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Purtroppo tutti abbiamo visto come questa affermazione non è una metafora ma la triste realtà per milioni di immigrati, anche per quelli che dopo immani peripezie riescono a regolarizzarsi e ad avere il famoso “pezzo di carta”, ovvero il titolo di soggiorno in Italia.
Ieri a Napoli Svetlana ha rischiato la propria vita per recuperare il soggiorno. E' rimasta ustionata, dopo essere riuscita a far evacuare gli anziani che erano nella casa andata in fiamme in via dei Mille.
A nulla sono servite le grida di chi voleva trattenerla, e tutto questo perché a suo dire, e con la conferma puntuale dei poliziotti intervistati, senza quelle “carte” Svetlana per questo Stato non sarebbe stata nessuno. Nonostante sia qui da anni, nonostante si prenda cura di altri italiani che ne hanno bisogno, nonostante sia conosciuta dalla gente del posto. Nonostante parli l'italiano e forse è anche a conoscenza più di tanti noi della nostra storia.
Sentiamo una grande tristezza e un'infinita indignazione nel pensare che la gente sia costretta a gesti così estremi per essere considerata presente in un paese, che come l'Italia si definisce civile. Meno male che il finale non è stato più tragico, altrimenti cosa avremmo detto. Tante tragedie si consumano per migliaia di nostri fratelli immigrati in questo paese nella folle normalità che determina il loro permanere in Italia. Sappiamo di tantissime storie, di chi non avendo un soggiorno rischia permanentemente, tra lavori sfruttati, cure ospedaliere omesse e via via in tutta la serie delle civili barbarie di questo occidente opulento.
Oltre al traffico vorremmo che la gente si interroghi su un altro crimine che poteva provocare una tragedia nel rogo di via dei mille: L'oppressione burocratica e razzista che fa degli immigrati, disposti a tali sacrifici per essere in questo Paese, delle non- persone. Forse è ora di cambiare!
Associazione Antirazzista Interetnica 3 Febbraio
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