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- SOLIDALI CONTRO LA CRISI – Assemblea pubblica – Napoli, 3 dicembre 2011
- Gli effetti della “Direttiva rimpatri” sulla normativa italiana in tema di immigrazione
- amanti eterni
- OMBRE E RAGGI
- La sentenza della Corte di Giustizia Europea che boccia il reato di inottemperanza all’ordine di allontanamento (14, co 5 ter)
- Le norme in materia di accoglienza dei fratelli provenienti dal nord africa
- VITTORIO ARRIGONI VIVE!
Processi ed Omertà
Sui media solo qualche rigurgito sulla vicenda della ragazzina che si era inventata lo stupro.
Il voyeurismo mediatico è implacabile e si spreme la notizia per far colare qualche ultima goccia di pettegolezzo.
Della sorte degli abitanti della cascina non frega più niente a nessuno, giusto una delle foto ad effetto da pubblicare.
Non importa a nessuno porsi domande sul tessuto antropologico di un quartiere e di come sia potuto svilupparsi uno dei peggiori episodi di razzismo degli ultimi anni.
A chi scrive su questo blog delle bugie di una ragazzina e del conseguente processo non importa niente.
Di questo articolo di repubblica l'unica nota che ci sembra interessante è questa:
Per quanto riguarda l'indagine sul rogo, invece, gli inquirenti continuano a scontrarsi con l'omertà degli abitanti della zona.
All'omertà del quartiere fa giusto contraltare l'omertà della stampa e della politica.
Notizie che tornano a galla ... sul fiume Frassine nel padovano.
Dopo oltre 9 mesi la notizia riaffiora sul Fatto Quotidiano, la firma è sempre quella di Roberta Polese.
La novità è che dopo la relazione del medico legale ci sono le premesse per un rinvio a giudizio per quattro esponenti delle forze dell'ordine e la Procura di Padova è al lavoro (ipotesi di reato: sequestro di persona, violenza privata, omissione di atti d’ufficio).
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Come al solito questo blog non gioca "ad un giorno in pretura" prendendo posizione su questioni che attengono alla Magistratura, piuttosto si chiede il perché la stampa, se la vittima è un immigrato, scelga sistematicamente la via del silenzio.
Quindi "onore al merito" alla giornalista solitaria, che non lascia cadere la notizia scomoda ma caparbiamente fa il suo lavoro.
Roma: Caritas ricorda 4 bimbi rom morti un anno fa, 'nulla e' cambiato' - - liberoquotidiano.it
Roma: Caritas ricorda 4 bimbi rom morti un anno fa, 'nulla e' cambiato' - - liberoquotidiano.it
Per le persone niente è cambiato e si continua a morire di freddo per strada.
Mentre il Consiglio d Stato ha dichiarato illegittimo il "Piano Nomadi" la giunta Capitolina taglia le risorse per i servizi sociali e la vicesindaco Sveva Belviso sa invocare solo il rimpatrio coatto dei cittadini comunitari.
Per difendere i minori? Li butto per strada nei giorni più freddi dell'anno.
Liberata casa minima della sposa bambina a Coltano Pisa
La famiglia, che ha lasciato l'alloggio nella tarda mattinata di martedì, fino ad ora ha rifiutato le proposte avanzate dai servizi sociali rivolte alla tutela e all'accoglienza dei minori
Leggendo l'articolo mi è saltata subito agli occhi l'incongruenza tra un intervento sbandierato come "in difesa dei minori" e l'effetto: 5 bambini messi per strada nelle giornate più fredde dell'anno.
Come al solito i giornalisti non ci aiutano molto a capire, essendo quasi sempre proni nel pubblicare acriticamente le veline che gli arrivano dal "potere costituito".
La situazione diventa molto più chiara se si legge il comunicato di Africa Insieme, l’associazione impegnata nella promozione e nella tutela dei diritti dei migranti che a Pisa è animata da Sergio Bontempelli.
Pubblico qui di seguito ed integralmente il comunicato:
Un fatto di inaudita gravità. Comunicato del 1 Febbraio 2012
Il comunicato di Africa Insieme sulla vicenda dello sfratto eseguito a Coltano il 31 Gennaio 2012.
Quello accaduto ieri, nel “villaggio rom” di Coltano, è un fatto di inaudità gravità. Come riportato dalle cronache, una donna è stata sfrattata con la forza, assieme ai suoi cinque figli, uno dei quali ha appena otto mesi. L’operazione è stata voluta dal Comune, perché la donna è indagata nell’inchiesta sulla “sposa bambina”, ed è attualmente sotto processo. Qui ci preme fornire alcune informazioni, che sono state omesse, o distorte, nel comunicato diffuso ieri dal Comune.
Il primo punto riguarda la motivazione dello sfratto, la vicenda della sposa bambina. Come noto, la donna non ha ancora avuto una condanna, ed è in attesa di processo: i cui esiti, peraltro, non sono affatto scontati, perché le indagini hanno fatto emergere molte contraddizioni nella tesi dell’accusa. Attuare uno sfratto sulla base di un semplice capo di imputazione è comunque illegale. La Dichiarazione dei diritti dell’uomo stabilisce che «ogni accusato di reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata in un processo». E la Costituzione italiana ribadisce: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.
Non solo: l’esperienza di questi anni dimostra che gli sfratti, effettuati sulla base di semplici capi di imputazione, hanno rappresentato solo un pretesto per allontanare i rom. Alcuni macedoni furono sfrattati da un alloggio a Marina di Pisa, perché imputati in un processo: assolti, non hanno mai ri-ottenuto la casa. E’ davvero la “legalità” l’obiettivo di questa amministrazione?
Il secondo punto riguarda il ricorso della donna contro lo sfratto. Non è affatto vero – come è stato scritto in passato – che il TAR ha dato ragione al Comune. Il giudice si è limitato a dichiarare “improcedibile” il ricorso: detto in termini semplici, significa che ha deciso di non decidere. I contratti per le case di Coltano, infatti, durano appena sei mesi, e devono essere rinnovati ogni volta, sulla base di una decisione “discrezionale” dell’amministrazione: se anche il giudice avesse dato ragione alla donna, il Comune avrebbe sempre potuto non rinnovarle il contratto. Il TAR, quindi, non ha dato ragione a nessuno: semplicemente, non si è espresso.
Infine, noi contestiamo le modalità e i tempi con cui è stato effettuato lo sfratto.Per allontanare la donna con i suoi bambini, si è scelto il periodo più freddo degli ultimi 27 anni. Come soluzione “temporanea”, è stata proposta un’accoglienza di poche ore, separando la madre dai suoi bambini: una procedura crudele e senza senso, utilizzata a Roma dal Sindaco Alemanno e più volte condannata dagli organismi internazionali.
Si è allestito un inedito dispiegamento di forze dell’ordine, chiudendo tutti gli accessi al villaggio e impedendo l’accesso a un giornalista free-lance intervenuto sul posto: una modalità da rastrellamento, che ha generato il panico in molte famiglie estranee alla vicenda (in quelle ore abbiamo ricevuto molte telefonate di rom che temevano uno sgombero generalizzato).
Africa Insieme si impegna sin da ora nella tutela legale della donna, e si rivolgerà agli organismi internazionali di tutela dei diritti umani per avere giustizia.
Pisa, 1 Febbraio 2012
Vigile ucciso: nomade estradato - Top News - ANSA.it
- Vigile ucciso: presunto investitore estradato
- Vigile ucciso: sospettato fermato in Ungheria estradato
- Vigile ucciso: cittadino tedesco arrestato in Ungheria estradato
- Vigile ucciso: l'arrestato, di incerta nazionalità, estradato
- Vigile ucciso: il giovane arrestato, di cui è incerta l'età, estradato
Il titolista dell'ANSA, in barba a quello che dice il codice deontologico e la Carta di Roma, usa un bel:
Vigile ucciso: nomade estradato - Top News - ANSA.it
Il ruolo della stampa - GIORNALISTI IN “FORMAZIONE” PER “INFORMARE SENZA PREGIUDIZI”
Manco a dirlo il tema è la corretta informazione, senza pregiudizi e luoghi comuni, sui circa 150.000 Rom che vivono in Italia.
La diretta dell'evento la trovate qui
Concordo in pieno con quanto dice Roberto Natale, presidente Fnsi:
- Per Natale è importante “che la società civile segnali gli abusi compiuti dai giornalisti”.
Riporto qui di seguito quello che è stato pubblicato fino ad ora nella diretta:
13:37 - ROM E MEDIA: GIORNALISTI IN “FORMAZIONE” PER “INFORMARE SENZA PREGIUDIZI” Formare i giornalisti perché l’opinione pubblica abbia una informazione veritiera, senza pregiudizi e luoghi comuni sui circa 150.000 Rom che vivono in Italia. E’ questo lo scopo del seminario in corso oggi a Roma (nella sede della Federazione nazionale della stampa), la prima di tre giornate in diverse città italiane organizzate dall’Associazione giornalisti scuola di Perugia, nell’ambito della Campagna “Dosta!” promossa dal Consiglio d’Europa e coordinata e finanziata dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). “Dai dati che abbiamo – ha detto Massimiliano Monnanni, direttore dell’Unar – i Rom e i Sinti sono in cima alle classifiche del pregiudizio e della discriminazione”. Per questo a tutti i giornalisti “è richiesto di non prestarsi a campagne devastanti”, ha aggiunto Roberto Natale, presidente Fnsi, rispettando il codice deontologico della “Carta di Roma” su migranti, richiedenti asilo e rifugiati, da due anni inserito anche nell’itinerario formativo per l’esame professionale. Per Natale è importante “che la società civile segnali gli abusi compiuti dai giornalisti”. Anche Paolo Butturini, segretario dell’Associazione Stampa Romana ha auspicato una ripresa del dibattito sull’inserimento di “sanzioni vere” per chi viola la “Carta di Roma” e ha proposto la pubblicazione di un vademecum per giornalisti con informazioni sui Rom. (segue) 13:38 - ROM E MEDIA: GIORNALISTI IN “FORMAZIONE” PER “INFORMARE SENZA PREGIUDIZI” (2) Tanta è infatti la mancanza di conoscenza nei confronti di un popolo fatto di tanti popoli (Rom, Sinti, Camminanti, Kalé, Manouches, Romanichels) il cui unico elemento unificante è la lingua declinata in tanti dialetti, chiamati erroneamente “nomadi” (ma il 70% è oramai da decenni stanziale), che rifiutano la parola “zingari” perché considerata denigratoria. Di questa realtà complessa è diversificata ha parlato Marco Brazzoduro, docente di politiche sociali all’Università La Sapienza di Roma, denunciando, inoltre, “un grave problema giuridico” per i Rom provenienti dalla ex Jugoslavia: “Sono nati e vivono in Italia ma sono considerati extracomunitari. Non avendo la cittadinanza sono soggetti ad espulsioni”. Per questi “cittadini invisibili” e “senza diritti”, ha affermato Brazzoduro, “basterebbe un articolo di legge, e risolvere la situazione con il buon senso”. Anche i Rom della Romania (circa 5000 a Roma), ha precisato, “sono quelli che vivono peggio, in ‘luoghi dell’orrore’ senza acqua, luce, servizi igienici, perché è mancata totalmente una politica di accoglienza”. Una delle soluzioni ai tanti disagi è la scolarizzazione, visto che “circa la metà della popolazione Rom in Italia è in realtà costituita da bambini”, ha ricordato Paolo Ciani, della Comunità di S.Egidio, per cui “quando si grida all’emergenza si rischia di cadere nel ridicolo”. (segue) 13:39 - ROM E MEDIA: GIORNALISTI IN “FORMAZIONE” PER “INFORMARE SENZA PREGIUDIZI” (3) Per migliorare il successo scolastico dei bambini Rom si può rispondere con alcune proposte, elencate da Ciani: “borse di studio, scolarizzazione precoce, sostegno allo studio, dare la possibilità a chi frequenta la scuola di ottenere più facilmente i documenti di identità, incentivare il trasporto pubblico”. Tra le testimonianze positive riportate al seminario, quella di Matilde Caraballese, presidente dell’Associazione “Occhio del riciclone Campania”, che ha fornito le cifre dell’economia Rom connessa con la raccolta e il riuso dei rifiuti: un giro d’affari che solo a Roma vale 10 milioni di euro (il valore dei beni recuperati dai cassonetti capitolini) ed impiega oltre 2 mila persone in 572 micro-imprese. Caraballese ha proposto una particolare “isola ecologica” basata sul riuso, per risolvere in parte il problema occupazione dei Rom ed evitare gli sprechi di rifiuti. Alcuni consigli ai giornalisti sono stati dati da Dijana Pavlovic, attrice e vicepresidente della “Federazione Rom e Sinti insieme”, che ha esortato l’Ordine “ad essere più severo con gli operatori dell’informazione che istigano all’odio razziale”. Il convegno proseguirà nel pomeriggio, tra i relatori anche rappresentanti della Caritas di Roma e dell’agenzia Sir.
... una notizia confortante ...
Sulla questione della discriminazione della popolazione romanì vedo dei passi incoraggianti.
Speriamo che si dia anche uno spazio adeguato alla rappresentanza ed all'auto determinazione delle comunità rom e sinti.
La notizia è questa (fonte ASCA)
(ASCA) - Roma, 24 gen - Un Tavolo interministeriale permanente su rom, sinti e caminanti e un Piano di integrazione da varare, anche dopo gli ultimi richiami giunti proprio oggi dall'Europa, entro febbraio.
Questi i risultati di un incontro appena terminato e al quale hanno partecipato i ministri per la Cooperazione e l'Integrazione Andrea Riccardi, dell'Interno Anna Maria Cancellieri, del Welfare Elsa Fornero, i sottosegretari al Lavoro e alle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra e all'Istruzione Marco Rossi Doria. Presenti anche tecnici dei dicasteri della Giustizia e della Salute ed un rappresentente della Conferenza Stato-Regioni. Un primo Tavolo, quello odierno, servito per fare un punto sulla non semplice situaizone del popolo Rom nel nostro paese. Da quanto si e' appreso il Piano, che partira' dal prossimo mese, sara' di ''lunga scadenza'' e si incentrera' su quattro direttrici principali per l'integrazione: istruzione, sanita', situazione abitativa e lavoro. Il ministro Riccardi ha parlato della necessita' di ''superare l'ormai cronica situazione emergenziale per approntare vere politiche di integrazione anche nella coscienza - ha sottolineato - che il popolo rom in Italia e' costituito, per almeno la meta', da bambini e ragazzi sotto i 18 anni di eta'''. Una politica, ha spiegato, che ''dovra' attingere anche dai fondi Ue. Non avremo piu', in questo senso, richiami da parte europea''. Una necessita', quella di politiche di accoglienza e integrazione, e' stato fatto rilevare, dovuta oltretutto agli impegni assunti (anche dal precedente governo) in sede europea. Uno dei temi affrontati, anche quello dei campi definiti ''disumani'' da Riccardi e ''molto spesso inaccettabili'' dalla Fornero che ha parlato dell'urgenza di un ''instradamento'' della questione rom verso politiche dell'integrazione non piu' reversibile. Politiche che debbono incentrarsi soprattutto sul tema dell'istruzione. Assicurando la ''disponibilita''' del suo dicastero, da parte sua, il responsabile del Viminale, Anna Maria Cancellieri ha ricordato il varo del Tavolo proprio alla vigilia della Giornata della Memoria che ricorda la morte di migliaia di roma nei campi di sterminio nazista. gc/
a parti invertite
Ieri un fatto di cronaca minore, per fortuna non c'è scappato il morto, vediamo i titoli
L'episodio non è uscito dalla cronaca locale e solo il Giorno di Bergamo titola:Come già detto, se un rom è vittima di un fatto di cronaca la notizia non va data, soprattutto se i criminali appartengono alla gioventù italica o bergamasca.
Il giornale ... RI-SBATTE IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA
Quella rete di coperture tra rom che frena le indaginiNell'articolo non un solo fatto ma una tesi finalizzata ad alimentare l'odio razziale: i rom sono omertosi e delinquono proteggendosi tra loro.
Un articolo tanto più odioso quando a Torino sono la magistratura e le forze dell'ordine che si rendono conto che la possibilità di chiamare alla propria responsabilità gli italici autori del pogrom della Cascina Cantinassa è impedita da: Un muro di omertà sul rogo delle Vallette - stampa.it
Ma occorre entrare nel merito dell'articolo di Andrea Cuomo per rendersi conto di come, per il giornale, vada versato veleno sulla base di niente se c'è una campagna di disinformazione da mandare avanti.
L'articolo ovviamente parte dalla giusta ondata di sdegno derivante dalla barbara uccisione del vigile Savarino , ma invece di raccontare i fatti di milano rinvanga l'episodio simile dell'omicidio stradale di Quarto Oggiaro di qualche mese fa.
Al giornalista non passa proprio per la testa di ricordare che nel doloroso caso di Milano gli omicidi sono stati assicurati alla giustizia in tempi rapidissimi proprio grazie alla collaborazione del uomo investito per primo, rom calabrese, e degli altri della comunità di giostrai che erano presenti.
LA TESTIMONIANZA - Gli investigatori sono arrivati ai sospettati anche grazie alla testimonianza dell'anziano giostraio colpito di striscio dall'auto poco prima della tragedia di giovedì. Agli agenti della polizia locale avrebbe fornito il numero di un cellulare di uno dei due. Hanno messo sotto controllo le celle telefoniche e hanno intercettato alcuni messaggi importanti per l'indagine.
(c'è perfino un altro articolo de ilgiornale che racconta come ci sia sta collaborazione nei campi rom).
Non passa neanche l'idea di confrontare l'episodio con quello dei giovani di Aosta, identificati dopo un mese e mezzo dall'omicidio stradale di Caselle cui erano colpevoli.
Ma prima di approdare ad Aosta, nel garage dove era nascosta la Clio modello Ventesimo Anniversario, gli agenti della polizia municipale hanno seguito tante piste fasulle. Almeno quaranta controlli a vuoto: segnalazioni anonime ma «potenzialmente attendibili». E «informazioni confidenziali». Blitz in campi nomadi, carrozzerie, sfasciacarrozze, discariche. Dopo l’incidente sono arrivate 4 lettere misteriose. Una firmata da «Anonimo 66», spedita da fuori Torino. Una signora di Grugliasco, convinta di aver trovato il pirata, «denuncia» il suo vicino di casa: «Ha un ritmo di vita anormale, dorme di giorno e vive di notte. Ha un amico con una Clio nera». Tutti vicoli ciechi.Mica si ricorda il giornalista che all'arresto di Romulus Mailat si arrivò grazie alla testimonianza di una romnì del campo Tor di Quinto.
Ma la vera chicca dell'articolo è ritirare in ballo l'episodio della Caffarella ed i nomi di Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz.
Al giornalista mica viene in mente di controllare l'esito del giudizio o gli archivi del suo giornale. Gli basta RI-SBATTERE il MOSTRO in prima pagina.
Allora ricordiamo al giornalista che i due poveri diavoli da lui tirati in ballo erano INNOCENTI e sono stati assolti per l'episodio.
Ed anche ai fini delle tesi razziste del giornalista l'episodio non va bene, il povero Karol Racz fu ritrovato dalla polizia quando tutti lo indicavano come il "mostro faccia da pugile" proprio in base alla civica segnalazione della comunità rom di Livorno che gli dava ospitalità.
Ovviamente il giornalista è molto più garantista quando gli imputati non sono Rom, e magari gli passano lo stipendio.
Per futura memoria, anche nel caso che Loyos e Racz vogliano chiedere spiegazioni al giornalista ed alla testa, una copia conforme della pagina è stata salvata.
All'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.
Venne alla spiaggia un assassino
due occhi grandi da bambino
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di un'avventura.
E chiese al vecchio dammi il pane
ho poco tempo e troppa fame
e chiese al vecchio dammi il vino
ho sete e sono un assassino.
Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva ho sete e ho fame.
E fu il calore di un momento
poi via di nuovo verso il vento
poi via di nuovo verso il sole
dietro alle spalle un pescatore.
Dietro alle spalle un pescatore
e la memoria è già dolore
ed è il rimpianto di un aprile
giocato all'ombra di un cortile.
Vennero in sella due gendarmi
vennero in sella con le armi
chiesero al vecchio se lì vicino
fosse passato un assassino.
Ma all'ombra dell'ultimo sole
s'era assopito il pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
e aveva un solco lungo il visocome una specie di sorriso.
da Migranti » Piovono rane - Blog - L'espresso
Migranti
In tutto questo, apprendo che Tomas Castillo Mendoza, 49 anni, che puliva le cabine e i cessi della Costa Concordia, e ci è morto annegato, era laureato in Antropologia.
Migranti » Piovono rane - Blog - L'espresso
Parole come pietre: “Ha 24 anni ed è slavo” : Gennaro Carotenuto – Giornalismo partecipativo
leggi dalle parti di Giornalismo partecipativo
Parole come pietre: “Ha 24 anni ed è slavo” : Gennaro Carotenuto – Giornalismo partecipativo
una storia da leggere
Ma Nadia in realtà non è "propriamente" un'immigrata: è un'italiana che vive sotto il ricatto del permesso di soggiorno.
Lo stato la considera una straniera, da rinchiudere ed espellere, perché è nata in Italia da genitori marocchini.
il resto della storia la trovate qui
uomini e topi, zingari e cani
Ha fatto si qualche dichiarazione, ma talmente ambigua da essere riproposta tal quale da un gazzettino notoriamente fascista e razzista e specializzato nell'antigitanismo.
Gli zingari non meritano attenzione, o per lo meno meritano meno attenzione dei cani.
Chi scrive questo blog è un animalista convinto, ma si indigna e prova un disgusto estremo se vede che un cane ha più rispetto di un bambino, di una donna, di un uomo.
Negli scorsi giorni Fassino ha incontrato con la massima attenzione il presidente dell'ENPA per risolvere un caso della massima gravità.
Infatti c'è un canile (ospita "ben" 80 cani e qualche gatto) che confina con un campo rom (per inciso dato alle fiamme 4 anni fa ... si sa torino è una città ospitale ed accogliente come dice sempre Fassino [1] ) che ospita "solo" 800 persone, di cui 400 saranno bambini, che hanno l'indiscutibile colpa di essere ROM.
Leggiamo cosa è stato fatto a queste povere bestiole dagli zingaracci:
- Le grondaie di copertura degli stabili erano state rubate
- Alcuni bambini erano stati sorpresi mentre tenevano un gattino per il collo all’interno della struttura
- Ma è negli ultimi giorni che si è raggiunto il limite. Mentre stava per andare via dal canile, uno dei volontari ha visto dei bambini di poco più di 8 anni che stavano colpendo la sua auto parcheggiata davanti alla struttura.
Interessante la lettura dei commenti sul gruppo Facebook di questi amanti degli animali.
ad esempio: ---- i cani liberi e gli zingari al guinzaglio !!!! ---- Non deve chiudere il canile, deve chiudere il campo ROM ---- DATELI IN PASTO AI PITBULL,NE BASTANO UNA DECINE ,,LI SCILOGLIAMO QUALCHE MINUTO E MANGIANO GRATIS CARNE FRESCA.(...POSTATO DA MIO MARITO EX DEL POPOLO DI FB) ---- assolutanente daccordo con te Simona!questi schifosi devono sparire, loro sono la spazzatura, i nostri fratelli pelosetti devono poter vivere in pace
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In circoscrizione c'è qualcuno che sembra prendere le giuste prospettive.
Interessante confrontare l'impegno del comune per i canile rispetto a quello per la scolarizzazione, così a naso sembra che si spenda di più per gli ottanta cani rispetto a quanto si spenda per i 400(?) bambini ...
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[1] Quello stesso campo rom fu pure assediato da baldi fasci qualche giorno dopo il rogo.
Documentandosi sul passato si scopre che quando una romnì viene ammazzata da un ubriaco alla guida italico la cosa non fa notizia, la donna assurge alla dignità di romena e la cosa finisce li. Cosa sarebbe successo al campo nomadi se alla guida ci fosse stato un rom e la donna travolta fosse stata torinese?
