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Siamo gli immigrati sgomberati nella notte di giovedì 18 febbraio in via Sambuci. Sono venuti alle 5 del mattino, neanche fossimo i più pericolosi criminali ed ora siamo qui, senza un alloggio, senza un’alternativa ospitati solo grazie alla solidarietà della chiesa e della gente di buona volontà che ci sta a fianco.
Nulla hanno fatto le varie istituzioni che dovrebbero perdersi cura della vita degli esseri umani. Alcuni hanno detto che il problema di Sant'Antimo sono gli immigrati, che sono troppi e stanno occupando il paese. Altri che Sant'Antimo diventerà come Rosarno.
Vogliamo fare chiarezza e porre alcune domande: Cosa vuole dire occupare il paese?
Sappiamo cos’è l’occupazione della propria terra visto che tanti di noi vengono da paesi occupati da truppe straniere, noi invece siamo qui per vivere in pace non siamo in guerra. Non è certo colpa nostra se lavoriamo nelle fabbriche e ci pagano una miseria o se le case che sono in condizioni disagiate.
Perché non si guardano in faccia i veri problemi di Sant'Antimo? Forse è più facile prendersela con gli immigrati e più difficile prendersela con i veri criminali? Così facendo però oltre ad alimentare menzogne si perde la propria umanità. Qualcuno ci ha insegnato che chi salva una vita salva l’umanità e che chi la offende, la attacca, umilia l’umanità intera che è fuori e dentro ognuno di noi.
Con questa lettera vogliamo farvi riflettere anche su un altro problema. Quello che è successo a Rosarno non è certo colpa degli immigrati: lì come in altri luoghi si lavora per 20 euro al giorno per 10 ore, sfruttati e insultati fino ad essere sparati addosso. Cosa farebbe ognuno di voi nelle stesse condizioni? La rivolta che c’è stata a Rosarno da parte degli immigrati è stata contro il razzismo e la criminalità e se c’è stato qualche episodio estremo, che noi non condividiamo affatto ma comprendiamo, questo non può essere preso a pretesto per dire che il problema sono gli immigrati.
Sapete che a Rosarno i razzisti hanno sparato e ferito 84 immigrati di cui alcuni gravi? Di fronte a tutto ciò si vuole ancora dare la colpa agli immigrati? Vogliamo davvero continuare a vivere guardandoci con sospetto e paura? Davvero è questa la vita che vogliamo vivere insieme?
A Sant'Antimo ormai da mesi vi abbiamo dato prova della nostra accoglienza, della voglia di amicizia, della solidarietà e del rispetto di cui siamo capaci. Abbiamo aperto le nostre case quando ce le avevamo e lo faremo ancora, abbiamo cercato di avvicinarci e conoscerci.
Non sprechiamo questa occasione, non facciamo trionfare la violenza delle ordinanze comunali o del razzismo, non chiudiamo gli occhi a chi sta dando tanto bene a questa terra e ora chiede aiuto.
Venite con noi. Uniamoci e costruiamo insieme la giornata del 6 marzo per i diritti e la dignità di tutti:
Ore 10.30: partenza del corteo dalla piazza di S.Antimo
Ore 13.30: preghiera interreligiosa e pranzo interetnico nella piazza di Sant'Antimo
Contattaci al numero: 346 5708065







