la partecipazione di tutti/e ma che hanno saputo valorizzare il pensiero e le idee espresse degli immigrati e delle associazioni e dei singoli individui. Credo che questa lotta possa essere importante per gli immigrati che vivono in altre città ai quali dico che l'autodifesa Interetnica organizzata è possibile oltre che necessaria.
In questa lotta è nuovamente emersa la contrapposizione esplicita delle forze politiche istituzionali e non al protagonismo diretto e all’autorganizzazione degli e delle immigrati/e che non vogliamo sottacere come elemento di denuncia.

Pablo Olivo Mera

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